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Visualizzazione dei post da agosto, 2026

Come poter riprendere a vivere

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Come si può continuare a vivere dopo che qualcuno ci viene strappato via? Come si può riprendere la vita quando il dolore del lutto ci schiaccia nel più profondo sconforto? Sopravvivere ad un grande dolore che ci spezza dentro credo sia una delle esperienze più difficili della vita.  È come se qualcosa dentro di noi si frantumasse, lasciando un vuoto che sembra impossibile da colmare.  Il dolore ci invade, ci toglie il respiro e ci stordisce confondendo il senso del tempo. Ci svegliamo ogni giorno sperando che sia solo un orribile incubo, eppure la realtà è lì, implacabile, a ricordarci ciò che abbiamo perso e ciò che ci ha terribilmente ferito. La sopravvivenza non è solo un atto di resistenza o resilienza: è un percorso, fatto di piccoli passi, di cadute e di risalite. Non si tratta di cancellare il dolore, ma di imparare a conviverci senza esserne distrutti.  Alcuni giorni sembrerà impossibile, altri si intravederà una luce fioca, piccola, lontana, ma reale. Accogliere...

L'eucalipto

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L'eucalipto é il gigante alato dalle foglie d'argento che pulisce il cielo, purifica l'aria e porta una sferzata di freschezza balsamica capace di risvegliare mente e polmoni. E' un albero monumentale, maestoso e dalla crescita prodigiosa. La sua corteccia è un'opera d'arte dinamica: si stacca a strisce verticali, lasciando il tronco liscio, sfumato di grigio, azzurro, verde e avorio. ​Le sue foglie nascondono una doppia personalità: quelle giovani sono tondeggianti e d'un verde-azzurro, mentre quelle adulte diventano lunghe, rigide e pendule come lame d'argento. Se piegate o spezzate, rilasciano una quantità enorme di olio essenziale, dominato dall'eucaliptolo, una sostanza aromatica rinfrescante e altamente antisettica. Originario dell'Australia, l'eucalipto fu introdotto in Europa e in Italia nell'Ottocento con un soprannome singolare: "L'Albero della Febbre". Poiché le sue radici sono idrovore e prosciugano enormi quanti...

Difese e lattoferrina

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Ti ricordi quando cadevi dalla bici e ti graffiavi le ginocchia?  Cosa mettivi come primo rimedio sulla sbucciatura? Picchiettavi la parte lesa con la saliva. Anche su piccole ferite o graffi il rimedio cardine era appoggiare un leggero strato di saliva.  La saliva era il primo rimedio, forse anche istintivo, usata quasi come  sostanza magica. Al giorno d'oggi, questa tecnica popolare non è vista come malsana, perché ha il suo fondamento 'scientifico'. Perché? Perché nella saliva è presente la lattoferrina. La lattoferrina  è una molecola prodotta dal corpo umano, è presente in tutte le mucose, nel latte e nelle lacrime. La lattoferrina ha una funzione antimicrobica, antibatterica, antifungina. Sostiene il sistema immunitario, attivando linfociti e macrofagi (i nostri soldati) contro virus, batteri, funghi. Agisce sul ferro regolandone l'assorbimento e trasporto, ottimo sia in chi ha anemia, che chi ha eccesso di ferro circolante. Regola la risposta infiammatoria, ai...

Quando il mare si lagna, la terra si bagna

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Un borbottio profondo, a fior di terra, sale dalla costa al di là della collina, facendo vibrare quasi l'aria del pomeriggio. Il cielo sopra i campi è ancora di un azzurro pallido e opaco, ma il vento ha cambiato voce: gira di scirocco, caldo e umido, portando con sé quell'odore di salsedine che s'infila tra i rami degli ulivi. ​Il contadino si ferma sulla soglia della legnaia, tenendo in mano un fascio di legna secca appena legata. Piega leggermente la testa verso ovest, restando in ascolto di quel brontolio cupo e continuo che viene da lontano, come il ruggito di una fiera chiusa in una grotta. ​"Lo sentite quel rumore lento che sale da dietro il crinale? È il mare che fa il bisbetico. Pare tranquillo a vederlo da qui, eppure laggiù sta già battendo forte contro i frangiflutti e la scogliera. Mio padre non guardava mai le nuvole per sapere se era ora di mettere al riparo il fieno; bastava che mettesse l'orecchio al vento di ponente. ​La terra e il mare sono come ...

