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Simpatiche e oscure presenze

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[Gianni Spagnolo_©_26D19] Sta esplodendo la primavera, che è il momento della rinascita per eccellenza. La natura riprende vita e colori e si sveglia tutto quel mondo naturale che l’inverno aveva spento o sopito.  Anche in casa mia e nelle sue pertinenze esterne si manifesta un variegato assortimento di ospiti. Veramente, nessuno di loro è mai stato invitato, ma sono entrati a far parte della nostra vita perché si vede che è giusto così. Qualcuno, come: cimici, vespe, formiche e mosche non è molto gradito, mentre altri, meno molesti, contribuiscono a renderci consapevoli che non siamo gli unici aventi diritto su questo pianeta. Giusto l’altro ieri è arrivato il primo bronbòlo, ancora médo incrotìo . La coppia di merli ha già fatto il nido il mese scorso sull’albero appresso il poggiolo e i due neonati merletti si sono già involati. Il pettirosso, che ogni mattina viene guardingo a piluccare il cibo del cane, rimane una presenza fissa. Così come le séleghe che colonizzano il tetto ...

Insolita "terapia"

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In Giappone i medici prescrivono una cosa che da noi, se provi a chiederla, ti ridono in faccia. Camminare nel bosco. Senza fare niente. Senza obiettivi. Senza contare i passi. E non è una moda new age. È medicina, con studi scientifici seri a sostenerla. Si chiama shinrin-yoku (森林浴). Letteralmente significa "bagno di foresta" . Il termine è stato coniato nel 1982 dal Ministero dell'Agricoltura, delle Foreste e della Pesca giapponese. Non da una guru dello yoga. Non da un monaco. Da un ministero. Perché negli anni Ottanta il Giappone aveva capito una cosa che noi ancora oggi facciamo fatica ad accettare:  il loro popolo stava impazzendo di stress. Le statistiche giapponesi di quegli anni erano spaventose. Operai che lavoravano fino al collasso. Karoshi, la morte per troppo lavoro, che era già un termine esistente nella lingua. Suicidi in aumento. Insonnia di massa. E il governo, invece di dire "prendete un farmaco", ha fatto una cosa che sembra assurda. Ha inves...

Quando mangiare i farinacei

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  I cibi amidacei da farina e tuberi (patate ecc.) sono per noi fonti preziose di energia a buon mercato, accumulata nel chicco o nel tubero. La loro energia impacchettata nell'amido si trasforma in 'zucchero' disponibile per le nostre cellule. L'energia da carboidrati è facile da scomporre, è veloce nell'azione, è immediatamente messa in circolo e rimane a lungo nel corpo. È ideale per le persone in crescita,  per chi fa un lavoro muscolare, per gli sportivi, per le donne in gravidanza e per chi mangia poco poco o mangia poche volte al giorno. Per chi lavora seduto, per chi si sposta prevalentemente in macchina, per chi ha difficoltà motoria, mangiare durante il giorno più volte cibi composti da amidi carica l'organismo. Tutta l'energia introdotta deve essere stoccata, perché non viene  bruciata. Stoccata nel fegato, come glicogeno, riserva energetica per i momenti di digiuno (servono 2 giorni per terminare questa scorta). Dopo il fegato arriva la 'panc...

Festa di San Marco a Lastebasse

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La vignetta

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Ingegneri d'altri tempi... e dopo dite...

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Quando l’imperatore Traiano ordinò la costruzione della Colonna Traiana nel 113 d.C., gli ingegneri romani si trovarono di fronte a un problema che nessun manuale poteva risolvere. Il monumento non fu scolpito da un unico blocco di pietra. Fu invece realizzato con 18 enormi cilindri di marmo di Carrara, ciascuno del peso di circa 40 tonnellate.  Prima che i blocchi venissero sollevati e posizionati, gli operai avevano già scolpito all’interno di ognuno una scala a chiocciola. Una volta impilati, questi segmenti interni dovevano combaciare perfettamente per formare una scala continua alta quasi 30 metri. Oggi, all’interno della colonna, i visitatori possono ancora salire i 185 gradini della scala a spirale. Ciò significa che gli ingegneri romani dovettero calcolare con precisione assoluta l’orientamento, l’angolazione e l’allineamento di ogni singolo tamburo di marmo prima che venisse sollevato con gru azionate da carrucole, argani e forza umana. Se anche un solo blocco fosse stato ...

Il cambiamento

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  C’è un momento nella vita in cui smettiamo di cercare risposte fuori e iniziamo a guardarci dentro. È lì che avviene la vera svolta. Non quando arriva una promozione, non quando il conto in banca cresce, non quando qualcuno finalmente ci riconosce ciò che valiamo. Il cambiamento autentico nasce quando comprendiamo che la nostra ricchezza non dipende da ciò che riceviamo, ma da ciò che costruiamo dentro di noi. Possiamo avere uno stipendio sicuro e sentirci comunque vuoti. Possiamo puntare il dito contro il mondo e restare fermi nello stesso punto per anni. L’atteggiamento con cui affrontiamo le sfide è la vera moneta con cui paghiamo il prezzo dei nostri sogni. Se scegliamo il pessimismo, stiamo già decidendo di perdere. Le scuse sono catene invisibili: sembrano proteggerci, ma in realtà ci tengono immobili. Le paure sussurrano che non siamo abbastanza, che è meglio restare dove siamo. E intanto il tempo passa. La mancanza di conoscenza ci rende fragili, facilmente influenzabili,...

