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Ridatemi la mia vita

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L’ho pensato nei momenti più stancanti,  faticosi e dolorosi della mia vita… “ridatemi la mia vita”, e poi con un retrogusto agrodolce mi sono risposta poi “è già questa la mia vita”.  Eppure mi sentivo derubata di qualcosa... qualcosa che però era solo nella mia mente, nelle mie aspettative e nei miei progetti.  Come si dice, fare i conti senza l’oste, e l’oste quelle volte mi portava un conto salato.  Da quando faccio questo lavoro mi è capitato di ascoltare le vite profonde di tante persone e per molte di loro il conto da pagare è stato folle, la vita è stata crudelmente ingiusta, desolante, ma altrettanto terribilmente naturale...  Siamo noi che dobbiamo imparare a godere appieno di quello che viviamo nell’istante stesso in cui quel momento esiste, meravigliarci per ogni giornata in più che ci viene donata come un regalo sperato ma non scontato... La vita è questo... è anche questo.  Siamo funamboli incerti tra il guardare il vuoto sotto di noi o l’oriz...

Il Capanno

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  Sorge ancora là, sul limitare del campo dove la terra coltivata cede il passo al bosco di gelsi. A vederlo da lontano, con le pareti di legno scuro consumate dal sole e dalle piogge e il tetto di lamiera arrugginita, quel vecchio capanno porta attrezzi sembra quasi sorreggersi per abitudine. Eppure, per decenni, è stato il cuore del lavoro quotidiano, il rifugio sicuro durante i temporali improvvisi d'estate e il custode dei segreti della terra. ​Oggi il tempo ha imposto un ritmo diverso. I grandi lavori agricoli si fanno con macchinari moderni che non passerebbero mai da quella stretta porta di legno, e gran parte del capanno è scivolata in un sonno polveroso, popolato da ragnatele che brillano al sole e dal silenzio interrotto solo dal canto delle cicale. ​Nonostante il disuso, il vecchio contadino non ha mai voluto abbatterlo né abbandonarlo del tutto. Per lui, quel capanno non è un ammasso di legno vecchio, ma un pezzo della propria vita. ​Ogni tanto, nel tardo pomeriggio, si...

La vignetta

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Se è vero...

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Entri in una casa, qualsiasi casa. All’apparenza tutto è normale: stoviglie da lavare, tende abbassate, una TV che parla in sottofondo. Ma dietro le porte chiuse si consumano storie che non si vedono, dolori che nessuno racconta.  C’è la madre che rientra la sera e si siede un attimo sul letto. Le mani odorano di detersivo e la schiena le brucia di fatica. In cucina ha sorriso ai figli, ha chiesto “com’è andata a scuola?”, ma dentro sente solo il vuoto e la stanchezza. Poi un bicchiere cade a terra, si frantuma, e lei urla. Non era un urlo per il bicchiere, era un urlo contro tutto il peso che porta dentro. C’è il padre che di notte si rifugia in bagno con le bollette in mano, si chiede come dire alla famiglia che i soldi non bastano. Non vuole che lo vedano piangere. Pensa: “Che uomo sono se non riesco a proteggere la mia famiglia?” Al mattino si veste bene, si impone un sorriso e parla di calcio con i colleghi. Ma basta una parola storta perché esploda. Non ce l’ha con quella per...

Rinfresco i pensieri

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  Giornata calda, anche oggi restare in casa è l’unico modo per sopportare e non affaticarsi sperando in una tregua… Ma quando arriva la sera cerco in qualche modo di ristorarmi desiderando sollievo,  nella quiete della notte, percorro la strada  che oramai è silenziosa.. Anche i grilli hanno terminato il loro canto tutto è pace intorno,  soltanto  l’abbaiare di qualche cane,  rompe il silenzio, mentre cerco di rinfrescare i pensieri. E mentre ascolto le voci di fuori, sento la voce che ho dentro che parla al mio cuore, alla mia anima e sussurra  dolci parole  mentre i pensieri vanno… Respiro a fondo chiudo gli occhi e assaporo questi attimi preziosi mentre una lieve brezza scuote  leggermente le foglie dei tigli… Parlano le foglie mosse dal vento, raccontano di una calda giornata, ma ora si godono il ristoro  di questa notte d’estate,  chiacchierando fra di loro. Mi fermo, ascolto e conservo nei ricordi questi istanti di pura magia...

