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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

L'occidente che si vergogna di esistere

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Ci sono civiltà che vengono distrutte dai nemici. E poi ci sono civiltà che iniziano a morire quando smettono di credere in sé stesse. Joseph Ratzinger lo aveva capito molto prima di tanti altri. Quando parlava dell’Europa, non descriveva soltanto una crisi politica o economica. Descriveva qualcosa di molto più profondo: una crisi spirituale, identitaria, quasi psicologica. Un continente stanco, incapace di riconoscere la propria grandezza, convinto che la propria storia sia soltanto un elenco di colpe. Ratzinger usò un’espressione fortissima: “odio di sé dell’Occidente”. Ed è esattamente ciò che vediamo oggi. L’Europa contemporanea sembra aver perso il coraggio di difendere la propria civiltà. Quando parla della propria storia, riesce a vedere quasi soltanto colonialismo, guerre, discriminazioni, oppressioni. Tutto vero, certo. Ma una civiltà che osserva sé stessa esclusivamente attraverso il filtro della colpa è una civiltà che si prepara lentamente alla dissoluzione. Perché l’Occide...

la Spensieratezza

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Qualche sera fa abbiamo partecipato, tramite collegamento da remoto, ad un incontro a più voci, nell’ambito dei festeggiamenti dedicati a S. Rita presso la comunità di Cittanova (RC). In particolare, abbiamo avuto modo di conoscere la storia di Monica: una donna passata attraverso quattro tumori e uscita vittoriosa. Nel suo racconto, Monica spiegava ciò che questa vicenda di dolore e rinascita le aveva dato e ciò che le aveva tolto. Con sicurezza ha affermato: “La malattia mi ha tolto la spensieratezza. Non l’ho più recuperata”. Si potrebbe ritenere quasi un bene la spensieratezza: non avere pensieri, dunque niente preoccupazioni, zero problemi, nulla attorno a cui affaticarsi interiormente. Perché proprio questo succede: il pensiero ti costringe ad applicarti con la tua interiorità. Chiama a raccolta le risorse che magari dentro di te sonnecchiano, e le spinge a concentrarsi attivamente attorno ad un oggetto. Anche ad Agostino l’esercizio del pensiero costava molto, in termini di fati...

Il Cuore

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Al primo posto della classifica delle Emoticon più utilizzate nel 2025 c’è proprio lui: il cuore. Che è anche il grande ispiratore di poesie o canzoni: con cuore fanno rima, solo per citarne alcuni: dolore; amore; fiore; ardore; candore… Indispensabile nel nostro vocabolario affettivo e comunicativo, il cuore tuttavia non si lascia circoscrivere dal sentimento/romanticismo con cui immediatamente lo associamo. Rimane oltre. Possiamo avvicinarne un ulteriore significato tramite l’immagine del nocciolo, che è il cuore di un frutto, la sua parte più interna, custode del futuro della pianta. Noi non siamo piante e non produciamo frutti; tuttavia anche noi possediamo una zona interiore, segreta e delicata, un luogo dove, per usare le parole di Agostino, «siamo comunque siamo» nella verità, senza maschere né sovrastrutture: il cuore, appunto. Dalla Bibbia apprendiamo che il cuore è il luogo dove si maturano le decisioni, dove si medita sul vissuto cercando raccordi di senso; dove si fa memori...

G R A Z I E

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  Verena e Famiglia Bonato ringraziano tutti coloro che nella giornata di ieri si sono adoperati per un aiuto nella ricerca di Emo. Purtroppo non siamo in grado di ringraziarVi personalmente tutti, ciononostante, in un momento per noi difficile, abbiamo sentito la vicinanza della Comunità e Vi siamo infinitamente grati. Un ringraziamento ai Carabinieri, ai Vigili del Fuoco, al Comune, alla Protezione Civile e Soccorso Alpino per il lavoro svolto. In situazioni così disperate aver la fortuna di avere tante Persone disponibili che in un modo o nell'altro ti sono d'aiuto, ci fa capire quanto meravigliosa sia la nostra piccola Comunità. Un grazie di cuore a TUTTI VOI!!!

