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Guarigione

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  La nuova religione del trauma promette salvezza a chiunque abbia avuto un’infanzia, una delusione, un fallimento, una giornata storta o semplicemente una vita normale. Parlare di guarigione funziona sempre.  È una parola magica.  Basta pronunciarla e subito si apre il mercato. Guarire dalle ferite, guarire dal passato, guarire dai genitori, guarire dalle relazioni, guarire dal lavoro, guarire dall’ansia, guarire dalla paura, guarire perfino da se stessi. Ormai non si vive più, si guarisce. Ogni difficoltà diventa un sintomo.  Ogni tristezza diventa un trauma. Ogni ostacolo diventa una ferita da sanare.  Ogni delusione amorosa diventa un percorso di rinascita. Ogni smarrimento diventa materiale per corsi, manuali, consulenze, ritiri, podcast, diagnosi poetiche e santini digitali con frasi tipo: “Non sei rotto, devi solo guarire”. Magnifico.  Peccato che a forza di sentirsi dire che bisogna guarire, uno finisce davvero per sentirsi malato. Il grande equivoc...

A volte il sorriso è traditore

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  Non tutto ciò che appare gentile nasce da un cuore pulito, perché a volte il sorriso è solo una maschera ben allenata e le buone azioni diventano un modo per alimentare l’ego più che per aiutare davvero. La cattiveria raramente si presenta in modo diretto, preferisce travestirsi, insinuarsi con educazione studiata e parole misurate, ma si tradisce quando sente il bisogno di vantarsi, quando trasforma il bene in merito personale e rivela, dietro l’apparenza, un’intenzione che non era mai stata sincera. web

Se si azzuffano i Pastori, per il gregge son dolori

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  Il vento della sera scende giù dalle valli, portando con sé il suono metallico dei campanacci che oscillano sul collo delle pecore. All'ingresso del ricovero di pietra, la terra è calpestata dagli zoccoli e segnata dalle orme recenti del bastone lasciate sul fango ora prosciugato. ​Il contadino se ne sta appoggiato al muretto a secco, guardando la vallata con un'espressione cupa. Più in basso, le pecore vagano senza una meta precisa: alcune provano a brucare tra i rovi, altre si fermano smarrite dove il bosco si fa fitto, mentre i cani da pastore guaiscono incerti, non sapendo più a chi dare ascolto dopo l'accesa lite che ha visto i due padroni gridarsi addosso e piantare lì tutto. ​"Quando i padroni perdono il senno per la bramosia di un pascolo o per una questione di confini, chi sta sotto paga sempre il conto più alto. Li ho visti prima, quei due: due teste dure, urlarsi contro fino a farsi venire il collo rosso, ciascuno convinto di avere la ragione assoluta in t...

A Sant'Agostino la testa sul cuscino

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Il sole scende più in fretta dietro le creste del colle, lasciando una striscia di cielo color mattone che rinfresca l'aria in un soffio. Le stalle sono già chiuse e le ombre della sera si allungano veloci sui solchi dei campi, portando quel primo brivido d'ombra che fa venir voglia di infilare le mani in tasca. ​Il contadino se ne sta seduto sullo scalino di pietra davanti alla porta di casa, mentre con un coltellino affilato sbuccia una mela croccante. Posa la lama, guarda la luna sottile che fa la sua comparsa sopra la chioma del vecchio noce e si tira su il colletto della camicia di tela pesante. ​Fa un sospiro di sollievo, assaporando la quiete di una giornata finita senza più l'affanno del gran caldo. ​"Oggi è il ventotto d'agosto, la festa di Sant'Agostino. Fino a qualche settimana fa, a quest'ora si stava ancora nell'aia a battere il grano o a sistemare gli attrezzi, e la notte faceva così caldo che ci si girava e rigirava nel letto senza riusci...

