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Censure moderne

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Oggi la censura non si presenta più con il bavaglio. Si presenta con l’abbondanza. Viviamo nell’epoca che il filosofo Byung-Chul Han definisce infocrazia : il potere non governa più principalmente attraverso il divieto, ma attraverso l’eccesso di informazione. Non ci viene impedito di sapere. Ci viene dato troppo da sapere. Notizie, aggiornamenti, breaking news, notifiche, opinioni, contro-opinioni, emergenze continue. Un flusso ininterrotto che non lascia tempo alla sedimentazione, alla riflessione, al dubbio. Quando tutto è urgente, nulla è importante. Quando tutto è visibile, nulla è veramente visto. In questo dipinto il teschio non rappresenta la morte dell’informazione, ma la morte del pensiero critico. Vomita dispositivi, non silenzi. E davanti marciano corpi etichettati “NEWS”, uniformi, intercambiabili. L’eccesso diventa anestesia. L’iper-comunicazione diventa una forma raffinata di censura: non ti proibisco di parlare, ti sommergo. Non ti nascondo la verità, la dissolvo in un ...

Incontro con l'Autore ad Arsiero

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I ricordi del cuore

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  Quando si ricorda qualcosa, una qualsiasi piccola cosa, il ricordare inizia con un pensiero che si espande a tutti i sensi. Ed ecco che un ricordo può arrivare a farsi vivo in tanti modi: con un’immagine, una foto o un paesaggio, con una canzone e un suono, con un profumo e un sapore, con un silenzio e uno stato d’animo, con una risata e un gesto particolare, con un modo di fare e di dire, con una carezza e un bacio… In tanti modi può tornare a galla un ricordo, ogni senso contiene una miriadi di informazioni, che ha catalogato nella mente e che sono sempre pronti a emergere quando meno ce lo aspettiamo. Ed è rivivendo quei frammenti di memorie, che la vita che è stata, torna a trovarci, risvegliando emozioni e sensazioni forti. Sono spezzoni di esistenze  che hanno toccato la nostra vita, che fanno parte di noi, di quei frammenti di cui è colma la nostra mente. Quindi, ogni volta che qualche ricordo torna vivo, dobbiamo lasciarlo fluire dentro di noi, cercando di ascoltare ...

Se il cielo diventa una matassa di lana, pioverà per una settimana

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Un’immagine che sembra uscita dalle mani di una filatrice seduta sull’uscio, mentre alza lo sguardo e vede sopra di sé un intreccio fitto, senza varchi, dove le nuvole non scorrono ma si avvolgono l’una nell’altra come fili trattenuti. Quando il cielo assume quella consistenza morbida e compatta, l’aria si fa più densa e il silenzio del paesaggio cambia timbro, come se tutto si preparasse a una lunga attesa. Non è il segno di un acquazzone impetuoso che arriva e si dissolve; è piuttosto l’annuncio di una pioggia paziente, capace di accompagnare le ore con passo costante, senza fretta di concludersi. Chi abitava la campagna riconosceva in quel disegno sospeso una promessa che non si sarebbe esaurita in un giorno soltanto. Le nuvole, così raccolte e intrecciate, raccontavano di un cielo deciso a sciogliere lentamente la propria trama, lasciando cadere l’acqua come se stesse dipanando filo dopo filo. La casetta in campagna

Il nostro piccolo stomaco

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Se stringiamo a pugno la nostra mano possiamo osservare la dimensione del nostro stomaco. È un "organo" piccolo se osservato a riposo, ma si stende per contenere il cibo che introduciamo fino a diventare molto grande. Lo stomaco umano è organizzato per spezzettare e disinfettare il cibo introdotto e per iniziare a digerire. Lo stomaco produce il succo gastrico acido, muco e pepsina. Quando avvertiamo bruciore è il succo acido che percepiamo, ma neutralizzarlo non è la mossa più corretta. Senza succo gastrico acido la digestione non procede correttamente, la valvola cardias funziona male, le vitamine del gruppo b non vengono preparate per essere assorbite, i microbi-parassiti non vengono eliminati. Abbiamo bisogno di un nuovo approcio al disturbo dell'acidità di stomaco e del reflusso. Sopprimere i sintomi non è la strada più saggia da percorrere. Quando iniziano a farsi sentire disturbi di acidità, male gola costante, tosse secca, naso chiuso al mattino, è utile agire sub...