Le coppie di ieri e di oggi

Ci aspettavamo la solita risposta. Che oggi ci si lascia più facilmente. Che ci sono i social. Che manca l’impegno. Invece ci ha detto una cosa che non avevamo mai sentito: “Le coppie di quarant’anni fa non erano più unite. Erano solo più costrette a restare. Quelle di oggi non sono più fragili. Sono solo più libere di ammettere quando qualcosa non funziona.” Ci ha spiegato che per decenni la psicologia sociale ha confuso due cose molto diverse: la durata di una relazione e la sua salute. Una coppia che resta insieme cinquant’anni non è, per questo, una coppia felice. È stata una coppia in cui almeno uno dei due, spesso entrambi, non aveva l’opzione economica, sociale o culturale di andarsene. Il sociologo Andrew Cherlin, in The Marriage-Go-Round del 2009, ha descritto questo passaggio con una frase che è diventata un riferimento. Nel Novecento il matrimonio era un contenitore dentro cui si costruiva una vita. Oggi è un premio che si celebra quando la vita è già costruita. Non è che ci...

La vignetta

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Il rumore delle parole

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  A volte il rumore delle parole altrui confonde più di quanto chiarisca, soprattutto quando dietro un tono gentile si nasconde l’ombra dell’ipocrisia. Crescere significa imparare a distinguere chi parla per convenienza da chi tace per profondità, perché non tutto ciò che viene detto merita di essere accolto.  Il silenzio non è debolezza, è uno spazio sacro in cui ritrovare lucidità e forza interiore. In mezzo a promesse vuote e sorrisi costruiti, scegliere di ascoltare i propri pensieri diventa un atto di rispetto verso se stessi.  È lì che nasce la chiarezza, lontano dalle maschere e dalle finzioni. Non serve rispondere a tutto, non serve replicare a chi vive di apparenza: la vera solidità si costruisce dentro.  Quando impari a preferire la tua quiete al clamore degli altri, smetti di farti trascinare da ciò che non ti appartiene. E nel silenzio profondo ritrovi finalmente la tua verità. web

Il rovo

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Il rovo è il guardiano selvaggio della terra, il groviglio spinoso e indomabile che protegge i confini del bosco, offrendo in cambio del nostro rispetto il dono più dolce e scuro della fine dell'estate: le more. E' una pianta rampicante e strisciante, dalla forza prodigiosa. I suoi fusti sono flessibili ma ricoperti da spine ad uncino affilatissime. Cresce con una velocità sorprendente, creando barriere naturali impenetrabili che proteggono il terreno dall'erosione e offrono un rifugio sicuro a piccoli animali, uccelli e insetti. ​La sua è una bellezza ruvida. In primavera si veste di delicati fiori bianchi o rosa sfumato, a cui seguono i frutti. Le more cambiano colore con il passare delle settimane, passando dal verde acerbo al rosso vivo, fino a raggiungere quel nero lucido, profondo e succoso che annuncia la maturazione ideale sotto il sole di agosto. • ​La maledizione di san Michele e la notte delle more. Secondo una celebre leggenda del folklore britannico ed europeo,...

Tintura di iodio e salute

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Lo iodio è uno degli elementi  essenziali per la vita.  L'Europa ne è carente e di conseguenza tutti noi. Il sale iodato dovrebbe sopperire a questa carenza, ma non è sufficiente. Abbiamo bisogno di integrare iodio tramite sale, alghe, pesce e possiamo aiutarci con la tintura di iodio. La tintura è stata usata come disinfettante  da spennellare sulla pelle prima della scoperta degli antibiotici, salvando molte vite. Nel secolo scorso ogni infezione anche piccola, poteva essere fatale. La tintura di iodio con il suo forte effetto disinfettante era preziosa. Poi con l'avvento dell'antibiotico è andata in disuso. Nel tempo la tintura di iodio è stata sostituita con altri rimedi per disinfettare, meno irritanti. Infatti, se spennellata sulla pelle, la tintura può irritare, bruciare, fare prurito. Ma con la scomparsa della tintura abbiamo perso anche una fonte semplice e sicura di iodio, e di questo elemento ne soffriamo la carenza. La tintura può essere usata come una fonte s...

