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La finestra

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Cosa c’è di più banale di una finestra nelle nostre abitazioni? Apparentemente una struttura semplice, che si pensa sia sempre esistita nella forma che vediamo. Effettivamente, sono secoli che accompagna l’umanità, evolvendosi insieme allo sviluppo della civiltà. Oggi è non solo una fonte di luce, ma anche un elemento chiave per l’isolamento, la privacy e persino l’innovazione tecnologica nelle case intelligenti. Ma una volta, nel nostro ameno paesello, com’erano le finestre? Fin dall’età delle caverne, l’uomo era abituato ad avere un’unica apertura della casa, dalla quale entrava ed usciva di tutto: luce, calore, freddo, persone, fumo, odori, bestie, ecc. Evolvendosi l’abitazione, si cominciò ad aprire dei buchi nei muri, principalmente per consentire una miglior ventilazione e luminosità degli ambienti. In Egitto e Mesopotamia, culle della civiltà, le aperture erano protette da tende di legno, stoffa o pelli animali per difendersi dalla polvere e dal sole. È interessante nota...

Differenze di prospettive...

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Questo conosciuto racconto morale dell'ipotetico dialogo tra due gemelli nel grembo materno, è tratto dall'articolo:  Does Mother Exist? Is There Life After Birth ?, scritto nel 1980 e pubblicato insieme ad altri racconti nel 1982 in:  Morphogeny , un libro di Pablo J. Luis Molinero. Ne riportiamo di seguito un estratto diffuso in italiano, che offre un interessante spunto di riflessione. Nella sua disarmante semplicità, invita a pensare a quanto la prospettiva possa cambiare il nostro modo d'intendere la vita ed il nostro destino. " Nel pancione di una donna gravida si trovavano due gemelli e fra loro avviene questo dialogo: – Tu credi nella vita dopo il parto? – Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello saremo più tardi. – Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita? – Non lo so, ma sicuramente… ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca. – Ma è assur...

La goccia che scava la roccia

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In un angolo nascosto della cascina,  sotto una grondaia vecchia, siede il nostro contadino su uno sgabello di legno. Osserva una grande pietra liscia, posta sotto il punto in cui il tetto gocciola quando piove. Al centro della roccia c'è una conca perfetta, rotonda, scavata nel sasso durissimo. Il vecchio allunga una mano e accarezza quella cavità. ​"Guardate questa roccia. È calcare duro, di quello che se ci dai dentro con la mazza ti ritrovi con le braccia rotte e le scintille negli occhi. Eppure, vedete questo buco nel mezzo? Non l'ha fatto uno scalpello e non l'ha fatto la forza di un gigante. L'ha fatto l'acqua. ​Una sola goccia d'acqua è niente. È leggera, si rompe appena tocca il suolo, non sembra poter fare del male a nessuno. Ma se quella goccia cade oggi, cade domani, cade per mesi e per anni nello stesso identico punto, alla fine vince lei. La pietra, che sembrava invincibile, deve cedere il passo alla pazienza dell'acqua. ​Questo è il segre...

Incontro a Forni

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La vignetta

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Bellissime notizie!

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il Miracolo della Gallina

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  Più osservo la vita, più mi accorgo che i miracoli non sono  nascosti nei luoghi lontani o nelle leggende.  Sono davanti ai miei occhi,  così vicini da essere diventati invisibili. Uno dei più straordinari protagonisti è la gallina. Sembra un animale comune.  Così comune da passare inosservato.  Eppure, se mi fermo a riflettere, mi trovo davanti a uno dei  laboratori biologici più incredibili che esistano sulla Terra. La gallina compie ogni giorno qualcosa che, se non   fossimo abituati a vederlo, considereremmo magia. Dentro il suo corpo prende forma un uovo.  Non una semplice sfera di materia.  Non un oggetto qualsiasi.  Un uovo.  Un contenitore perfetto,  progettato dalla natura con una precisione che  sfiora l'inimmaginabile. Al suo interno si trovano acqua,  proteine,  grassi,   vitamine,  minerali,  energia e  istruzioni biologiche.   Tutto ciò che serve affinc...