La Lavandaia

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  Le ginocchia affondavano nel cuscino di paglia foderato di juta, ma il freddo della pietra passava comunque, come un ago che cercava l’osso. La lavandaia non alzava lo sguardo. Per lei, il mondo intero era racchiuso in quel rettangolo di acqua corrente e nel perimetro di una camicia di lino che sembrava non voler cedere al candore. ​Il rito era iniziato ore prima, nel buio della cucina, con la liscivia. Lei versava l’acqua bollente sopra il tino coperto dal cenerazzo, un panno robusto che tratteneva la cenere di legna. Quel liquido filtrato, povero e potente, era l’anima della pulizia, un’alchimia di fuoco e residui che scioglieva il grasso del lavoro e il sudore della fatica. ​Ora, sulla sponda del fiume, il lavoro si faceva fisico, quasi estenuante. Il tessuto ora imbevuto d’acqua, diventava un nemico da domare. Pesava come piombo. Il sapone d'olio, scuro e profumato di resina, veniva passato con le nocche dolenti delle dita che sembravano ormai radici d’ulivo. Sbam. Sbam. La p...

La vignetta

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Essere lupo o asino?

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  Figlio mio, è meglio essere un lupo che tutti temono… che un asino che tutti usano. È una frase forte. Parla di dignità, di rispetto, di non lasciarsi sfruttare. Ma forse la verità sta nel mezzo. Non devi essere un lupo che incute paura per essere rispettato. E non devi accettare di essere un asino che tutti caricano di pesi. Meglio essere una persona che sa dire no. Che non si lascia usare. Che non ha bisogno di spaventare per farsi ascoltare. Il rispetto vero non nasce dalla paura. Nasce dai confini chiari. E il valore non sta nell’essere temuto,  ma nell’essere forte senza perdere l’anima. web

Io spero ridiventi un'abitudine

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Per anni, in molti paesi d’Italia, davanti alle case compariva immancabilmente una sedia: non un dettaglio, ma il filo che attraversava la giornata. Dopo cena, quando l’aria si faceva più fresca, le sedie apparivano una dopo l’altra lungo la strada, già lì, pronte senza bisogno di essere sistemate. Le donne conversavano a bassa voce, ma senza interruzione; gli uomini si fermavano, si sedevano e commentavano il lavoro, il tempo, le novità arrivate da qualcuno. Gli anziani restavano più a lungo, con lo sguardo fisso su quello che succedeva davanti. I bambini giocavano poco distante, e da quei seggiolini si vedeva tutto: chi rientrava a piedi, chi passava in bicicletta, le luci che si accendevano una dopo l’altra, i saluti che si ripetevano ogni sera, ma non erano mai esattamente gli stessi. Non servivano appuntamenti né inviti: bastava esserci. La strada diventava uno spazio condiviso, senza orari, e il ritmo della giornata si allentava. Le conversazioni non avevano un inizio preciso né ...

Un giretto spettacolare sopra Arsiero

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Boeing 747 in arrivo🤣🤣🤣

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Orario conad

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La vignetta

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"Buen Camino"

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“Buen Camino” con il coro Caviojo di Arsiero Nella splendida cornice della chiesetta di San Giorgio di Velo D’Astico, venerdì 22 maggio 2026, si è tenuto un concerto in ricordo dei tanti coristi che hanno lasciato questo mondo, per cantare nell’alto dei cieli. La piccola chiesa, antica e piena di significato, ha accolto tante persone per questa serata speciale dove il canto si è fatto preghiera, ricordo e speranza. Tanti i brani proposti, alcuni conosciuti, altri nuovi, ma tutti hanno avuto il potere di farci volare in alto, ci siamo cullati con le armonie e abbiamo ascoltato le parole dei testi. La musica unisce, accomuna, avvicina, condivide ed è una medicina preziosa per il cuore e l’anima: partecipare a un concerto di questo tipo, non può fare che bene, ci si sente più leggeri nonostante le fatiche di ogni giorno e diventa un balsamo che cura le ferite, che riempie i vuoti che ci intristiscono. Guardando tutto il gruppo di cantori, mi sono immaginata che accanto a loro ci siano sta...