Gli Orizzonti della Poesia

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  Io non ho meraviglie da mostrare né piccoli tesori di cui andare fiera,  o gioielli di famiglia che si tramandano  da madre in figlia nel cambio generazionale.  Io non ho un giardino segreto  dove ho trascorso i momenti migliori, ma ricordo un angolo di una grande stanza,  tutto per me, una penna e dei quaderni pronti a salpare per un sogno o per alleggerire l'animo. Ti potrei mostrare tutti i miei errori, le mancanze che avrei potuto evitare,  le delusioni date a mia madre e  puntualmente restituite,  l'amore che non ho saputo dare. Le mie debolezze come atto di forza,  ma che fatica emergere da se stessi. Francesca Stassi

La vignetta

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El cocòn

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  [Gianni Spagnolo©26H10] Dalle nostre bande, gli anni Sessanta dello scorso secolo, hanno per così dire rappresentato lo spartiacque fra il mondo vecchio e quello nuovo. Per così dire: eravamo già follemente immersi nell'incipiente progresso, ma sussistevano ancora abitudini e mode che appartenevano al passato. Soprattutto negli anziani, che preferirono abbandonare metaforicamente questa valle mantenendo fino alla fine le loro abitudini, i loro stili di vita e la loro lingua madre. Ciò si rifletteva anche nell'aspetto: vestiti e acconciature su tutto.  Per gli uomini l'acconciatura dipendeva più dal testosterone che dalla volontà, per cui imperava il riporto alla bersagliera e bastava il baschetto o il cappello a far da monumento ai caduti. Nelle donne l'acconciatura dei capelli denotava immediatamente a quale mondo si appartenesse. Per loro dominava il fazzoletto da testa, rigorosamente nero  e annodato sulla nuca per le più anziane, più lezioso e variopinto per quell...

Ho imparato che...

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La vita mi ha insegnato che le persone cambiano in continuazione... Che fidarsi di qualcuno ormai è diventato una virtù.  Che gli amici sono tutti amici  finché l'amico sei sempre tu. Che tante cose riesci a vederle meglio mentre ti allontani. Che il "vero valore" nella vita,  va dato a chi ti rimane   "accanto" nei tuoi momenti peggiori, perché ad essere presenti nei tempi migliori sono capaci tutti. Ho imparato che ho ancora tanto da imparare... che tante spalle dovrò ancora voltare.  (Tania Catarama)

Dispensario e Farmacia chiusi per il ponte dei 8

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La vignetta

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Non é più tra noi - Hermann Guzzonato (nr. 9 - 08/26)

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Riflessioni sulla solitudine

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La solitudine, accorcia il poco tempo che ancora, forse, ci rimane. Non si cade nella solitudine di colpo, ci si scivola dentro piano piano. E il dolore vero arriva dopo, nel momento lucidissimo in cui ti accorgi che tutti sanno che sei sola, ma nessuno fa quel piccolo passo in più. Un caffè, un'uscita, una chiacchierata che non sia solo di circostanza. Non è una brutta cosa perché sei tu ad esserlo. È brutta perché toglie sapore al tempo, lo rende più corto e più amaro. Ed è normale sentirsi così, soprattutto quando intorno sembra che tutti siano già occupati. Quel gesto che aspetti dagli altri, a volte va provato al contrario. Non perché debba farlo tu per forza, ma perché a volte le persone non si fanno avanti per distrazione, timidezza, paura di disturbare, non per indifferenza. Un messaggio semplice, del tipo "ti andrebbe un caffè vero, non al volo, ti va questa settimana?" rompe quell'incantesimo di circostanza. Non sempre funziona, ma quando funziona cambia la ...

