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Edicole votive

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  Le edicole votive — quelle piccole architetture che ospitano immagini sacre agli angoli delle strade o sulle facciate dei palazzi — sono tra i segni più intimi e affascinanti del paesaggio urbano, specialmente in Italia. ​La loro storia non è solo religiosa, ma affonda le radici nel bisogno umano di protezione e nel senso di comunità. ​Le origini: Dai "Compita" romani al Medioevo ​Tutto ebbe inizio molto prima del Cristianesimo. Nell'Antica Roma esistevano i Lares Compitales, divinità protettrici degli incroci stradali (compita). I romani costruivano piccole edicole (dal latino aedicula, "piccola casa") per onorare questi spiriti e chiedere protezione durante i viaggi o la vita quotidiana nel quartiere. ​Con l'avvento del Cristianesimo, la Chiesa non cancellò questa tradizione, ma la "battezzò": ​Le statue degli dei furono sostituite da immagini della Madonna, di Gesù o dei Santi patroni. ​Lo scopo rimase simile: sacralizzare lo spazio pubblico e...

La neve di marzo dura quanto il passo di un gatto

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È un proverbio che racconta la fragilità delle cose fuori stagione. La neve che cade a marzo non ha più la forza dell’inverno pieno: scende quasi distratta, si posa sui campi che sotto la superficie stanno già preparando il verde, sui rami gonfi di gemme, sulle strade che non hanno più odore di gelo, ma di terra che si risveglia. Quando si dice che dura quanto il passo di un gatto, si pensa a qualcosa di leggerissimo, che tocca il suolo senza lasciarlo davvero segnato. Il gatto appoggia la zampa e già si è spostato altrove, silenzioso e discreto. Così è quella neve: sorprende e imbianca per un momento, ma basta un raggio di sole un po’ più deciso perché si sciolga e diventi acqua che scorre via. Vale non solo per il tempo. Anche ciò che ritorna quando non è più il suo momento: un freddo improvviso, una paura antica, un dubbio che pensavamo superato. Possono sfiorarci, farci stringere nel cappotto per un attimo, ma non hanno più il potere di fermare la stagione nuova che avanza. La neve...

La scorrettezza

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Ci sono persone che conoscono perfettamente la verità, ma scelgono di raccontarne un’altra per non assumersi il peso delle proprie azioni, trasformando il silenzio dell’altro in colpa e la propria scorrettezza in presunta innocenza.  Fingere di non capire è spesso l’ultima difesa di chi sa di aver sbagliato, perché ammettere le proprie responsabilità richiede maturità, mentre indossare il ruolo della vittima è molto più semplice e comodo.  E allora impari che allontanarti non è crudeltà ma lucidità, non è fuga ma protezione, perché la pace interiore vale più di qualsiasi versione distorta dei fatti. web

Corso di cucina a S. Pietro

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La vignetta

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Il tempo sembra non insegnare nulla

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Ci sono verità che l’umanità continua a incontrare lungo il cammino della storia eppure, incredibilmente, continua anche a dimenticare.  Cambiano i secoli, cambiano le bandiere, cambiano i nomi delle guerre, ma il dolore resta lo stesso e le cicatrici dell’uomo sembrano ripetersi come se il tempo non avesse mai insegnato davvero nulla. Ogni generazione promette di essere più saggia della precedente, di aver compreso gli errori del passato, di aver imparato finalmente il valore della pace… eppure basta guardarsi intorno per capire che la memoria dell’uomo è fragile quanto la sua ambizione.  Forse la vera saggezza non è credere di aver imparato tutto, ma ricordarsi ogni giorno quanto facilmente possiamo tornare a sbagliare. Perché la storia non è soltanto ciò che è accaduto, è lo specchio che ci mostra chi siamo davvero quando dimentichiamo di essere umani. web

Solidarietà

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Quanta storia in un solo termine! Scavi, scavi e ci ritrovi connessioni inattese, significati plurimi fra loro misteriosamente raccordati. Solidarietà  fa immediatamente riferimento ad un sentimento: ci si sente prossimi, vicini e anzi un tutt’uno con chi versa in una situazione di sofferenza.  Al cuore di questa parola c’è l’idea di interezza, integrità, assenza di vuoti: c’è, insomma, l’idea di essere salvi. Io con te che soffri, insieme possiamo sperimentare  salvezza . Al tuo vuoto, alle crepe che si sono aperte nella tua vita cerco di venire incontro col mio esserci per te e così, insieme, quel vuoto viene colmato. Ritorna un intero.  Ma c’è dell’altro: il  solido  diventa, col tempo, il segno del denaro, quello spicciolo, trafficabile velocemente: la moneta. L’idea dell’interezza col senso di integrità/salvezza gradualmente passa in secondo piano, e lascia il posto ad un concetto decisamente più interessato: il  soldo , il denaro. Che poi, e ques...

