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Storiella con morale

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  Pensavo di andare solo a cena. Poi una frase di mio padre mi ha fermato. Sono entrato nel solito cortile mentre si accendeva la luce del portico. Quella luce gialla, sempre uguale, che cade sul cemento crepato e sfiora il cofano della macchina vecchia parcheggiata sotto l’albero. Per me ha sempre voluto dire una cosa sola: essere a casa. Mia madre è uscita prima che bussassi. Grembiule sporco di farina, viso acceso dal calore del forno. —La cena è pronta. Lo ha detto con la stessa voce di quando tornavo dagli allenamenti, con le ginocchia sbucciate e i calzini sporchi. L’odore mi ha avvolto subito. Il suo pasticcio di pollo, quello delle domeniche. Non lo mangiavo da anni, ma è bastato un attimo per tornare indietro. La cucina di sempre. I piatti diversi tra loro. I bicchieri di plastica. La risata di mio padre. E quella sensazione che il tempo fosse infinito. Mio padre stava apparecchiando. Capelli ormai quasi bianchi, pochi. Le spalle un po’ piegate. Ma quando si è avvicinato p...

Avvisi funebri (FC)

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 (originaria di Casotto)

La lunaria o la moneta del Papa

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La Lunaria o Moneta del Papa, è la magia d'argento dei giardini, la pianta misteriosa ed elegante che sembra catturare la luce della Luna e trasformarla in monete di madreperla. ​La Lunaria è una pianta dal fascino unico. In primavera si veste di fiori viola o purpurei profumati, ma la sua vera metamorfosi avviene a fine estate, quando i fiori lasciano il posto ai frutti: piatti, tondi e simili a medaglioni chiamati siliquette. ​Quando il frutto matura e secca, i due gusci esterni cadono rivelando la membrana interna: un disco sottilissimo, traslucido e madreperlaceo, che brilla al buio riflettendo i raggi lunari. Spezzando le siliquette secche, le monete d'argento rimangono attaccate ai fusti, creando composizioni floreali che possono durare per decenni senza mai perdere il loro splendore In Italia il nome comune deriva dalla somiglianza di questi dischi traslucidi con le antiche monete d'argento dello Stato Pontificio. Nel folklore contadino, regalare un mazzo di Lunaria ...

Sii luce

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  Sii la mano che non hanno teso con te. Dí la verità che a te hanno tenuto nascosta. Se hai subito ingiustizia: sii giusta, tu. Se hanno indossato una maschera, divieni trasparente. Dove hanno avuto paura, tu ama. Per quanto qualcuno abbia potuto non fare per te: sia ora la tua presenza un balsamo. Per le parole nere che ti hanno attraversato le orecchie e la pelle, fa ovunque incantesimi di magia bianca con il tuo dire benedetto. Il mondo non ha bisogno né della tua vendetta, né del tuo stare sulla difensiva. Sii quella luce che avresti voluto accendere quando eri al buio. Gloria Momoli 

La prima inaugurazione del Ponte di Roana

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Enzo Magnabosco  

La vignetta

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Chi è il "vero Leader"?

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“Abbiamo bisogno di leader forti per governare il mondo. Certo. Prima però dovremmo fare chiarezza sul concetto di grandezza e di forza. Grande è colui che cammina senza la necessità di calpestare gli altri. Grande è colui che cresce senza dover ridurre nessuno e che sa salire senza trasformare gli altri in gradini.  Oggi possiamo vedere molti leader mondiali che confondono il dominio con il valore. E il loro uso della violenza è la forma più alta di incompetenza. È l’incapacità di generare alternative, è la rinuncia al pensiero libero, alla visione guaritrice, alla responsabilità reale sul valore della vita.  Eppure li chiamiamo “uomini forti”, dimenticandoci che la vera forza non è quella che schiaccia, ma quella che solleva. Chi è veramente forte non umilia, al contrario riconosce, e non divide, ma costruisce ponti e riesce a includere.  Io credo ancora che sia possibile custodire la propria direzione senza perdere l’umanità lungo il cammino. Basterebbe anche solo tene...

