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Separazione-divorzio - il ruolo dei figli

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Forse non tutti sanno che non sono la separazione o il divorzio a distruggere una famiglia, ma la mancanza di rispetto e la maturità nel viverle. Facciamo un po’ di chiarezza… Ci sono figli sereni di coppie separate come ci sono figli turbati e sofferenti di coppie che restano insieme anche se infelici. Quello che solitamente addolora e angoscia i figli nelle separazioni è la “non comunicazione”, nessuno si occupa o si preoccupa veramente di cosa i bambini e i ragazzi vivano in quei momenti. Ci si preoccupa che non soffrano, ma quella sofferenza è inevitabile perché è la risposta naturale e sana ad un taglio, ad una perdita, quello che però il genitore può fare è dargli spazio, uno spazio emotivo per esprimere i loro sentimenti, il dolore, l’odio, la paura, la tristezza, la rabbia reggendone l’onda d’urto, senza sensi di colpa, ma con un profondo senso di responsabilità. La sensazione di frattura insanabile che spesso i bambini e i ragazzi sentono, non è solo quella legata al fatto che...

Critica ed elogio

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Non ogni critica è un attacco, e non ogni elogio è una forma di affetto. A volte le parole che danno fastidio nascondono sincerità, mentre quelle che fanno piacere possono essere vuote o poco oneste. Capire la differenza richiede calma e una certa maturità. Nella vita ci sono persone che dicono ciò che vedono, anche quando sanno che può risultare scomodo. Non lo fanno per umiliare o imporsi, ma perché tengono davvero, perché vogliono vederti crescere e non scelgono il silenzio quando qualcosa non va. Ascoltare queste parole non è semplice. L’orgoglio reagisce subito. Nessuno ama sentirsi dire che ha sbagliato. Eppure, dietro molte conversazioni difficili, c’è un’occasione per capire e migliorare. Ci sono anche persone che evitano ogni confronto. Approvano tutto, anche quando sanno che non è giusto. Le loro parole sono piacevoli, ma non aiutano. Spesso nascono più dal bisogno di evitare problemi che da un vero interesse. Un rapporto sano non si basa solo sull’approvazione. Ha bisogno an...

Oramai é solo un sogno...

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  Una volta, nelle case italiane, il medico di famiglia era una presenza speciale. Arrivava con la sua borsa nera, conosceva i genitori, i figli e spesso anche i nonni. Non era soltanto una visita: era un momento di fiducia, attenzione e tranquillità per tutta la famiglia. Oggi la medicina è cambiata, ma certi ricordi restano nel cuore.

La camelia

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La camelia è la regina dell'inverno, la pianta aristocratica e fiera che sfida il gelo con corolle perfette e simmetriche, capaci di fiorire quando il resto del giardino riposa. E' un sempreverde originario delle regioni orientali, particolarmente amato nelle valli umide e nei giardini ombrosi. Le sue foglie sono coriacee, lucide, di un verde scuro e intenso che non perde mai vigore, neppure sotto la neve. ​Ma il vero capolavoro sono i suoi fiori, grandi e straordinariamente geometrici. I petali della camelia sono disposti con una precisione quasi matematica, sovrapposti come piastrelle di seta pura o sculture di porcellana. Dal bianco candido al rosa tenue, dal rosso scarlatto alle sfumature screziate, la camelia fiorisce tra il cuore dell'inverno e la primavera, offrendo una bellezza immobile e priva di spine. • ​Il Sacrificio della monaca e l'origine del fiore. Una leggenda popolare asiatica narra di una giovane e devota fanciulla che, per sfuggire alle attenzioni di...

La vignetta

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Dispensario chiuso

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Buongiorno un ca**o...

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Ci sono mattine in cui ci alziamo e l’unica cosa che ci viene da dire è: buongiorno un ca**o.  Succede. Non abbiamo ancora messo piede giù dal letto e già ci sentiamo stanchi, scocciati, con la testa piena e la pazienza sotto le scarpe. Viviamo vite di corsa, fatte di sveglie troppo presto, messaggi a cui rispondere, pensieri che non si fermano mai e a volte basta un niente, una parola storta, il traffico, una notifica fastidiosa, e sentiamo di aver già dato prima ancora di cominciare. È umano. U-M-A-N-O! È che non si può essere sempre disponibili, sempre lucidi, sempre sorridenti. E anche se ci insegnano che bisogna reagire, essere positivi, “fare il meglio”… bla, bla, bla, a volte il meglio che possiamo fare è semplicemente riconoscere che oggi ci gira male. Punto e basta. E va bene così. Non dobbiamo riaggiustarci subito. Prendiamo un respirone, sbuffiamo pure, mandiamo all'inferno mentalmente chi dobbiamo. Ce lo dobbiamo del tempo di decompressione, la pazienza di tollerare che...

Giuste constatazioni

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  A 96 anni, Clint Eastwood ha mandato in frantumi le nostre rassicuranti illusioni sull’invecchiamento, rifiutandosi di edulcorare una realtà brutale.  In un recente intervento, ha spiegato come il corpo si trasformi col passare del tempo. Le ossa perdono flessibilità, i movimenti rallentano e una luce intensa può irritare gli occhi. Persino respirare può richiedere uno sforzo maggiore. E questo era solo l’inizio. Con la sua tipica franchezza, ha affrontato un argomento che la maggior parte delle persone preferisce evitare. Non ha offerto alcuna banalità consolatoria, dipingendo il crepuscolo della vita come un periodo di assoluta serenità. Al contrario, ha tracciato un quadro crudo e senza sconti di ciò che accade man mano che ci si avvicina al traguardo dei cento anni. «La luce ti fa male agli occhi, e anche respirare può sembrare una fatica», ha ammesso Eastwood, descrivendo la lotta incessante contro un corpo che si indebolisce.  «Il corpo semplicemente non collabora...

La colána de autùno

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(Berretta del Prete o fusaggine)      La stagiòn che vien vanti, la gà tanti coluri ma nei prà non ghè xe più tanti fiuri.. Tuto intorno ne regala un splendore che no xe bon  a farlo, gnanca un pitòre!           Le foje su le piante le deventa rosse e giale           e quando che le casca, le someja farfale…          Vardàndo el monte che cambia ogni giorno          xe più belo, tuto d’intorno! Ma ghe xe qualcosa che torna a fiorire xe le bache rosse che porta colore, e quando ca le vardo torno toseta co navo nei prà, par man a me sorelèta…             Le pare le stelle che xe in cielo             le destàco dal ramo, pian pianelo      ...

Se novembre l'acqua gela, tutto gennaio il sole cela

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Il cielo si è fatto basso e grigio sopra i tetti del casolare, mentre la prima brina della stagione ha imbiancato i prati intorno all'aia, trasformando l'erba in un ricamo fragile che scricchiola sotto gli scarponi. Le pozzanghere lungo il sentiero si sono indurite in una crosta di ghiaccio sottile e trasparente, che non cede sotto il peso delle galline. ​Il contadino si ferma sulla soglia della stalla, avvolto nel suo tabarro di panno pesante, con le mani infilate nelle tasche per difenderle dal primo vero freddo che morde la punta delle dita. Si china un istante a toccare con l'indice quella lastra di gelo sull'acqua, sentendo il freddo secco che gli brucia la pelle. ​"Quando la terra si stringe in questa morsa dura già nel mese dei morti, la stagione ha deciso di cambiare passo tutta in una volta. ​La gente pensa che il freddo arrivi sempre a piccoli passi, ma certe volte novembre picchia duro fin da subito, gela i solchi prima ancora che il grano abbia fatto in...