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Quelle giornate che...

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Ci sono quelle giornate in cui ci rode, ma ci rode sul serio.  “Nervosi” non rende l’idea. Siamo irascibili, ipersensibili e intrattabili.  Basta un niente: Il tono di voce del collega ci sembra insopportabile. Il respiro del partner nel letto? Anche se non russa, ci dà ai nervi. Il caffè ci mette troppo a uscire. La doccia non ha la temperatura giusta e cambiare la manopola è una tragedia greca. Il calzino si arrotola nella scarpa e ci fa venire voglia di camminare scalzi. Il messaggio WhatsApp con “ok” ci offende personalmente (“mi merito solo un ok?”). La sedia scricchiola troppo. La penna non scrive subito. Il sacchetto della spesa si rompe (questo è un must!). Abbiamo un capello fuori posto. Una notifica in più. Il semaforo rosso che osa fermarci (e ovviamente siamo in ritardo). Il rumore del cucchiaino che gira il caffè… E noi, scleriamo. In queste giornate, noi siamo dei rompipalle galattici, e vediamo gli altri come rompipalle al cubo. Tutto è troppo. Tutti sono troppo...

Festa d'Autunno a Tonezza del Cimone

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𝟐𝟔 𝐞 𝟐𝟕 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐓𝐨𝐧𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞  Questo weekend a Tonezza torna uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno! 🍁 La Festa d’Autunno porta in 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐢 𝐬𝐚𝐩𝐨𝐫𝐢, 𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐨𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐓𝐨𝐧𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐞 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢, per due giornate tutte da vivere tra gusto, cultura e divertimento. ✨ 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐭𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚? 🌰 sapori e prodotti del territorio 🍴 punti ristoro 🪵 scultori all’opera in piazza 🎭 corteo in abiti tradizionali 🎶 animazione e intrattenimento 🏔️ atmosfera di montagna e tante storie da scoprire E per rendere il weekend ancora più speciale… 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐭𝐞𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐮𝐞 𝐬𝐩𝐥𝐞𝐧𝐝𝐢𝐝𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐞! ☀️🍂 Prepara la voglia di stare all’aria aperta, passeggiare tra le vie del paese e assaporare tutto il bello dell’autunno in montagna. Questo weekend sali a Quota 1000. Tonezza ti aspetta! ❤️ 26–27 settembre 2026

Una pianta per le gambe gonfie

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Il gonfiore a gambe e braccia, il senso di pesantezza e pelle che tira, non migliora con rimedi diuretici. Questo tipo di gonfiore è un 'ristagno' linfatico, e non risponde alle piante per fare pipì.  Servono rimedi che agiscano sull'acqua che ristagna, sulla linfa che non scorre bene  dentro il sistema linfatico. Abbiamo bisogno di una pianta che sa gestire al meglio l'acqua. Per migliorare un ristagno linfatico non useremo  piante  che sanno vivere in terreni  sassosi e secchi, cercheremo piante che riescono a vivere in terreni umidi e pesanti,  piante che riescono a  spostare grandi quantità di acqua. Perché c'è una correlazione perfetta tra gli effetti delle piante sul terreno e il beneficio che possono dare al  nostro corpo. Quindi: che pianta serve per il sistema linfatico in difficoltà? Serve il Castagno - Castanea  vesca o sativa. Il castagno è un albero forte, imponente, tenace, che sa rinascere anche dopo bruciature, o rotture....

L'ombra nella campagna

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  L’ombra nella campagna non legge l’ora ne' conosce strappi. E' un respiro unico che si allarga e si ritrae sulla terra come la vita addosso ad un uomo. Nasce dal nulla, un filamento scuro impigliato tra i fili d’erba pieni di rugiada, ed è così leggera che quasi la scordiamo, convinti che l’unica cosa che conta sia la luce da cui siamo abbagliati. Eppure lei è già lì, invisibile compagna che impara il disegno dei nostri passi mentre la terra inizia solo a scaldarsi. ​Man mano che ci addentriamo nei campi, l'ombra si trasforma senza mai interrompere la sua danza armoniosa. Ora si stringe a noi nel caldo acre dei campi arati, ora diventa un nucleo denso raccolto sotto i piedi, quando ormai il peso della giornata si fa spietato e cerchiamo in noi stessi un riparo dalla furia del mondo. Non si stacca mai dalla zolla, s’addensa, tace, incamera la terra, e proprio mentre si pensa che stia per scomparire, inghiottita dal vortice della luce, ecco che comincia a fluire di nuovo. ​...