Settembre alle porte

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Settembre è come un piccolo capodanno. Iniziano gli anni scolastici, i corsi di ballo, gli abbonamenti in palestra, e tutti i buoni propositi che ci riproponiamo di portare avanti. Da Settembre a Natale il tempo passa in un soffio. È ora di pensare a rinforzare le difese, cambiando leggermente la dieta e facendo  zione ai colpi di freddo. infusi caldi ai pasti, specialme nte alla sera per accompagnare il pasto. È tempo di bere e la digestione. È opportuno sospendere insalatone e pasti completamente freddi o crudi. Le mozzarelle con i loro inseparabili pomodori, la pasta fredda e il riso freddo. Non sembra, avvertiamo ancora il caldo del mezzogiorno, ma il nostro corpo deve prepararsi per l'autunno. Serve integrare le vitamine, la vitamina D  e C fino a Maggio e le vitamine B a mesi alterni. Magari aggiungere 2 volte alla settimana una spennellata di tintura di iodio sulla pelle. Per altre integrazioni (gemmoderivati, oli essenziali, propoli, lattoferrina, ecc. si deve guarda...

Come si grida, il bosco risponde

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Il silenzio del bosco di faggi è così profondo che si sente persino il fruscìo delle foglie secche mosse da una lucertola. L'aria profuma di resina e di terra umida. Un valligiano di passaggio, innervosito per un intralcio sul sentiero, si mette a urlare una bestemmia d'imprecazione verso la parete di roccia. Dopo un secondo, la montagna gliela rimanda indietro pari pari, amplificata e raddoppiata, rimbombando tra gli alberi con una forza che fa allertare persino gli uccellini sui rami. ​Il vecchio contadino, che stava sramando una ciocca di castagno poco più in là, abbassa la scure e si gira a guardare il viandante con un'espressione severa, ma calma. Aspetta che l'eco si spenga del tutto nella valle prima di prendere la parola. ​Sfrega la lama della scure con un ciuffo d'erba per pulirla dalla resina e scuote la testa con lentezza. ​"Vedi cosa fa la montagna? Non si inventa niente. Tu le regali un urlo di rabbia, e lei ti restituisce rabbia raddoppiata. Se in...

I viaggi della cicogna

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Mi segnalano che in Valle la cicogna ha avuto in questo periodo il suo bel daffare... Era da un bel pezzo che non doveva fare gli straordinari! Quindi, oltre a quelli già pubblicati, aggiungiamo NICOLAS RIZZA  di Samantha Gallo e Marco Rizza a Forni; (12 agosto) MICHELANGELO SELLA di Michela Peron e Nicola Sella in Contra' Sella; (13 agosto) ARYEL ALESSI di Natalie Lorenzato ed Alex Alessi in Contra' Costa; CAMILLA di Federica Lorenzi (tajana) (che non ho il cognome e nemmeno il nome del Papà e se qualcuno me lo segnala grazie) Aggiungiamo anche MATILDE BERTOLDI di Giulia Fracchetti e Mattia Bertoldi in quel di Pedemonte. Si vocifera che entro la fine dell'anno ne dovrebbero arrivare altri...  Sempre segnali positivi!!! Auguri e congratulazioni a tutti!!!

La vignetta

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Salvare una Persona?

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La cosa più pericolosa è salvare una Persona... Sembra una frase dura, vero? Eppure fin da piccoli ci hanno insegnato che salvare è un gesto nobile. Che una brava persona deve aiutare. Sacrificarsi. Essere sempre disponibile. Restare accanto. E tutto questo è meraviglioso… Fino a quando l’aiuto non si trasforma in salvataggio. Tra queste due parole esiste una differenza enorme. Quando aiuto una persona, credo nella sua forza. Quando la salvo, inizio a credere che senza di me non ce la farà. Ed è proprio lì che nasce la dipendenza. A volte è così sottile che nemmeno ce ne accorgiamo. E, paradossalmente, fa stare bene entrambi. Chi salva si sente indispensabile. Chi viene salvato si sente protetto. Sembra che tutto funzioni. Ma col tempo accade qualcosa. Uno si stanca. L’altro smette di crescere. Uno continua a dare sempre di più. L’altro aspetta sempre di più. E, alla fine, entrambi soffrono. Il paradosso è che il Salvatore, molto spesso, non sta cercando di salvare l’altro. Sta cercand...

