Un respiro in più
Voglio chiamarlo il “respiro in più”, a cosa mi riferisco? A quel respiro lungo, lento, profondo che dobbiamo imparare a fare quando sentiamo di non farcela più, per prendere un attimo di tregua, quando il peso della vita e dei problemi si fa sentire. Quando ci scontriamo con l’incomunicabilità e vorremmo solo urlare. Quando siamo impotenti e le lacrime vorrebbero uscire a fiumi anche quando non sarebbe adeguato o protettivo per noi farlo (per il contesto). Quando la rabbia ci accieca e vorremmo sputare veleno addosso a chi abbiamo davanti. Quando ci sentiamo persi e vorremmo arrenderci. E in tanti tanti altri momenti. Il respiro in più è una pausa che diamo a noi stessi, un momento di profonda comprensione. Una boccata di ossigeno che aiuterà anche il cervello ad essere più lucido e pulito nelle sue valutazioni. La piccola tregua da noi stessi e dal mondo per ritornare poi di nuovo a noi stessi e al mondo. D.ssa V. Scoppio