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La Chiesa di Pedescala ad un secolo dalla ricostruzione

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Si celebra quest’anno, la data della ricostruzione della Chiesa Parrocchiale di Pedescala dopo la prima guerra mondiale, che ha visto la distruzione dei nostri paesi della Valdastico.  100 anni  fa, la Comunità di credenti ha fatto enormi sacrifici per ricostruire chiesa e paese, che erano diventati un cumulo di macerie a causa del conflitto bellico. Ho pensato che, in questo lungo spazio di tempo, le persone di Pedescala si sono dedicate ad abbellire e migliorare questo luogo di culto, donando quello che avevano, perché la casa del Signore fosse degna di accoglierlo e per ritrovarsi insieme per lodarlo.  Un secolo che ha visto tanti cambiamenti, ma dobbiamo essere grati ai tanti Pedescalesi che, orgogliosi della loro chiesa, l’hanno conservata e ornata fino ai nostri giorni. Se pensiamo alla povertà di quegli anni, alle difficoltà e alla miseria di tante famiglie, possiamo capire quanto a cuore e quanta dedizione si aveva per la propria chiesa. Immagino quante preghiere,...

La Cesa de Pedescala

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Gò visto, sti giorni, un fià de movimento e lo diso proprio col cuore contento, parchè chi che vien rento da la me porta de preghiere ghi nà sempre piena na sporta…           Mi son la cesa  Parochiale            e anca se tanti ani fa, gero messa male           la gente de Pedescala se gà impegnà           e par farme sù de novo, la gà tanto laorà! La guera, se sa, no la fa distinsiòn la porta dapartuto nà gran distrussiòn… La cesa col paese gera un mucio de sassi de la gente, no se sentiva più gnaca i passi..            Ma quando dal profugato i xè tornà            disperati le rovine i gà vardà,            ma i se gà messo de bona lena           sù le màneghe e xò la schena…  Cusì pian pianelo son tornà al me splendore grassie a  tanta gente, tuti con b...

Ricordatevi stasera...

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C'è un filo invisibile che unisce la terra, l'acqua e le stelle nella notte tra il 28 e il 29 giugno. È la festa dei santi Pietro e Paolo, e nelle case contadine di una volta, questo non era solo un giorno di devozione, ma la notte in cui si interrogava il futuro attraverso un prodigio fatto di cose semplicissime: un uovo, un po' d'acqua e una caraffa di vetro. ​La tradizione della "Barca di San Pietro" era un rito atteso da tutta la famiglia, una via di mezzo tra un gioco per bambini e una seria profezia per il lavoro dei campi. ​Tutto cominciava la sera del 28 giugno, all'imbrunire. Si prendeva una caraffa o un grande vaso di vetro trasparente e lo si riempiva d'acqua fresca, preferibilmente del pozzo. Poi, con delicatezza e mano ferma, la nonna o la mamma rompevano un uovo fresco, facendo scivolare nell'acqua solo l’albume, la chiara trasparente, trattenendo il tuorlo nel guscio. ​L’albume, più pesante dell'acqua, colava lentamente sul fondo...

Fate attenzione a:

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Attenzione a chi ride sempre,  alla perfezione sbandierata,  alle case di lusso e alle ville coi maggiordomi, ai matrimoni perfetti,  a chi non sbaglia mai,  a chi ha figli da 110 e lode e lo urla ai quattro venti,  alle case museo senza libri e senza polvere,  a chi in cucina non tiene nemmeno una spugnetta a vista,  a chi arriva sempre in orario,  a chi non sbaglia mai,  alle cose dette e ridette che nascondono cose non dette,  a chi supera subito i lutti, i distacchi, le mancanze,  a chi blatera nobiltà d’animo e sputa sentenze, a chi si sente principe o principessa, a chi non ha un capello fuori posto, una piega nel vestito, una macchia nell’anima, a chi chiede come stai e non ascolta mai la risposta, a chi perdona subito, dimentica subito,  a chi parla troppo o sta sempre in silenzio,  agli oggetti di argento sempre lucidi,  ai ricordi falsati, a chi non c’è mai quando serve, all’amore che non c’è mascherato da a...

