Quando si imparava a memoria...
Vi ricordate di quando alle elementari ci facevano imparare le poesie a memoria? «La cavallina storna», «Il sabato del villaggio», Il «X Agosto». Questi sono tra i ricordi più belli della mia infanzia! Oggi invece viene considerata una cosa inutile. Superata. Eh no... non è un caso! Vedete, imparare una poesia a memoria ti obbliga a fare una cosa pericolosissima: a mettere in relazione! Cose, ricordi, emozioni. Significa imparare a «trattenere» mentre tutto intorno ti chiede di dimenticare. Non a caso la parola memoria deriva dal latino, e vuol dire custodire. Perché una poesia imparata da bambini non sparisce mai davvero; resta come brace sotto la cenere. In attesa di rinascere. Naturale che la memoria non abbia più posto nel mondo di oggi, un mondo che fa di tutto per rallentare lo sviluppo del pensiero, per azzopparlo. Oblio programmato, sostituzione continua, cancellazione immediata… «L’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com'è». P...