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Il vangelo della domenica

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12 aprile 2026 II domenica di Pasqua Giovanni  La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e ...

I mondi ideali

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  Nel mio  mondo ideale vorrei… Respirare la brezza leggera di Primavera, ascoltando della natura il risveglio, assaporare l’aria quieta della sera e sentire che posso fare ancora del mio meglio… Per un abbraccio gioire pienamente, scoprire che in ogni giorno c’è ancora amore, avere spazio libero nella mente e sempre aperto, spalancato il cuore! Il gorgoglìo del torrente in silenzio ascoltare sorprendersi ancora per un nuovo fiore ad occhi chiusi, lasciarsi trasportare e scacciare i pensieri che fanno rumore… Stringere una mano per rassicurare, godere del sorriso di un bambino, parole nuove poter ancora ricamare e sentirsi a Dio più vicino! Sono tanti e svariati i mondi ideali ognuno li sente diversamente, ma essere lontano da tutti i mali sarebbe il desiderio per tutti più importante! Lucia Marangoni (Dàmari) 12/03/2026

La direttissima Arsiero-Tonezza

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I lavori per la nuova direttissima Arsiero-Tonezza iniziarono nel 1958 (i primi progetti operativi e gli stanziamenti partirono tra il 1956 e il 1957). Fu un cantiere difficilissimo, che richiese di scavare la roccia viva a colpi di mine e creare gallerie per superare in sicurezza i tratti più scoscesi della montagna. L'Inaugurazione con Mariano Rumor: L'inaugurazione ufficiale in pompa magna avvenne il 24 settembre 1961. A tagliare il nastro fu l'onorevole Mariano Rumor, all'epoca Ministro dell'Agricoltura e Foreste (sarebbe poi diventato più volte Presidente del Consiglio), figura politica potentissima e leader indiscusso della Democrazia Cristiana vicentina. La presenza di Rumor all'inaugurazione non fu casuale. In quegli anni (il periodo del "miracolo economico"), Rumor fu fondamentale per far arrivare nel vicentino i fondi statali necessari per le grandi infrastrutture di montagna. La costruzione di questa nuova "direttissima" aveva due ...

Marco Toldo & Diego Dellai

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Marco Toldo e Diego Dellai, protagonisti della 5a storica ripetizione della Via Italo-Polacca sul Burèl Belluno, 10 aprile 2026 – “Il capocordata esce dai tetti, la Via Italo-Polacca è stata ripetuta!” E’ questa la voce che si spande nei cieli della Val de Piero, alle 17 del 7 aprile 2026 di una giornata tersa, dai toni primaverili frammisti a languori autunnali. E’ vero, manca all’appello la rampa finale, le lunghe gradinate di terzo grado, ma i ciclopici tetti sono ormai alle spalle, ritornati a essere un’eco mista di timore e nostalgia. La ripetizione della via regina dalla parete più enigmatica delle Dolomiti ha trovato finalmente compimento; a quarantasette anni dalla solitaria misteriosa di Riccardo Bee; a cinquanta dalla progressione, rapida seppur smezzata dal maltempo, di Kiene e Kullmann; a cinquantadue dall’invernale del duvet condiviso di Miotto e Bee; a cinquantotto dall’ascensione da manuale di Messner e Renzler. Pochissimi nomi, spesso elitari, talmente ricercati da farc...

Il cielo notturno

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Ci sono luoghi nel mondo dove il cielo notturno è così limpido che sembra di essere dentro un planetario, ma senza soffitto. La Via Lattea appare nitida sopra la testa e, ogni tanto, una stella cadente attraversa il cielo in silenzio.  In questi posti l’inquinamento luminoso è così controllato che esistono perfino leggi per proteggere il buio della notte. Un patrimonio invisibile che permette di osservare l’universo quasi come facevano i nostri antenati. E mentre sopra di te scorrono galassie lontane milioni di anni luce, resti lì con il naso all’insù… a ricordarti quanto è immenso il mondo.  web

Ma che spettacolo!!!

  Ieri sera davanti cimitero San Pietro

La peonia

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Si racconta che un tempo i fiori avessero un compito preciso: custodire qualcosa che gli uomini non potevano tenere tra le mani. C’era chi proteggeva il vento, chi la pioggia, chi la luce del mattino. Alla peonia, però, non era stato assegnato nulla. Passavano le stagioni e lei cresceva senza sapere cosa proteggere. Gli altri fiori svolgevano il loro compito, mentre lei restava lì, piena e silenziosa, come in attesa. Un giorno di primavera, una lunga pioggia cadde sui campi, più intensa del solito. Quando cessò, nell’aria rimase una sensazione strana, difficile da spiegare: non era tristezza, ma nemmeno gioia. Era tutto ciò che gli uomini non avevano detto. Erano le parole rimaste sospese, gli abbracci non dati, gli addii trattenuti. Nessun fiore voleva accoglierli. Erano troppo fragili, troppo ingombranti. La peonia allora si aprì, proprio  per raccogliere. Uno ad uno, quei frammenti invisibili trovarono spazio tra i suoi petali. E più li accoglieva, più il fiore diventava grande,...