La vignetta

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Non tutti i lutti hanno una bara

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Ci sono dolori che non nascono da una morte, ma da una mancanza. Non c’è funerale, non ci sono fiori, nessuno ci dice “mi dispiace per la perdita”. Eppure ci svegliamo ogni giorno con quel vuoto nel petto, che ci accompagna da anni. Sono lutti simbolici: l’assenza di un amore che non abbiamo ricevuto, di un riconoscimento che non è mai arrivato, di un’infanzia che non ha conosciuto protezione. E fanno male. A volte più dei lutti reali. Perché restano aperti, invisibili e solitari. Nessuno li vede, ma ci divorano dentro. In terapia, spesso, si arriva proprio lì: non al dolore della perdita fisica, ma a quello della mancanza strutturale. Un vuoto che non si è mai colmato e che abbiamo tentato di riempire con il controllo, con il compiacimento, con la rabbia, con relazioni tossiche, ansie, dipendenze, somatizzazioni… Ma ci sono vuoti che non si riempiono. Si guardano in faccia, si nominano, si piange per ciò che non c’è stato. Solo allora può cominciare la guarigione: è lì che il vero lut...

Quando il grano venne tagliato, lo spaventapasseri rimase solo

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  Per tutta l'estate aveva avuto intorno un mare alto e dorato che gli arrivava quasi alle spalle, mentre la brezza passava tra le spighe e gli muoveva appena la camicia. C'erano rondini sopra di lui, farfalle tra i papaveri e il rumore continuo delle giornate calde. Poi, in pochi giorni, tutto era finito. Le spighe erano state raccolte e portate via sui carri. Il campo era rimasto nudo, segnato dalle ruote e dalle stoppie. Anche i papaveri erano scomparsi, uno dopo l'altro, e il terreno aveva assunto quel colore scuro che hanno le cose quando l'estate se ne va. Lo spaventapasseri era ancora in piedi. Nessuno era tornato a prenderlo. Aveva il cappello di paglia ormai consumato dal sole, una manica più lunga dell'altra e la stoffa della camicia scolorita sulle spalle. Lo spago intorno alla vita si era allentato e, quando tirava vento, una delle estremità gli batteva piano contro il fianco. Continuava a guardare verso la casa. Ma non c'era nessuno adesso. La fines...

E poi venne settembre

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Per tutta l'estate aveva avuto il sole addosso. Lo sentiva arrivare al mattino, ancora tiepido, e passare lentamente sulla sua superficie fino a farla diventare calda. Quando il pomeriggio era più forte, si lasciava attraversare dalla luce e diventava quasi trasparente. Era nata in primavera, quando il ramo era ancora sottile e l'albero aveva poche foglie. All'inizio era stata piccolissima. Aveva avuto un verde tenero, quasi impossibile da distinguere dalle gemme che le stavano accanto. Poi era cresciuta. Il vento l'aveva fatta dondolare, la pioggia l'aveva bagnata e il sole l'aveva scurita. Aveva imparato il rumore dell'albero. Un fruscio che cominciava quando il vento entrava tra i rami e ogni foglia rispondeva con una voce diversa. Lei conosceva quelle voci. Conosceva anche il punto esatto in cui il ramo si piegava quando arrivava un temporale. Conosceva il calore delle giornate immobili e il fresco improvviso che precedeva la pioggia. Poi venne settembre...

Buon Autunno a Tutti!

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La vignetta

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L'indifferenza come protezione

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C’è un momento preciso in cui smettiamo di guardare certe persone come prima. Non più con tenerezza, ma neanche più con rabbia. All’inizio ci illudiamo. Aspettiamo il messaggio che non arriva mai, accettiamo la promessa che non viene mantenuta, sorridiamo all’amico che si ricorda di noi solo quando ha bisogno. Sopportiamo il collega che non perde occasione per criticarci, ingoiamo il silenzio del familiare che pretende tanto, ma non dice mai “grazie”. Dentro di noi iniziamo a oscillare. Un giorno giustifichiamo, il giorno dopo esplodiamo di rabbia. Ci sentiamo generosi, poi ci sentiamo sciocchi e ingenui. Ci consumiamo in un’altalena che non ci lascia tregua. Poi, un giorno, succede: ci fermiamo. Non ci interessa più rincorrere chi non sa restare. Non perdiamo tempo a spiegare a chi non ci vuole capire. Non stiamo più svegli a rimuginare su chi ci ha mancato di rispetto e scopriamo l’indifferenza. L’indifferenza non è vuoto, non è freddezza. È una scelta di protezione. Non è l’indiffer...

