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Abbracciarsi

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Nelle mie attività settimanali in Casa di Riposo, oltre che raccontare, ascolto quello che gli Ospiti cercano di far presente. Alla domanda di cosa manca di più in questo tratto di vita, molti hanno detto la casa propria, i famigliari, l’essere autonomi; una signora ha evidenziato che la sua situazione in carrozzina non le permette di abbracciare come vorrebbe e che gli mancano gli abbracci, quelli forti. Così  ho pensato di scriverle una piccola poesia. L’abbraccio Quando sei irritabile e nervoso e i pensieri non hanno riposo... un abbraccio chiedi senza esitare vedrai che bene ti può fare! Un abbraccio ti sa rilassare meno teso ti puoi sentire, sa districare i nodi che senti nel cuore e ti fa sentire amicizia e amore! Un  abbraccio è un toccasana non ti serve la… tisana! Ti senti rinvigorire all’istante è una medicina proprio importante! Con l’abbraccio energia ci si può scambiare quindi sciogliamoci senza esitare, più leggere saranno le pene se ci trasmettiamo tutto il bene...

Sua Maestá l'ansia

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GUARIRE DALL’ANSIA È POSSIBILE La paura di vivere e le sue derive psicofisiche ed emotive… In fondo l’ansia non è altro che paura: paura di vivere.  E l’ansioso lo sa bene. Quando assapora un po’ di benessere, vive nella continua preoccupazione che da un momento all’altro possa finire.  Quando riceve una buona notizia, teme che presto venga “sporcata” da qualche situazione avversa.  Quando sperimenta una bella stagione di vita non se la gode pienamente perché teme che improvvisamente possa finire.  L’ansioso ha paura di vivere in pienezza. Per lui la felicità è un’irraggiungibile chimera. Non riesce a godere fino in fondo delle cose. La sua inquietudine e preoccupazione macchiano tutto. L’ansia è una brutta bestia! Sequestra la mente e invade il corpo attraverso mille pensieri negativi che provocano, nel tempo, fenomeni di somatizzazione e attacchi di panico veramente invalidanti. Il vero problema dell’ansioso è il suo continuo “overthinking” che innesca meccanismi p...

Compiacere gli altri

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  Non esiste perdita più silenziosa e devastante di quella che avviene quando, poco alla volta, iniziamo a tradire noi stessi per essere accettati. All’inizio sembra un piccolo compromesso: una parola trattenuta, un’opinione smussata, un pensiero adattato per non disturbare. Poi diventa un’abitudine. E senza accorgercene, non siamo più noi a parlare, ma l’immagine che pensiamo gli altri vogliano vedere. Cambiare idea è segno di crescita quando nasce da consapevolezza, da confronto, da evoluzione. Ma trasformare il proprio modo di pensare per ottenere approvazione è un’altra cosa. È una resa silenziosa. È scegliere l’applauso al posto della verità. È mettere a tacere la propria voce per paura di non piacere. Il prezzo di questa scelta è altissimo. Perché puoi ingannare il mondo, ma non puoi ingannare te stesso. Ogni volta che rinunci a ciò che credi per compiacere qualcuno, si crea una frattura interiore. E vivere in quella frattura significa sentirsi sempre fuori posto, anche quand...

L'iris

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L’iris è un fiore elegante e complesso, con petali che si aprono in strati morbidi e leggermente ondulati. I suoi colori non sono mai piatti, si intrecciano tra loro creando sfumature che sembrano muoversi anche quando il fiore è fermo. Il suo nome deriva da Iris, la messaggera degli Dèi, colei che nella mitologia greca attraversava il cielo su un arcobaleno portando i messaggi tra il mondo divino e quello umano. Per questo, l'iris è sempre stato legato a ciò che fa da ponte tra terra e cielo, tra ciò che si vede e ciò che solo si intuisce. Si piantava vicino alle case o lungo i sentieri come protezione, ma anche come guida nei momenti di cambiamento. Nella tradizione simbolica greca è spesso collegato anche al mito di Pandora. Si racconta che, quando il vaso venne aperto, dal suo interno uscirono tutti i mali e le sofferenze destinati agli uomini. Pandora, spaventata, richiuse il vaso in fretta. Rimase sul fondo una sola presenza: la speranza. Proprio da questa immagine nasce il l...

