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El corteléto

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[Gianni Spagnolo©26F13] Ormai ho perso il conto di quanti bei coltellini, di ogni tipo e foggia, ho dovuto abbandonare al check-point di mezzo mondo. Passavo con convinta nonchalance ai controlli ed ecco che partiva quel fastidioso cicalino del metal detector, col solito corollario di faccia sorpresa, domande, concitate perquisizioni e talvolta penosi ritardi.  Non è che non sapessi cosa si poteva o non poteva portare addosso o nel bagaglio a mano negli aeroporti e nelle zone confinate,  ma c’era magari qualche tasca dimenticata o qualche interstizio in cui ci finiva quello che ho sempre considerato, fin da bambino, un accessorio indispensabile: el me corteléto. Quando ne trovavo qualcuno d'interessante nei miei viaggi, non mancavo di aggiornare la collezione. Oggi fa strano parlarne, per le note vicende di cronaca dei ragazzini armati che hanno portato al giro di vite legislativo sul porto dei coltelli a serramanico, ma io vengo da un altro contesto. Da bocia giravo sempre ar...

Orto o palestra?

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Le persone più longeve del pianeta non passano i pomeriggi in palestra. Molte di loro coltivano un orto. Seminano, annaffiano, raccolgono, si chinano, camminano, trasportano ceste e carriole.  Si muovono ogni giorno in modo naturale, senza bisogno di programmi di allenamento o macchinari. Quando i ricercatori hanno studiato le popolazioni con il maggior numero di novantenni e centenari, hanno scoperto che il contatto quotidiano con la terra era una caratteristica ricorrente. L’orto non offre soltanto cibo fresco. Offre movimento, esposizione alla luce solare,  aria pulita, uno scopo quotidiano  e una connessione profonda con i ritmi della natura. Quando lavoriamo la terra, il movimento diventa naturale.  Quando coltiviamo il nostro cibo, sviluppiamo un rapporto più consapevole con ciò che mangiamo. Quando trascorriamo tempo all’aperto, riceviamo luce, aria e quell’energia vitale che nessuna palestra può fornire. Anche il terreno svolge un ruolo importante.  Un s...

Come preparare l'acqua di San Giovanni😊

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E il vostro procedimento é stato corretto? Segnatevelo per il prossimo anno!!!😂😂😂 L'acqua di San Giovanni non deve essere bella, deve essere fatta come la tradizione la vuole.  Tra tutte le acque che ho visto non ce ne é una giusta.   Anziché attirare le energie positive rischiate di attirare quelle negative... non si fa un rito magico tanto per fare il rito. Come tutti i riti, ha le sue  regole magiche e vanno rispettate. 😊 (Ci sarà una ragione se c'è l'erba di San Giovanni!) COME VA FATTA L'ACQUA DI SAN GIOVANNI 💐 L'acqua di San Giovanni è un rito pagano intriso di fiori ed erbe selvatiche che porta fortuna e purificazione al corpo e allo spirito.  Ecco come metterlo in pratica, nella notte tra il 23 e il 24 giugno che è la notte più esoterica dell'anno. Perché sia autentica, occorrono le erbe  spontanee. Cogliere qualche petalo dai vasi del proprio terrazzo non è proprio il massimo della magia… La leggenda, soprattutto di natura celtica e pagana, vu...

Le zanzare

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La vignetta

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Avvisi funebri (FC)

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Il Dr. Besa è stato Farmacista a Valdastico negli anni 1970/80. Anima di tante iniziative nel paese: Marciarosa, Carnevali, Sagre, ecc.  Un ricordo e una preghiera!