Ogni frutto alla sua stagione

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L'aria mattutina ha quel primo sapore d'autunno che punge appena il naso, ma tra i rami alti del vecchio albero di cachi vicino al fienile spuntano ancora frutti del tutto verdi, duri come sassi. Poco più in là, le zucche riposano sulla paglia, ormai arancioni e pronte per la cucina, mentre le ultime susine sono cadute da giorni, avendo già compiuto il loro ciclo. Il nostro contadino si ferma davanti al tronco del cachi, allunga una mano e sfiora una di quelle sfere verdi e acerbe. Non prova nemmeno a tirarla giù, sapendo bene che se la mangiasse ora gli si legherebbe la bocca e gli lascerebbe solo un sapore amaro sulla lingua. ​"Osservate. Se voi voleste mangiare questo frutto oggi, vi faresti solo del male e direste che questa pianta fa roba cattiva. Ma dategli il suo tempo. Lasciate che arrivino le prime brinate di novembre, che le foglie cadano tutte e che il freddo metta le sue mani sul ramo, allora diventerà morbido come il miele e dolce come una marmellata preparata...

Dala Paruchiera

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  Le done, co le va dala paruchiera le parte de matina, le torna quasi la sera… le gà sempre tanto da fare, parchè ghe piase la testa cambiare! Ghe xe chi che i caviji se stira e col fon ben li tira.. Chi che i rissi col fero vole fare e un tajo novo le gà da provare! Chi che vole i colpi de sole lucicante chi che col colore novo, deventa sgargiante... Chi fa le mesh, de ogni tonalità  e chi che domanda de esser rasà! Le verse na rivista, le varda i modèi che i sia de efèto e anca bei… E intanto le lèngue se mete in funsiòn e le mete tuto nel calieròn! Le cominsia coi divi e i atòri del momento le parla dei politici e anca del tempo… Ma scomìnsia de qua e conta su de là le ciacole deventa un gran varietà! La suocera delicata, la sposa nervosa chi che se lassa, chi che se sposa... Chi se fa i corni e gà l’amante chi va via de casa, tanto distante… E dopo par i malani, le gà rimedi a non finire ogni dona la gà la sua da dire… E  le vacanse nei posti vissìn o lontan e i pres...

Per San Maurizio, l'autunno prende il suo inizio

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L'aria della sera è diventata limpida e tagliente come un vetro pulito. Sopra i crinali dei monti, le prime foglie del faggio iniziano a tingersi d'un rosso rame e d'un giallo bruciato, mentre l'ombra della notte scende sulla vallata mezz'ora prima rispetto alla settimana trascorsa. ​Il vecchio contadino se ne sta seduto sulla panchina di pietra accanto al portone, intagliando con il serramanico un pezzo di legno. Sente il vento di tramontana che scende lungo il camino di casa, portando il profumo del primo fumo di legna di quercia acceso nel focolare della cucina. ​Chiude il coltello con uno scatto secco, si pulisce i pantaloni dal truciolo e alza gli occhi verso il cielo pulito della sera. ​"Oggi è il ventidue di settembre, il giorno di San Maurizio. C'è chi pensa che la nuova stagione arrivi a comando, o che ci sia un giorno qualunque in cui il calendario cambia pagina. Ma chi vive qua sopra e misura il tempo con la pelle delle mani sa che è proprio stas...

Quando il sapere perde valore

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Ci sono momenti storici in cui sembra che il rispetto, l’educazione e la cultura passino in secondo piano. In quei momenti, il rumore supera il pensiero e l’apparenza prende il posto della sostanza. Educazione Non è solo studio, ma capacità di ascoltare, comprendere e confrontarsi con rispetto. Conoscenza Richiede impegno, tempo e umiltà. Non si improvvisa e non si urla. Intelligenza Si riconosce nella capacità di dubitare, approfondire e scegliere con consapevolezza. Responsabilità personale Ogni parola, ogni gesto e ogni scelta contribuiscono al clima culturale in cui viviamo. Il futuro non dipende dal rumore più forte, ma dalla qualità dei pensieri che decidiamo di coltivare ogni giorno.

