La titubanza
Ci sono momenti in cui possiamo vedere con una chiarezza spietata tutta la nostra storia, riconosciamo le ferite, individuiamo le origini, comprendiamo perfettamente le dinamiche che ci bloccano. Abbiamo capito tutto. Eppure restiamo fermi. È come se la testa corresse avanti e il resto di noi rimanesse indietro, paralizzato. La verità è che possiamo capire col pensiero, ma è il corpo che decide. Dentro portiamo memorie che non parlano la lingua della logica: antichi “stai fermo”, “non rischiare”, “non perdere ciò che hai”. Sono impronte profonde, registrate prima ancora di sapere chi eravamo. E così, anche quando la mente ci dice con lucidità che una cosa non va più bene per noi, il corpo si stringe, trattiene il fiato e ci sussurra: “Aspetta. Pericolo.” E quel sussurro pesa più di cento ragionamenti. Il nostro sistema interno fa quello che ha sempre fatto, ci protegge. Solo che non distingue il passato dal presente. Non capisce che oggi siamo adulti. Per lui i cambiamenti sono an...