Passeggiate di primavera per le contrade di Arsiero

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Allergie

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Per chi soffre di allergia o di dermatiti, fare attenzione all'istamina è determinante per la gestione del prurito. I cibi istaminici maggiori sono: Pomodoro crudo Frutta secca Albume d'uovo  Cioccolato  Frutta cruda con nocciolo  Tonno in scatola  Formaggi stagionati Vino bianco Birra Crostacei  Purtroppo il vino è parte dei cibi da evitare, specialmente il vino  bianco. Il vino non è istaminico in sé, ma inibisce l'enzima che degrada l'istamina. Se soffri di dermatite, allergia, goccia al naso, prurito agli occhi, evita aperitivi, sprizt , cocktail. Aiuta a gestire l'istamina, integrare uno di questi elementi: - vit D - vit B metilfolata - ribes nero gemme e faggio - Manganese  - Iodio Al posto delle gocce di Ribes: - Allergrern - perilla - nigella  - fungo reishi - lattoferrina  Non respirare bene crea insonnia, stanchezza, problemi di memoria, irritabilità. Elettra Erboristeria  Cornedo Vicentino

La vignetta

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A volte è l'ultima chiave del mazzo ad aprire la porta

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  A volte la vita ti mette davanti porte che sembrano chiuse per sempre, e proprio quando pensi di non avere più forza scopri che la vera differenza non la fa il talento ma la perseveranza, quella silenziosa, ostinata, che continua anche quando nessuno applaude.  Ogni tentativo che sembra inutile è in realtà un passo più vicino alla svolta, ogni chiave provata senza successo ti insegna qualcosa che ti prepara all’apertura giusta, perché non è il numero degli errori a definire il tuo cammino ma la decisione di restare in piedi ancora una volta. È nel momento in cui scegli di non arrenderti che cambi davvero il tuo destino, perché la porta che si apre alla fine non è solo davanti a te, è dentro di te. web

Gli ultimi istanti

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Da quando la natura ha iniziato a risvegliarsi, mi piace  fare un giretto alla sera più o meno alle 20:00, per ascoltare gli ultimi canti degli uccelli, prima che venga la notte, ed è sempre meraviglioso! La sera sta arrivando,  lentamente  sui monti,  sui prati e su tutta la gente… Una falce di luna, disegnata nel cielo e piano la notte distende il suo velo… Gli uccelli cantano, a quest’ora, ma il canto è ben diverso dall’aurora! Sembra che provino a salutare il giorno che ormai sta per terminare... Un canto più lieve, fra gli alberi si sente, ritornano ai nidi con fare fremente, un ultimo volo, nel posto sicuro che si trova dove il bosco è già scuro. Si accendono le luci, nelle case qua e là arriva pian piano, l’oscurità, e porta il silenzio e porta la pace che si può assaporare se tutto tace. I canti ormai sono terminati, nei nidi gli uccelli si son riparati, è giunta la notte, nessun rumore sento solo il battito del mio cuore. Ritorno a casa, rasserenata da quel ...

Questa funziona veramente!

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  Perché i Contadini italiani piantavano sempre le tagete fra i pomodori e nell'intero orto? Il tagete non era un fiore ornamentale nell'orto contadino — era un'arma. Quei fiori arancioni e gialli dall'odore pungente che le nonne piantavano tra i filari dei pomodori, lungo i bordi delle aiuole e accanto alle melanzane non servivano a "fare bello." Servivano a uccidere i nemici che nessuno vede — quelli che vivono nel terreno. Il killer dei nematodi I nematodi galligeni sono vermi microscopici che vivono nel terreno e penetrano nelle radici degli ortaggi formando galle — rigonfiamenti che bloccano il trasporto di acqua e nutrienti. Le piante colpite crescono stentate, ingialliscono e producono poco senza che il giardiniere veda nulla di sbagliato in superficie. Tira su la pianta e trova le radici deformate da decine di nodi bianchi — i nematodi sono dentro e non c'è trattamento che li raggiunga. Le radici del tagete rilasciano alfa-tertienile e altri tiofen...