Trattoria all'Aurora

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La vignetta

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50° della Pro Loco di Pedescala

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E’ stata senza dubbio una giornata festosa quella che hanno vissuto le Persone che hanno scelto di partecipare al pranzo di domenica 6 settembre 2026, per ricordare i 50 anni di vita di questa Associazione.  Nel documento Notarile si legge che il 14 agosto 1976 si è costituita la PRO LOCO DI PEDESCALA che era così composta:  STENGHELE DELMO PRETTO CARLANTONIA DAL POZZO ANTONIO MARANGONI ORLANDO DAL POZZO FRANCESCO PELLIZZARI DARIO SPAGNOLO TERESIANO MORO NICOLINO NICOLUSSI MANUELA SPAGNOLO GIULIANO GIACOMELLI CLAUDIO.  Questo primo direttivo, con Stenghele Delmo come presidente, ha mosso i suoi primi passi impegnandosi ad organizzare sagre e altri momenti di festa nel paese di Pedescala. Raccontare cinquant’anni della Pro Loco è praticamente impossibile; se proviamo a tornare indietro al lontano 1976, quando con entusiasmo questa Associazione ha mosso i primi passi, possiamo capire quanta strada è stata fatta ed è grazie a tantissime persone che con amore e passione per i...

Avvisi funebri (FC)

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Era originaria da Contra' Lucca  

Chi parla semina, chi tace raccoglie

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Il crepuscolo si posa dolce sull'aia, mentre il ciarlare della gente che torna dai campi sfuma lentamente lungo la stradina sterrata. All'osteria del paese c'è chi si sgola da un'ora per far valere la propria opinione sulla resa del grano, consumando fiato e vino per niente, sotto gli occhi divertiti dei passanti. ​Il nostro contadino se ne sta seduto all'ombra del portico, mentre pulisce con calma le noci raccolte nel pomeriggio. Le sue mani lavorano con ritmo lento e misurato, mentre ascolta le grida lontano.  ​"Guardate quanta gente spreca il fiato a raccontare ai quattro venti quello che sa, quello che fa o quello che intende fare domani. Regalano le proprie idee come se fossero sementi lanciate al vento di tramontana, senza stare a guardare dove vanno a finire. Ma mio nonno, quando vedeva i ciancioni del paese parlare a vanvera mi ricordava sempre che quando si parla, si da via qualcosa di nostro. Si mettono i propri pensieri in mano agli altri, ci si  sco...

Un filo che ci unisca

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Un filo che unisce Valdastico ed Encantado: rinnovato il legame con la nostra terra gemella 🇮🇹🤝🇧🇷 Nella sala consiliare del Comune di Valdastico abbiamo avuto il piacere e l’onore di accogliere con calore Gilson Conzatti e la delegazione proveniente da Encantado. In questa speciale occasione ci è stata donata la bandiera ufficiale del Comune brasiliano, nostro storico gemello. Vedere quel vessillo esposto accanto al nostro gonfalone rappresenta un momento di profonda commozione e significato: la dimostrazione tangibile che l’emigrazione dei nostri avi non è mai stata un addio, ma l’inizio di un filo indissolubile che attraversa l’oceano e unisce le nostre comunità da generazioni. Questo incontro rinnova con forza le nostre radici condivise, la nostra storia e l’impegno reciproco a mantenere vivo e caloroso il gemellaggio tra Valdastico ed Encantado. Un sentito ringraziamento a Gilson Conzatti e a tutti gli amici di Encantado per la gradita visita e per questo prezioso dono. Obriga...

Gli Orizzonti della Poesia

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  Aspetto il giorno finire  con la consueta meraviglia  che non mi meraviglia più. Faccio la conta delle tristezze. Che noia tenerle a bada nelle ore di punta,  quando tutti mi guardano  con un affondo generoso di noncuranza  cercando di tirarmi su. Ma io voglio vivere il vuoto, la solitudine, il silenzio della mia casa. Io voglio non avere voglia di nulla,  rivendico il diritto di soffrire  sino a quando, in un mattino qualunque, sarò contenta di alzarmi dal letto, aprire la finestra e respirare l'aria nuova  del mio autunno. Francesca Stassi