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G R A Z I E

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  Verena e Famiglia Bonato ringraziano tutti coloro che nella giornata di ieri si sono adoperati per un aiuto nella ricerca di Emo. Purtroppo non siamo in grado di ringraziarVi personalmente tutti, ciononostante, in un momento per noi difficile, abbiamo sentito la vicinanza della Comunità e Vi siamo infinitamente grati. Un ringraziamento ai Carabinieri, ai Vigili del Fuoco, al Comune, alla Protezione Civile e Soccorso Alpino per il lavoro svolto. In situazioni così disperate aver la fortuna di avere tante Persone disponibili che in un modo o nell'altro ti sono d'aiuto, ci fa capire quanto meravigliosa sia la nostra piccola Comunità. Un grazie di cuore a TUTTI VOI!!!

Essere lupo o asino?

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  Figlio mio, è meglio essere un lupo che tutti temono… che un asino che tutti usano. È una frase forte. Parla di dignità, di rispetto, di non lasciarsi sfruttare. Ma forse la verità sta nel mezzo. Non devi essere un lupo che incute paura per essere rispettato. E non devi accettare di essere un asino che tutti caricano di pesi. Meglio essere una persona che sa dire no. Che non si lascia usare. Che non ha bisogno di spaventare per farsi ascoltare. Il rispetto vero non nasce dalla paura. Nasce dai confini chiari. E il valore non sta nell’essere temuto,  ma nell’essere forte senza perdere l’anima. web

Io spero ridiventi un'abitudine

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Per anni, in molti paesi d’Italia, davanti alle case compariva immancabilmente una sedia: non un dettaglio, ma il filo che attraversava la giornata. Dopo cena, quando l’aria si faceva più fresca, le sedie apparivano una dopo l’altra lungo la strada, già lì, pronte senza bisogno di essere sistemate. Le donne conversavano a bassa voce, ma senza interruzione; gli uomini si fermavano, si sedevano e commentavano il lavoro, il tempo, le novità arrivate da qualcuno. Gli anziani restavano più a lungo, con lo sguardo fisso su quello che succedeva davanti. I bambini giocavano poco distante, e da quei seggiolini si vedeva tutto: chi rientrava a piedi, chi passava in bicicletta, le luci che si accendevano una dopo l’altra, i saluti che si ripetevano ogni sera, ma non erano mai esattamente gli stessi. Non servivano appuntamenti né inviti: bastava esserci. La strada diventava uno spazio condiviso, senza orari, e il ritmo della giornata si allentava. Le conversazioni non avevano un inizio preciso né ...

Un giretto spettacolare sopra Arsiero

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Boeing 747 in arrivo🤣🤣🤣

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Orario conad

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La vignetta

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"Buen Camino"

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“Buen Camino” con il coro Caviojo di Arsiero Nella splendida cornice della chiesetta di San Giorgio di Velo D’Astico, venerdì 22 maggio 2026, si è tenuto un concerto in ricordo dei tanti coristi che hanno lasciato questo mondo, per cantare nell’alto dei cieli. La piccola chiesa, antica e piena di significato, ha accolto tante persone per questa serata speciale dove il canto si è fatto preghiera, ricordo e speranza. Tanti i brani proposti, alcuni conosciuti, altri nuovi, ma tutti hanno avuto il potere di farci volare in alto, ci siamo cullati con le armonie e abbiamo ascoltato le parole dei testi. La musica unisce, accomuna, avvicina, condivide ed è una medicina preziosa per il cuore e l’anima: partecipare a un concerto di questo tipo, non può fare che bene, ci si sente più leggeri nonostante le fatiche di ogni giorno e diventa un balsamo che cura le ferite, che riempie i vuoti che ci intristiscono. Guardando tutto il gruppo di cantori, mi sono immaginata che accanto a loro ci siano sta...