Chi fa uso di verdura, vive sano e a lungo dura

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Questo proverbio richiama un modo di vivere in cui la salute non è separata dalle abitudini quotidiane, ma nasce da ciò che si sceglie con costanza nel tempo.  La verdura diventa simbolo di un’alimentazione semplice e soprattutto legata alla terra e alle stagioni, capace di sostenere il corpo senza appesantirlo. Non è solo una questione di cibo, ma di misura. Chi si nutre in modo equilibrato, senza eccessi, costruisce giorno dopo giorno una condizione di benessere che non dipende da interventi straordinari, ma da una continuità proficua. In questo senso la verdura rappresenta tutto ciò che è essenziale, ciò che non cerca il piacere immediato ma sostiene nel tempo. Il proverbio suggerisce che la salute non si conquista in un momento preciso, ma si coltiva, proprio come un orto, attraverso scelte semplici che si ripetono e si consolidano. E dentro questa idea si riconosce una fiducia antica: quella secondo cui ciò che è naturale, se rispettato, può accompagnare la vita con maggiore e...

I primi acquedotti sotterranei

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  I buchi perfettamente simmetrici che vedete nella foto non sono immagini generate con la IA, e nemmeno immagini prese da un film di fantascienza. Sono stati costruiti da una popolazione che raggiunse il Perù circa 25.000 – 30.000 anni fa. Era una popolazione che era già in grado di navigare sull’oceano. Infatti, alcuni dei loro dipinti, ritraggono balene e orche, animali tipici della zona oceanica. Stiamo parlando della popolazione che noi oggi conosciamo come Nazca. Questa popolazione è nota alla cultura mondiale principalmente per i loro disegni sul terreno dalle dimensioni gigantesche, e visibili nella loro interezza solo da alta quota.  Meno noti, ma molto più sorprendenti, sono i loro acquedotti sotterranei. Mentre i romani, forse i più grandi costruttori di acquedotti della storia antica, costruivano i loro acquedotti su delle arcate SOPRA la superficie del suolo, i Nazca li costruivano SOTTO la superficie del suolo.  Perché i Nazca, ad un certo punto della loro ...

Il passero

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  Lo chiami passero. Non gli hai mai dato un secondo sguardo. In realtà è l'uccello che sta scomparendo più velocemente dalle città europee — e nessuno se ne accorge perché nessuno lo guardava neanche prima. Il passero domestico (Passer domesticus) era l'uccello più abbondante del pianeta. La specie più legata all'uomo dopo il piccione — non per caso ma per coevoluzione. Il passero vive dove vive l'uomo da diecimila anni. Non è un uccello selvatico adattato alla città — è un uccello che non esiste senza la città. Non lo trovi nei boschi. Non lo trovi nelle campagne senza case. Lo trovi dove ci sono edifici, granaglie, e cavità nei muri. È un animale domestico che non abbiamo mai riconosciuto come tale. LA SCOMPARSA In Gran Bretagna la popolazione è crollata del settanta per cento in trent'anni. A Londra è praticamente scomparso. In Italia il declino è documentato in tutte le grandi città — Roma, Milano, Firenze. Le piazze che vent'anni fa avevano centinaia di pa...

La vignetta

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Il Vangelo della Domenica

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  19 aprile 2026 III domenica di Pasqua  Luca 24,13-35   (At 2,14a.22-33; 1Pt 1,17-21) d i fratel Alberto In quello stesso giorno, il primo della settimana, due dei discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno cons...

Il calvario e il battito di Arsiero - una storia che continua

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C'era un sentiero ad Arsiero che non aveva bisogno di cartelli per essere riconosciuto. Tutti lo chiamavano semplicemente "Il Calvario". E chi conosce la storia del nostro paese sa bene il perché. Non era un percorso religioso, ma la via crucis quotidiana di centinaia di nostri nonni, bisnonni (uomini, donne e giovanissimi) che ogni giorno, all'alba o nel cuore della notte, scendevano dal paese giù verso il torrente Posina. Destinazione: la storica Cartiera Rossi. Se la discesa era ripida, provate a immaginare il ritorno. Il vero "calvario" era risalire quel sentiero scosceso dopo turni di lavoro massacranti di 10 o 12 ore, con i vestiti umidi, le orecchie piene del frastuono dei macchinari e la stanchezza che spezzava le gambe. Passo dopo passo, respiro dopo respiro, per tornare a casa. Quel sentiero, che passava vicino all'ex filanda, è letteralmente intriso del sudore e dei sacrifici della nostra gente. La Cartiera Rossi è stata per un secolo il cuore...

Maddalena Casentini

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Il 27 marzo 26 all'Università degli studi di Milano , facoltà di scienze e tecnologie, Maddalena Casentini da Forme Cerati è diventata Dottoressa in biologia applicata alle scienze della nutrizione con 110 e lode! Congratulazioni vivissime!

Puro genio umano

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  Hanno scolpito 60 corpi intrecciati in un unico blocco di marmo. L'Inquisizione pensava fosse opera del diavolo.  Sembra stregoneria, ma è puro genio umano . Intorno al 1740 lo scultore padovano Agostino Fasolato ha compiuto un vero e proprio miracolo tecnico e artistico: la Caduta degli Angeli Ribelli. Dimenticate le classiche statue statiche. Qui ci troviamo davanti a un groviglio pazzesco di una sessantina di figure umane e mostruose che precipitano letteralmente dal cielo verso l'inferno. Ecco i dettagli che fanno ancora oggi impazzire gli storici dell'arte (e non solo): • La sfida dell'impossibile: L'intera opera, un cono di corpi impressionante, è stata ricavata da un solo, singolo blocco di marmo di Carrara. Nessun pezzo aggiunto o incollato in un secondo momento. Immaginate la difficoltà di usare i trapani a mano per scolpire e definire le figure più interne senza spezzare le braccia o le gambe di quelle esterne. Al minimo errore di calcolo o colpo di scal...