Quando alloggi le faine...bada bene alle galline

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Il vecchio contadino fa una smorfia amara, di quelle che gli solcano la fronte di rughe profonde. Con l'indice della mano destra indica un punto preciso della stalla, proprio là dove le assi di legno del pollaio si uniscono alla muratura di pietra. C’è una piccola toppa di lamiera inchiodata alla meglio, segno di una battaglia combattuta e persa contro la notte. ​Si sporge in avanti, appoggiando i gomiti sul tavolo, e abbassa la voce come se stesse rivelando un segreto pericoloso. ​"Se c'è un animale che il contadino teme più del lupo o della volpe, quella è la faina. La volpe prende una gallina perché ha fame, se la porta via e finisce lì. Ma la faina entra dal buco più piccolo, un buco dove non passeresti nemmeno un pugno, ed è mossa da una foga cieca. Ne uccide dieci, venti, tutto il pollaio, solo per il gusto di farlo, lasciandoti la mattina dopo con una strage e il cuore spezzato. Mio nonno mi afferrò per il colletto della camicia la prima volta che dimenticai il chia...

Inaugurazione nuova piazza a Forni di Valdastico

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Il Comune di Valdastico è felice di annunciare il completamento di un altro importante tassello del piano straordinario di riqualificazione delle nostre frazioni: i lavori nell'area circostante al monumento a Forni di Valdastico sono terminati! Anche questo intervento è stato interamente voluto, programmato e finanziato dall'Amministrazione Comunale con l'obiettivo di restituire decoro, bellezza e un punto di ritrovo sicuro e rinnovato alla comunità di Forni Valdastico. Per festeggiare insieme questo traguardo, vi invitiamo a partecipare all'inaugurazione ufficiale: 🗓 Mercoledì 22 Luglio 📋 IL PROGRAMMA DEL POMERIGGIO ⛪️ Ore 18:30 – SANTA MESSA Presso il parco a Forni di Valdastico. ✂️ Ore 19:15 – INAUGURAZIONE E BENEDIZIONE Taglio del nastro ufficiale e benedizione della Nuova Piazza a Forni di Valdastico (area adiacente al monumento). L'Amministrazione Comunale ringrazia sentitamente la Parrocchia di Forni di Valdastico e il Comitato locale per la preziosa e atti...

La sera sulla soglia

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Altri tempi... che io rimpiango!  

Festa di S. M. Maddalena a Forni di Valdastico

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  ✨ Pensavate fosse finita qui? Assolutamente no! ✨ La Sagra di Santa Maria Maddalena a Forni, Valdastico è pronta a regalarvi altre tre serate di musica, divertimento e tanta voglia di stare insieme! 🎶❤️ Ecco il programma del secondo weekend: 🎧 Venerdì 24 luglio – si accende la pista con DJ Pigiamascachi e DJ Panico dalle ore 22:00 🎉 🌴 Sabato 25 luglio – arriva l’energia dei The Jungle Shambles con il loro DJ set dalle ore 22:00 🪩✨ 🎵 Domenica 26 luglio – chiudiamo in bellezza con la serata live dei Ke Note dalle ore 21:00 🎶❤️ 👧🎨 E domenica il divertimento inizia già durante la giornata: truccabimbi dalle 12:00 alle 14:00 e laboratori creativi dalle 15:00 alle 17:00 per grandi e piccoli ospiti! 🌈🖌️ 🍽️ Naturalmente il nostro stand gastronomico sarà sempre operativo e, come da tradizione, la domenica non potranno mancare i nostri amatissimi dolci fatti in casa 🍰😋 🥳 Vi aspettiamo numerosi per vivere insieme anche questo secondo weekend di festa! ❤️✨

La vignetta

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Cosa si nasconde dietro ai nostri gesti?

