Sull’orlo di un precipizio naturale, dove l’Altopiano di Asiago si affaccia vertiginosamente sulla Val d’Astico, sorge un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Siamo a Rotzo, o meglio, a Routze, come direbbero gli antichi abitanti di queste terre. Qui, su un terrazzo baciato dal sole, riposa il Bostel. Non è solo un prato, non è solo una collina. Tra il quinto e il primo secolo avanti Cristo, questo era un villaggio pulsante di vita. Era la casa dei Reti, un popolo di montagna fiero e ingegnoso, che qui costruì un insediamento d’altura perfettamente integrato nella roccia e nel bosco. Le case che vediamo oggi, ricostruite con pietre, legno e tetti di paglia, non sono semplici scenografie: sono il riflesso di un’architettura nata per resistere ai venti e alla neve, una sfida vinta contro la durezza delle Alpi. Ma cosa significa, davvero, "Bostel"? Per capirlo dobbiamo ascoltare l’eco di una lingua antica, il cimbro, che ancora profuma di foreste germaniche. Il nome deriv...