Dopo pranzo riposa, dopo cena cammina

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Segue un ritmo antico, fatto di gesti semplici che accompagnano il corpo senza forzarlo.  Dopo il pasto di mezzogiorno, quando il sole è alto e il lavoro ha già occupato molte ore, fermarsi diventa quasi una necessità naturale; il riposo non è pigrizia, ma un modo per restituire quiete a ciò che ha già dato e raccogliere le forze per ciò che resta. La sera, invece, porta con sé un’altra misura. Il giorno si ritira lentamente, l’aria si fa più lieve, e il passo trova spazio per sciogliersi senza fretta. Camminare dopo cena diventa allora un gesto spontaneo, come seguire il calare della luce mentre le case si illuminano piano e le voci si fanno più basse. È un tempo in cui il corpo si rimette in moto senza sforzo, accompagnando i pensieri che si distendono e lasciando che la giornata, poco alla volta, si allontani. E così, tra la pausa del mezzogiorno e il movimento leggero della sera, si disegna una piccola armonia quotidiana, fatta di ascolto e misura, dove ogni gesto trova il suo ...

Se cedono le fondamenta, cede anche la casa

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  Una casa può apparire solida, mostrarsi ordinata nelle sue pareti e sicura nel suo tetto, ma è sotto, là dove non si vede, che si decide la sua resistenza. Le fondamenta non si offrono allo sguardo, eppure sostengono ogni cosa senza farsi notare. Se si incrinano, anche solo in silenzio, l’intera struttura ne risente, perché ciò che è visibile poggia interamente su ciò che resta nascosto. Così accade anche nella vita: relazioni, scelte, progetti possono sembrare stabili finché la base che li sostiene è integra, ma basta una fragilità nel punto più profondo perché tutto inizi a vacillare. Non sempre il crollo è improvviso; a volte comincia con piccoli segni, quasi impercettibili, che solo col tempo rivelano la loro importanza. La vera solidità non sta nell’altezza delle pareti, ma nella forza silenziosa di ciò che le regge. La casetta in campagna

Rai

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A me, da circa una settimana, succede che di mattina vedo le 3 reti RAI e il pomeriggio/sera esce NESSUN SEGNALE, mentre le altre reti le vedo normalmente. Ho il digitale, no parabolica. Capita per caso anche a qualcuno di voi? Dove potrei chiedere lumi? Grazie.

La vignetta

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Tutti uguali

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Liberté,  Égalité, Fraternité…   Motto che si vuole rappresenti i valori cardine della Rivoluzione Francese e della moderna democrazia occidentale, sancendo il passaggio da sudditi a cittadini. Difficile tuttavia conciliare libertà ed uguaglianza, ancor meno pretendere la fraternità, che è un'aspirazione etica non imponibile per legge. Quest’aulico concetto mi sovviene spesso quando guardo banalmente un campo di grano o di mais della moderna agricoltura. Steli rigorosamente uguali, della stessa altezza e struttura, a perdita d’occhio come la tavola d’un biliardo. Nessun fusto che emerga, nessuno che si ritragga, nessun’altra erba o fiore a disturbare l’uniformità del campo, nessun diverso colore, tutto uguale. Eppure, solo qualche decennio fa, i medesimi campi non si presentavano così anonimamente uniformi. Qualche gambo svettava sugli altri, qualche altro chinava il capo, papaveri o iris qua e là lo punteggiavano di colore, almeno sulle capezzagne spuntavano ciuffi di papaver...