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Se è vero purtroppo...!!!

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A volte si comincia con un cucchiaino di gelato. Doveva essere solo uno. Poi diventano due. Poi ci ritroviamo con la vaschetta in mano. Oppure prendiamo un pezzetto di pane mentre prepariamo la cena, un grissino passando dalla cucina, un biscotto mentre stiamo vedendo un film. Tanto è solo uno. Poi ne prendiamo un altro. E un altro ancora. Quando ci fermiamo, ci accorgiamo che è finito un altro pacco. Quella che doveva essere una piccola eccezione è diventata un'altra abbuffata. Il senso di colpa arriva quasi subito. "Non dovevo farlo". "Possibile che non riesca mai a controllarmi?". "Da domani basta davvero". E così finiamo per convincerci di aver deluso, ancora una volta, la persona con cui sarà più difficile fare pace: noi stessi. Ci eravamo ripromessi che questa volta sarebbe andata diversamente. Avevamo fatto la spesa con tutte le buone intenzioni, deciso che saremmo stati più attenti e convinti che questa sarebbe stata la volta buona. Eppure quas...

Un gesto vile che fa male a tutta la nostra Comunitá

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Ieri il Sindaco Claudio Sartori e due volontari si sono recati al Baito di Isacco per verificare i danni dell'atto vandalico subito questa notte. Tutti i vetri sono stati distrutti. Una struttura rimessa a nuovo con impegno, fatica e cura negli ultimi anni — situata in un luogo simbolo del nostro territorio, ai piedi della celebre Ferrata delle Anguane e di fianco alla Panchina Gigante — è stata preso d'assalto da incivili. Rabbia e sdegno, ma anche tanta determinazione: siamo già al lavoro con le forze dell'ordine per individuare i responsabili. Un grazie di cuore ai volontari sempre in prima linea. Valdastico non si fa abbattere da chi sa solo distruggere: ripristineremo tutto nel più breve tempo possibile! 

Nuvole di luglio, presto fa tafferuglio...

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Il nostro contadino ferma per un istante il movimento della pietra sulla lama. Si alza di scatto, fa due passi verso la porta spalancata e alza gli occhi al cielo. L'aria del primo pomeriggio è densa e immobile, carica di quel vapore che fa appiccicare la camicia alla schiena. All'orizzonte, sopra la cresta lontana dei monti, si stanno alzando rapidamente quei grandi nuvoloni bianchi e gonfi che in basso sembrano panna, ma che dentro si tingono di un grigio plumbeo e minaccioso. ​Annuisce lentamente, con lo sguardo fisso su quei torroni di vapore che si gonfiano a vista d'occhio. ​"Eccole là.  Mia madre non sbagliava mai: quando vedeva quelle torri bianche salire d'impatto nel cielo caldo di questi giorni, rincorreva i pulcini nell'aia e urlava a tutti di mettersi al riparo. ​A luglio il cielo non scherza. Non è come in primavera, che le nuvole arrivano lente, portano due gocce d'acqua e se ne vanno via col vento. Quando fa questo caldo da spaccare le pietr...

La vignetta

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Un incoraggiamento gentile

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Ci sono momenti in cui anche solo guardare ciò che dobbiamo fare ci stanca. Non abbiamo ancora cominciato, e siamo già esausti. Ci diciamo che basterebbe un po’ di forza di volontà, ma dentro sappiamo che non è quello. È qualcosa di più sottile e più profondo. Succede quando il compito davanti a noi è troppo grande, troppo disordinato o troppo incerto. Una casa che sembra non finire mai, documenti accumulati, scelte rimandate… Guardiamo tutto e non riusciamo più a trovare un punto da cui iniziare. Così la mente si blocca. Il cervello, davanti a qualcosa che percepisce come eccessivo, confuso o ingestibile, fatica a organizzare un primo passo e finisce per fermarsi. È lo stesso istinto antico che un tempo ci faceva restare immobili davanti a un pericolo. Solo che oggi la “tigre” ha la forma di un armadio pieno, di una scrivania caotica, di mille cose lasciate in sospeso. Per qualcuno è la casa che si è riempita troppo, per altri una casella di posta intasata, un progetto da chiudere, un...

Ampliamento "Casa Nostra" Valdastico

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Per Santa Maddalena si taglia l'avena

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Il contadino alza lo sguardo verso il lunario appeso al muro di fianco alla madia, poi abbassa gli occhi e fa un piccolo cenno d'intesa con la testa. Prende una pietra da affilare dal cassetto del tavolo, ormai consumata dal tempo e comincia a farla scivolare ritmicamente sulla lama della falce appoggiata sulle sue ginocchia, scric, scric, scric. ​"Ah, la Maddalena... il ventidue di luglio. Se guardate fuori, la terra in questi giorni sembra quasi di metallo fuso da quanto brilla sotto il sole. Per il contadino questo non è un giorno qualsiasi del calendario, è una tacca precisa che la terra ti segna sulla pelle. Mio padre non guardava mai l'orologio, ma quando arrivava la festa di Santa Maddalena metteva la mano sulla spalla a me e ai miei fratelli e diceva che era il momento perfetto per tagliare l'avena. ​L'avena è un cereale fiero ma delicato. Non è come il grano duro che sa aspettare qualche giorno in più sulla spiga. L'avena matura in fretta sotto il gran...

