Post

Il dolore represso

Immagine
Il dolore represso non se ne va. Non sparisce solo perché facciamo finta che non ci sia. Anzi, si infila dentro piano piano, in silenzio, nelle nostre pieghe più profonde. Si nasconde sotto la pelle, si camuffa tra gli impegni delle giornate piene, nelle risate forzate, nei “tutto bene” che diciamo per non dover spiegare niente a nessuno. Ma lui resta lì e prima o poi torna a farsi sentire. Magari all’improvviso. In un momento qualsiasi, senza un vero e proprio motivo. Una reazione esagerata, un senso di vuoto che non sappiamo spiegarci, un malessere fisico che non ha cause chiare. Oppure nelle relazioni, quando qualcosa dentro di noi pesa troppo, ci schiaccia anche se non sappiamo più bene cosa sia. Lo reprimiamo perché ci hanno insegnato così. Che sentire è pericoloso, che mostrarsi fragili è sbagliato, che bisogna tenere duro e andare avanti. E allora facciamo i forti. Rimandiamo, ci diciamo che “non è il momento” e che “passerà da solo”. Ma dentro di noi qualcosa si incastra, si ac...

Avvisi funebri (FC)

Immagine
 

Se vai in campagna guarda la montagna

Immagine
In un punto in cui la pianura si apre e lascia vedere l'orizzonte lontano, il nostro contadino è appoggiato al manico della sua zappa. Non sta guardando la terra sotto i suoi piedi, e nemmeno il campo che ha davanti. La testa è alzata e lo sguardo fisso verso le vette delle montagne azzurrine che incorniciano il cielo in lontananza.  ​"Vedete la terra che avete sotto le scarpe? È importante, certo: dovete sapere se è umida, se è pronta o se ci sono erbacce. Ma se tenete gli occhi piantati solo sul vostro piccolo solco, siete  perduti.  ​La montagna è il grande orologio del tempo, la regina del cielo. È lei che vi dice cosa succederà prima ancora che l'aria cambi qui in basso. Vedete quel cappello di nuvole scure che si sta accumulando sulla cima più alta? Lassù l'aria è già fredda. Tra due ore quel temporale scenderà a valle e se non avete raccolto il fieno o se non avete messo al riparo gli attrezzi, vi ritroverete nei guai. La pianura vi dà il lavoro, ma la montagna ...

I gigli di Sant'Antonio

Immagine
Assieme ai bellissimi crisantemi a stella bianchi (utunài) e a poche altre specie, erano l'orgoglio degli orti delle nostre Nonne! Erano puntualissimi a sbocciare verso il 13 di giugno e mia Nonna ne teneva qualcuno nel vaso in casa e i rimanenti li portava in chiesa sull'altare di Sant'Antonio. Ricordo ancor oggi il loro penetrante profumo.  Li ho cercati per piantarli, ma uguali e con quel profumo non li ho più trovati!  Tutti i fiori hanno una loro bellezza, ma credo che il giglio possa vantare d'essere "in alto alla classifica". Ha il polline un po' dispettoso😉 quasi a trasmetterci un: "guàrdame, ma no sta tocàrme"...  Io lo preferisco alla rosa, ma solo perchè non mi piacciono i fiori che hanno le spine.  Oramai l'Onomastico non lo festeggia più nessuno, come era in voga nei tempi passati. Resistono ancora per un ricordo solo ANTONIO, GIUSEPPE, GIOVANNI, MARCO e credo pochissimi altri😊 L’immagine di  Sant’Antonio  che spesso tutti abbi...

Lo juglone

Immagine
Perché i contadini italiani mettevano sempre le foglie di noce nei cassetti, nei materassi e nelle cucce degli animali? Le foglie di noce non si buttavano mai.  A Settembre, quando le noci erano mature e le foglie cominciavano a ingiallire, le donne le raccoglievano a bracciate e le mettevano ovunque: tra la biancheria nei cassetti, dentro i materassi di lana e crine, nelle cucce dei cani, sotto i giacigli dei gatti, tra le balle di fieno e nei pollai.  Non era un vezzo.  Era l'ultima barriera tra la casa e tutto ciò che morde, punge e infesta nel buio. Il noce (Juglans regia) produce juglone — un composto naftochinonico presente in tutte le parti della pianta, ma concentrato soprattutto nelle foglie verdi e nelle malli (l'involucro verde delle noci).  Lo juglone è il motivo per cui poche piante crescono sotto un noce — è allelopatico e inibisce la germinazione.  Ma lo juglone ha anche proprietà insetticide e repellenti documentate, che i contadini sfruttavano d...

Il vecchio e il bambino

Immagine
Per antica tradizione, in occasione della festa di Sant'Antonio di Padova, loro patrono, i malghesi  di Canprosà che avevano da poco monticato, distribuivano gratuitamente la  puìna alla gente del paese che fosse salita fin lassù a prenderla. In quella lontana mattina di martedì, 13 giugno 1933 un vecchio e un bambino si presero per mano e s'incamminarono su per la Singéla per cogliere questa opportunità.   Gli estremi più deboli della società si univano per contribuire, nella loro fragilità, alla difficile sussistenza di quegli anni. La guerra era finita da ormai tre lustri ma la montagna ne recava ancora l'immane sfregio. Di lì a poco, ancora, ne sarebbe cominciata un'altra. Il vecchio portava un brentélo di doghe di larice, il bimbo una vecchia gavetta austriaca, residuato bellico. Salirono lenti, immersi nei loro pensieri, finché raggiunsero il canpìgolo della malga e presero  di quella bian...

