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Tutto é un app, un codice, un portale...

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Una società che obbliga un ottantenne a usare uno smartphone per accedere ai propri diritti non è "moderna", è una società che ha deciso di sbarazzarsi dei propri padri. Siamo nel 2026 e tutto è diventato un'app, un codice, un portale.   Ma provate a mettervi nei panni di chi ha costruito questo Paese con la fatica delle mani e oggi si ritrova analfabeta in casa propria. Se per prenotare una visita medica o pagare una bolletta devi avere un nipote esperto, allora il sistema è fallito . Chi progetta queste barriere si sente un genio dell'innovazione, ma è solo un miserabile che ignora la realtà della carne e delle ossa. Non è evoluzione se lasciamo indietro chi ci ha preceduto. La tecnologia deve essere un aiuto, non un esame di ammissione per avere diritto alla salute o alla dignità. Stiamo togliendo la voce a chi ha più esperienza di noi, nascondendo dietro lo schermo la nostra incapacità di prenderci cura delle persone. web

Forte Luserna

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Mettiti comodo, perché la storia del Forte Luserna (che gli austro-ungarici chiamavano Werk Lusérn) non è solo una cronaca militare. È un dramma psicologico, una storia di acciaio, terrore, ammutinamenti e di montagne che tremano. Se sali oggi sull’Altopiano di Luserna, a oltre 1.500 metri di quota, trovi un paesaggio cimbro fatto di pascoli dolci e boschi silenziosi. Ma tra il 1914 e il 1918, quel luogo fu la soglia dell'inferno. Ecco la sua storia, raccontata come piace a me. Il "Padre dei Forti" Siamo all'inizio del Novecento. L'Impero Austro-Ungarico e il Regno d'Italia sono formalmente alleati, ma nessuno si fida dell'altro. Il capo di stato maggiore austriaco, Franz Conrad von Hötzendorf, ordina di blindare il confine trentino. Nasce così una catena di fortezze d'alta quota. Tra queste, tra il 1908 e il 1912, sorge lui: il Forte Luserna. È un mastodonte di calcestruzzo armato e putrelle d'acciaio, scavato in parte nella roccia viva. Ha cupole...

Pressione bassa

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  Può presentarsi con un senso di stordimento, oppure testa pesante, senso di affaticamento o tachicardia. È la pressione bassa. A volte può dare nausea o mal di testa. Cosa fare?  La prima cosa da fare è bere qualcosa, magari con l'aggiunta di sali minerali o anche solo un pizzico di sale. Aggiungere:  Per poter dare tono al corpo si può: - prendere delle  gocce di Rosmarino (il ginseng italiano) - prendere una tisana tonica, con: Anice stellato Liquirizia  Rosmarino  -integrare sali minerali, oppure assumere un centrifugato con più verdura che frutta o con polvere di alghe. -bere sempre a  sufficienza  In casi più ostici, si può aggiungere tonici più specifici come eleuterococco, cardo mariano, ginseng.  Se non basta?  E' meglio controllare i battiti del cuore, quanti sono al minuto. Se risultano troppo alti, misurati lontano dai pasti o a riposo, occorre  sentire il medico. Elettra Erboristeria  Cornedo Vicentino

L'ingratitudine

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Fare del bene è uno degli atti più puri che possiamo compiere. Ma troppo spesso lo facciamo aspettandoci qualcosa in cambio: un grazie, un riconoscimento, almeno uno sguardo che dica “ho capito il tuo gesto”. E quando questo non arriva, sentiamo dentro una fitta sottile, quasi un tradimento. La verità è che aiutare qualcuno significa anche accettare il rischio di non essere compresi. Significa offrire senza garanzie, donare senza ricevuta, tendere la mano sapendo che potrebbe non essere stretta con gratitudine. Non tutti sono pronti a riconoscere il bene che ricevono. Alcuni sono accecati dall’orgoglio, altri dalle ferite, altri ancora semplicemente non sanno vedere oltre il proprio bisogno. Se scegli di fare del bene, fallo perché è coerente con ciò che sei. Fallo perché rispecchia i tuoi valori, non perché cerchi approvazione. La vera forza non sta nel gesto in sé, ma nella capacità di restare integri anche quando il mondo non risponde come speravi. Perché il bene autentico non dipen...