Capelli neri, forti pensieri... capelli bianchi, pensieri stanchi

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Questo proverbio ha il passo lento del tempo che passa. Ha il sapore delle confidenze fatte di sera, quando ci si siede sulla panchina fuori dalla porta e si guarda indietro alla propria vita. ​Il vecchio contadino si toglie il cappello di paglia e lo posa sulle ginocchia. Passa una mano nodosa tra i suoi capelli, che ormai sono candidi come la neve che copre i campi a gennaio. Sorride con le rughe che gli incorniciano gli occhi, e comincia a parlare con quel tono calmo di chi non ha più fretta di arrivare da nessuna parte. ​"Vedete questi capelli bianchi? Una volta erano neri come le piume del corvo. E vi assicuro che allora, nella testa, c'era un gran terremoto.  ​Quando sei giovane, la testa è una fucina sempre accesa. I pensieri sono forti, tenaci, a volte feroci. Vuoi spaccare il mondo, vuoi arare più terra degli altri, insegui i desideri, accumuli rabbia, passioni e  progetti. La testa non si ferma mai, neanche di notte; è un continuo fare calcoli, avere ambizioni, torme...

Dopo Caporetto

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Dopo Caporetto, l'Italia scavò una città intera dentro una montagna. Novembre 1917. Il fronte italiano era appena collassato nel peggiore disastro militare della sua storia. Trecentomila soldati prigionieri, quattrocentomila in rotta. Il Monte Grappa era l'ultima linea. Il colonnello del Genio Nicola Gavotti ricevette un ordine semplice e impossibile: rendere la montagna inviolabile. La risposta fu scavare dentro di essa. Comincia così la storia della Galleria Vittorio Emanuele III — un sistema sotterraneo che nei mesi successivi avrebbe cambiato le sorti della guerra sul fronte italiano. Il progetto era brutale nella sua ambizione: circa 5 chilometri di gallerie ricavate nella roccia viva di Cima Grappa, a 1.776 metri di quota, con 24 perforatrici meccaniche che lavoravano giorno e notte. Quarantamila metri cubi di roccia asportati. Aspetta. Non era solo un rifugio. Era un'intera città militare: comandi, depositi munizioni, infermerie, ricoveri per la truppa. Postazioni pe...

L'addio

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Ci sono addii che mostrano davvero il carattere di una persona. Entrare nella vita di qualcuno è facile, soprattutto all’inizio, quando tutto è nuovo. Andarsene senza distruggere ciò che è stato, invece, richiede altro. Dice molto del rispetto che hai, di come scegli di chiudere. Quando condividi tempo con qualcuno, restano tracce. Momenti, parole, silenzi. Cose che, mentre accadono, sembrano normali, ma poi restano. Per questo, quando qualcosa finisce, non serve trasformarlo in uno scontro. A volte una storia si chiude perché ha fatto il suo percorso. Accettarlo è più difficile che restare nel conflitto. Le rotture impulsive lasciano segni. Parole dette per rabbia, accuse, frasi che pesano più del necessario. Sembrano uno sfogo, ma raramente portano calma. Uscire con rispetto non vuol dire far finta di niente. Vuol dire scegliere come farlo. Chiudere senza rovinare tutto. Riconoscere che ciò che c’è stato ha avuto valore, anche se è finito. Col tempo si capisce che anche il modo in cu...

Risvegliarsi di notte non sempre è insonnia

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Una cosa è avere difficoltà a prendere sonno, un'altra è svegliarsi di notte. Per la difficoltà ad addormentarsi ci sono molteplici motivi: ansia, paura, controllo, stress, depressione. Per il risveglio precoce invece ci sono difficoltà fisiche. Quando l'uno si mescola all'altro diventa tutto più complicato, e serve un professionista. Da parte nostra possiamo cercare di capire se abbiamo o stiamo vivendo un momento di difficoltà, sentire un dottore e  aiutarci con la melatonina,  piante rilassanti e oli essenziali.  Per il risveglio abbiamo due cose da fare :  - 1 - alleggerire e depurare il fegato, con cene leggere, fare una restrizione calorica se si è in sovrappeso, o fare una cena dolce se di costituzione terra o depressi. - 2- aiutare l'effetto depurativo del corpo assumendo magnesio. Sia di giorno che al risveglio. Gli oli essenziali possono completare il quadro lavorando sulla parte più sensibile  annusando mandarino o arancio, ylang ylang o yuzu, oppure ...

