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La bella scrittura

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[Gianni Spagnolo©26E18] Da ragazzo guardavo con curiosità e un po' d'invidia i quaderni di mia sorella zeppi dei suoi esercizi di stenografia. Quei bissi, a me da poco alfabetizzato, parevano proprio arabo e alla grafia araba assomigliavano per davvero.  Per diverse generazioni la stenografia è stata competenza  di ogni brava segretaria; fino all’introduzione del registratore, che l’ha repentinamente mandata in soffitta. Lunghe sessioni di studio e di pratica rese inutili dalla tecnologia, con decorrenza pressoché immediata. Da più lungo tempo, generazioni di studenti si sono impratichite dell’arte calligrafica, un’altra abilità presto destinata a finire dimenticata. E pensare che è non è trascorso neanche un secolo da quando, almeno nel mondo occidentale, l'alfabetizzazione è diventata di massa. Da quanto tempo è che non scriviamo più a mano frasi compiute?  Che non siano una firma frettolosa alla Posta, sul palmare del corriere, o qualche lista della spesa. Ormai stiamo...

Pane, cibo vivo

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  Quando il pane è fatto bene, da cereali e fermentato, è un cibo nutriente, saziante, che accompagna egregiamente uno spuntino o il pasto. Pane e olio e sale Pane e olive Pane e olio e acciughe  Pane e olio e pomodorini secchi  Pane olio e sottaceti Pane e formaggio Pane e carne - affettati Pane e uova  Pane e burro e salmone Pane e noci  Pane e burro e zucchero Pane burro e marmellata  Un pane fermentato è un pane  vivo, un po' umido, morbido che porta nutrimento e fermenti, zuccheri non veloci e funghi-batteri buoni. Il pane a pasta acida o pasta madre è IL PANE! Pane come parte preziosa e buona dei pasti o degli spuntini. Indispensabile a bambini, giovani, sportivi, faticanti.  Non ha nulla a che vedere con crackers, soffiette, biscotti, cialde, fette biscottate, crostini, gioppini  e altro. Questi citati sono farine lavorate e basta. Lavorate e con grassi che si ossidano in cottura. Il pane non ha grassi che si ossidano è pane fermentato...

Il Castello di Velo d'Astico

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foto di Romina Velo d’Astico è un paese della pedemontana vicentina, circondato dalle montagne e rinfrescato dallo scorrere del Posina e dell’Astico, che conduce dalla pianura vicentina al territorio trentino. La valle dell’Astico ha sempre avuto un’importanza strategico-militare, perché confinante con il territorio abitato dalle popolazioni di origine germanica. Già all’epoca romana era attraversata dalla strada che portava a Trento e proprio in sua difesa furono costruite alcune fortificazioni come il castello di Meda e quello di Velo. Il castello di Velo d’Astico nacque in epoca preistorica come presidio dei castellieri. La posizione elevata dell’insediamento serviva per mantenere un contatto visivo con Meda pur rimanendo nascosto a chi non era ancora entrato nella valle. Venne costruito nel X secolo per ostacolare le scorrerie degli Ungari. Nel 1184, secondo lo storico Gaetano Maccà, Viviano figlio di Tomaso de Vello si ritrovò a restaurare il castello danneggiato dalla guerra. Nel...

Lastebasse in sport

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La vignetta

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Don Lorenzo Milani

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  Nessuno è sicuro di aver capito perché il ventenne Lorenzo Milani, estroso ragazzo e artista proveniente da una famiglia ricca, intellettuale, ebrea e non credente, all'età di 20 anni, l'8 novembre 1943, abbandona il colto mondo borghese e entra nel seminario di Cestello in Oltrarno dove, pur nei contrasti col rettore e i superiori, accetta le dure regole. Passano gli anni, il 13 luglio 1947 diventa don Milani e celebra la prima Messa a San Michelino, dopo poco tempo però viene assegnato a un’altra parrocchia, quella del paese di Calenzano, un comune di operai in provincia di Firenze a larghissima maggioranza comunista. Le sue posizioni radicali non gli costarono solo critiche, ma addirittura un trasferimento. Infatti, in occasione delle elezioni amministrative del 1951 e poi delle politiche nel 1953, egli non rispettò la direttiva vaticana del voto non contrario alla chiesa, ma anzi si espresse in pubblico sostenendo la libertà del voto e affermando che ognuno avrebbe dovuto...

Il maggio di un tempo che fu...

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Se chiudo gli occhi e penso ai mesi di maggio di trenta o quarant'anni fa, il primo profumo che mi viene in mente non è quello dell'incenso, ma quello delle rose selvatiche e dell'erba tagliata di fresco. ​In quegli anni, maggio non era solo un mese sul calendario; era un appuntamento fisso per l'anima e per la comunità. Non appena l'imbrunire cominciava a rinfrescare l'aria dopo le prime giornate calde, nei cortili, davanti alle edicole votive dedicate alla Madonna o nelle piccole chiese di paese, iniziava un sommesso sgranare di rosari. ​La preparazione del "maggio" ​C’era sempre una vicina di casa, spesso una nonna dallo sguardo dolce e dalle mani nodose, che si prendeva cura dell'altarino. Una tovaglia bianca ricamata a mano, un’immagine della Vergine e tanti vasi di vetro (spesso vecchi barattoli di marmellata) riempiti con i fiori raccolti nei giardini nel pomeriggio: rose, pampini di vite, rami di lillà. ​Il sussurro delle avemarie ​Ci si ri...

