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𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐛𝐞𝐥𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐥𝐭𝐚, 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐛𝐞𝐥𝐚 𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚

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  Il nostro contadino è appoggiato al bastone da pastore, sul muretto a secco che costeggia il pascolo. Davanti a lui, una nuvola bianca di lana si muove come un unico corpo. All'improvviso, una pecora si spaventa per l'ombra di un falco, lancia un belato acuto e comincia a correre. Nel giro di tre secondi, trecento pecore la seguono a testa bassa, sollevando un polverone. Il vecchio scuote la testa mentre dà un fischio al cane per rimetterle in riga. "Guardate lì. Basta che una sola di quelle bestiole, magari la più paurosa e la più sciocca, veda un'ombra e si metta a urlare, perché tutte le altre le vadano dietro. Non sanno nemmeno perché lo fanno, non hanno visto nessun lupo, ma sentono il rumore e rispondono.  ​La pecora, povera bestia, è fatta così: non pensa con la sua testa, pensa con le orecchie. Se quella davanti corre, lei corre; se quella davanti grida, lei grida. Il problema è che spesso la prima a far baccano è proprio quella che ha meno cervello di tutte....

Programma estate autunno

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Un Paese civile

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Un paese civile non è quello dove i ricchi hanno macchine di lusso, ma dove i poveri possono andare dal dentista. - Pepe Mujica Il vero progresso non è quanti beni di lusso vengono prodotti e venduti, ma tutt’altro. Il progresso è quando tutti possono curarsi,  quando nessuno rinuncia a un dentista, a un medico, a un farmaco, perché non può permetterselo. È quando l’istruzione non è un privilegio,  ma una porta aperta per ogni bambino,  per ogni ragazzo che vuole costruirsi un futuro. È quando il lavoro permette di vivere, non solo di sopravvivere. Quando la casa è un diritto. Quando la vecchiaia non è paura, ma protezione. Il vero progresso è una società che non misura il valore delle persone da ciò che possiedono,  ma da ciò che possono condividere, realizzare, sperare. Una società civile è quella che garantisce dignità a tutti, non quella che esibisce ricchezza. Domiziano

Saggezza contadina😊

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Il temporale di maggio non arriva all'improvviso. Lo costruisce il sole. Le bisnonne lo sentivano nelle ossa prima che si vedesse all'orizzonte. La pressione cala, l'aria si fa pesante, le mosche pizzicano. Non era magia. Era fisica. L'aria umida del mattino sale, si raffredda, si addensa in nubi a sviluppo verticale chiamate cumulonembi. Quando una zona di bassa pressione fredda incontra l'aria calda salita dal Mediterraneo, la colonna diventa instabile. Le correnti ascensionali esplodono in pochi minuti. Da basso, si vede solo un cielo che si annerisce. Le mosche pizzicano perché la pressione bassa permette agli insetti di volare più vicino alla pelle. Le rondini volano basse perché lo fanno gli insetti che inseguono. Le ginocchia delle bisnonne dolevano perché il liquido nelle articolazioni reagisce alla caduta della pressione barica. Tre segni del corpo, una sola spiegazione meteorologica. Sapere ascoltarli era saperi vivere con l'aria. Saggezza popolare con...

E a proposito di ragni😊

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La vignetta

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La bella scrittura

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[Gianni Spagnolo©26E18] Da ragazzo guardavo con curiosità e un po' d'invidia i quaderni di mia sorella zeppi dei suoi esercizi di stenografia. Quei bissi, a me da poco alfabetizzato, parevano proprio arabo e alla grafia araba assomigliavano per davvero.  Per diverse generazioni la stenografia è stata competenza  di ogni brava segretaria; fino all’introduzione del registratore, che l’ha repentinamente mandata in soffitta. Lunghe sessioni di studio e di pratica rese inutili dalla tecnologia, con decorrenza pressoché immediata. Da più lungo tempo, generazioni di studenti si sono impratichite dell’arte calligrafica, un’altra abilità presto destinata a finire dimenticata. E pensare che è non è trascorso neanche un secolo da quando, almeno nel mondo occidentale, l'alfabetizzazione è diventata di massa. Da quanto tempo è che non scriviamo più a mano frasi compiute?  Che non siano una firma frettolosa alla Posta, sul palmare del corriere, o qualche lista della spesa. Ormai stiamo...

Pane, cibo vivo

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  Quando il pane è fatto bene, da cereali e fermentato, è un cibo nutriente, saziante, che accompagna egregiamente uno spuntino o il pasto. Pane e olio e sale Pane e olive Pane e olio e acciughe  Pane e olio e pomodorini secchi  Pane olio e sottaceti Pane e formaggio Pane e carne - affettati Pane e uova  Pane e burro e salmone Pane e noci  Pane e burro e zucchero Pane burro e marmellata  Un pane fermentato è un pane  vivo, un po' umido, morbido che porta nutrimento e fermenti, zuccheri non veloci e funghi-batteri buoni. Il pane a pasta acida o pasta madre è IL PANE! Pane come parte preziosa e buona dei pasti o degli spuntini. Indispensabile a bambini, giovani, sportivi, faticanti.  Non ha nulla a che vedere con crackers, soffiette, biscotti, cialde, fette biscottate, crostini, gioppini  e altro. Questi citati sono farine lavorate e basta. Lavorate e con grassi che si ossidano in cottura. Il pane non ha grassi che si ossidano è pane fermentato...