Date baci

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  A chi amate. A chi non li chiede, ma ne ha bisogno. A chi ha dimenticato come si fa. Date baci a chi è triste. A chi ha occhi stanchi  e il cuore in silenzio. A chi pensa di non meritarli più. Date baci senza motivo. All'improvviso, senza preavviso, senza spiegazioni. Perché dietro un bacio  inaspettato, c'è la poesia  delle cose non dette. C'è l'amore che ha fretta  di essere sentito. E poi... date baci come se il tempo non bastasse. Perché ogni bacio dato,  è una carezza  lasciata al destino. Gabriele Mauro

Nuova piazza Roma

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La vignetta

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Ho cose tatuate senza inchiostro

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  Ho cose tatuate addosso senza inchiostro. Ricordi che il tempo non è riuscito a cancellare. Persone che hanno lasciato impronte invisibili nell'anima. Momenti che continuano a vivere dentro di me, anche senza fotografie o segni visibili. Perché non tutti i tatuaggi sono sulla pelle. Alcuni restano impressi nel cuore, nella memoria e in quelle parti di noi che nessuno può vedere. Ho tatuate le parole che mi hanno salvato nei giorni più difficili. E anche quelle che mi hanno spezzato dentro. Ho tatuati abbracci che ancora oggi mi scaldano l'anima quando li ricordo. E addii che hanno cambiato per sempre il mio modo di guardare la vita. Ci sono ferite che non si vedono, ma che ci accompagnano per sempre. Così come ci sono amori, canzoni, luoghi e persone che lasciano tracce così profonde da diventare parte di ciò che siamo. La vita ci segna in silenzio. Ci lascia insegnamenti dopo ogni caduta. Ci regala forza dopo ogni delusione. Ci trasforma attraverso ogni perdita che abbiamo d...

L'acqua leviga le pietre, l'Amore modella gli animi

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Il vecchio contadino raccoglie un piccolo sasso rimasto incastrato sotto la suola dello scarpone. È un ciottolo di fiume, perfettamente tondo, liscio e grigio, che ha trovato chissà come lungo il sentiero. Lo fa girare tra le dita, accarezzandone la superficie levigata che non ha più uno spigolo vivo. Lo appoggia sul tavolo di legno accanto al cesto di frutta. ​"Se andate su in cima al torrente, dove l'acqua nasce dalla roccia viva, i sassi sono duri, taglienti, pieni di punte che feriscono se provate a stringerli nel pugno. Sembrano fatti apposta per fare del male. Ma l'acqua del fiume non ha fretta. Passa oggi, passa domani, continua a scorrere sopra quella pietra per anni, per secoli, accarezzandola senza mai stancarsi. E alla fine, ecco cosa succede. La pietra cede. Perde la sua durezza, smussa gli spigoli e diventa così liscia che è un piacere tenerla in mano. I vecchi lo dicevano sempre quando guardavano una famiglia cresciuta nella pace: l'acqua leviga le pietre...

Prendersi cura di se stessi

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Prenditi cura di te stesso, perché spesso dai così tanto agli altri da dimenticare ciò che conta davvero: il tuo benessere. Ti abitui a stare dietro a tutti, a risolvere, ad aiutare, a sostenere. Ma raramente ti fermi a chiederti come stai davvero. Col tempo, questa mancanza si fa sentire. Ti consumi, ti stanchi, e arriva quel pensiero: fai tanto per gli altri, ma nessuno sembra farlo per te. Non è perché non conti. È perché ti sei messo per ultimo così tante volte da smettere di farlo anche tu. Imparare a prenderti cura di te non è egoismo. È equilibrio. Non puoi dare se sei vuoto. Non puoi sostenere qualcuno se stai crollando. Guidarti significa ascoltarti,  rispettare i tuoi limiti  e riconoscerti lo stesso valore che dai agli altri. Anche tu hai bisogno di riposo, attenzione, affetto. Non sei solo quello che dà. Sei anche quello che ha bisogno. E va bene così. Quando inizi a rimetterti al tuo posto, cambia tutto. Non si tratta di esserci meno per gli altri,  ma di non...

