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Il tempo che abbiamo non è infinito

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A un certo punto della vita cambia qualcosa. Non perché abbiamo meno sogni, ma perché iniziamo a capire davvero una cosa: il tempo non è infinito. E allora vale la pena fermarsi e chiedersi, ogni giorno: cosa farei oggi, se non avessi paura? Perché spesso non è troppo tardi. È solo paura travestita da “ormai”. Ormai è tardi. Ormai non ha senso. Ormai non è più il momento. Ma chi lo ha deciso? Forse non abbiamo più tutto il tempo del mondo, è vero. Ed è proprio per questo che non possiamo più permetterci di sprecarlo. Di rimandare. Di restare fermi. Di lasciare le cose a metà, o peggio, di non iniziarle affatto. C’è ancora tempo. Tempo per dire, per fare, per cambiare, per provarci. E forse, adesso più che mai, quel tempo ha un valore enorme. Perché è reale. È concreto. È adesso. E allora usiamolo davvero. web

L'emigrazione del Veneto

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Tra il 1876 e il 1900, il Veneto emigrava più di Calabria e Sicilia messe insieme. Non è un errore. Non è una provocazione. È il dato ufficiale: 941.000 persone in 24 anni, il 17,9% di tutti gli espatri italiani dell'epoca. Il Veneto — quello che oggi conosci come motore economico del Paese, la regione del lavoro, del made in Italy, del PIL che invidia mezza Europa — stava letteralmente svuotandosi. Era il 1876. Tre anni prima l'annessione al Regno d'Italia aveva dissolto le ultime protezioni dell'economia rurale veneta. Arrivarono i dazi, arrivò la tassa sul macinato, e crollarono i prezzi agricoli in tutta Europa. La classe contadina veneta viveva di polenta. Non come scelta: la carne bovina era un lusso fuori portata, il pane di frumento era inaccessibile. Lo storico Emilio Franzina scriveva che "si poteva morire di fame". In quello stesso arco di tempo, dalla Calabria partirono 276.000 persone. Dalla Sicilia, 226.000. Il Veneto da solo superava le due regi...

Quale titolo?

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Discarica di tv e monitor, interviene anche il Nucleo Sommozzatori Da Marco Zorzi 23 Aprile 2026 Monitor, vecchi portatili, supporti per tv e computer. Sono queste le apparecchiature che Simone, ventenne di Valdastico, ha notato sul fondo del torrente Astico durante una passeggiata in località Basso. Un pugno in pancia per chi ama quei posti, uno schiaffo alla bellezza naturale di una valle scrigno di tesori ambientali e storici. Di lì la segnalazione al comune e il recupero, nella giornata di ieri, da parte di tecnici comunali e sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Un lavoro non semplice quello a cui sono stati chiamati gli operatori della componente specializzata del Corpo Nazionale dei pompieri, calandosi nel letto dell’Astico per raccogliere issandoli poi uno ad uno, i vari resti abbandonati. Amareggiato il sindaco del paese, Claudio Sartori, che ha seguito con attenzione le operazioni di ripulitura del torrente caro a tutta la valle: “Questa inciviltà per cui ora paghiamo come colle...

Le piante per la stanchezza

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In primavera può succedere di sentirsi stanchi. Non dovrebbe essere una cosa normale, visto che la primavera muove tutto il metabolismo, spinge a fare, uscire, cercare.  Se ci si sente stanchi, i motivi vanno cercati nel carico di lavoro, nella continua situazione di stress, o in un bisogno di "depurare", alleggerire il sangue e il sistema linfatico. Alleggerire la dieta, aumentando le verdure, saltare un pasto o mangiare in  questo pasto  solo verdure. Assumere la giusta quantità di acqua; il suo fabbisogno aumenta con l'aumento della temperatura. (anche per dimagrire serve più acqua). Prendere qualcosa di amaro, come una tisana di rosmarino e genziana. Mangiare cibi amari, come Catalogne, carciofi,  radicchio.  Se non basta, ci possono aiutare le piante toniche. - Eleuterococco e Ginseng (quando siamo stressati e non possiamo riposare) - Gocce di Rosmarino o Genziana (per depurare e dare una buona spinta al fegato)  - Avena gocce se siamo stanchi e demoti...

Tornare alla vita semplice

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Tornare alla vita semplice:  20 Abitudini di un tempo Non si tratta di rinunciare al progresso.  Si tratta di scegliere consapevolmente.  Venti piccoli gesti quotidiani che rallentano  il ritmo e restituiscono qualità alla giornata. L'infografica raccoglie abitudini divise per area:  mattina, cucina, casa, relazioni, tempo libero  e ritmo quotidiano. QUALCHE ESEMPIO: Svegliarsi con la luce naturale invece della sveglia Cucinare da zero più spesso Coltivare qualcosa — anche solo erbe sul davanzale Camminare o andare in bici per i percorsi brevi Riparare prima di buttare Tenere un guardaroba piccolo e intenzionale Mangiare stagionale e locale Usare gli avanzi creativamente Leggere libri cartacei o giornali Praticare la gratitudine ogni giorno Serate senza schermi Scrivere note a mano Fare ordine regolarmente — possedere meno Stare seduti fuori in silenzio 10 minuti al giorno Comprare di seconda mano quando possibile Conservare gli alimenti (barattoli, ferment...