Sagra di San Pietro

Immagine
 

La vignetta

Immagine
 

Perdonare non significa dimenticare

Immagine
  Ci sono ferite che non si vedono, ma che continuano a vivere dentro di noi come un’eco silenziosa. Nascono da parole sbagliate, da gesti che hanno tradito la fiducia, da momenti in cui qualcuno ha scelto di ferire invece di proteggere. E spesso ci insegnano che il perdono è l’unica strada per andare avanti. In parte è vero: il rancore è una catena pesante, consuma energia, oscura lo sguardo e ci tiene ancorati al passato. Ma perdonare non significa dimenticare. Non significa ignorare ciò che è accaduto o fingere che certe ferite non abbiano lasciato cicatrici. La saggezza non sta nel coltivare rabbia, ma nemmeno nel tornare ingenuamente verso chi ha già dimostrato di poter fare del male. La vera maturità nasce quando impariamo a distinguere tra bontà e ingenuità. Essere una persona dal cuore aperto non vuol dire permettere a chiunque di entrarci senza rispetto. Ci sono porte che devono restare chiuse, non per vendetta, ma per protezione. A volte il gesto più forte non è tendere l...

Aumentare l'energia personale con la luce del sole

Immagine
  Se ti senti stanco o affaticato e hai bisogno di una dose di energia, prima di bere un caffè, vai alla luce del sole. Uscire, passeggiare lentamente o stare seduti su una panchina facendoci avvolgere dalla luce del sole, fa recuperare un bella dose di energia. Perché stare alla luce? Perché il raggi infrarossi che provengono dal sole, superano giubbotto o giubbetti, felpe, camicie e pelle e arrivano dentro le nostre cellule, colpiscono i mitocondri e ne riattivano la respirazione cellulare e con essa l'energia. I mitocondri sono le nostre centrali energetiche, quando lavorano male tutto il corpo ne risente. Abbiamo bisogno di mitocondri efficienti, abbiamo bisogno di luce e di sole. A metà giornata, per fare una pausa, per ricaricare le batterie esci da casa, siediti fuori dal bar, riposati su una panchina e fai scorta di energia dal sole. Recuperare energie è indispensabile anche per i bambini, gli anziani, gli ammalati.   Stare al balcone, dormire in carrozzina in ter...

Centenario della Chiesa di Pedescala

Immagine
In occasione della Festa del Patrono Sant'Antonio di Padova (13 giugno) inizieranno le celebrazioni del Centenario della Chiesa, benedetta e aperta l'8 giugno 1926. Ci sarà la possibilità di acquistare anche un piccolo libretto con la relativa storia.  

Dall'albero del silenzio pende per frutto la tranquillità

Immagine
  ​Ci sediamo oggi con il nostro contadino sotto una grande quercia che padroneggia il campo. È l'ora del tramonto, quel momento in cui il vento si placa, gli uccelli smettono di cantare e la terra sembra fare un respiro profondo prima di addormentarsi. ​"Ascoltate. Non si sente un rumore, vero? Questa è la pianta più preziosa che un uomo possa coltivare nel suo giardino.  ​Oggi il mondo è pieno di baccano. La gente urla per farsi sentire, litiga per avere ragione, riempie l'aria di parole vuote come gusci di fagioli secchi. Pensano che per essere vivi bisogna fare rumore. Ma io vi dico che dove c'è troppo chiasso, l'anima si ammala. La testa diventa come un alveare impazzito e non trova più pace. ​Il silenzio, invece, è come un albero profondo. Ci mette tempo a crescere, ha bisogno di radici forti che affondano nella pazienza e nel saper stare da soli. Non fa fiori appariscenti e non attira le folle. Ma se avete la pazienza di curarlo, di tacere quando tutti grida...

Segui il filo e troverai il gomitolo

Immagine
  Siamo dentro la cucina della vecchia cascina, verso sera, quando le donne si sedevano vicino alla lampada a fare la maglia. Il nostro contadino riposa sulla sedia a dondolo, mentre osserva due gatti che giocano sul pavimento. Uno di loro ha dato una zampata ad un cesto e un filo di lana colorata si è srotolato, correndo lungo le piastrelle fino a nascondersi sotto la madia. Il vecchio si china, raccoglie quel capo di lana tra le dita nodose e comincia ad avvolgerlo con calma. ​"Vedete questo filo? Se lo guardate così, da solo, sembra una cosa da niente, un segno colorato sul pavimento che non sai da dove venga né dove vada. Ma anche la lana ha una legge tutta sua: non c'è filo senza un inizio.  ​Nella vita le cose non si presentano mai tutte intere e spiegate fin dal primo giorno. Spesso vi trovate davanti ad un problema aggrovigliato o a qualche bugia che qualcuno vi ha raccontato. Se cercate di di afferrare tutto insieme, fate solo un gran nodo non capendo più nulla. ​Dove...

Pedescala - il gusto della Sagra

Immagine
Qui a Pedescala è ora della nostra SAGRA DI SANT'ANTONIO! 🤩 Il weekend del 12/13/14 GIUGNO non potete mancare. Sul volantino potrete consultare il programma dei tre giorni! 💯 Non farti sfuggire i prossimi aggiornamenti per scoprire il menù... 😋 Come sempre, vi aspettiamo con il ❤️!  #pedescala #sagra #santantonio

El giro dele Contra'

Immagine