La vignetta

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Restare in braghe de tela

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  Ogni volta che dici che qualcuno è rimasto in braghe di tela, stai descrivendo esattamente quello che succedeva a Padova nel XIII secolo. Non è una metafora. È un verbale. Nel Medioevo, a Padova, il debitore insolvente non veniva sbattuto in prigione. Veniva portato al Palazzo della Ragione — l'edificio che ancora oggi si alza tra Piazza delle Erbe e Piazza dei Frutti, nel centro storico della città. Lì, dentro al Salone del piano superiore, lo aspettava la Pietra del Vituperio. Un blocco di porfido nero su una base quadrata a tre gradini. Niente di scenografico, niente di simbolico nel senso romantico del termine. Funzionale, deliberato, costruito per fare una cosa sola: umiliare. Aspetta. Il debitore saliva quei tre gradini, si sedeva tre volte sulla pietra, e davanti ad almeno cento testimoni radunati apposta urlava le due parole che cambiavano tutto: cedo bonis. Cedo i miei beni. Prima del rito, gli avevano già tolto tutto — vestiti compresi. L'unica cosa che gli lasciava...

El Filò - non solo nel Polesine, ma anche da noi

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Non avevano un salotto. Avevano la stalla. Nel Polesine, la pianura intorno a Rovigo, per secoli le famiglie contadine si sono radunate ogni sera d'inverno in mezzo agli animali. Mucche, maiali, letame. E anche tutta la vita sociale della comunità. Si chiamava filò, dal verbo filare . Iniziava dopo San Martino, l'11 novembre, e durava fino alla primavera. Le case erano gelide — nessun riscaldamento, muri umidi, legna scarsa. L'unica fonte di calore disponibile era il corpo degli animali. Quindi si andava lì E nella stalla succedeva tutto. Le donne filavano la lana con la molinèla, preparavano matasse col guindolo, rammendavano. Gli uomini riparavano attrezzi: cesti detti sésti, gerle chiamate dèrli, rastrelli, scope, forche. La donna più anziana guidava il Rosario e le Litanie. I ragazzi si lanciavano occhiate furtive, si inventavano scuse per avvicinarsi. Le madri sorvegliavano. Aspetta. Perché il meglio veniva dopo. Quando finiva la preghiera e i più giovani non se ne era...

Il taglio del prato

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Tagli il prato ogni settimana a tre centimetri. Il trifoglio sparisce. Le api spariscono. E l'anno dopo compri fertilizzante per sostituire quello che il trifoglio faceva gratis. Il prato rasato all'inglese è il gesto di giardinaggio più distruttivo che esista, non perché tagliare l'erba sia sbagliato, ma perché la frequenza e l'altezza a cui lo fai decidono se il tuo giardino è un ecosistema o un tappeto di plastica verde. A tre centimetri di altezza, il prato diventa una monocoltura di graminacee. Il trifoglio non riesce a fiorire, viene decapitato prima di aprire i capolini. La piantaggine scompare. La margheritina viene eliminata sistematicamente. Il tarassaco non arriva mai al soffione. In quattro-cinque tagli ravvicinati tra aprile e giugno, ogni pianta a fiore viene rimossa dal prato. Resta solo l'erba e l'erba da sola non nutre nessuno Il trifoglio che hai eliminato faceva tre cose contemporaneamente. Primo: fissava l'azoto atmosferico nel terreno at...

Iniziativa per la Pace

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Val d'Astico incontra

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La vignetta

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Un giretto per Pedescala

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Grazie alla collaborazione con la STAMPERIA STENGHELE, la Pro Loco di Pedescala ha organizzato due incontri-laboratorio per bambini dai 2 ai 11 anni. Il primo che si è svolto la fine di dicembre 2025, ha avuto come tema “Le Cartoline”, che sono ormai sconosciute ai più piccoli.  Ogni partecipante ha costruito con immagini e adesivi, con pennarelli e colori, una bella cartolina da Pedescala, da inviare a qualcuno o da portare a casa. Il secondo incontro si è svolto domenica 29 marzo 2026, aveva come tema “I mestieri de sti ani” ed è iniziato costruendo un piccolo album, dove fare dei timbri con gli oggetti in uso un tempo.  Poi accompagnati da Giulia, Lavinia, Alice e Lucia, i bambini hanno iniziato un percorso che li ha portati in una stanza colma di un passato che non conoscevano: Delmo Stenghele ha mostrato molti oggetti spiegandone l’uso. Siamo poi saliti verso il “Lavandìn” per arrivare nella piazza davanti alla fontana e al capitello dove sono state spiegate alcune cose i...