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Giornate "un po' così"

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Ci sono giornate “un po’ così” in cui ci sentiamo sospesi, smarriti in una strana bolla di emozioni indefinibili. Credo capiti a tutti, a me succede e neanche così raramente. È come se qualcosa dentro di noi cercasse di dirci qualcosa, ma le parole non arrivano, lasciandoci solo una sensazione di vuoto e di confusione, come se il mondo intorno ci scorresse accanto senza riuscire a toccarci davvero. Questi momenti possono essere difficili da decifrare, ma sono una parte preziosa della nostra esperienza umana. A volte è la mente che si prende una pausa dal controllo e lascia emergere emozioni rimaste sullo sfondo. Altre volte è semplicemente stanchezza emotiva, un bisogno di rallentare e ascoltarci. Emotivamente, questi momenti possono trasmetterci un senso di vulnerabilità, una sorta di malinconia dolce o di inquietudine sottile. Forse c’è qualcosa dentro di noi che chiede attenzione, un’emozione rimasta in sospeso, un desiderio dimenticato, un bisogno di cambiamento. Possono essere tan...

Ti sblocco un ricordo - La Levatrice

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Quando le donne partorivano in casa nella camera matrimoniale. Fino agli anni ’60 nei paesini di campagna (e non solo) si nasceva in casa.  Questo parto avveniva in modo concitato.  Nell’imminenza del travaglio si allontanavano dall’abitazione uomini e bambini.  Le donne adulte della casa o del vicinato entravano in azione riscaldando grandi pentoloni d’acqua e preparando le varie pezze di stoffa necessarie per il nascituro e la mamma.  Al marito,  l’unica cosa che toccava, era di andare a chiamare la levatrice o la donna esperta del luogo e che si era formata solo dopo una lunga pratica di parti poiché era lei che faceva nascere tutti i bambini del paese.  Quando arrivava trafelato un marito a cercarla, a qualsiasi ora del giorno o della notte, la levatrice non perdeva tempo. Non sempre il parto era facile, anzi. Quando si complicava bisognava correre a chiamare anche la levatrice, il medico, invece, veniva interpellato solo in casi estremi, quando la part...

La vignetta

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Avvisi funebri (FC)

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Separazione-divorzio - il ruolo dei figli

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Forse non tutti sanno che non sono la separazione o il divorzio a distruggere una famiglia, ma la mancanza di rispetto e la maturità nel viverle. Facciamo un po’ di chiarezza… Ci sono figli sereni di coppie separate come ci sono figli turbati e sofferenti di coppie che restano insieme anche se infelici. Quello che solitamente addolora e angoscia i figli nelle separazioni è la “non comunicazione”, nessuno si occupa o si preoccupa veramente di cosa i bambini e i ragazzi vivano in quei momenti. Ci si preoccupa che non soffrano, ma quella sofferenza è inevitabile perché è la risposta naturale e sana ad un taglio, ad una perdita, quello che però il genitore può fare è dargli spazio, uno spazio emotivo per esprimere i loro sentimenti, il dolore, l’odio, la paura, la tristezza, la rabbia reggendone l’onda d’urto, senza sensi di colpa, ma con un profondo senso di responsabilità. La sensazione di frattura insanabile che spesso i bambini e i ragazzi sentono, non è solo quella legata al fatto che...

Critica ed elogio

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Non ogni critica è un attacco, e non ogni elogio è una forma di affetto. A volte le parole che danno fastidio nascondono sincerità, mentre quelle che fanno piacere possono essere vuote o poco oneste. Capire la differenza richiede calma e una certa maturità. Nella vita ci sono persone che dicono ciò che vedono, anche quando sanno che può risultare scomodo. Non lo fanno per umiliare o imporsi, ma perché tengono davvero, perché vogliono vederti crescere e non scelgono il silenzio quando qualcosa non va. Ascoltare queste parole non è semplice. L’orgoglio reagisce subito. Nessuno ama sentirsi dire che ha sbagliato. Eppure, dietro molte conversazioni difficili, c’è un’occasione per capire e migliorare. Ci sono anche persone che evitano ogni confronto. Approvano tutto, anche quando sanno che non è giusto. Le loro parole sono piacevoli, ma non aiutano. Spesso nascono più dal bisogno di evitare problemi che da un vero interesse. Un rapporto sano non si basa solo sull’approvazione. Ha bisogno an...

Oramai é solo un sogno...

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  Una volta, nelle case italiane, il medico di famiglia era una presenza speciale. Arrivava con la sua borsa nera, conosceva i genitori, i figli e spesso anche i nonni. Non era soltanto una visita: era un momento di fiducia, attenzione e tranquillità per tutta la famiglia. Oggi la medicina è cambiata, ma certi ricordi restano nel cuore.

La camelia

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La camelia è la regina dell'inverno, la pianta aristocratica e fiera che sfida il gelo con corolle perfette e simmetriche, capaci di fiorire quando il resto del giardino riposa. E' un sempreverde originario delle regioni orientali, particolarmente amato nelle valli umide e nei giardini ombrosi. Le sue foglie sono coriacee, lucide, di un verde scuro e intenso che non perde mai vigore, neppure sotto la neve. ​Ma il vero capolavoro sono i suoi fiori, grandi e straordinariamente geometrici. I petali della camelia sono disposti con una precisione quasi matematica, sovrapposti come piastrelle di seta pura o sculture di porcellana. Dal bianco candido al rosa tenue, dal rosso scarlatto alle sfumature screziate, la camelia fiorisce tra il cuore dell'inverno e la primavera, offrendo una bellezza immobile e priva di spine. • ​Il Sacrificio della monaca e l'origine del fiore. Una leggenda popolare asiatica narra di una giovane e devota fanciulla che, per sfuggire alle attenzioni di...

La vignetta

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Dispensario chiuso

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