Arcobaleni

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scatti di Giulio  

Mons. Francesco Galloni

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La pecora nera

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Ti hanno chiamato pecora nera. Non perché avessi torto… Ma perché eri diverso. Mentre il gregge seguiva il cammino senza mai voltarsi, tu ti sei fermato. Hai alzato lo sguardo. Hai ascoltato il vento. E dentro di te è nata una voce che diceva: “Ci deve essere un’altra via.” La pecora nera non si confonde con gli altri. Non perché non possa... Ma perché non vuole. Ha visto troppi precipizi mascherati da tradizioni. Troppe gabbie chiamate "normalità". Così sceglie di allontanarsi. Forse da sola. Ma sveglia. Muove le acque. Scuote le abitudini. Rompe il silenzio. E a volte... costruisce ponti che il gregge non sapeva nemmeno di dover attraversare. A tutte le pecore nere là fuori: Siete la rivoluzione silenziosa. Il cambiamento che interrompe lo schema. La nota libera in un coro ripetitivo. Non siete nati per adattarvi. Siete nati per spiccare. E per guidare.

Cooperativa l'Anguana

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  E' nata qualche mese a Posina la Cooperativa L'Anguana alla quale il Comune di Posina ha affidato la gestione del vecchio Mulino Main rigenerato. E' nata grazie ad un finanziamento Cariverona, all'impegno integrato della Unione Montana Alto Astico, del Comune di Posina e di Tonezza, e della Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità di Vita, ma soprattutto delle persone che concretamente hanno fatto nascere la Cooperativa  di Comunitá  L'Anguana. Una delle poche esistenti in Veneto. Merita veramente di essere vista questa esperienza nata per conservare le buone tradizioni e per custodire il Tempo .

Forte Corbin

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Il forte più grande dell'Altopiano di Asiago non si vede quasi per niente. Non perché sia piccolo. Ma perché è dentro la montagna. Il Forte di Punta Corbin, a 1.077 metri sull'Altopiano di Asiago, è quello che gli storici militari chiamano il «forte modello» della linea difensiva italiana pre-1914. Il più grande e il più complesso tra tutti quelli costruiti sui Sette Comuni. Ma se ci vai aspettandoti un edificio compatto, un blocco di cemento con torri e merli, lo stai cercando nel posto sbagliato. La difesa qui non è nei muri. È nella roccia. I lavori iniziarono nel 1906 e durarono fino al 1911. Il Genio Militare italiano scavò gallerie nella montagna — lunghe, buie, collegate — per raggiungere le postazioni operative senza mai uscire allo scoperto. La polveriera era sottoterra. I cofani per le mitragliatrici erano ricavati nella roccia. I passaggi interni collegavano ogni ambiente strategico senza esporre nessuno. In superficie, il forte montava 6 cannoni da 149 mm in cupole ...

L'origano

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  - Origano: pianta piccolina, ma potente - Origano, timo, chiodi di garofano sono piante o parti di pianta che usiamo in cucina. Il loro effetto principale non è quello di donare sapore e gusto ai piatti, ma di disinfettare e  pulire il cibo dai germi. Ogni cibo, per quanto prodotto in una situazione di pulizia, deve portare batteri, funghi, germi ecc. altrimenti è un cibo morto.  La flora saprofita ci è indispensabile per migliorare e nutrire la nostra flora batterica. Queste piccole piante o parti di pianta, contengono fenoli che sono molecole altamente antinfettive. I fenoli (da fuoco) uccidono i germi distruggendo la loro membrana cellulare. Sono di natura acida e proteggono la salute di chi li mangia. L'olio essenziale di origano contiene il 55% di fenoli tra cui Carvacrolo e Timolo. Utile in caso di cistite, gastroenterite, malattie respiratorie, malaria, parassiti (con cannella), fuoco S. Antonio. È dermocaustico ed è meglio non usarlo sulla pelle.  Per via i...