Nuovi punti di ricarica auto elettriche nel parcheggio del Comune di Valdastico

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Per San Paolino... ciliegie a un quattrino

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  Il vecchio contadino alza lo sguardo verso la finestra aperta. Fuori, l'aria della sera è tiepida e ronzante di maggiolini, tipica di queste prime giornate d'estate. Una brezza leggera fa muovere le foglie del grande ciliegio che svetta vicino al pozzo, i cui rami, fino a pochi giorni fa, erano carichi di frutti rossi e lucidi come rubini. ​Il vecchio sorride, si pulisce le dita sui pantaloni e vi infila la mano nella tasca, tirandone fuori un nocciolo di ciliegia pulito. Lo rigira tra l'indice e il pollice, guardandolo con la soddisfazione di chi ha visto la terra compiere il suo dovere anche quest'anno. ​"Ci siamo arrivati, vedete? Siamo a fine giugno, i giorni di San Paolino. Se foste andato al mercato in paese tre o quattro settimane fa, all'inizio del mese, avreste visto i signori della città litigare per un pugno di ciliegie primizie, pagandole a peso d'oro come se fossero perle. Ma la terra ha i suoi tempi e non sente ragioni. Mio padre, guardando ...

La Costa del Vento - un viaggio nel tempo tra Barcarola e Tonezza

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  C’è un luogo, lungo la vecchia strada che sale dalla Val d'Astico, dove il silenzio racconta storie di carrettieri, soldati e antichi sapori. È la Costa del Vento. L’edificio in pietra che vedete in foto non è una semplice casa: è ciò che resta dell’antica Osteria Costa del Vento.  Inaugurata alla fine dell'Ottocento, subito dopo l'apertura della strada carrozzabile (1890), questa osteria era una tappa obbligatoria. Qui i viandanti si fermavano per un bicchiere di vino e un pasto caldo, mentre nelle stalle adiacenti i cavalli riprendevano fiato prima di affrontare l'ultima salita verso l'Altopiano di Tonezza. La strada dei 24 tornanti, oggi un paradiso per escursionisti. Poco più di 6 km e ben 24 tornanti regolari che regalano panorami mozzafiato sulla Val d'Astico e sul versante opposto del "Piovan". Un tracciato oggi lontano dal traffico, dove regna una pace quasi irreale. Durante il primo conflitto mondiale, questa strada divenne un’arteria vitale...

Notte magica

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  C’è una notte all’inizio dell’estate in cui la natura si carica di un potere quasi soprannaturale. È la notte tra il 23 e il 24 giugno, la vigilia di San Giovanni. Nei paesi di campagna, questa non era una notte come le altre, ma il momento in cui si usciva dai campi prima del tramonto per preparare un elisir di bellezza, protezione e fortuna: l'Acqua di San Giovanni. ​La credenza popolare voleva che, durante quelle poche ore di buio, la terra venisse baciata da una rugiada divina, chiamata in molte regioni "la guazza di San Giovanni", capace di donare proprietà miracolose a tutto ciò che toccava. ​Il rito cominciava nel tardo pomeriggio del 23 giugno. Ci si disperdeva lungo i sentieri, nei prati e vicino ai fossi per raccogliere le erbe e i fiori spontanei. Non c’era una regola fissa, ma ogni pianta portava con sé un significato e una protezione. L’Iperico: chiamato proprio "Erba di San Giovanni", con i suoi fiori gialli come il sole, era il simbolo della luc...

La vignetta

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Bisogno di demolire

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Ci sono persone che sembrano avere un talento speciale per smontare ogni cosa: un traguardo, una gioia condivisa, perfino un semplice pensiero positivo.  I loro commenti sono spesso intrisi di acidità, polemica e sarcasmo, quasi come se la felicità altrui fosse un affronto personale. Ma cosa c’è dietro questo bisogno di demolire? Forse una profonda insoddisfazione, un senso di frustrazione che trova sfogo solo nell’abbassare gli altri. È triste pensare a quanta energia venga sprecata nel cercare il difetto anziché apprezzare la bellezza, nel sottolineare l’errore anziché riconoscere lo sforzo. La verità è che chi è sereno non ha bisogno di distruggere, non sente il bisogno di gettare ombre sulle luci degli altri. Perché la vera felicità non teme il confronto, anzi, lo celebra. E chi sa gioire per gli altri, probabilmente, ha trovato il segreto per essere felice anche con se stesso. Arrovellarci sulle motivazioni profonde e psicologiche di chi è incattivito e inacidito però non ci r...

Lastebasse in festa

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Sembrano finti

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Meraviglioso campo di girasoli in Via Garziere a Piovene.

La vignetta

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