Ti sblocco un ricordo

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La stanchezza dell'anima

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  Esiste una stanchezza, quella dell’anima,  per la quale non basta il riposo fisico. Ha bisogno del mare, del silenzio, di poche parole, della pulizia dei comportamenti, di non ascoltare la stupidità della gente. Ha bisogno di respiri lunghi, guardando il cielo, leggendo un libro, sorseggiando un caffè, sorridendo ad un pensiero, piangendo senza vergogna. Esiste una stanchezza, quella del cuore,  che ha bisogno di abbracci  che regalino la primavera,  quando tarda ad arrivare. Un abbraccio che sia quel bacio  sulla fronte, mentre dormi. Mentre ad occhi chiusi combatti  con le tue paure. Che scacci gli incubi, che combatta i mostri, che ti regali l’alba,  anche quando il sole non c’è. Da cuore a cuore Natascja Di Berardino

Caduta sassi

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Strada da Contra' Costa a Contra' Fozati Segnalazione di Loris  

La vignetta

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Avvisi funebri (FC)

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Guarigione

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  La nuova religione del trauma promette salvezza a chiunque abbia avuto un’infanzia, una delusione, un fallimento, una giornata storta o semplicemente una vita normale. Parlare di guarigione funziona sempre.  È una parola magica.  Basta pronunciarla e subito si apre il mercato. Guarire dalle ferite, guarire dal passato, guarire dai genitori, guarire dalle relazioni, guarire dal lavoro, guarire dall’ansia, guarire dalla paura, guarire perfino da se stessi. Ormai non si vive più, si guarisce. Ogni difficoltà diventa un sintomo.  Ogni tristezza diventa un trauma. Ogni ostacolo diventa una ferita da sanare.  Ogni delusione amorosa diventa un percorso di rinascita. Ogni smarrimento diventa materiale per corsi, manuali, consulenze, ritiri, podcast, diagnosi poetiche e santini digitali con frasi tipo: “Non sei rotto, devi solo guarire”. Magnifico.  Peccato che a forza di sentirsi dire che bisogna guarire, uno finisce davvero per sentirsi malato. Il grande equivoc...

A volte il sorriso è traditore

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  Non tutto ciò che appare gentile nasce da un cuore pulito, perché a volte il sorriso è solo una maschera ben allenata e le buone azioni diventano un modo per alimentare l’ego più che per aiutare davvero. La cattiveria raramente si presenta in modo diretto, preferisce travestirsi, insinuarsi con educazione studiata e parole misurate, ma si tradisce quando sente il bisogno di vantarsi, quando trasforma il bene in merito personale e rivela, dietro l’apparenza, un’intenzione che non era mai stata sincera. web

Se si azzuffano i Pastori, per il gregge son dolori

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  Il vento della sera scende giù dalle valli, portando con sé il suono metallico dei campanacci che oscillano sul collo delle pecore. All'ingresso del ricovero di pietra, la terra è calpestata dagli zoccoli e segnata dalle orme recenti del bastone lasciate sul fango ora prosciugato. ​Il contadino se ne sta appoggiato al muretto a secco, guardando la vallata con un'espressione cupa. Più in basso, le pecore vagano senza una meta precisa: alcune provano a brucare tra i rovi, altre si fermano smarrite dove il bosco si fa fitto, mentre i cani da pastore guaiscono incerti, non sapendo più a chi dare ascolto dopo l'accesa lite che ha visto i due padroni gridarsi addosso e piantare lì tutto. ​"Quando i padroni perdono il senno per la bramosia di un pascolo o per una questione di confini, chi sta sotto paga sempre il conto più alto. Li ho visti prima, quei due: due teste dure, urlarsi contro fino a farsi venire il collo rosso, ciascuno convinto di avere la ragione assoluta in t...