La vignetta

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Il Vangelo della Domenica delle Palme

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  “Ecco, il tuo re viene a te” Domenica delle Palme Matteo  di sorella Ilaria Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un'asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: «Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito»». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un'asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma . I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che ...

La Domenica delle Palme

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Oggi è la Domenica delle Palme, giorno in cui si ricorda il trionfale ingresso a Gerusalemme di Gesù. Con le Palme ha inizio la Settimana Santa, e, come da tradizione, di buon mattino ci si reca in Chiesa a prendere il ramo di ulivo benedetto che poi è tenuto in casa in tutte le camere come presidio difensivo e propiziatorio. Una volta un rametto si poneva nella stalla accanto all'immagine di Sant'Antonio e quello dell'anno precedente la tradizione voleva che fosse bruciato, perchè non venisse insudiciato o contaminato. Durante l'anno la Palma benedetta aveva varie funzioni protettive: posta nei campi a protezione dei raccolti e dei seminati, bruciata sull'aròla se il cielo minacciava temporali e grandine, e anche messa a capo del letto nell'agonia della morte. web

Via Crucis a Carrè

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La Via Crucis Ogni anno, durante la Quaresima, il venerdì, si è soliti meditare sulle quattordici stazioni della Via Crucis che ripercorrono le ultime ore di Gesù, dal processo, alla crocifissione e alla sepoltura. È un pio esercizio che ci introduce nella via della Croce e ci fa condividere l’umanità di Cristo sentendolo così più vicino a noi, alle croci che spesso con fatica portiamo ogni giorno della nostra vita. Ogni chiesa ha raffigurato le stazioni tutto intorno al perimetro e possono essere di varia fattura: dipinte, intagliate in legno, di gesso o di altri materiali, ma in ogni rappresentazione abbiamo modo di focalizzarci su quello che, questo lungo percorso verso il Calvario rappresenta, per farci compagni di quel doloroso cammino.  Spesso ci limitiamo a essere spettatori di questa difficile salita, ma con la nostra preghiera, il nostro metterci a fianco di Gesù, possiamo sentirci veramente partecipi di ogni suo passo, sentendo la sua fatica e il suo dolore, pur rimanendo...

Saper vedere

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  È là, dove finisce la strada diventa sentiero, là dove inizia il bosco, che in mezzo al brullo dell’inverno, un albero fiorito cattura l’attenzione. Piccoli fiori bianchi formano una macchia candida che pare riflettersi nelle nuvole spumose. E il vento, passando fra quei rami, accarezza i piccoli fiori, stacca i gracili petali e li fa volare tutto intorno. E sull’erba rinvigorita dalla pioggia quei petali sembrano candidi fiocchi di neve che colorano il prato e formano un  nuovo tappeto. Guardare un albero che fiorisce è assistere al miracolo della vita che si rinnova e vedere una vera meraviglia! Lucia 18/03/2026

Vieni fuori

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Lo calcoliamo, lo misuriamo, ma rimane un mistero: tutto di noi si svolge nel tempo, eppure il tempo non riusciamo a comprenderlo. Ci cambia, ci trasforma, non ci lascia uguali: un’opera erosiva la sua, inesorabilmente. Proprio in questa dimensione a noi così familiare eppure tanto misteriosa del tempo, ci è dato di vivere altro: una trasformazione buona, che tocca il nostro interno. Per puro dono. Perché ci esponiamo ad un incontro. Ci apriamo ad un ascolto. La parola, la parola di Dio, ha questa forza: raggiunge il cuore, lo interpella. Toccandolo così, lo muove, lo rinnova. La Parola di Dio ci afferra in questo istante che stiamo vivendo, con tutto ciò che lo connota, e riversa su di noi la sua azione trasformante. Non ci lascia come ci ha trovati, magari asserragliati nei nostri “sepolcri” mentali. Ci trascina fuori, ci fa mettere in discussione, ci provoca e sollecita, ci consola e ci scuote. La Pasqua è vicinissima ormai. Una parola è rivolta a ciascuno di noi, imperiosa come...