Gli alberi ci sono d'aiuto

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L'albero che climatizza la casa non si attacca alla corrente: si pianta a sud Un latifoglie caducifoglio piantato sul lato sud della casa, a 4-5 metri dalla facciata, è uno dei sistemi di climatizzazione più antichi ed efficaci che esistano. D'estate la chioma fitta blocca il sole e abbassa la temperatura interna anche di 5-10 °C. D'inverno l'albero perde le foglie e lascia passare il sole basso, riscaldando le pareti e gli ambienti interni. Una sola pianta, due funzioni opposte. Niente bollette. Come orientarsi - Albero a sud — la posizione migliore. Ombra estiva sulla facciata più esposta, sole invernale che entra liberamente quando le foglie cadono. - Albero a est — utile per schermare il sole del mattino, meno importante in estate. - Albero a ovest — interessante per il sole caldo del pomeriggio, soprattutto in Centro-Sud. - Albero a nord — inutile. Il sole non arriva da quel lato, l'albero ombreggia il giardino senza giovare alla casa. Quattro specie italiane p...

Corpo e mobilità

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Sono vivo perché ho un corpo, io sono il mio corpo, mi relaziono attraverso il corpo. Il corpo di ognuno di noi dovrebbe essere considerato prezioso e sacro. È attraverso il corpo che impariamo, ci mettiamo in relazione, comunichiamo, facciamo esperienza, amiamo. Il corpo è  forte, resiste ad insulti, carenze, dimenticanze, non cura, lavoro eccessivo, poco riposo. La sua forza è anche la sua condanna perché ci abitua a non averne sufficiente cura. Eppure senza il corpo, non siamo nulla. Nutrirlo, pulirlo, ascoltarlo e muoverlo è ciò di cui ha bisogno. La maggior parte dei bisogni fondamentali siamo in grado soddisfarli senza fatica, a parte il movimento e a volte l'idratazione. Per poco tempo, per poca consapevolezza, per poca cultura diamo troppo poco importanza al movimento. Mobilità,  flessibilità,  sviluppo di forza sono attività indispensabili per il corpo. Il corpo senza movimento è come un mulino senza acqua,  arruginisce, si blocca. È come una bandiera senza ...

Persone tossiche

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Circondarsi di energia positiva può trasformare le relazioni e portare più serenità nella vita quotidiana! Questa infografica aiuta a riconoscere diversi atteggiamenti relazionali e a valorizzare connessioni più sane, equilibrate e rispettose  Comprendere alcuni comportamenti permette di proteggere meglio il proprio benessere emotivo e creare rapporti basati su fiducia, ascolto e armonia. Ogni sezione descrive caratteristiche che aiutano a sviluppare maggiore consapevolezza nelle relazioni personali. Imparare a stabilire confini sani e scegliere ambienti positivi può favorire tranquillità mentale, autostima ed equilibrio interiore. Con uno stile semplice e visivo, questa infografica offre spunti utili per coltivare relazioni più luminose e una vita sociale più serena  Piccoli cambiamenti nel modo di vivere i rapporti possono contribuire a sentirsi più leggeri, sicuri e circondati da energia positiva ogni giorno. Benessere emotivo e pace interiore iniziano anche dalle persone c...

Animali, erbe ed affetto

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  Il nostro bisogno di natura e di presenza di animali che vivano con noi, ha modificato la vita degli animali da compagnia. Essi ci regalano, vicinanza, conforto emotivo, compagnia, affetto, ma  spesso si ammalano.  Tendono a soffrire di patologie tipiche dell'uomo, come cistite, allergia, dolori, dermatiti, diabete. Quando stanno male, l'impotenza ci può devastare. Trovare la cura giusta perché tornino a stare bene è  prioritario.  I veterinari, stilano il protocollo di cura. Possiamo accompagnare e completare la terapia con le erbe. I prodotti in capsule della ditta Cento Fiori, (laboratorio storico di preparazione  fitoterapica, con sede a Forlì),  possono essere usati per il benessere animale. Ecco alcuni esempi:  Artosan, mix di piante in capsule, contenenti estratti di piante che regolano il benessere di cartilagini e articolazioni. Equiseto e Urivita: capsule per il benessere delle vie urinarie (anche in tisana da bere) Allergreen: capsule...