Il fico

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  Il fico è il gigante dolce e nodoso dell'estate, l'albero antico che spacca la roccia con le sue radici e riempie l'aria di campagna con quel profumo inconfondibile, denso e lattiginoso. E' un albero scultoreo, dalla corteccia grigia e liscia. Le sue grandi foglie lobate, ruvide al tatto, rilasciano una linfa bianca e appiccicosa che porta con sé l'odore più puro del solleone. ​Ma la vera sorpresa del fico sta nel suo frutto. Quello che noi chiamiamo "fico" non è un frutto dal punto di vista botanico, ma una struttura cava chiamata sicono. I veri fiori della pianta sono minuscoli e nascosti all'interno di questa sacca verde o viola. Per essere impollinati, i fichi selvatici usano un patto di simbiosi unico con una minuscola vespa impollinatrice che entra da un microscopico foro al fondo del fico per compiere la sua missione. ​Il fico ci regala spesso due doni durante l'anno: i fioroni, che maturano a inizio estate sui rami dell'anno precedent...

Riflessione interessante

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El brìscolo

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  [Gianni Spagnolo©26H10] Sul brìscolo a se ghén briscolà tuti, … ancamassa ciò! Era forse il divertimento più diffuso ed accessibile, così che ce l’avevano un po’ tutti nelle pertinenze di casa. Complice la sua semplicità e versatilità in termini di struttura e materiali, ma soprattutto la giocosa ebbrezza che provocava. Non mancavano certo le travi a cui appenderlo. Intel bàito, intela téda, soto al portego  e, ovviamente,  sugli alberi. Erano parecchie le strutture che si prestavano all’installazione di questo semplice attrezzo, per il quale bastavano du sogàti e on toco de tola. E vanti a briscolàrse! Ne esistevano di tanti tipi e misure, di brìscoli , fatti con i materiali più disparati e non sempre adattati alla corporatura degli scapestrati utilizzatori, che spesso eccedevano l’età in cui briscolàrse  liberamente era ancora tollerato. Il mio brìscolo era appeso nel sottoscala prima e nel bàito poi, così non disturbava nessuno. Ce l’aveva costruito ...

Disse la canapa al lino: Quando tu ti consumi, io mi raffino

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  La grande cassa di legno vicino alla madia è aperta, e ne esce quel profumo antico di bucato fatto con la cenere. Il contadino allunga la mano all'interno ed estrae due teli piegati con cura: uno è di canapa grezza, ruvida al tatto, pesante e tessuta fitta; l'altro è una tela di lino sottile, morbida, che scivola tra le dita come acqua fresca. ​Li appoggia sul tavolo in noce, accarezzando la superficie della canapa. Quei segni sulla stoffa gli ricordano le mani di sua madre, che lavorava al telaio nelle lunghe sere d'inverno, quando il freddo bussava alle finestre. ​Sorride con una punta di nostalgia, rimirando la forza di quella fibra rustica che non si è mai arresa agli anni. ​"Questa tela la realizzò mia nonna quando era ancira una ragazza. Guardate il lino... bellissimo, finissimo, una gioia da toccare quando è nuovo. Ma usatelo, lavatelo dieci, venti, cinquanta volte... a furia di sfregare e di stare al sole s'assottiglia, perde corpo, fino a diventare un ve...

Ti sblocco un ricordo😊

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Un viaggio musicale

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Avvisi funebri (FC)

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Un sogno che si avvera

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  Malga Trugole torna a produrre formaggio: nuovi spazi e rilancio della tradizione casearia L’inizio della stagione di malga 2026 segna un importante traguardo per il Consorzio per la gestione del Demanio civico ed esercizio degli Usi civici di Rotzo – Pedescala e San Pietro . Con i lavori di ristrutturazione e adeguamento igienico-sanitario di Malga Trugole , realizzati durante il 2025, è stata creata una nuova cucina ad uso del malghese , sono stati rifatti gli impianti idraulici ed elettrici , sostituiti gli infissi e predisposti gli stabili per poter ottenere l’autorizzazione dell’ULSS alla produzione e lavorazione del latte . Grande soddisfazione per il malghese concessionario della struttura, Sebastian Toldo : «Per me è un sogno che si avvera. Fin da piccolo trascorrevamo con la mia famiglia le estati a Malga Trugole, a quel tempo in concessione alla famiglia Mosele di Asiago, aiutando nella gestione del bestiame e nella produzione del formaggio. La passione per la malga m...

Chiudere la bocca, salvare la salute

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Quando non si sta bene, specialmente quando accusiamo sintomi da 'sovraccarico', è utile per ristabilire l'equilibrio, chiudere la bocca. Trattiamo spesso il corpo come una macchina in fase lavorativa continua, ma nessun organismo vivente è sempre in fase di lavoro. Tutto il mondo, tutti abbiamo bisogno del riposo. Far riposare il sistema digerente con un pasto  liquido (brodo, minestra di verdure leggere o tisana) o mangiare poco poco non ci viene automatico. Eppure per rendere efficiente e scattante qualsiasi organismo, serve evitare 'ingolfamento'. Sintomi da 'ingolfamento': - lingua patinata di giallo - occhi che si incollano al mattino - alito pesante - non aver fame - testa piena o pesante  - croste dentro il naso  - gonfiore alle mani al mattino  - nausea - talloni duri e spessi Per preparare un buon inverno, serve pulire casa, alleggerire, liberare. Alla sera gustati una minestra di verdure, un brodo, un piccolo  frutto cotto,  oppure una tisana. Da...

