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Stipiti e capostipiti

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[Gianni Spagnolo_©_26C10] Nel precedente Post [Tutti figli di...] , abbiamo considerato la tipologia dei cognomi della nostra zona, evidenziando come a San Pietro quelli più antichi e diffusi abbiano origine patronimica, ossia “ figlio di… ” I cognomi più ricorrenti sono solitamente anche i più antichi. Ciò è dovuto evidentemente al fatto che più longeva ne è la presenza, maggiore ne è in genere anche la prolificità, ovvero la possibilità di moltiplicarsi e diffondersi.  Circolazione che può avvenire anche in territori diversi dall’originario, magari modificandosi poi a seconda delle zone di radicamento.  Qualora i vari rami coesistano su uno territorio molto circoscritto e caratterizzato da forte endogamia come il nostro, possono aversi diverse casistiche: il mantenimento del cognome originario e la sostanziale formalizzazione del soprannome (p.e. i Nicolussi di Luserna), oppure la mutazione del cognome originario, assumendone un altro (in genere il soprannome del nuovo capos...

Collaudo ponte S. Agata - primi anni '70

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Ermi Giacomello  

Niente cemento, niente malta

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  Solo 20.400 blocchi di granito incastrati alla perfezione, uno sopra l'altro. Questo è l'Acquedotto di Segovia, in Spagna. È in piedi così da quasi 2000 anni. Costruito dai Romani nel I secolo d.C., ha trasportato acqua per 17 km fino al 1973. Sì, hai letto bene: ha funzionato quasi fino ai giorni nostri! È un capolavoro di ingegneria così preciso che sembra un'illusione. Un puzzle di pietra alto come un palazzo di 9 piani, tenuto insieme solo dalla gravità e dal genio umano. La prossima volta che pensi che qualcosa sia "impossibile", pensa a questo.

Programma Primavera/estate di Marco Toldo

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Triste veritá

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La vignetta

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E poi il problema è il tappo delle bottiglie...

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Negli ultimi mesi il Medio Oriente è stato colpito da bombardamenti continui: migliaia di bombe, missili e proiettili hanno devastato città, infrastrutture e fabbriche. Interi impianti industriali sono stati distrutti, petroliere e depositi di carburante bruciano per giorni, liberando nell’aria enormi quantità di fumo, gas tossici e sostanze chimiche pericolose. Il risultato è una catastrofe ambientale di proporzioni enormi: incendi petroliferi, contaminazione del suolo e dell’acqua, nuvole di particelle nocive che si disperdono nell’atmosfera. È una ferita ecologica che rischia di lasciare conseguenze per anni, se non per decenni. Eppure, mentre queste devastazioni avvengono su larga scala, in molti Paesi occidentali ai cittadini viene chiesto di sostenere costi sempre più alti per adeguarsi a norme ambientali: auto elettriche, impianti di riscaldamento a basse emissioni, restrizioni energetiche e regolamenti sempre più stringenti. Questo contrasto genera in molte persone una forte se...

Il Vangelo della Domenica

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15 marzo 2026 IV domenica di Quaresima Giovanni  di sorella Ilaria Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe» - che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli dicev...

La bellezza

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Assuefarci al brutto è più facile di quanto si creda; dopo una prima reazione di sdegno, pian piano troviamo il modo di adattarci anche ai contesti dove di bellezza non c’è nemmeno l’ombra. Ci abituiamo a immagini terribili di morte e devastazione, talmente ricorrenti da spegnere in noi ogni sentimento di vero dolore. Ci adattiamo a vivere tra il grigiore deprimente del cemento; ci sediamo in un vivere autoreferenziale che taglia fuori gli altri, e non ci accorgiamo di aver dato briglia sciolta al nostro cuore di pietra, davvero brutto.  La bellezza non è primariamente un prodotto dell’ingegno umano.  Ci attira, ci chiama, eppure rimane al di là dei nostri gusti, della nostra soggettività. È nel rapimento davanti a un tramonto dai colori infuocati; è commozione per la perfezione anche dei fiori più comuni e spontanei; è appello e provocazione di fronte ad un gesto inatteso e gratuito di bene. Difficile definirla, più semplice riconoscerla, uscendo nell’esclamazione così comune...

La vignetta

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Pizzeria Cioci's Seghe di Velo😖😭

 

La goccia che fa traboccare il vaso

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Detto antico come il mondo. La povera goccia è stata, da sempre,  messa alla gogna come colpevole assoluta. Responsabile degli allagamenti del nostro animo. Carnefice della nostra tolleranza. Assassina della nostra pazienza. Una sola goccia  che cade in un vaso  dove non trova più spazio. Peccato che il vaso  fosse già colmo da prima. Tante, troppe gocce  vi avevano preso dimora  senza chiedere il permesso  e senza pagare affitto. L’ultima goccia,  quella tanto odiata da tutti,  non ha riempito il vaso.  Ha solo mostrato  che era già pieno . Prima di condannare l’ultima goccia,  forse sarebbe il caso  di chiamare un bravo idraulico  e riparare il rubinetto  che perde sopra al vaso. web

La sincerità è un atto rivoluzionario

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Viviamo in un tempo in cui l’apparenza viene premiata più della sostanza, in cui le parole vengono piegate per convenienza e la verità diventa scomoda. In mezzo a questo rumore assordante di mezze verità e illusioni costruite ad arte, chi sceglie di parlare con sincerità compie un atto di coraggio raro. Dire ciò che è vero non è mai un gesto neutrale. Significa esporsi, accettare di non piacere a tutti, mettere in conto critiche, isolamento, persino attacchi. Perché la verità ha un potere che spaventa: illumina ciò che molti preferirebbero tenere nell’ombra. Smonta maschere. Rompe equilibri fondati sulla finzione. E chi vive di menzogne vede in quella luce una minaccia. Eppure, senza quella voce limpida, il mondo sprofonderebbe nell’inganno permanente. La sincerità è un atto rivoluzionario. Non urla, non impone: semplicemente è. Ma proprio per questo diventa temuta. Perché non si lascia manipolare, non si compra, non si addomestica. Ogni volta che scegliamo di essere autentici, stiamo ...

Contrade abbandonate

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Ci sono luoghi dove il tempo si è fermato, inghiottito dal bosco. Oggi i miei passi mi hanno portato a Contrada Penare (o Pennare, come recita questa vecchia targa in pietra), o Penere come segnato nelle vecchie mappe austriache, un borgo fantasma nascosto tra i boschi della val di Tovo.  Guardando queste macerie coperte di edera, è difficile immaginare che un tempo qui ci fosse vita. Questa piccola comunità montana è stata prima sfregiata dai bombardamenti della Grande Guerra nel 1916 e poi, negli anni del boom economico, è stata definitivamente abbandonata da chi scendeva a valle in cerca di una vita meno dura.  Oggi restano solo i sassi, il silenzio e la natura che si riprende lentamente i suoi spazi. Un vero e proprio museo a cielo aperto, perfetto per chi ama camminare nella storia.  Flores Munari #Arsiero #ContradaPenare #LuoghiAbbandonati #UrbexVeneto #StoriaLocale

A Pedemonte - Forni - Casotto

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