Festa della Mamma e non

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la vignetta

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L'Amicizia

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Ci sono parole che descrivono valori così profondi da sembrare semplici, ma che nella realtà della vita quotidiana rivelano tutta la loro fragilità. L’amicizia è uno di quei legami che molti pronunciano con facilità, ma che pochi riescono davvero a comprendere fino in fondo. Non è fatta di convenienza, né di presenza solo nei momenti comodi, ma di rispetto silenzioso, di lealtà e di gesti che non hanno bisogno di essere esibiti. Con il tempo si impara che non tutte le persone sanno custodire ciò che ricevono, e che alcuni legami vengono calpestati con una leggerezza che lascia amarezza.  Eppure proprio queste esperienze insegnano a riconoscere chi resta, chi protegge e chi invece tradisce senza esitazione.  L’amicizia vera non ha bisogno di molte parole, ma di coerenza, presenza e sincerità. Perché quando è autentica diventa una delle ricchezze più rare che una persona possa incontrare lungo il cammino della propria vita. E proprio per questo, quando la si trova davvero, diven...

La luna

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  Ogni notte, la luna cambiava appena e in quel cambiamento si cercava un ritmo, un modo di fare le cose al momento giusto. Quando la luna cresceva, sottile all’inizio e poi sempre più piena, si diceva che tirasse verso l’alto. Era il tempo buono per seminare ciò che doveva nascere sopra la terra: insalate, grano, piante che cercano la luce. Come se quella forza silenziosa aiutasse i germogli a salire, a farsi strada verso il cielo. Con la luna piena si pensava che non fosse il momento giusto per iniziare. La terra, sotto quella luce tonda e forte, sembrava trattenere più che dare. I semi potevano germogliare troppo in fretta, crescere deboli, sbilanciati. Così molti aspettavano che la luna cominciasse a calare, che si svuotasse un poco. Quando invece cominciava a calare, perdendo luce notte dopo notte, il ritmo cambiava. Allora si affidava alla terra ciò che cresce nascosto: radici, tuberi, tutto ciò che affonda invece di salire. La luna, in quel momento, sembrava richiamare verso...

Acqua di San Giorgio, carestia di fichi

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Immaginate un vecchio contadino, uno di quelli con le mani che sembrano radici, con un cappello di paglia sul capo, seduto su un muretto a secco mentre guarda il cielo che si rannuvola proprio sul finire di aprile. Si stringe nelle spalle e, con un sospiro che sa di rassegnazione, sussurra tra sé e sé: ​"Guarda lassù, quel grigio che avanza proprio oggi che è San Giorgio. La gente di città sorride e dice che la pioggia pulisce l'aria, ma io guardo i miei fichi e sento un nodo alla gola. Vedi quelle gemme? Sono appena nate. Sono ancora timide e cercano il primo vero calore per farsi polpa e zucchero. Se l'acqua le schiaffeggia adesso, in questo 23 aprile, che dovrebbe profumare di sole, il loro destino è segnato. L'acqua di San Giorgio è un bacio traditore per il fico: entra nelle fessure, raffredda il cuore dei frutti appena abbozzati e li fa cadere a terra, neri e pesanti, prima ancora che possano sognare il sole dell'estate. È strano come gira il mondo, no? La st...

Pensare con il nostro cuore e la nostra mente

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  Ci sono verità che fanno rumore dentro, anche quando vengono sussurrate. Questa frase non parla solo di ingiustizia, ma di prospettiva: di come il mondo venga raccontato da chi ha il potere di definirlo. Ci mostra un meccanismo antico, in cui le stesse azioni cambiano nome a seconda di chi le compie. E allora capiamo che non è solo una questione di giusto o sbagliato, ma di coscienza. Fermarsi a riflettere su questo significa iniziare a vedere davvero, togliere il velo delle abitudini e delle narrazioni imposte. Perché la vera giustizia nasce quando smettiamo di accettare passivamente ciò che ci viene detto e iniziamo a pensare con il nostro cuore e la nostra mente. web

Centenario parrocchia San Marco Lastebasse

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La vignetta

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Avvisi funebri (FC)

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Non tutte le battaglie meritano di essere combattute

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Arriva un momento nella vita in cui comprendi che non tutte le battaglie meritano di essere combattute. Non perché manchino le parole, non perché vengano meno le ragioni, ma perché si acquisisce una consapevolezza più grande: ciascuno interpreta il mondo attraverso le proprie ferite, le proprie esperienze, le proprie paure. Discutere diventa inutile quando capisci che non stai parlando solo con una persona, ma con la sua storia. Con le sue delusioni. Con le sue convinzioni costruite negli anni come mura di protezione. Ognuno osserva la realtà da una finestra diversa, e da quella prospettiva tutto assume un significato che per lui è assoluto, incontestabile. La maturità non è avere sempre l’ultima parola. È scegliere il silenzio quando il rumore non porta crescita. È riconoscere che la pace interiore vale più della necessità di dimostrare qualcosa. Non si tratta di arrendersi, ma di evolversi. Di capire che non tutti sono pronti a vedere oltre il proprio orizzonte. E allora impari a las...