Oh Passegger che passi per la via, non ti scordare di salutare Maria

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Le Maestà mariane ci ricordano la grande devozione a Maria. Maestà, edicole, pilastrini votivi, verginine, ne vediamo agli incroci, nei passi montani, in mezzo ai campi, presso le fonti, e solitamente contengono immagini o statuine della Vergine. Hanno origini antichissime, già i romani edificavano edicole destinate ad accogliere i Lari, spiriti benevoli degli antenati che vigilavano su terre e confini. Nel mese di Maggio, mese dedicato a Maria, si adornano di fiori, e un tempo, nei luoghi di campagna,  dove la chiesa era lontana, le donne vi si recavano la sera a recitare il rosario.

La vita può cambiare in un attimo

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  A volte basta una telefonata, una notizia inattesa, un addio o un evento che non avevi previsto per cambiare completamente il corso di una giornata, di un progetto o persino di un'intera esistenza. Per questo non vale la pena rimandare sempre ciò che conta davvero. Non aspettare domani per dire a qualcuno quanto gli vuoi bene. Non aspettare il momento perfetto per chiedere scusa. Non aspettare un'occasione speciale per ringraziare chi ti è stato accanto. La vita è più fragile di quanto immaginiamo. Oggi puoi condividere un pranzo con una persona cara e domani accorgerti di quanto ti manca. Oggi puoi pensare di avere tutto il tempo del mondo, senza sapere che alcune occasioni non tornano una seconda volta. E allora forse la cosa più importante è imparare a vivere il presente con maggiore consapevolezza. Ama senza lasciare che l'orgoglio prenda il posto dei sentimenti. Fai sentire alle persone importanti quanto contano per te. Ascolta con attenzione, abbraccia con sincerità...

Curiositá interessante

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Il gene che fa vivere fino a 100 anni in Sardegna ha un prezzo nascosto. L'Ogliastra conta tra le densità di centenari più alte del pianeta. Non è folklore, non è dieta mediterranea generica. È genetica — e i dati lo dicono in modo brutale. La Sardegna è un isolato genetico. Per migliaia di anni pochissima gente è entrata, pochissima è uscita. Risultato: l'isola ha conservato varianti del sistema HLA — i geni che regolano il sistema immunitario — che il resto d'Europa ha in parte perso o diluito nei secoli. Queste varianti fanno qualcosa di straordinario: rendono il sistema immunitario sardo cronicamente iperattivo, capace di rispondere in modo aggressivo alle minacce esterne. In certi studi questo si traduce in una resistenza biologica che accompagna alcune famiglie sarde fino a 100 anni e oltre. Aspetta. Perché qui arriva il twist. Un sistema immunitario iperattivo non distingue sempre tra nemico esterno e corpo proprio. E in Sardegna questo errore ha un costo misurabile:...

La vignetta

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Il silenzio

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  Il silenzio non è debolezza ma scelta consapevole, è la forza di chi non sente il bisogno di reagire a tutto e di chi ha imparato che non ogni parola merita risposta.  C’è una sicurezza profonda nel restare fermi mentre intorno tutto provoca, nel guardare, capire e lasciare che siano i fatti a parlare al posto tuo. Non è mancanza di carattere ma controllo, non è paura ma misura, perché chi conosce il proprio valore non spreca energia per dimostrarlo a chi non saprebbe riconoscerlo.  E quando scegli di conservare il fiato per chi davvero lo merita, stai affermando la tua dignità senza alzare la voce. web

Avvisi funebri (FC)

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 Titolare della Vigneta di Arsiero

Assumere minerali

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Per gli antichi, i minerali possedevano un significato simbolico. Essi rappresentavano non solo la vita minerale, ma anche emozioni, forze, età della vita ed effetti sulla salute. Secondo il mito, il figlio del re Argo veniva guarito bevendo del vino dove era stata grattata la ruggine dalla spada. I Caldei (abitanti della Mesopotamia), usavano indossare braccialetti di rame per curare artrosi, malattie reumatiche e infezioni. Persino mia nonna, usava chiodare una mela per assorbire il ferro e schiacciare i gusci di uova per ottenere calcio. I minerali sono importanti perché permettono lo svolgimento delle funzioni metaboliche del corpo. Una carenza, anche lieve, porta ad un'ipofunzione d'organo, che non è patologia (malattia), ma disfunzione con deterioramento funzionale. Mangiare farine raffinate, povere di nutrienti, assumere spesso zucchero, dormire poco, non fare movimento, crea una perdita di minerali nel corpo. Usare il sale da cucina aiuta ad ottenere microminerali dispo...

Il gelso

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Nelle vecchie corti di campagna, dove le stagioni dettavano il ritmo della vita, il gelso era considerato il patriarca del cortile. Non aveva la grazia slanciata del pioppo, né la maestosità regale della quercia; il suo tronco era infatti nodoso, contorto e spesso segnato da profonde rughe che sembravano canali scavati dalla pioggia e dal sudore degli uomini. ​Il gelso aveva una particolarità che tutti nel cortile conoscevano: era l’ultimo a svegliarsi in primavera. Mentre i mandorli rischiavano i loro fiori al primo timido sole di marzo e i ciliegi si vestivano di bianco sfidando le ultime gelate, il gelso restava nudo, grigio e apparentemente addormentato. ​"Sei pigro!" gli sussurrava il vento del nord, cercando di scuoterlo. Ma il vecchio gelso rispondeva con un silenzio profondo. Sapeva che la fretta è nemica delle cose più preziose. Aspettava che la terra fosse calda fino alle radici e che il gelo fosse solo un ricordo lontano. ​Quando finalmente decideva che era giunto ...