Monte Maggio
Guardando le foto, la pace sembra assoluta. Quella croce bianca si staglia contro un cielo blu cobalto, quasi a toccare una piccola luna diurna. Le rocce sono antiche e le pinete di montagna respirano tranquille. Ma se queste pietre potessero parlare... Nel maggio del 1916, questo non era un luogo di contemplazione. Era l’inferno. La Grande Guerra infuriava e qui sul Monte Maggio, baluardo strategico, l’Esercito Austro-Ungarico lanciò la sua massiccia offensiva conosciuta come “Strafexpedition”, la “Offensiva di Primavera”. Volevano sfondare, scendere nella valle dell'Astico e prendere Vicenza, accerchiando l'intera armata italiana sull'Isonzo. Il Monte Maggio era il guardiano di quella valle. La "Chiave d'Oro", la chiamavano. Immaginate le trincee, non i muretti a secco rovinati dal tempo che si vedono oggi, ma postazioni di combattimento, rifugi scavati nella roccia e fango. Immaginate il boato dei cannoni che non si fermava mai, l'odore della polve...