L'inaugurazione della piazza a Forni

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Il Monte Summano dalla croce del Toraro

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Foto Anna Ongaro

Gli Orizzonti della Poesia

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Come fosse facile uscirne illesi, trovare la strada che porti al centro  senza inciampi e inciampare comunque nell'ultimo istante prima di arrivare. Com'è dura sentirsi scivolare al suolo e non darlo a vedere,  fingere una ripresa immediata mentre  dentro è una caduta libera,  tirare su col naso e andare avanti. Avanti e non sai dove. Perché nessuna direzione è la direzione giusta, non è quello che vuoi.  Cosa vuoi? A saperlo...  Come fosse facile fidarsi sino in fondo, dare l'anima per un mezzo sorriso  che non vale nulla e volerlo ugualmente.  Sono troppo vecchia per tutto e non capisco perché la mente  continua ad elaborare sogni. Finirò per crederci ancora... Francesca Stassi

La vignetta

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Quella "crisi" che arriva lenta lenta...

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Un giorno ti svegli e ti accorgi che stai vivendo una vita che non ti somiglia più. Non è successo tutto insieme, è stato lento, quasi impercettibile. Un compromesso qui, un “non importa” lì, e piano piano ti sei allontanato da te stesso senza nemmeno rendertene conto. Finché ti ritrovi in un posto che conosci a memoria, ma ti sembra estraneo. E ti chiedi: “Quando ho smesso di sentirmi a casa nella mia vita?”. La crisi arriva quando quello che siamo diventati non riesce più a convivere con la vita che abbiamo costruito. Arriva quando per troppo tempo abbiamo messo in pausa i nostri bisogni per accontentare tutti, e un giorno il corpo o la mente ci presentano il conto, spesso molto salato. Arriva quando abbiamo seguito la strada “giusta”, ma ci accorgiamo che era giusta solo per gli altri. Arriva quando abbiamo ignorato i piccoli segnali, la stanchezza, il fastidio, il senso di vuoto, e adesso non li possiamo più zittire. Ci sentiamo in crisi quando guardiamo la persona che dorme accant...

Il pomodoro

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  Il pomodoro è il re indiscusso dell'orto. Non c'è estate senza il profumo intenso e aromatico delle sue foglie che si attacca alle mani quando ne si coglie uno ancora caldo di sole. ​Il pomodoro ha bisogno di sostegni, di canne di bambù a cui aggrapparsi, quasi avesse bisogno di un abbraccio per sollevarsi verso il cielo. Le sue foglie sono ruvide e cariche di una linfa dall'odore inconfondibile, verde e quasi antico. ​Vederlo maturare è uno spettacolo che scandisce i giorni: prima piccoli nodi verdi nascosti tra i fiori gialli, poi sfumature aranciate e, infine, quel rosso pieno, lucido e vibrante che sembra aver imprigionato i raggi del sole del mezzogiorno. Quando è maturo, il pomodoro è pesante e succoso. ​La storia del pomodoro è un viaggio incredibile, fatto di diffidenza, magia e una totale riscrittura del suo destino. Quando arrivò dalle Americhe nel XVI secolo grazie ai Conquistadores spagnoli, il pomodoro fu accolto con terrore. Appartenendo alla famiglia delle ...

Con luglio soleggiato, il vino é assicurato

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Il vecchio contadino alza il bicchiere di vino rosso verso la luce della candela, ne osserva il colore denso, quasi rubino, e lo fa girare piano per vederlo scivolare sui bordi del vetro. Ne aspira l'profumo intenso prima di berne un piccolo sorso, assentendo con la testa in segno di approvazione. ​Appoggia il bicchiere sul tavolo con gli occhi che brillano di una soddisfazione piena, quella che si prova quando la stiva è piena e la fatica dell'anno porta i suoi frutti più dolci. ​"Questo è il proverbio che fa cantare il cuore a chiunque abbia una vigna piantata sulla collina. Perché puoi potare bene in primavera, puoi zappare la terra finché non ti vengono le piaghe sulle mani, ma se il sole non fa il suo dovere a metà estate, il vino nella botte resta un'acqua acida che ti fa stringere i denti. Mio nonno guardava il cielo di mezza estate e lo ripeteva sempre con un sorriso largo così. ​Luglio è il mese in cui gli acini d'uva sui tralci smettono di essere pallidi ...

Lastebasse in festa

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