AUF

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Nel 1387 una parola scritta sui blocchi di marmo permetteva di attraversare la Lombardia senza pagare un soldo. Era “AUF”. Due lettere nere tracciate sul marmo rosa di Candoglia, quello che ancora oggi ricopre il Duomo di Milano. Non un marchio decorativo. Un lasciapassare fiscale medievale. Quando Gian Galeazzo Visconti affidò alla Veneranda Fabbrica del Duomo la cava di Candoglia, in Val d’Ossola, prese una decisione radicale: tutto il Duomo sarebbe nato da una sola montagna. Ogni guglia. Ogni arco. Ogni statua. Lo stesso marmo bianco venato di rosa che ancora oggi cambia colore con la pioggia milanese. Il problema era portarlo a Milano. Nel Trecento non esistevano camion, autostrade o gru moderne. Eppure migliaia di tonnellate di pietra dovevano attraversare quasi duecento chilometri di acqua e correnti. I cavatori caricavano i blocchi su enormi zattere di faggio lunghe circa 18 metri. Da Candoglia si scendeva lungo il Toce fino al Lago Maggiore. Poi il Ticino. Poi il Naviglio Grand...

Esame per insufficienza venosa

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Prenotazioni al telefono Costo 20 euro In farmacia a Pedemonte

Incontri e risate nell'alto Astico

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Racconti e canti in Villa

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Il cane e il temporale

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Il tuo cane inizia ad agitarsi 45 minuti prima che tu senta il primo tuono — perché percepisce i cambiamenti di pressione atmosferica e i campi elettrostatici che i nostri sensi non captano.  Cosa succede nel suo cervello durante il temporale: il sistema nervoso registra le variazioni di pressione e i primi cambiamenti del campo elettrostatico molto prima dei tuoni. Sono segnali fisici reali. Quando arrivano i fulmini, il cortisolo sale come in risposta a una minaccia fisica diretta — e l'amigdala cortocircuita la zona razionale del cervello. Il cane non può ragionare con se stesso, non può calmarsi volontariamente. Accarezzarlo e rassicurarlo non rinforza la sua paura — è un mito dell'addestramento tradizionale, smentito dalla ricerca comportamentale moderna.  Un fattore poco noto: alcuni cani accumulano elettricità statica nel pelo durante i temporali e ricevono piccole scosse. Questo spiega la fuga verso le vasche da bagno in metallo: le superfici metalliche disperdono le c...

La vignetta

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Prima di etichettare facciamo un bel respiro

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Ci affanniamo a difendere le nostre idee come fossero certezze assolute, dimenticando che spesso sono soltanto interpretazioni filtrate dalle nostre paure, dalle esperienze vissute, dalle ferite ancora aperte. Ogni parola che ascoltiamo attraversa il nostro mondo interiore prima di assumere un significato. Ogni immagine che osserviamo viene modellata dal nostro stato d’animo, dalle convinzioni radicate, dai ricordi che ci abitano. Quante incomprensioni nascono dal credere che il nostro sguardo sia oggettivo? Quante relazioni si incrinano perché scambiamo una percezione per una verità definitiva? La realtà è più ampia di ciò che riusciamo a cogliere. È complessa, stratificata, sfuggente. Noi ne vediamo solo un frammento, e su quel frammento costruiamo giudizi, reazioni, conflitti. Accettare che la nostra visione sia parziale non significa rinunciare alle proprie idee, ma imparare l’umiltà. Significa fermarsi un istante prima di condannare, prima di etichettare, prima di credere di aver ...

Giugno: cosa sarebbe bello fare

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  Giugno è il mese della luce piena, dei campi maturi e delle sere che si allungano per fare spazio ai sogni. È il tempo in cui la natura raggiunge il suo splendore e invita anche noi a vivere più all'aperto, più lentamente, più vicini al cielo. Cose da fare a giugno: -Camminare scalzi sull'erba al mattino quando la rugiada è ancora presente e il mondo sembra appena svegliato. -Cenare all'aperto, anche con un pasto semplice, godendo della luce che tarda a spegnersi. -Fermarsi un momento vicino a un prato sfalciato e respirare profondamente. È il profumo dell'estate che sta nascendo. -Alzarsi una volta prima del sorgere del sole Guardare il mondo svegliarsi piano. I colori dell'alba di giugno sembrano dipinti con delicatezza. -Mangiare una ciliegia guardando il cielo. Un gesto semplice che insegna a gustare lentamente ciò che la stagione offre. -Sedersi sul gradino di casa dopo il tramonto Senza fare nulla. Solo ascoltare il paese che si quieta e la sera che arriva. ...