Provare a mettersi in discussione

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Vorremmo che certe cose cambiassero da sole: il lavoro, le relazioni, le situazioni che ci fanno stare stretti. Ma spesso continuiamo a rispondere agli eventi con gli stessi pensieri, le stesse abitudini e le stesse reazioni di sempre. E allora la vita cambia poco. Non per cattiveria, ma per coerenza. Perché se seminiamo le stesse scelte, raccogliamo risultati molto simili. La parte più difficile non è cambiare ciò che accade fuori. È accorgersi di ciò che, dentro di noi, continua a mantenerlo uguale. E diciamocelo: lamentarsi richiede meno energia che mettersi in discussione. Ma produce anche molti meno risultati.

In ogni acqua del mondo il torbido è sul fondo

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  Il ruscello che scende dalla sorgente sembra un nastro di cristallo puro. Sulla riva, il contadino si china con calma per riempire la borraccia, stando bene attento a non toccare con la punta dello scarpone la ghiaia sul fondo del torrente. Poi, allunga un rametto di nocciolo e smuove appena la melma nera che riposa sotto i ciottoli leggeri; in un istante, l'acqua trasparente si fa scura, sporca e velata di fango. ​Il contadino ritira il ramo, attendendo che la corrente si porti via la macchia, affinché il torrente torni limpido come prima. ​"A vederla dalla superficie, certe volte la gente sembra limpida come l'acqua di questa sorgente. Tutto appare pulito, lucido, senza una macchia. Ma non vi fidate solo di quello che rimane a galla. Mia nonna, quando sentiva parlare di certi personaggi del paese che volevano sembrare dei santi senza macchia, guardava il secchio del pozzo e lo ripeteva sempre: in ogni acqua del mondo il torbido è sul fondo. ​È la natura di tutte le cos...

Ti sblocco un ricordo

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Quattro passi per il giubileo

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La vera misura

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  La vera misura si vede quando scegli di non parlare. Non quando tutto va bene, non quando qualcosa va storto. Proprio lì, nel mezzo. Succede spesso. Quando si vince, viene naturale volerlo dire, farlo notare, spiegare come ci si è arrivati. Quando si perde, la reazione è immediata: giustificarsi, alzare la voce, cercare un motivo fuori da sé. Ma non sempre serve. Col tempo si impara a stare dentro quei momenti senza riempirli di parole. Vincere non ha bisogno di essere mostrato per avere valore. Se è solido, si vede comunque. E quando è gestito con misura, resta più a lungo. Non serve mettere gli altri più in basso per sentirsi più in alto. Anche perdere ha il suo modo di essere affrontato. Non è leggero, non passa subito. Ma si può attraversare senza trasformarlo in qualcosa da esporre. Restare composti, anche quando dentro qualcosa si muove, cambia il modo in cui si va avanti. E da lì si cresce. Il silenzio, in questi casi, non è assenza. È scelta. È capire quando fermarsi, qua...

I viaggi della cicogna

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Per la gioia di Mamma Virna, Papá Andrea e dei Nonni.  Auguri e congratulazioni a tutti e al piccolo Pietro un futuro radioso!

Con un salto non si arriva in Paradiso

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Il sole ha superato la cima del colle e proietta un'ombra lunga e dritta lungo il sentiero di sassi che sale verso la pieve. L'aria del pomeriggio è ferma, rotta soltanto dal suono cadenzato del martello che batte sulla pietra da taglio. ​Il nostro contadino si ferma a guardare il muretto a secco che sta tirando su da questa mattina. Ha le mani sporche di calce e le ginocchia polverose. Con il dorso del guanto si asciuga la fronte, poi sposta lo sguardo verso la salita ripidissima che porta al colle più alto, dove una volta un giovane del paese aveva provato a salire di corsa per una scommessa, finendo solo per spaccarsi una caviglia alla prima svolta. ​"La gente di oggi ha sempre una gran fretta di arrivare in cima. Vogliono tutto e lo vogliono subito: la ricchezza senza  fatica, la saggezza senza gli anni, la pace senza aver prima imparato a soffrire. Pensano che la vita sia come un fosso che si può superare con uno slancio. Ma mio padre, quando mi vedeva correre nei sol...