La camomilla selvatica

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Chi cammina oggi lungo i sentieri di campagna, distratto dal rumore del mondo, rischia di non notarli neppure. Eppure, tra l'erba alta e i papaveri che incendiano di rosso i bordi delle strade, c’è una distesa di piccole stelle bianche dal cuore d'oro. È la camomilla selvatica, un fiore così umile da confondersi con la rucola di campo, ma custode di una sapienza che profuma di infanzia e di cure materne. ​A differenza delle piante coltivate, la camomilla dei prati ha il profumo della libertà. Cresce dove la terra è dura, calpestata, persino sassosa, quasi a voler dimostrare che la dolcezza può nascere anche nei luoghi più difficili. ​Anni fa, la raccolta della camomilla era un rito stagionale scandito dalle ore del giorno. Non si raccoglieva mai al mattino presto, quando la rugiada bagnava ancora i petali, e nemmeno la sera. Il momento perfetto era il primo pomeriggio, sotto il sole cocente, quando i capolini dorati erano ben aperti, carichi di oli essenziali e caldi di luce. ​...

La vignetta

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La titubanza

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Ci sono momenti in cui possiamo vedere con una chiarezza spietata tutta la nostra storia, riconosciamo le ferite, individuiamo le origini, comprendiamo perfettamente le dinamiche che ci bloccano. Abbiamo capito tutto. Eppure restiamo fermi. È come se la testa corresse avanti e il resto di noi rimanesse indietro, paralizzato. La verità è che possiamo capire col pensiero, ma è il corpo che decide. Dentro portiamo memorie che non parlano la lingua della logica: antichi “stai fermo”, “non rischiare”, “non perdere ciò che hai”. Sono impronte profonde, registrate prima ancora di sapere chi eravamo. E così, anche quando la mente ci dice con lucidità che una cosa non va più bene per noi, il corpo si stringe, trattiene il fiato e ci sussurra: “Aspetta. Pericolo.” E quel sussurro pesa più di cento ragionamenti. Il nostro sistema interno fa quello che ha sempre fatto, ci protegge. Solo che non distingue il passato dal presente. Non capisce che oggi siamo adulti.  Per lui i cambiamenti sono an...

Siamo fatti per camminare

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Nuovi studi che tengono conto del DNA e delle spinte evolutive hanno dimostrato che la nostra bizzarra posizione eretta è il risultato di un lungo processo di adattamento. Per camminare bene in posizione eretta abbiamo allungato le gambe, accorciato le braccia, stretto il bacino. Queste modificazioni ci portavano vantaggi nella termoregolazione durante la ricerca del cibo nelle calde  savane africane. Però paghiamo lo scotto di dover mantenere il corpo in movimento  per mantenerlo in salute ed efficiente e soffriamo più facilmente di dolori alle ginocchia e problemi alle anche. Anche l'accudimento parentale si è fatto più lungo, dovendo far nascere neonati più piccoli per permetterne la nascita attraverso un canale del parto limitata (causa bacino stretto). Movimento e cura dello scheletro sono un binomio fondamentale per rimanere in salute e in modo autonomo il più a lungo possibile. Per le ossa sono indispensabili i minerali come magnesio, potassio, fosforo e vitamina D. I m...

Piange la montagna

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Piange la montagna sfregiata nei suoi fianchi, strappati alberi e arbusti, morsi da audace mostro  che strappa ghiaia e sassi, colpita da proiettili  di ferro esplosivi, vento attanaglia polvere per depositarla a terra, convogli poi ferrosi in procession continua  rimbombar fan strade, disegnando muri e piano di bianco polveroso. Ahimè! la gente stanca subisce plagio odioso di questo bel lavoro. FraLzi 25 6 2026