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Le 5 direzioni

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  Ci sono momenti nella vita in cui ci sembra di correre senza sapere davvero verso cosa. Eppure, esiste una saggezza silenziosa che invita a rallentare e a osservare con più profondità. Guardare avanti non è solo progettare il futuro, ma avere il coraggio di scegliere una direzione con consapevolezza. Allo stesso tempo, volgere lo sguardo indietro non significa restare ancorati al passato, ma riconoscere le radici che ci hanno costruito, anche quando fanno male. Poi c’è quell’atto umile e spesso dimenticato di guardare verso il basso: un richiamo potente al rispetto, alla gentilezza, al peso delle nostre azioni sugli altri. Non siamo soli nel nostro cammino, e ciò che facciamo lascia sempre un’impronta. Guardare ai lati, invece, è un invito a riconoscere le presenze che condividono il nostro percorso, a non dare per scontata la compagnia, l’aiuto, l’amore. Infine, alzare gli occhi verso l’alto significa ricordare che esiste qualcosa di più grande di noi, una forza, una speranza, u...

Festa della Mamma a Forni

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El giro dele Contra'

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Il sistema educativo moderno

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  Circola questa vignetta satirica che critica il sistema educativo moderno, spesso descritto come un residuo dell'era industriale progettato per formare lavoratori obbedienti piuttosto che pensatori indipendenti. Il messaggio centrale dell'illustrazione evidenzia come la scuola possa agire come una catena di montaggio che: Svuota la creatività e l'intelligenza: I bambini entrano curiosi e pieni di vita, ma i tubi etichettati "Creatività" e "Intelligenza" mostrano questi tratti che vengono rimossi e gettati via come scarti. Promuove l'omologazione: Gli studenti escono tutti uguali, con lo stesso abbigliamento accademico e un'espressione di sfinimento o apatia, suggerendo una perdita di individualità. Privilegia la conformità: Il sistema viene rappresentato come una fabbrica che valorizza le risposte standardizzate rispetto al pensiero critico e alla risoluzione creativa dei problemi. L'illustrazioni è spesso utilizzata per avviare discussioni...

Il rospo? Un utilissimo amicone😊

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  Ogni rospo che trovi vicino alla porta di casa non è un animale disgustoso. È un predatore notturno che elimina tremila insetti al mese — e non ti ha mai chiesto nulla in cambio. Lascialo nell'angolo umido, e lui pattuglierà l'orto ogni notte meglio di qualsiasi trappola. Perché i rospi sono importanti: - Mangiano lumache, scarafaggi, formiche, larve di zanzara e grillotalpe — tutto in una notte - Cacciano in agguato con una lingua adesiva che colpisce in un decimo di secondo - Non danno le verruche — è un mito senza base. La pelle è velenosa per i predatori, non per le mani - Tornano ogni anno nello stesso metro quadrato — fedeltà assoluta al territorio Le guardie notturne del tuo orto. Lasciali in pace. Non sono interessati a te. 🐝💛

Avvisi funebri (FC)

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La vignetta

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L'etica

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L’etica non è una parola da manuale, non è qualcosa che sta chiuso nei libri o nelle aule universitarie. È molto più concreta, molto più scomoda. L’etica è quello che fai quando nessuno ti guarda. È la scelta di non approfittarti di qualcuno anche se potresti farlo senza conseguenze. È il momento in cui decidi se dire una verità che pesa o raccontare una bugia che ti semplifica la vita. È il modo in cui tratti chi non può darti nulla in cambio. Tutti pensano all’etica come a qualcosa di grande, quasi eroico. In realtà si gioca nelle cose piccole, ogni giorno. Quando restituisci un resto sbagliato invece di far finta di niente. Quando non rispondi con cattiveria anche se sei stato ferito. Quando ammetti un errore invece di scaricarlo su qualcun altro. E qui viene la parte meno romantica: l’etica costa. Costa tempo, costa fatica, a volte costa pure opportunità. Perché essere corretti non sempre conviene, almeno nel breve periodo. Ma è proprio lì che si misura tutto. Se fai la cosa giusta...

Il mercato di Arsiero ha 150 anni

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Flores Munari  

La pellagra

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La polenta di mais ha ucciso centinaia di migliaia di italiani. E nessuno ne parla come di una catastrofe — perché nel frattempo è diventata tradizione. Il mais non è padano. Non lo è mai stato. Prima del 1492 nelle campagne del Veneto, Lombardia e Piemonte si mangiava miglio, farro, orzo. Il mais arrivò dalle Americhe dopo Colombo, si diffuse nel XVI secolo e in pochi decenni soppiantò tutto. I motivi erano economici: il mais rendeva di più per ettaro, costava meno, sfamava prima. I proprietari terrieri ci guadagnavano. I contadini mangiavano quello che trovavano. E quello che trovavano, quasi sempre, era solo polenta. Il problema è che il mais — a differenza di miglio e orzo — non fornisce niacina biodisponibile se non viene trattato con acqua di calce, una tecnica che i popoli mesoamericani usavano da millenni, ma che in Europa non arrivò mai. I contadini padani mangiavano 2-3 chili di polenta al giorno e deperivano senza capire perché. Quel deperimento aveva un nome: pellagra. La ...

Chiodo d'oro

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Matthias Stefani - chiodo d'oro Un altro vero orgoglio della nostra Valle! https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/chiodo-d-oro-premiati-sergio-valentini-e-matthias-stefani/ Un elogio valoriale, un riconoscimento al futuro e alle migliori esperienze dell'alpinismo territoriale. Consegnato il Chiodo d’Oro della Sosat Trento, un incontro tra l'alpinismo giovanile e quello consolidato nel tempo, un filo di passione che attraversa le generazioni, nel segno di una passione per la montagna autentica e viva. Complimenti ai premiati: Sergio Valentini, nella categoria dei veterani, e Matthias Stefani , selezionato tra i giovani talenti. ph: Michele Purin

Esperienze forti

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Cogollo in fiore

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Dire, fare, essere Comunità solidale

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La vignetta

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