Ti sblocco un ricordo

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Deposizione delle Ceneri

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Ma lei, quando è in ferie, pensa a noi?

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Qualche volta me lo chiedono scherzando, prima di salutarci. E io magari rispondo: “Certo. Ormai conosco tutte le puntate, vorrò pure sapere come continua”. Ci ridiamo su, come spesso accade in terapia quando dentro una domanda apparentemente leggera c’è anche qualcosa che leggero non è affatto. Le ferie per me sono preziose, necessarie e rigeneranti. Il mio è un lavoro che mi assorbe molto. Quando sono in seduta, io sono davvero lì.  È faticoso come tanti altri lavori, con una particolarità: lo strumento attraverso cui lavoro sono anche io. La mia mente, la mia sensibilità, la capacità di essere presente e di fare spazio dentro di me alla vita dell’altro. Per questo, dopo molti mesi, sento il bisogno di ossigenarmi, di riempirmi di paesaggi nuovi, risate, libri, silenzio, natura e cose leggere. Di lasciare depositare ciò che ho ascoltato, un po’ come un filtro che ogni tanto va pulito per poter tornare a fare bene il proprio lavoro. Non parto pensando: “Finalmente per un po’ non d...

La forza di una Donna

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Ci hanno insegnato per troppo tempo che la forza di una donna si misura nella sua capacità di restare, di adattarsi, di legarsi a qualcuno. Come se la sua realizzazione dipendesse sempre da una presenza accanto. Ma esiste una forza silenziosa, spesso sottovalutata, che nasce quando una donna impara a camminare con le proprie gambe, a costruire il proprio mondo senza appoggiarsi a nessuno. Prosperare nella propria solitudine non significa rifiutare l’amore, ma non averne bisogno per sentirsi completa. Significa guardarsi allo specchio e riconoscere il proprio valore, anche quando non c’è nessuno ad applaudirlo. È saper trasformare il silenzio in spazio creativo, le cadute in lezioni, le ferite in cicatrici che raccontano resilienza. Una donna che riesce a fiorire da sola ha affrontato le sue paure, ha attraversato notti di dubbio e ne è uscita più consapevole. Non rincorre attenzioni, non si accontenta di briciole, non resta dove non è rispettata. Ha imparato che la compagnia più import...

Chi vuole mosto, zappi la vite ad agosto

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  Il calore del primo pomeriggio sale dal terreno a folate calde, che fanno tremolare i contorni dei filari piantati lungo il crinale della collina. L'aria profuma di terra bruciata dal sole e di mosto che comincia lentamente a formarsi dentro i chicchi d'uva, ormai scuri e lucidi sui tralci. ​Il.contadino si ferma a metà del filare, appoggiando entrambe le mani sul manico consumato della zappa. Il sudore gli segna la camicia lungo la schiena, ma nei suoi occhi non c'è fatica, solo lo sguardo attento di chi sta controllando ogni singola zolla di terra attorno alle radici della vite. Con la punta dello scarpone sposta un mucchietto di zolle smosse, lasciando respirare il terreno pulito dalle erbacce. ​"La gente pensa che ad agosto la campagna sia tutta un riposare all'ombra in attesa del raccolto, che basti guardare l'uva che cambia colore e aspettare che settembre porti i cestini per la vendemmia. Ma chi ha il vino nel sangue sa che la terra non regala niente a...