La psicoterapia secondo me
A volte abbiamo una visione un po’ irrealistica della terapia. Come se fosse una specie di bacchetta magica capace di ricucire in fretta ogni strappo emotivo. A volte qualcuno immagina persino che basti portare al terapeuta la stoffa un po’ logora della propria storia, consegnargliela come si farebbe in lavanderia o in sartoria e aspettarsi di tornare il giorno dopo per ritirarla cucita a macchina, stirata e pronta all’uso. Ma la verità è che non funziona così, non perché la terapia non sia efficace, ma perché alcuni strappi sono profondi, antichi, complessi. E allora io immagino sempre il lavoro terapeutico come una piccola sartoria dell’anima, un atelier psicologico, come mi piace chiamarlo, in cui paziente e terapeuta si siedono insieme, aprono la stoffa della storia personale e guardano cosa c’è da fare. Ci sono situazioni in cui il paziente arriva con uno strappo sì, ma anche con un filo di buona qualità. Un filo forte, già pronto. E allora basta infilare l’ago, affianc...