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C’è un dolore silenzioso che si infila nei gesti di ogni giorno. Piccole cose, all’apparenza innocue, una sigaretta accesa, il telefono controllato di continuo, una risata forzata, un acquisto fatto tanto per... Ma dietro quei gesti c’è molto di più. C’è chi cerca un equilibrio. Chi prova solo a restare in piedi. Chi si aggrappa a qualcosa, qualsiasi cosa, pur di non crollare. C’è chi si abbuffa di notte, quando tutto è silenzioso e nessuno può giudicare. Dopo aver sistemato tutto, dato la buonanotte ai figli, chiuso la giornata con la spunta sull’ennesima lista di doveri. Brava. Sempre brava. Sempre in ordine. Ma dentro, vuota o stracolma. C’è chi fuma una sigaretta dietro l’altra, ma non è la dipendenza dalla nicotina, è bisogno di un conforto che non può più permettersi, di un “ciuccio” da adulto per calmarsi, per sentirsi al sicuro, per fare finta di avere il controllo. C’è chi tiene il telefono in mano tutto il giorno, come fosse un pupazzetto doudou. Quel giocattolo che i bambini...

Luglio poltrone porta la zucca col melone

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Il contadino sorride, appoggiando la schiena alla sedia con quel fare rilassato di chi si gode il fresco della sera dopo una lunga giornata nei campi. Guarda verso l'orto dove le grandi foglie ruvide delle zucche si allargano sul terreno, quasi a voler nascondere i frutti tondi che crescono vicini a quelli più chiari e profumati dei meloni. ​Accarezza con pigrizia la sua barba, pensando. ​"Questo è un proverbio che nasconde una grande verità sulla fatica e sul riposo della terra. Dalle nostre parti lo dicevano sempre quando il caldo di luglio si faceva così pesante da toglierti le forze. A luglio, il caldo picchia talmente forte nelle ore centrali del giorno che persino la terra sembra volersi fermare. Gli animali nella stalla non si muovono, le foglie delle viti si accartocciano per difendersi dal sole e anche l'uomo più laborioso deve arrendersi: dalle dodici alle tre del pomeriggio non si può stare sotto il sole diretto, bisogna mettersi all'ombra del portico. La na...

La vignetta

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Esperienze importanti

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La scorsa settimana, quarantaquattro ragazzi della Val D’Astico hanno avuto l’opportunità di partecipare a un Campo estivo Parrocchiale a Rotzo.  Sappiamo bene che queste esperienze contribuiscono alla loro crescita, allo stare insieme, al condividere, ad aiutare e anche ad arrangiarsi senza i genitori.  Chi organizza queste giornate, non perde di vista  tutto quello che si può fare insieme, tenendo presente la diversità degli individui e le tante difficoltà che ci possono essere nella condivisione di spazi e momenti. Diciotto gli animatori che con la supervisione di don Agostino, si sono preparati nei mesi scorsi, ognuno con le proprie capacità e le doti particolari, cercando di fare un programma vario e ricco, ma tutti sapendo di essere un punto di riferimento per i ragazzi, dando loro l’esempio e sostenendoli nelle difficoltà.  Ma c’è un settore che ha bisogno di persone adulte disponibili e preparate che si prestano per preparare i pasti alla truppa sempre affama...

Flessibilità

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“Quella durezza mi ha formato” è una frase che sentiamo dire continuamente e che spesso, in modi diversi, diciamo anche a noi stessi. Perché quando cresciamo dentro esperienze molto rigide, severe, fredde o emotivamente pesanti, a un certo punto il nostro cervello prova naturalmente a dare a tutto questo un significato che sia più sopportabile. E allora iniziamo a raccontarci che quella durezza ci ha resi forti, che ci ha costruiti, che in fondo ci ha fatto bene. Anche perché spesso è meno doloroso pensare “mi è servito” che fermarsi davvero a sentire quanta sofferenza ci hanno lasciato certe esperienze, quanto ci hanno fatto sentire soli, sbagliati o costretti a crescere troppo in fretta. E sia chiaro, questo non significa negare che dalle esperienze difficili possano nascere anche risorse importanti, ci mancherebbe. Ci sono persone estremamente profonde, autonome, responsabili, capaci di reggere tanto proprio perché hanno dovuto farlo. Ma il punto è che noi spesso facciamo una grande...