A Sant'Agostino la testa sul cuscino

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Il sole scende più in fretta dietro le creste del colle, lasciando una striscia di cielo color mattone che rinfresca l'aria in un soffio. Le stalle sono già chiuse e le ombre della sera si allungano veloci sui solchi dei campi, portando quel primo brivido d'ombra che fa venir voglia di infilare le mani in tasca. ​Il contadino se ne sta seduto sullo scalino di pietra davanti alla porta di casa, mentre con un coltellino affilato sbuccia una mela croccante. Posa la lama, guarda la luna sottile che fa la sua comparsa sopra la chioma del vecchio noce e si tira su il colletto della camicia di tela pesante. ​Fa un sospiro di sollievo, assaporando la quiete di una giornata finita senza più l'affanno del gran caldo. ​"Oggi è il ventotto d'agosto, la festa di Sant'Agostino. Fino a qualche settimana fa, a quest'ora si stava ancora nell'aia a battere il grano o a sistemare gli attrezzi, e la notte faceva così caldo che ci si girava e rigirava nel letto senza riusci...

Gli Orizzonti della Poesia

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  Io non ho meraviglie da mostrare né piccoli tesori di cui andare fiera,  o gioielli di famiglia che si tramandano  da madre in figlia nel cambio generazionale.  Io non ho un giardino segreto  dove ho trascorso i momenti migliori, ma ricordo un angolo di una grande stanza,  tutto per me, una penna e dei quaderni pronti a salpare per un sogno o per alleggerire l'animo. Ti potrei mostrare tutti i miei errori, le mancanze che avrei potuto evitare,  le delusioni date a mia madre e  puntualmente restituite,  l'amore che non ho saputo dare. Le mie debolezze come atto di forza,  ma che fatica emergere da se stessi. Francesca Stassi

La vignetta

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El cocòn

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  [Gianni Spagnolo©26H10] Dalle nostre bande, gli anni Sessanta dello scorso secolo, hanno per così dire rappresentato lo spartiacque fra il mondo vecchio e quello nuovo. Per così dire: eravamo già follemente immersi nell'incipiente progresso, ma sussistevano ancora abitudini e mode che appartenevano al passato. Soprattutto negli anziani, che preferirono abbandonare metaforicamente questa valle mantenendo fino alla fine le loro abitudini, i loro stili di vita e la loro lingua madre. Ciò si rifletteva anche nell'aspetto: vestiti e acconciature su tutto.  Per gli uomini l'acconciatura dipendeva più dal testosterone che dalla volontà, per cui imperava il riporto alla bersagliera e bastava il baschetto o il cappello a far da monumento ai caduti. Nelle donne l'acconciatura dei capelli denotava immediatamente a quale mondo si appartenesse. Per loro dominava il fazzoletto da testa, rigorosamente nero  e annodato sulla nuca per le più anziane, più lezioso e variopinto per quell...

Ho imparato che...

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La vita mi ha insegnato che le persone cambiano in continuazione... Che fidarsi di qualcuno ormai è diventato una virtù.  Che gli amici sono tutti amici  finché l'amico sei sempre tu. Che tante cose riesci a vederle meglio mentre ti allontani. Che il "vero valore" nella vita,  va dato a chi ti rimane   "accanto" nei tuoi momenti peggiori, perché ad essere presenti nei tempi migliori sono capaci tutti. Ho imparato che ho ancora tanto da imparare... che tante spalle dovrò ancora voltare.  (Tania Catarama)

Dispensario e Farmacia chiusi per il ponte dei 8

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La vignetta

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Non é più tra noi - Hermann Guzzonato (nr. 9 - 08/26)

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Riflessioni sulla solitudine

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La solitudine, accorcia il poco tempo che ancora, forse, ci rimane. Non si cade nella solitudine di colpo, ci si scivola dentro piano piano. E il dolore vero arriva dopo, nel momento lucidissimo in cui ti accorgi che tutti sanno che sei sola, ma nessuno fa quel piccolo passo in più. Un caffè, un'uscita, una chiacchierata che non sia solo di circostanza. Non è una brutta cosa perché sei tu ad esserlo. È brutta perché toglie sapore al tempo, lo rende più corto e più amaro. Ed è normale sentirsi così, soprattutto quando intorno sembra che tutti siano già occupati. Quel gesto che aspetti dagli altri, a volte va provato al contrario. Non perché debba farlo tu per forza, ma perché a volte le persone non si fanno avanti per distrazione, timidezza, paura di disturbare, non per indifferenza. Un messaggio semplice, del tipo "ti andrebbe un caffè vero, non al volo, ti va questa settimana?" rompe quell'incantesimo di circostanza. Non sempre funziona, ma quando funziona cambia la ...