L'edera

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  L'edera è il mantello eterno della campagna, la regina verde che sfida il tempo, la pietra e gli inverni. E' un arbusto rampicante caratterizzato da un'energia inesauribile. Si arrampica su tronchi, muretti a secco e antichi casolari usando piccole radici aeree trasformate in vere e proprie ventose, capaci di ancorarsi alla roccia più dura. ​A differenza di quanto si creda comunemente, l'edera non è una pianta parassita: non succhia, infatti, la linfa dagli alberi su cui sale, ma li usa semplicemente come supporto per raggiungere la luce del sole. Le sue foglie, coriacee e di un verde scuro brillante, nascondono uno dei segreti botanici più affascinanti, il fenomeno dell'eterofillia, ovvero la capacità di cambiare completamente forma a seconda dell'età e della posizione. Se osservate attentamente un'edera, noterete che le foglie in basso (quelle giovanili che strisciano all'ombra) hanno la classica forma a 3 o 5 lobi che tutti conosciamo. Ma quando la ...

Cent'anni fa nasceva il weekend

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Un Consumatore soddisfatto? - Una catastrofe!

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Un consumatore soddisfatto sarebbe una catastrofe per la società dei consumi, per la quale invece i bisogni devono essere sempre risorgenti, non devono avere mai fine; i consumatori devono essere insaziabili, alla perenne ricerca di nuovi prodotti, avidi di nuove soddisfazioni in un mercato che sforna continuamente prodotti nuovi e inediti.  Consumiamo ogni giorno senza pensare, senza accorgerci che il consumo sta consumando noi e la sostanza del nostro desiderio.  È una guerra silenziosa e la stiamo perdendo.  A volte sentiamo che la nostra vita è una corsa continua all'acquisto, al desiderio di avere qualcosa di nuovo, vero?  Ci convinciamo che il prossimo prodotto ci renderà più felici, più realizzati. Ma una volta ottenuto, il desiderio si sposta subito su qualcos'altro. Il sociologo Zygmunt Bauman, con la sua ineguagliabile acutezza nel leggere la società contemporanea, ci offre una riflessione che smaschera l'illusione di questa rincorsa. Egli ci sbatte in facc...

Cosa dobbiamo perdere?

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Non dovete perdere peso...  dovete perdere le pesantezze,  dovete togliervi di dosso  i chili di pietre che vi portate dentro,  le relazioni che non vi permettono  di restare in linea smagliante  con la vostra allegrezza.  Dovete smaltire i macigni che avete ingerito  collezionando paure e traumi  che nemmeno vi appartengono più,  dovete smetterla di pensare solo a bruciare calorie in eccesso  e iniziare a bruciare di calore,  sono gli affetti che ci tengono in salute  è il coraggio del bacio a mantenerci in forma  sono gli abbracci a far di voi persone di un certo peso. Dovete togliervi dalle tasche del cuore  le responsabilità che vi siete addossate per niente,  voi non siete il sogno di vostro padre da seguire vivo,  non siete le ambizioni che il vostro maestro si aspetta da voi,  dovete perdere il peso delle aspettative,  dovete avere il coraggio di inseguire solo i vostri sogni  anch...

Il caprifoglio

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 Il Caprifoglio è il bacio dolce della sera, l'intreccio romantico ed inebriante che si arrampica sui muretti di campagna, regalando un profumo di miele che si avverte da metri di distanza. ​E' una pianta rampicante, vigorosa e appassionata. I suoi fusti flessibili non usano viticci per aggrapparsi, ma avvolgono direttamente i rami, i cancelli o le pergole in una stretta salda e a spirale, quasi sempre in senso orario, seguendo il percorso del sole. ​I suoi fiori sono veri e propri capolavori della natura: tubolari, eleganti, con lunghi stami che sporgono come ciglia delicate. Cambiano colore man mano che maturano, passando dal bianco candido al giallo dorato o al rosa sfumato. Il nome popolare "caprifoglio" deriva dal latino caprifolium ("foglia da capra"), poiché le capre vanno ghiotte delle sue foglie tenere, mentre il suo nome inglese, Honeysuckle, richiama la dolcissima goccia di nettare che si nasconde al fondo di ogni fiore. Per la sua capacità di avv...

