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L'etica

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L’etica non è una parola da manuale, non è qualcosa che sta chiuso nei libri o nelle aule universitarie. È molto più concreta, molto più scomoda. L’etica è quello che fai quando nessuno ti guarda. È la scelta di non approfittarti di qualcuno anche se potresti farlo senza conseguenze. È il momento in cui decidi se dire una verità che pesa o raccontare una bugia che ti semplifica la vita. È il modo in cui tratti chi non può darti nulla in cambio. Tutti pensano all’etica come a qualcosa di grande, quasi eroico. In realtà si gioca nelle cose piccole, ogni giorno. Quando restituisci un resto sbagliato invece di far finta di niente. Quando non rispondi con cattiveria anche se sei stato ferito. Quando ammetti un errore invece di scaricarlo su qualcun altro. E qui viene la parte meno romantica: l’etica costa. Costa tempo, costa fatica, a volte costa pure opportunità. Perché essere corretti non sempre conviene, almeno nel breve periodo. Ma è proprio lì che si misura tutto. Se fai la cosa giusta...

Il mercato di Arsiero ha 150 anni

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Flores Munari  

La pellagra

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La polenta di mais ha ucciso centinaia di migliaia di italiani. E nessuno ne parla come di una catastrofe — perché nel frattempo è diventata tradizione. Il mais non è padano. Non lo è mai stato. Prima del 1492 nelle campagne del Veneto, Lombardia e Piemonte si mangiava miglio, farro, orzo. Il mais arrivò dalle Americhe dopo Colombo, si diffuse nel XVI secolo e in pochi decenni soppiantò tutto. I motivi erano economici: il mais rendeva di più per ettaro, costava meno, sfamava prima. I proprietari terrieri ci guadagnavano. I contadini mangiavano quello che trovavano. E quello che trovavano, quasi sempre, era solo polenta. Il problema è che il mais — a differenza di miglio e orzo — non fornisce niacina biodisponibile se non viene trattato con acqua di calce, una tecnica che i popoli mesoamericani usavano da millenni, ma che in Europa non arrivò mai. I contadini padani mangiavano 2-3 chili di polenta al giorno e deperivano senza capire perché. Quel deperimento aveva un nome: pellagra. La ...

Chiodo d'oro

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Matthias Stefani - chiodo d'oro Un altro vero orgoglio della nostra Valle! https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/chiodo-d-oro-premiati-sergio-valentini-e-matthias-stefani/ Un elogio valoriale, un riconoscimento al futuro e alle migliori esperienze dell'alpinismo territoriale. Consegnato il Chiodo d’Oro della Sosat Trento, un incontro tra l'alpinismo giovanile e quello consolidato nel tempo, un filo di passione che attraversa le generazioni, nel segno di una passione per la montagna autentica e viva. Complimenti ai premiati: Sergio Valentini, nella categoria dei veterani, e Matthias Stefani , selezionato tra i giovani talenti. ph: Michele Purin

Esperienze forti

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Cogollo in fiore

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Dire, fare, essere Comunità solidale

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La vignetta

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Giudizi frettolosi

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  Due mesi fa, mio marito è tornato da una fiera di paese con alcune galline. Le ha sistemate nel nostro piccolo spazio all’aperto, soddisfatto come un bambino con un nuovo tesoro. Io le ho guardate… e dentro di me ho pensato: “Sono vecchie. Non faranno più nemmeno un uovo.” Avevano piume spettinate, lo sguardo spento, movimenti lenti. Sembravano portarsi addosso il peso del tempo. Onestamente, non mi aspettavo nulla da loro. E invece. La scorsa settimana è successo qualcosa. Hanno iniziato a deporre. Ma non uova qualsiasi. Uova piccole, strane, quasi delicate… le abbiamo chiamate “uova delle fate”. Poi, all’improvviso, sono arrivate quelle grandi. Grandissime. Perfette. E la sorpresa più incredibile è arrivata quando abbiamo iniziato ad aprirle. Una dopo l’altra. Su quindici uova, sette avevano due tuorli. Sì, anche quelle piccoline. Ogni volta restavamo lì, increduli, a guardarci con un sorriso che diceva tutto: “Ma com’è possibile?” Quelle galline che sembravano ormai “finite” c...

Un esame del sangue utile

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Un esame del sangue utile e le gemme di Ribes nero  Gli esami del sangue ci aiutano a mettere in ordine sintomi e disturbi. La lettura dei valori personali non si limita a controllare se esistono crocette per valori fuori range, ma serve per valutare i rapporti tra le varie voci, non solo i valori singoli.  Perché non esiste la salute e poi ad un tratto la malattia, esiste un continuum dove la salute traballa e mostra i primi segni di debolezza. Quando le capacità compensative del corpo non sono più sufficienti la 'malattia' fa la sua comparsa. C'è un esame del sangue (un po' dimenticato) che è utile per comprendere lo stato di salute e quello di transizione verso la malattia o se le cure che si stanno  facendo portano veramente un miglioramento. L'esame è: l'elettroforesi delle proteine. L'elettroforesi misura le proteine nel siero (parte non corpuscolata del sangue).  Queste proteine diminuiscono o aumentano in caso di infezioni, problemi ai reni, malattie...