Il seminatore

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Marzo arriva sempre con un’aria un po' irrequieta. Non è più inverno, ma non è ancora primavera. Il cielo cambia umore in poche ore e la terra, scura e umida, sembra trattenere il respiro. È in questo tempo incerto che il seminatore esce nei campi. Cammina lento, con il passo di chi conosce ogni piega del terreno. La terra cede appena sotto gli stivali, e l’odore che sale è quello profondo delle cose vive, anche quando ancora non si vedono. Tiene il sacco dei semi appoggiato al fianco e, con un gesto antico quanto le stagioni, lascia scivolare tra le dita piccole manciate di futuro. Non c’è fretta nei suoi movimenti. Ogni gesto è misurato, quasi rispettoso. Sa che non sta semplicemente spargendo semi, ma affidando alla terra qualcosa di prezioso. In quel movimento c’è fiducia e la consapevolezza che non tutto dipende dalle sue mani. Il cielo farà la sua parte, la pioggia deciderà quando cadere, il sole quando restare più a lungo. Il seminatore non può comandare nulla. Può solo cred...

Manu e Ale dal Laos

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 Manuela ed Alessandro african

Giò & Giulia - appuntamento annuale di tenerezza -

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  E siamo a 3...e ora si cova fino a circa il 10 aprile Il secondo...

Cercando i colori

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  Ogni nuovo mattino,   uscirò per le strade cercando i colori. Girerò per le strade  finché non sarò stanca morta saprò vivere sola e fissare negli occhi ogni volto che passa e restare la stessa. Questo fresco che sale a cercarmi le vene è un risveglio che mai nel mattino ho provato così vero: soltanto, mi sento più forte che il mio corpo, e un tremore più freddo accompagna il mattino. Son lontani i mattini che avevo vent’anni. E domani, ventuno: domani uscirò per le strade, ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo. Da domani la gente riprende a vedermi e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo, ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo di esser io che passavo  una donna, padrona  di se stessa.  La magra bambina che fui si è svegliata da un pianto durato per anni ora è come quel pianto non fosse mai stato. E desidero solo colori. I colori non piangono, sono come un risveglio: domani i colori torneranno...

La vignetta

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Tradizioni passate ancora presenti: fora febràro

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  il gruppo dei Cuochi del fora febráro Fin dall’antichità, dai tempi più lontani, c’è sempre stata la tradizione di festeggiare l’arrivo della primavera con canti, banchetti e danze, che coinvolgevano tutte le persone, dal contadino al padrone, dal povero al ricco.  L’arrivo della primavera segna un momento particolare: la natura addormentata si risveglia esplodendo in tutta la sua bellezza e dando inizio a un nuovo ciclo di vita. Tutto assume un aspetto diverso e ogni più piccolo stelo, fiore o foglia, è pronto a emergere con tutta la sua forza.  Il paesaggio che abbiamo intorno, muta ad ogni stagione, ma credo che la primavera sia il simbolo della rinascita e per questo ha sempre avuto un significato speciale per l’uomo. Nei paesi della nostra valle, la fine dell’inverno veniva celebrata l’ultimo giorno di febbraio, quando con un gran falò, veniva bruciato l’inverno e tutte le sue fatiche.  Se pensiamo ai lunghi mesi invernali, dove la neve cadeva abbondante, dove...

Cos'è la guerra?

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Ci raccontano la guerra come una questione di strategie, di eserciti, di potere e di bandiere, ma la verità è sempre molto più semplice e infinitamente più crudele.  Dietro le parole dei leader e dietro le mappe dei generali, non ci sono mai davvero vincitori: ci sono case vuote, silenzi improvvisi e vite spezzate che nessuna spiegazione potrà mai ricomporre. A pagare non sono mai quelli che decidono, ma chi la guerra la subisce senza averla scelta.  Persone comuni, famiglie, bambini che si addormentano senza sapere che quella notte potrebbe essere l’ultima, senza comprendere il motivo di tanto dolore. Ed è forse proprio questo il volto più tragico della guerra: non il rumore delle armi, ma l’ingiustizia di vite che finiscono senza aver mai capito perché. web

Carlo d'Asburgo

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La figura di Carlo d'Asburgo è molto interessante. L'animazione IA lo ritrae mentre esce dalla piccola chiesetta ai Busatti dopo essersi ritirato qui in preghiera. Lui che è il comandante del XX Corpo d'Armata e che a giugno del 1916 potrà festeggiare la conquista di Arsiero e Asiago con la nomina del figlio Otto a Margravio dei due paesi, in realtà è passato alla storia come un comandante umano e sollecito verso i soldati, mite e impegnato a promuovere la pace, come attesta la beatificazione voluta da Giovanni Paolo II nel 2004. Flores Munari CLICCA QUI Carlo d'Asburgo in visita al Forte Campomolòn appena conquistato CLICCA QUI