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C'è l'impegno per risolvere?

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Nel mondo ci sono oltre un miliardo di musulmani. La stragrande maggioranza non è violenta e vive in pace. Ma il problema non è la maggioranza silenziosa: il problema è la minoranza radicale, quella che uccide, decapita, massacra e usa la religione come arma politica. Anche se parliamo “solo” del 15–25%, stiamo parlando di centinaia di milioni di persone. Numeri enormi. E la storia insegna una cosa molto chiara: non sono le maggioranze pacifiche a guidare gli eventi, ma le minoranze fanatiche quando nessuno le ferma. È successo nella Germania nazista, nella Russia staliniana, nella Cina di Mao, nel Giappone imperiale. Popolazioni in gran parte pacifiche, mentre regimi e ideologie estremiste decidevano il destino del mondo, lasciando dietro decine di milioni di morti. La maggioranza pacifica? Irrilevante. L’11 settembre ne è la dimostrazione più brutale: milioni di musulmani vivevano negli Stati Uniti, eppure sono bastati 19 fanatici per colpire il cuore dell’Occidente e uccidere miglia...

Piccole luci

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  C’è un periodo dell’anno che le stelle scendono sui prati lentamente, senza affanno son di puntini illuminati! Son le lucciole che si vanno vedere, col loro  lumicino delicato, nel buio della notte, sanno portare un pò di gioia in tutto il creato! Fatto di attimi è il loro splendore ma sembra una luce così sicura, è un richiamo, senza rumore è una ricerca senza paura! E a quella vista, il cuore si apre così nei ricordi torni bambina, dove ogni cosa piano si scopre seduta ancora in quella vecchia panchina… E’ così  dolce perdersi qualche momento pensare che gli anni non sono passati, ma di piccole cose il cuore è contento dei tanti doni  preziosi e inaspettati! Lucia 5/6/2026

Riparare, voce del verbo amare

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  Quando un vestito subiva uno strappo o una lacerazione e sembrava ormai irrimediabilmente inservibile, c’era ancora un luogo dove portarlo, dove chiedere una riparazione: Santa Giustina. Le monache di lì avevano questa abilità: il rammendo. Una vera e propria arte: paziente, delicata e silenziosa. Il tessuto lacerato veniva ricomposto, filo dopo filo. Possiamo immaginare, senza andare lontano dal vero, quelle monache chine, intente, con una dedizione che richiedeva attenzione, precisione, vista buona e tanto, tanto tempo. Per procurare uno strappo bastano pochi istanti. Per ripararlo, la dedizione di una vita. C’è una riparazione di cui il cuore, il mondo intero sentono, anche se a volte solo confusamente, la necessità. L’urgenza, anzi. Sono tanti, incalcolabili, i tessuti rovinati, le lacerazioni che sanguinano, gli strappi che fanno male e provocano lacrime e singhiozzi senza fine. Il male procurato a se stessi o agli altri con uno stile di vita non ordinato attorno a un centro...

L'odore della pioggia

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C’è un profumo che molte persone riconoscono subito, ancora prima di vedere le nuvole: l’odore della pioggia sulla terra asciutta. Si chiama petricore ed è quella fragranza che si sprigiona quando le prime gocce cadono sul terreno, sulle pietre, sull’erba calda dal sole. È un odore antico, primordiale, che parla direttamente ai sensi. Perché ci piace così tanto? Per molti evoca calma, freschezza, silenzio, attesa. È come se la natura facesse un respiro profondo e lo condividesse con noi. Alcuni studiosi ritengono che questo profumo venga percepito come piacevole anche perché, da sempre, la pioggia è legata alla vita, alla fertilità della terra e al sollievo dopo il caldo. Piccolo rito sensoriale Quando senti arrivare la pioggia, fermati un istante. Respira lentamente e lascia andare la tensione accumulata durante la giornata. Che cosa ti ricorda l’odore della pioggia? Il linguaggio dei profumi

