Post

Grazie a tutti!

Immagine
Un grazie di cuore a tutti per aver partecipato alla giornata dedicata al Nostro Santo Patrono!❤️ Ora ricarichiamo le energie, ci vediamo presto! Pro loco San Pietro Valdastico

Ogni cosa ha il suo tempo

Immagine
  La vita non è qualcosa da dominare o da controllare, ma un flusso da riconoscere, onorare, seguire. Il Tao non ha fretta, non ha forma rigida, non ha direzione fissa. È come l’acqua: si adatta, scorre, aggira gli ostacoli… e intanto scava la roccia. Forzare la vita significa opporsi al suo ritmo. Vuol dire voler anticipare, trattenere, cambiare qualcosa prima che sia maturo. Ma il Tao ci insegna che tutto ha un suo tempo. Quando accompagni ciò che accade, anche le sfide diventano maestri. Ascoltare la vita è un’arte sottile: è sentire il corpo che dice “rallenta”, è percepire quando parlare e quando tacere, è accorgersi che anche l’attesa è parte della danza. E sì, è proprio una danza una danza silenziosa, fatta di gesti piccoli, ma pieni di presenza. Quando segui il Tao, non stai più cercando di “arrivare da qualche parte”: sei già dentro il movimento perfetto della vita. Molta della nostra sofferenza nasce dal desiderio che le cose siano diverse da come sono. Vorremmo trattener...

L'aglio é la speziera dei contadini

Immagine
  Il vecchio contadino allunga la mano verso una treccia di teste d'aglio appesa ad un chiodo, proprio accanto alla cappa del camino. I bulbi sono bianchi, venati di viola, protetti da quella buccia sottile e secca che scricchiola come carta velina tra le dita. Ne stacca uno, lo strofina leggermente per togliere un po' di terra secca e ne libera uno spicchio sodo e profumato. ​Lo guarda con lo stesso rispetto che un farmacista di città riserverebbe a una boccetta di medicina costosa, poi si siede di nuovo e appoggia i gomiti sul tavolo. "Questo profumo pungente non è solo per dare sapore alla minestra o per condire il pane strofinato con l'olio buono. Nelle nostre case, dove il dottore non veniva quasi mai e i soldi per i rimedi della farmacia semplicemente non c'erano, questa pianta ha aiutato molto.  ​I signori in città, quelli con le mani bianche e le scarpe lucide, storcono il naso quando lo sentono, dicono che puzza e che è roba da poveri. Ma per noi è la farm...

Farmacia e dispensario chiusi per ferie

Immagine
 

La vignetta

Immagine
 

Guarire non significa dimenticare

Immagine
  Guarire non significa dimenticare.  Significa imparare a vivere con ciò che è stato. Significa poter pensare a ciò che è successo senza che ci distrugga ogni volta.  Significa che, anche se la ferita c'è stata, tu non sei più solo quella ferita.  Significa trovare la forza di andare avanti senza negare il passato, ma trovando spazio per il presente e per il futuro. Guarire è come imparare a camminare con una cicatrice, non scompare, ma non ci impedisce più di vivere pienamente la nostra vita. web

Leggete il commento del post

Immagine
Credo che questa cartina ben si presti ad una riflessione...

Estate e frutta secca... chi può mangiarla?

Immagine
È buona cosa mangiare sempre la frutta secca (noci, mandorle, pistacchi ecc.), per il contenuto di grassi buoni, fibre e proteine? No.  Il problema non è la frutta secca, è il sempre! Lo stesso cibo non va consumato nella medesima quantità, estate e inverno. Ad esempio un vin brulè si sorseggia d'inverno, l'insalata  e cetrioli si preferiscono d'estate. Perché? Non è la stagionalità che fa da guida (anche se aiuta), ma il proprio modo di essere. Ogni cibo ha delle caratteristiche,  e porta oltre che vitamine, sali minerali ecc. porta anche 'calore' o toglie 'calore'. Se mangi una zuppa di fagioli, non hai la stessa sensazione di mangiare una macedonia. In mezzo alla neve, non si mangia uno yogurt bianco.  Sotto l'ombrellone non si mangia cotechino e lenticchie. La frutta secca, apporta molto nutrimento e molto calore.  Ad esempio le noci sono calde in 3° grado e secche in 2° grado, le nocciole sono calde in 1° grado e secche nel 2° grado.  Se mangiate d...