Il Castello di Velo d'Astico

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foto di Romina Velo d’Astico è un paese della pedemontana vicentina, circondato dalle montagne e rinfrescato dallo scorrere del Posina e dell’Astico, che conduce dalla pianura vicentina al territorio trentino. La valle dell’Astico ha sempre avuto un’importanza strategico-militare, perché confinante con il territorio abitato dalle popolazioni di origine germanica. Già all’epoca romana era attraversata dalla strada che portava a Trento e proprio in sua difesa furono costruite alcune fortificazioni come il castello di Meda e quello di Velo. Il castello di Velo d’Astico nacque in epoca preistorica come presidio dei castellieri. La posizione elevata dell’insediamento serviva per mantenere un contatto visivo con Meda pur rimanendo nascosto a chi non era ancora entrato nella valle. Venne costruito nel X secolo per ostacolare le scorrerie degli Ungari. Nel 1184, secondo lo storico Gaetano Maccà, Viviano figlio di Tomaso de Vello si ritrovò a restaurare il castello danneggiato dalla guerra. Nel...

Lastebasse in sport

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La vignetta

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Don Lorenzo Milani

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  Nessuno è sicuro di aver capito perché il ventenne Lorenzo Milani, estroso ragazzo e artista proveniente da una famiglia ricca, intellettuale, ebrea e non credente, all'età di 20 anni, l'8 novembre 1943, abbandona il colto mondo borghese e entra nel seminario di Cestello in Oltrarno dove, pur nei contrasti col rettore e i superiori, accetta le dure regole. Passano gli anni, il 13 luglio 1947 diventa don Milani e celebra la prima Messa a San Michelino, dopo poco tempo però viene assegnato a un’altra parrocchia, quella del paese di Calenzano, un comune di operai in provincia di Firenze a larghissima maggioranza comunista. Le sue posizioni radicali non gli costarono solo critiche, ma addirittura un trasferimento. Infatti, in occasione delle elezioni amministrative del 1951 e poi delle politiche nel 1953, egli non rispettò la direttiva vaticana del voto non contrario alla chiesa, ma anzi si espresse in pubblico sostenendo la libertà del voto e affermando che ognuno avrebbe dovuto...

Il maggio di un tempo che fu...

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Se chiudo gli occhi e penso ai mesi di maggio di trenta o quarant'anni fa, il primo profumo che mi viene in mente non è quello dell'incenso, ma quello delle rose selvatiche e dell'erba tagliata di fresco. ​In quegli anni, maggio non era solo un mese sul calendario; era un appuntamento fisso per l'anima e per la comunità. Non appena l'imbrunire cominciava a rinfrescare l'aria dopo le prime giornate calde, nei cortili, davanti alle edicole votive dedicate alla Madonna o nelle piccole chiese di paese, iniziava un sommesso sgranare di rosari. ​La preparazione del "maggio" ​C’era sempre una vicina di casa, spesso una nonna dallo sguardo dolce e dalle mani nodose, che si prendeva cura dell'altarino. Una tovaglia bianca ricamata a mano, un’immagine della Vergine e tanti vasi di vetro (spesso vecchi barattoli di marmellata) riempiti con i fiori raccolti nei giardini nel pomeriggio: rose, pampini di vite, rami di lillà. ​Il sussurro delle avemarie ​Ci si ri...

Oh Passegger che passi per la via, non ti scordare di salutare Maria

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Le Maestà mariane ci ricordano la grande devozione a Maria. Maestà, edicole, pilastrini votivi, verginine, ne vediamo agli incroci, nei passi montani, in mezzo ai campi, presso le fonti, e solitamente contengono immagini o statuine della Vergine. Hanno origini antichissime, già i romani edificavano edicole destinate ad accogliere i Lari, spiriti benevoli degli antenati che vigilavano su terre e confini. Nel mese di Maggio, mese dedicato a Maria, si adornano di fiori, e un tempo, nei luoghi di campagna,  dove la chiesa era lontana, le donne vi si recavano la sera a recitare il rosario.

La vita può cambiare in un attimo

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  A volte basta una telefonata, una notizia inattesa, un addio o un evento che non avevi previsto per cambiare completamente il corso di una giornata, di un progetto o persino di un'intera esistenza. Per questo non vale la pena rimandare sempre ciò che conta davvero. Non aspettare domani per dire a qualcuno quanto gli vuoi bene. Non aspettare il momento perfetto per chiedere scusa. Non aspettare un'occasione speciale per ringraziare chi ti è stato accanto. La vita è più fragile di quanto immaginiamo. Oggi puoi condividere un pranzo con una persona cara e domani accorgerti di quanto ti manca. Oggi puoi pensare di avere tutto il tempo del mondo, senza sapere che alcune occasioni non tornano una seconda volta. E allora forse la cosa più importante è imparare a vivere il presente con maggiore consapevolezza. Ama senza lasciare che l'orgoglio prenda il posto dei sentimenti. Fai sentire alle persone importanti quanto contano per te. Ascolta con attenzione, abbraccia con sincerità...