La mortella

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L'acqua di mortella fa la donna bella Questa mattina il nostro contadino è intento ad osservare la moglie che versa un infuso limpido dentro una boccetta di vetro scuro. L'aria si riempie di un profumo fresco, balsamico e dolciastro. Il vecchio sorride. ​"Sentite che buon profumo nell'aria? Questa è la Mortella, che i signori di città chiamano Mirto, ed è la pianta della giovinezza. ​Oggi le donne spendono capitali in creme, unguenti e polveri colorate che vengono da lontano, pensando che la bellezza si compri nei barattoli specchiati. Ma le nostre nonne sapevano che la terra dà già tutto quello che serve. Prendevano le foglie e i fiori di questo cespuglio, li lasciavano nell'acqua bollente o li distillavano con pazienza per farne un'acqua profumata. ​Quando una donna si lavava il viso con quell'acqua ogni mattina, la pelle diventava fresca come la rosa e gli occhi brillavano. Ma non è solo una questione di pelle liscia, sapete? ​La Mortella è una pianta fo...

Sagra di San Pietro

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  🎊 SAGRA DI SAN PIETRO & INAUGURAZIONE PIAZZA ROMA 🎊 📍 Valdastico (VI) | 🗓️ 26, 27 e 29 Giugno 2026 Tre giorni di festa, musica, tradizione e buon cibo da non perdere! Ecco il programma completo: 🗓️ VENERDÌ 26 GIUGNO Ore 18:00 – Happy Hour & Aperitivo con DJ Set 🍹 Ore 19:00 – Apertura stand gastronomico (Focacce gourmet, bruschette, piatto malga, gnocchi e menù bimbi!) 🍽️ Ore 21:30 – Concerto live di Civico 18 (Rock italiano) 🎸 🗓️ SABATO 27 GIUGNO Ore 18:00 – Musica con Aperiseason (House, Tech House, Deep House) 🎧 Ore 19:00 – Apertura stand gastronomico 🍝 Ore 20:00 – 13° Podistica "San Pietro" - El Giro delle Contrà (Partenza dal Piazzale della Pro Loco. Iscrizione gratuita per gli Under 12!) 🏃‍♂️🏃‍♀️ Ore 21:30 – Si balla con DJ GIBO (Musica dance anni 80/90/2000) 🕺 🌟 LUNEDÌ 29 GIUGNO: IL GRANDE GIORNO 🌟 Festa del Patrono San Pietro & Inaugurazione della Nuova Piazza Roma Ore 18:00 – Santa Messa Solenne ⛪ Ore 18:45 – Inaugurazione e Benedizione d...

El giro dele Contra'

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La vignetta

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Il dolore represso

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Il dolore represso non se ne va. Non sparisce solo perché facciamo finta che non ci sia. Anzi, si infila dentro piano piano, in silenzio, nelle nostre pieghe più profonde. Si nasconde sotto la pelle, si camuffa tra gli impegni delle giornate piene, nelle risate forzate, nei “tutto bene” che diciamo per non dover spiegare niente a nessuno. Ma lui resta lì e prima o poi torna a farsi sentire. Magari all’improvviso. In un momento qualsiasi, senza un vero e proprio motivo. Una reazione esagerata, un senso di vuoto che non sappiamo spiegarci, un malessere fisico che non ha cause chiare. Oppure nelle relazioni, quando qualcosa dentro di noi pesa troppo, ci schiaccia anche se non sappiamo più bene cosa sia. Lo reprimiamo perché ci hanno insegnato così. Che sentire è pericoloso, che mostrarsi fragili è sbagliato, che bisogna tenere duro e andare avanti. E allora facciamo i forti. Rimandiamo, ci diciamo che “non è il momento” e che “passerà da solo”. Ma dentro di noi qualcosa si incastra, si ac...