La vecchia credenza

Immagine
C'era una volta, in una cascina circondata da campi di grano, una vecchia credenza di legno che tutti i bambini conoscevano. Non perché fosse particolarmente bella o preziosa, ma perché sopra di essa un'anziana nonnina teneva una scatola di legno piena di racconti. Questo è uno di quelli. Ogni estate, quando il sole diventava così caldo da far tremolare l'aria sopra i sentieri e le cicale iniziavano il loro concerto, i bambini si sedevano all'ombra del gelso e chiedevano: «Nonna, perché cantano così forte le cicale?» E lei sorrideva. «Perché stanno contando i giorni felici.» I bambini ridevano sempre a quella risposta. Ma la nonna continuava. «Molto tempo fa, quando il mondo era ancora giovane, l'Estate aveva paura di andarsene. Ogni anno arrivava a giugno e, appena vedeva avvicinarsi settembre, diventava triste. Così pregò la Terra di trovare qualcuno che conservasse il ricordo delle sue giornate più belle.» La Terra chiamò allora le cicale. Piccole, umili e nascos...

La vignetta

Immagine
 

El Campanòn de San Piero

Immagine
Ieri sera alle 17.00, come da anni succede, la tradizionale "suonata del Campanòn" a cura degli oramai noti Campanari: ADRIANO BIANCO & il Nipote NICOLA SELLA.  

Il Bostel di Rotzo

Immagine
Sull’orlo di un precipizio naturale, dove l’Altopiano di Asiago si affaccia vertiginosamente sulla Val d’Astico, sorge un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Siamo a Rotzo, o meglio, a Routze, come direbbero gli antichi abitanti di queste terre. Qui, su un terrazzo baciato dal sole, riposa il Bostel. Non è solo un prato, non è solo una collina. Tra il quinto e il primo secolo avanti Cristo, questo era un villaggio pulsante di vita. Era la casa dei Reti, un popolo di montagna fiero e ingegnoso, che qui costruì un insediamento d’altura perfettamente integrato nella roccia e nel bosco. Le case che vediamo oggi, ricostruite con pietre, legno e tetti di paglia, non sono semplici scenografie: sono il riflesso di un’architettura nata per resistere ai venti e alla neve, una sfida vinta contro la durezza delle Alpi. Ma cosa significa, davvero, "Bostel"? Per capirlo dobbiamo ascoltare l’eco di una lingua antica, il cimbro, che ancora profuma di foreste germaniche. Il nome deriv...

Tutto ha un prezzo

Immagine
Chi ragiona con la propria testa dà fastidio a chi vive seguendo il pensiero degli altri. Chi sceglie di non abbassarsi alla cattiveria, alla superficialità e al giudizio facile, spesso viene criticato proprio da chi non riesce a fare lo stesso. Ma non bisogna confondere l’odio con una sconfitta. A volte, essere malvisti da certe persone è semplicemente la prova che non apparteniamo al loro stesso modo di pensare, di vivere e di trattare gli altri. Non tutti capiranno la tua strada, e va bene così. L’importante è non diventare ciò che critichi, non perdere la tua dignità e non spegnere la tua luce solo perché dà fastidio a chi vive nel buio. Perché, alla fine, essere diversi dagli ignoranti non è una condanna: è una forma di libertà. web

Scegliere la tranquillità

Immagine
Non vale la pena trascorrere il tempo discutendo su ogni cosa.  Sto imparando a non reagire a tutto ciò che mi dà fastidio.  Sto imparando che non ho bisogno di ferire chi mi fa del male. A volte il massimo segno di maturità è allontanarsi.  Sto imparando che l’energia che spendo per ribattere e discutere mi impedisce di concentrare le energie su cose utili per me.  Sto imparando che non posso piacere a tutti, e va bene così.  Sto imparando che di tanto in tanto, non dire nulla, dice tutto.  Sto imparando che rispondere alle provocazioni, dà potere a un’altra persona sulle mie emozioni.  Non posso controllare ciò che dicono gli altri, ma posso decidere come reagire.  Sto scegliendo di provare ad essere migliore.  Sto scegliendo la mia tranquillità, perché è quello di cui ho davvero bisogno”. Roberto Vecchioni