L'altalena

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  C’è un’altalena appesa ad un ramo robusto, in mezzo alla campagna, in un punto dove l’erba cresce libera e il vento sembra conoscere ogni filo d'erba da sempre. Non è nuova e non cerca di esserlo: il legno è segnato dal tempo, levigato da mani ogni volta diverse, da stagioni che si sono alternate senza fretta. Le corde, leggermente consumate, conservano nella loro tensione il ricordo di ogni spinta e di ogni slancio verso l’alto. Quando ci si siede sopra, il semplice dondolare segue un ritmo quasi istintivo, fatto di partenze e ritorni. Ci si lascia andare all’indietro, poi si torna avanti, e in questo gesto ripetuto si nasconde una somiglianza sottile con il modo in cui attraversiamo certe emozioni: ci allontaniamo, ci avviciniamo, perdiamo per un attimo il contatto con la terra, poi lo ritroviamo, come se fosse inevitabile. Eppure, è proprio nel punto più alto, quando l’altalena rallenta e il movimento sembra quasi spezzarsi, che si apre uno spazio diverso. In quell’istante sos...

Non eliminiamo le lucertole

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Le lucertole vengono cacciate dal gatto di casa, disturbate dai bambini, sterminate dagli insetticidi che eliminano le loro prede. In pochi si fermano a calcolare cosa catturano ogni giorno correndo sui muri caldi del giardino. Una lucertola muraiola adulta consuma decine di insetti al giorno — mosche, afidi alati, cimici, piccoli bruchi, ragni in eccesso, formiche alate. Lo fa nelle ore centrali della giornata, quando pipistrelli e rospi dormono e le rondini volano troppo in alto. La lucertola copre il turno diurno a livello del suolo — la fascia oraria e l'altezza che nessun altro predatore del giardino presidia. Il dettaglio che nessuno calcola: le lucertole mangiano le formiche che proteggono le colonie di afidi. Le formiche "allevano" gli afidi per la melata zuccherina, li spostano su piante nuove, li difendono dalle coccinelle. Eliminare le lucertole dal muro accanto all'orto significa lasciare le formiche libere di espandere le colonie di afidi senza nessun con...

La pianta dai molti frutti non li matura tutti

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  Si parla di misura e di realismo, usando un’immagine semplice, ma molto efficace. Non tutto ciò che nasce arriva a compimento. Quando una pianta porta troppi frutti insieme, le sue forze non bastano per nutrirli tutti allo stesso modo: alcuni matureranno, altri cadranno prima, altri resteranno acerbi. Non è un fallimento, è solo un equilibrio naturale. Trasportato sul piano umano, il proverbio ricorda che avere molte idee, molti progetti, molte possibilità non significa riuscire a portarli tutti a termine. L’energia, il tempo e l’attenzione sono risorse limitate. Cercare di far maturare tutto può portare a risultati incompleti e stanchi.  A volte è necessario lasciare andare qualcosa perché il resto cresca meglio. Rinunciare non è perdere, ma dare spazio a ciò che può davvero svilupparsi. Il proverbio non condanna l’abbondanza, ma mette in guardia dall’eccesso. In fondo, queste parole insegnano che meglio pochi frutti maturi che molti incompiuti. Accettare i limiti non signi...

La vignetta

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Figli di Genitori che...

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  Siamo figli di genitori che non hanno mai imparato a curarsi dentro. Figli di persone che hanno fatto ciò che potevano…  con gli strumenti che avevano. Siamo cresciuti tra silenzi pesanti,  tra parole mai dette,  tra emozioni nascoste così a lungo  da sembrare inesistenti. Abbiamo imparato a capire senza spiegazioni,  a sentire senza essere ascoltati,  a dare un senso a ciò che nemmeno aveva un nome. Eppure non è colpa.  È storia. Perché anche loro venivano da un tempo  diverso,  dove  mostrarsi fragili era un rischio,  dove il dolore si sopportava in silenzio,  e l’amore si dimostrava sacrificandosi, non parlando. Ma noi siamo qui. A rompere quel silenzio. A dare voce a ciò che è rimasto nascosto. A riconoscere le ferite e a non farle  diventare  destino. Guarire non è accusare. È capire. Capire che ci hanno dato tutto ciò che sapevano dare… anche se non era abbastanza per noi. E allora scegliamo. Scegliamo di...