I Viaggi della Cicogna

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  Il 28 Marzo 2026 a Pedescala è arrivato Tommaso Mattielli per la felicità di Mamma Gioia e Papà Samuele. A tutta la Famiglia Congratulazioni e Auguri, al piccolo Tommaso buona vita e benvenuto nella nostra Comunità.

La vignetta

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Una volta si facevano "le pulizie di Pasqua"

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  "La palma benedetta, vuole la casa pulita e netta." Perciò, nelle grandi e vecchie case rurali, con l’avvicinarsi delle Feste pasquali, si dava aria e si cominciavano le pulizie di primavera.  E sì che ce n’era da fare, soprattutto nelle fredde stanze da letto che d'inverno si lasciavano in fretta al mattino, e tutta la famiglia si rifugiava o nella stalla o attorno al focolare in cucina. Si spazzava per bene sotto i letti, si passava l'olio ai pochi mobili della stanza, si ponevano i sacconi di foglie al sole, per ore alle finestre, si toglievano le ragnatele, si lavavano pavimenti e le scale di mattoni che le donne ravvivavano spennellandoli con una particolare vernice rossa, il cinabrese.  Si lavavano lucerne e lampade affumicate, si riponevano scaldaletti e scaldini a mano, le capparelle si spazzolavano e si rimettevano nei cassettoni.  In cucina si toglieva la fuliggine dalla canna fumaria e dalle catene del camino, si lavavano i vetri alle finestre, si spazza...

La bontà non è debolezza

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La bontà non è debolezza, è una scelta consapevole che richiede più forza di quanto si pensi, soprattutto quando il mondo intorno è agitato come un mare in tempesta.  Chi ha il cuore pulito osserva, comprende, perdona, ma non per questo è ingenuo. C’è una differenza sottile tra essere buoni e lasciarsi calpestare, e chi ha imparato a vivere davvero la conosce bene.  Le persone dal cuore sincero possono sembrare silenziose, pazienti, persino troppo disponibili, ma dentro custodiscono una lucidità che non tutti vedono. Non confondono la gentilezza con la sottomissione.  Sanno quando restare e quando andarsene. Sanno quando tacere e quando farsi sentire. Perché la vera forza non è urlare contro il vento, ma restare in piedi anche quando tutto intorno prova a piegarti. web

La pianta ammorbidente : la Malva

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Le erbe possono essere amare, e aiutare a digerire, oppure speziate e riscaldare lo stomaco, alcune sono rinfrescanti, altre toniche.  Per ognuna di queste proprietà, possiamo scegliere tra un'alta varietà di erbe, piante, arbusti.  Ma di piante emollienti, ce ne sono poche. Le piante emollienti sono preziose, apportano acqua dove manca, aiutano a sfiammare, ammorbidiscono il catarro e proteggono. La Malva è una pianta emolliente. Conosciuta da tutti è utile per ogni persona ed è adatta ai bambini, alle donne in gravidanza, agli anziani. La malva è della famiglia delle Malvacee, la stessa famiglia del cacao, del baobab, della cola, del cotone, del tiglio, e del Karkadè.  È una pianta molto adattabile, è presente in tutto il mondo, è tenace e determinata e ha una grande forza, lei vuole  vivere ad ogni costo. Non è riuscita a dominare le regioni polari, perché il freddo rompe le sue cellule. La tisana è il modo più comune di utilizzare questa pianta, ma qualcuno l'ha ...