Fora Febráro a Pedescala

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Gli orizzonti della Poesia

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  C'è un cielo fermo alle ipotesi di ieri  e uno strano riflesso sulle ore,  come se la notte e il giorno  non si lasciassero del tutto  e una scia rimanesse a parlare di un abbraccio, sfiorato per un attimo.  Febbraio ha le sue malinconie  che non riesce a mascherare,  neppure se vestito d'allegria o  sotto una pioggia di coriandoli, neppure nelle danze più sfrenate.  E nel contrasto tra sorriso e pianto  dimora una terra di nessuno,  un'oasi dove ritrovare il senso  dello stare al mondo,  un posto caldo per ripartire, non importa come  non importa dove. Francesca Stassi

La vignetta

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Profughi

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  Già nel 1916 gli abitanti dell'altopiano di Asiago erano dovuti andare profughi per tutta l'Italia sotto la minaccia della Strafexepedition, l'offensiva che il capo di Stato Maggiore austriaco, Conrad, aveva battezzato appunto "spedizione punitiva". La rotta di Caporetto poi, riempie l'Italia di friulani (7000 solo a Bologna, ma l'epicentro è Firenze) di bellunesi e feltrini, e sparpaglia veneziani dappertutto. Partono anche gli abitanti dei paesi che si trovano ai piedi del Monte Grappa, Borso, Possagno, Crespano, Cavaso del Tomba e di tante altre terre, un tempo ridenti, che ora si trovano devastate e sotto tiro del nemico. Dapprima vengono accantonati vicino a casa, a San Zenone degli Ezzelini, poi, quando l'Austria scatena l'ultima grande offensiva sul Grappa "parài dò in Sicilia" cacciati giù in Sicilia. Millecinquecento profughi. "Parai dò in Sicilia"... L'Alto Commissariato Profughi, presieduto dall'onorevole L...

Fora febráro che marso ze quá

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 🔥 SCACCIAMO L’INVERNO: IL RITO DI "FAR FORA FEBRARO" 🔥 A San Pietro Valdastico torna una delle tradizioni più suggestive per salutare il freddo e risvegliare la terra! ☃️👋 👹 La Mascherata Selvatica Preparatevi a uno spettacolo unico: non serve vestirsi in maschera, perché saranno i nostri figuranti a dare vita alla "Mascherata Selvatica". Vedrete sfilare personaggi misteriosi e legati alla natura che, con le loro vesti tradizionali, rievocano antichi riti di passaggio. 🧒 Il senso per i più piccoli Per i bambini è un momento magico: spieghiamo loro che l'inverno è come un vecchio gigante addormentato che ha bisogno di una spinta per andarsene. Il fuoco del falò e il rumore servono proprio a questo: a dare calore alla terra e a dirle che è ora di far crescere i primi fiori! 🌸 🥁 Voi portate il rumore! Se i figuranti pensano alla parte visiva, il compito del pubblico è farsi sentire! Ore 16:00 – Laboratorio Bandofoni: I ragazzi potranno costruire oggetti rum...

I trapianti in Italia

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In Italia si effettuano in media 13 trapianti al giorno, 4.745 all’anno. Di quelli che riescono, però, si parla poco o nulla. Fa sempre più rumore un albero che cade di una foresta che cresce. Il dolore è immenso per tutti: ogni organo disponibile nasce comunque da una perdita, da un decesso avvenuto da un'altra parte.  La medicina va sempre nella direzione della vita, ma a volte, anzi più spesso, la morte è più forte, vince.  La medicina non salva, cura. Fa quel che puó, tenta di cambiare un corso, una storia, ma il nemico della malattia è infinitamente più grande.   Il vero miracolo quindi è già tentare un trapianto, non il fatto che vada a buon fine, purtroppo.  Il miracolo, per tutti, è un giorno in più, non due, tre, quattro, dieci, venti...  E, anche se può sembrare assurdo, chi fa quel mestiere, il medico, quindi, è proprio chi ci crede di più, chi spera più di tutti, anche più dei familiari a volte... che quell’intervento, quella cura o quel consigl...

La coerenza

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Ci sono persone che parlano di principi, di valori, di promesse, ma poi cambiano direzione alla prima difficoltà, come se la coerenza fosse un luogo immaginario in cui nessuno riesce davvero ad abitare. Le parole sono leggere, si pronunciano con facilità, mentre restare fedeli a ciò che si dice richiede carattere, responsabilità e forza interiore. La coerenza non è comoda, non è spettacolare, spesso non fa rumore: è una scelta quotidiana, silenziosa, che si dimostra nei fatti.  Quando manca, tutto diventa instabile, fragile, poco credibile. È facile dichiarare ciò che si pensa, molto meno è viverlo davvero. E così ti accorgi che alcune persone promettono mondi che non esistono, come isole lontane che nessuno ha mai visto. Alla fine non resta la delusione per ciò che hanno detto, ma la consapevolezza di ciò che non sono stati capaci di essere. web

Corso di cucina alla Proloco di San Pietro

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Gli Orizzonti della Poesia

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  Un angolo dove riposare lo sguardo,   fermare le immagini in uno schermo  e fare spazio alla luce e alle sue ombre.  Muovermi dentro ai dubbi  senza sollevarne nessuno, né tentare di capire l'incomprensibile,  ma lasciarlo al vento della stagione  affinché veda tutti i cieli del mondo.  Un angolo per gli attimi fuori dal tempo, senza obblighi  senza doveri senza dover piacere.  Attimi solo miei ...  dove il sole ha un raggio luminoso solo per me  e la pioggia, un velo di gocce argentate  da unire alle lacrime anche senza un perché... Francesca Stassi

La vignetta

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