Ci penso spesso alla gentilezza, alla tenerezza. A quella frase che si sente dire ogni tanto: “la gentilezza può cambiare il mondo”. Ecco, io ci credo. Ma non nel senso ingenuo, grandioso, quasi favolistico, per cui se fossimo tutti più gentili allora sparirebbero le guerre, le ingiustizie, le lotte di potere o la cattiveria. Purtroppo no. Il male esiste, esiste nell’essere umano, esiste nelle scelte, esiste in chi decide di nutrirlo e poi lo riversa nel mondo. Però io credo anche in un’altra cosa. Credo in una quota di bene più silenziosa, meno appariscente, fatta di gesti minuscoli. Un sorriso. Una porta tenuta aperta. Un “passi pure, non ho fretta”. Uno sguardo che, per un attimo, sembra dirti: ti ho visto. E non ti ho visto solo come corpo che passa, come persona in fila, come ostacolo, come fastidio, come numero. Ti ho visto proprio. Nella stanchezza, nella fretta, nel peso che forse stai portando e che io non conosco. Viviamo spesso arrabbiati, preoccupati, nervosi, pieni di pens...