Capelli neri, forti pensieri... capelli bianchi, pensieri stanchi

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Questo proverbio ha il passo lento del tempo che passa. Ha il sapore delle confidenze fatte di sera, quando ci si siede sulla panchina fuori dalla porta e si guarda indietro alla propria vita. ​Il vecchio contadino si toglie il cappello di paglia e lo posa sulle ginocchia. Passa una mano nodosa tra i suoi capelli, che ormai sono candidi come la neve che copre i campi a gennaio. Sorride con le rughe che gli incorniciano gli occhi, e comincia a parlare con quel tono calmo di chi non ha più fretta di arrivare da nessuna parte. ​"Vedete questi capelli bianchi? Una volta erano neri come le piume del corvo. E vi assicuro che allora, nella testa, c'era un gran terremoto.  ​Quando sei giovane, la testa è una fucina sempre accesa. I pensieri sono forti, tenaci, a volte feroci. Vuoi spaccare il mondo, vuoi arare più terra degli altri, insegui i desideri, accumuli rabbia, passioni e  progetti. La testa non si ferma mai, neanche di notte; è un continuo fare calcoli, avere ambizioni, torme...

Dopo Caporetto

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Dopo Caporetto, l'Italia scavò una città intera dentro una montagna. Novembre 1917. Il fronte italiano era appena collassato nel peggiore disastro militare della sua storia. Trecentomila soldati prigionieri, quattrocentomila in rotta. Il Monte Grappa era l'ultima linea. Il colonnello del Genio Nicola Gavotti ricevette un ordine semplice e impossibile: rendere la montagna inviolabile. La risposta fu scavare dentro di essa. Comincia così la storia della Galleria Vittorio Emanuele III — un sistema sotterraneo che nei mesi successivi avrebbe cambiato le sorti della guerra sul fronte italiano. Il progetto era brutale nella sua ambizione: circa 5 chilometri di gallerie ricavate nella roccia viva di Cima Grappa, a 1.776 metri di quota, con 24 perforatrici meccaniche che lavoravano giorno e notte. Quarantamila metri cubi di roccia asportati. Aspetta. Non era solo un rifugio. Era un'intera città militare: comandi, depositi munizioni, infermerie, ricoveri per la truppa. Postazioni pe...

L'addio

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Ci sono addii che mostrano davvero il carattere di una persona. Entrare nella vita di qualcuno è facile, soprattutto all’inizio, quando tutto è nuovo. Andarsene senza distruggere ciò che è stato, invece, richiede altro. Dice molto del rispetto che hai, di come scegli di chiudere. Quando condividi tempo con qualcuno, restano tracce. Momenti, parole, silenzi. Cose che, mentre accadono, sembrano normali, ma poi restano. Per questo, quando qualcosa finisce, non serve trasformarlo in uno scontro. A volte una storia si chiude perché ha fatto il suo percorso. Accettarlo è più difficile che restare nel conflitto. Le rotture impulsive lasciano segni. Parole dette per rabbia, accuse, frasi che pesano più del necessario. Sembrano uno sfogo, ma raramente portano calma. Uscire con rispetto non vuol dire far finta di niente. Vuol dire scegliere come farlo. Chiudere senza rovinare tutto. Riconoscere che ciò che c’è stato ha avuto valore, anche se è finito. Col tempo si capisce che anche il modo in cu...

Risvegliarsi di notte non sempre è insonnia

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Una cosa è avere difficoltà a prendere sonno, un'altra è svegliarsi di notte. Per la difficoltà ad addormentarsi ci sono molteplici motivi: ansia, paura, controllo, stress, depressione. Per il risveglio precoce invece ci sono difficoltà fisiche. Quando l'uno si mescola all'altro diventa tutto più complicato, e serve un professionista. Da parte nostra possiamo cercare di capire se abbiamo o stiamo vivendo un momento di difficoltà, sentire un dottore e  aiutarci con la melatonina,  piante rilassanti e oli essenziali.  Per il risveglio abbiamo due cose da fare :  - 1 - alleggerire e depurare il fegato, con cene leggere, fare una restrizione calorica se si è in sovrappeso, o fare una cena dolce se di costituzione terra o depressi. - 2- aiutare l'effetto depurativo del corpo assumendo magnesio. Sia di giorno che al risveglio. Gli oli essenziali possono completare il quadro lavorando sulla parte più sensibile  annusando mandarino o arancio, ylang ylang o yuzu, oppure ...

Arcobaleni

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scatti di Giulio  

Mons. Francesco Galloni

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La vignetta

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