Capita a tutti...
Capita a tutti, ci sono giorni in cui non ci riconosciamo. Ci guardiamo allo specchio e ci sembra di vedere qualcun altro, ci vediamo stanchi, svuotati, lontani. Giorni in cui vorremmo sparire, prendere un treno qualunque, o restare nascosti sotto le coperte finché il mondo non smette di cercarci. Dentro è un casino, un miscuglio ingestibile di rabbia, malinconia, cinismo, paura, e quella solitudine sottile che a volte ci pesa addosso come un blocco di cemento. Allora ci scappa un “non sai che giornata di emme ho avuto”. E dall’altra parte, puntuale, arriva: “sapessi io”. E lì finiamo intrappolati in una specie di gara assurda a chi sta peggio. Una competizione di ferite, come se per essere ascoltati dovessimo per forza sanguinare di più. Intanto, dentro, cresce un giardino mentale fatto di erbacce, pensieri cupi, silenzi strozzati e parole mai dette. Poi ci stupiamo se non fioriamo più, se non ridiamo più o se non abbiamo più un sorriso da regalare né da accogliere. A volte sembriamo ...