Povero tasso…

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Sappiamo tutti che durante la notte, fra le strade deserte dei nostri paesi, ci sono parecchi movimenti… Animali di ogni specie si aggirano indisturbati e vagano in cerca di cibo. Succede spesso però, che al mattino lungo i bordi delle strade, si trovino questi animali privi di vita, travolti dalle auto di passaggio. Forse abbagliati dai fari, attraversano incuranti del pericolo e così la loro fine è certa. Un mattino, trovando un tasso morto ai bordi della strada che va da Pedescala a San Pietro, mi sono rattristata per la sua fine e così gli ho dedicato qualche rima… Poro tasso… Poro tasso, che stanote te si passà e la strada te ghè traversà, no te podivi de serto savère come che te sarìssi ‘ndà a finire! Te sercàvi fursi da magnàre e intanto, tel to girare no te ghè capìo che gera pericoloso nare fora dal to stròso… Ogni note, in giro te ‘ndavi e ben atento, sempre te stavi, no te gavìvi tanta creansa te sercàvi de inpienàrte la pansa! Poro tasso, te sì longo e destirà te me fe prop...

La vignetta

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Una giornata da ricordare: festa per don Fernando!

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  È stata sicuramente una giornata piena di emozioni, quella che ha vissuto don Fernando Lorenzi il 9 agosto 2026, in occasione del 60° di ordinazione sacerdotale: era avvenuta il 7 luglio 1966, ma lui ha voluto festeggiare con famigliari e amici in una calda domenica d’agosto.  La celebrazione solenne è avvenuta alle 11:00 a San Pietro Valdastico e per l’occasione il coro che ha animato la liturgia è stato composto dalle tre parrocchie dove don Fernando presta il suo servizio: Pedescala, San Pietro e Lastebasse.  La messa, concelebrata da don Sergio Stefani e dal Diacono Secondo Lucca, è stata un ringraziamento a Dio per questi anni di sacerdozio che, come ha raccontato don Fernando durante l’omelia, sono stati pieni di doni in ogni parrocchia dove ha prestato il suo servizio. Ha raccontato di come la “chiamata” fosse arrivata in tenera età e di come abbia potuto studiare nonostante le difficoltà di quel periodo e l’emigrazione del padre. Ha poi elencato le parrocchie do...

La Festa dell'Emigrante

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  Video inviatemi  da Giampaolo Raccaro  che ringrazio

La passiflora: semplicemente stupenda!

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La Passiflora è la geometria sacra del giardino, una rampicante ipnotica che sembra scolpita dal pennello di un artista rinascimentale o custodita in un antico erbario di alchimia. Conosciuta da tutti come il "Fiore della Passione", è una pianta  vigorosa, con sottili viticci a molla con cui si arrampica tenace su reti, pergolati e cancelli. ​I suoi fiori sono veri e propri capolavori architettonici: un calice circolare sovrastato da una raggiera di filamenti sfumati di viola, bianco e blu, con al centro pistilli e antere giganteschi e geometrici. Ma oltre alla bellezza visiva, la passiflora nasconde nelle sue foglie e nei suoi fusti una quantità straordinaria di flavonoidi e alcaloidi arcanici, che la rendono uno dei più potenti sedativi naturali che il regno vegetale ci regali. • ​Il Simbolo della Crocifissione e i Missionari Spagnoli: Quando i Conquistadores e i frati francescano-gesuiti sbarcarono in Sudamerica nel XVI secolo, rimasero folgorati da questo fiore. Videro ne...

Festicciola in Contra' Lucca

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Domenica 16 agosto, alle  18,30 ci siamo ritrovati in largo Marconi dietro il Capitello per la festa della Contra'. Eravamo circa una trentina davanti ad un buffet freddo di tramezzini, anguria e melone, accompagnati da un abbondante ed ottimo prosecco, senza dimenticare le buone birre che i nostri compaesani ed amici del Belgio apprezzano. Tutto questo con semplicitá e la gioia di ritrovarsi insieme. Né la pioggia, né il vento hanno spento l'entusiasmo della festa! Il piano B era pronto: Abbiamo spostato tavoli e panchine sotto la pedana dietro casa e la festa ha proseguito, con musica e balli, felici di non avere abbandonato e di continuare la festa fino a tarda sera. Un immenso grazie agli organizzatori e un arrivederci al prossimo anno. Viva la Contra' Lucca!