Avvisi funebri (FC)

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Se vai in campagna guarda la montagna

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In un punto in cui la pianura si apre e lascia vedere l'orizzonte lontano, il nostro contadino è appoggiato al manico della sua zappa. Non sta guardando la terra sotto i suoi piedi, e nemmeno il campo che ha davanti. La testa è alzata e lo sguardo fisso verso le vette delle montagne azzurrine che incorniciano il cielo in lontananza.  ​"Vedete la terra che avete sotto le scarpe? È importante, certo: dovete sapere se è umida, se è pronta o se ci sono erbacce. Ma se tenete gli occhi piantati solo sul vostro piccolo solco, siete  perduti.  ​La montagna è il grande orologio del tempo, la regina del cielo. È lei che vi dice cosa succederà prima ancora che l'aria cambi qui in basso. Vedete quel cappello di nuvole scure che si sta accumulando sulla cima più alta? Lassù l'aria è già fredda. Tra due ore quel temporale scenderà a valle e se non avete raccolto il fieno o se non avete messo al riparo gli attrezzi, vi ritroverete nei guai. La pianura vi dà il lavoro, ma la montagna ...

I gigli di Sant'Antonio

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Assieme ai bellissimi crisantemi a stella bianchi (utunài) e a poche altre specie, erano l'orgoglio degli orti delle nostre Nonne! Erano puntualissimi a sbocciare verso il 13 di giugno e mia Nonna ne teneva qualcuno nel vaso in casa e i rimanenti li portava in chiesa sull'altare di Sant'Antonio. Ricordo ancor oggi il loro penetrante profumo.  Li ho cercati per piantarli, ma uguali e con quel profumo non li ho più trovati!  Tutti i fiori hanno una loro bellezza, ma credo che il giglio possa vantare d'essere "in alto alla classifica". Ha il polline un po' dispettoso😉 quasi a trasmetterci un: "guàrdame, ma no sta tocàrme"...  Io lo preferisco alla rosa, ma solo perchè non mi piacciono i fiori che hanno le spine.  Oramai l'Onomastico non lo festeggia più nessuno, come era in voga nei tempi passati. Resistono ancora per un ricordo solo ANTONIO, GIUSEPPE, GIOVANNI, MARCO e credo pochissimi altri😊 L’immagine di  Sant’Antonio  che spesso tutti abbi...

Lo juglone

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Perché i contadini italiani mettevano sempre le foglie di noce nei cassetti, nei materassi e nelle cucce degli animali? Le foglie di noce non si buttavano mai.  A Settembre, quando le noci erano mature e le foglie cominciavano a ingiallire, le donne le raccoglievano a bracciate e le mettevano ovunque: tra la biancheria nei cassetti, dentro i materassi di lana e crine, nelle cucce dei cani, sotto i giacigli dei gatti, tra le balle di fieno e nei pollai.  Non era un vezzo.  Era l'ultima barriera tra la casa e tutto ciò che morde, punge e infesta nel buio. Il noce (Juglans regia) produce juglone — un composto naftochinonico presente in tutte le parti della pianta, ma concentrato soprattutto nelle foglie verdi e nelle malli (l'involucro verde delle noci).  Lo juglone è il motivo per cui poche piante crescono sotto un noce — è allelopatico e inibisce la germinazione.  Ma lo juglone ha anche proprietà insetticide e repellenti documentate, che i contadini sfruttavano d...

Il vecchio e il bambino

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Per antica tradizione, in occasione della festa di Sant'Antonio di Padova, loro patrono, i malghesi  di Canprosà che avevano da poco monticato, distribuivano gratuitamente la  puìna alla gente del paese che fosse salita fin lassù a prenderla. In quella lontana mattina di martedì, 13 giugno 1933 un vecchio e un bambino si presero per mano e s'incamminarono su per la Singéla per cogliere questa opportunità.   Gli estremi più deboli della società si univano per contribuire, nella loro fragilità, alla difficile sussistenza di quegli anni. La guerra era finita da ormai tre lustri ma la montagna ne recava ancora l'immane sfregio. Di lì a poco, ancora, ne sarebbe cominciata un'altra. Il vecchio portava un brentélo di doghe di larice, il bimbo una vecchia gavetta austriaca, residuato bellico. Salirono lenti, immersi nei loro pensieri, finché raggiunsero il canpìgolo della malga e presero  di quella bian...