Settembre alle porte

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Settembre è come un piccolo capodanno. Iniziano gli anni scolastici, i corsi di ballo, gli abbonamenti in palestra, e tutti i buoni propositi che ci riproponiamo di portare avanti. Da Settembre a Natale il tempo passa in un soffio. È ora di pensare a rinforzare le difese, cambiando leggermente la dieta e facendo  zione ai colpi di freddo. infusi caldi ai pasti, specialme nte alla sera per accompagnare il pasto. È tempo di bere e la digestione. È opportuno sospendere insalatone e pasti completamente freddi o crudi. Le mozzarelle con i loro inseparabili pomodori, la pasta fredda e il riso freddo. Non sembra, avvertiamo ancora il caldo del mezzogiorno, ma il nostro corpo deve prepararsi per l'autunno. Serve integrare le vitamine, la vitamina D  e C fino a Maggio e le vitamine B a mesi alterni. Magari aggiungere 2 volte alla settimana una spennellata di tintura di iodio sulla pelle. Per altre integrazioni (gemmoderivati, oli essenziali, propoli, lattoferrina, ecc. si deve guarda...

Come si grida, il bosco risponde

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Il silenzio del bosco di faggi è così profondo che si sente persino il fruscìo delle foglie secche mosse da una lucertola. L'aria profuma di resina e di terra umida. Un valligiano di passaggio, innervosito per un intralcio sul sentiero, si mette a urlare una bestemmia d'imprecazione verso la parete di roccia. Dopo un secondo, la montagna gliela rimanda indietro pari pari, amplificata e raddoppiata, rimbombando tra gli alberi con una forza che fa allertare persino gli uccellini sui rami. ​Il vecchio contadino, che stava sramando una ciocca di castagno poco più in là, abbassa la scure e si gira a guardare il viandante con un'espressione severa, ma calma. Aspetta che l'eco si spenga del tutto nella valle prima di prendere la parola. ​Sfrega la lama della scure con un ciuffo d'erba per pulirla dalla resina e scuote la testa con lentezza. ​"Vedi cosa fa la montagna? Non si inventa niente. Tu le regali un urlo di rabbia, e lei ti restituisce rabbia raddoppiata. Se in...

I viaggi della cicogna

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Mi segnalano che in Valle la cicogna ha avuto in questo periodo il suo bel daffare... Era da un bel pezzo che non doveva fare gli straordinari! Quindi, oltre a quelli già pubblicati, aggiungiamo NICOLAS RIZZA  di Samantha Gallo e Marco Rizza a Forni; (12 agosto) MICHELANGELO SELLA di Michela Peron e Nicola Sella in Contra' Sella; (13 agosto) ARYEL ALESSI di Natalie Lorenzato ed Alex Alessi in Contra' Costa; CAMILLA di Federica Lorenzi (tajana) (che non ho il cognome e nemmeno il nome del Papà e se qualcuno me lo segnala grazie) Aggiungiamo anche MATILDE BERTOLDI di Giulia Fracchetti e Mattia Bertoldi in quel di Pedemonte. Si vocifera che entro la fine dell'anno ne dovrebbero arrivare altri...  Sempre segnali positivi!!! Auguri e congratulazioni a tutti!!!

La vignetta

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Salvare una Persona?

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La cosa più pericolosa è salvare una Persona... Sembra una frase dura, vero? Eppure fin da piccoli ci hanno insegnato che salvare è un gesto nobile. Che una brava persona deve aiutare. Sacrificarsi. Essere sempre disponibile. Restare accanto. E tutto questo è meraviglioso… Fino a quando l’aiuto non si trasforma in salvataggio. Tra queste due parole esiste una differenza enorme. Quando aiuto una persona, credo nella sua forza. Quando la salvo, inizio a credere che senza di me non ce la farà. Ed è proprio lì che nasce la dipendenza. A volte è così sottile che nemmeno ce ne accorgiamo. E, paradossalmente, fa stare bene entrambi. Chi salva si sente indispensabile. Chi viene salvato si sente protetto. Sembra che tutto funzioni. Ma col tempo accade qualcosa. Uno si stanca. L’altro smette di crescere. Uno continua a dare sempre di più. L’altro aspetta sempre di più. E, alla fine, entrambi soffrono. Il paradosso è che il Salvatore, molto spesso, non sta cercando di salvare l’altro. Sta cercand...