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Sentirsi visti, capiti, amati

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Per tanti anni ho creduto che se una persona si sente davvero vista, capita e amata, prima o poi qualcosa dentro di lei si sciolga e smetta di dover tenere tutto sotto controllo, di proteggersi da ogni possibile ferita e si conceda finalmente di essere autentica. Non è una cosa che ho imparato all'università. La pensavo molto prima di studiare psicologia. L'ho sempre pensata. Forse perché sono una di quelle persone che, davanti ad un comportamento difficile, tende spontaneamente a chiedersi cosa ci sia sotto. Se qualcuno si arrabbia, si chiude, diventa freddo, aggressivo o distante, il mio primo pensiero raramente è stato: "Che persona antipatica". Mi viene molto più naturale chiedermi che cosa stia succedendo dentro quella persona, quale ferita stia cercando di proteggere, quale dolore stia cercando di non sentire. Per molto tempo ho creduto che bastasse questo. Che se ami abbastanza, comprendi abbastanza, resti abbastanza, prima o poi l'altro si sentirà al sicur...

Piange la montagna

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  Piange la montagna, sfregiata nei suoi fianchi. Strappati alberi e arbusti, morsi da un audace mostro che divora ghiaia e sassi. Colpita da proiettili di ferro ed esplosivi, il vento afferra la polvere per poi posarla a terra. Convogli di ferro, in continua processione, fanno rimbombare le strade, disegnando muri e pianure di bianco polveroso. Ahimè! La gente stanca subisce l'odioso plagio di questo... bel lavoro. ✍️ Autore:   Francesco Lorenzi

Il mitico triangolo! E che comodo...

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La vignetta

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Se è vero purtroppo...!!!

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A volte si comincia con un cucchiaino di gelato. Doveva essere solo uno. Poi diventano due. Poi ci ritroviamo con la vaschetta in mano. Oppure prendiamo un pezzetto di pane mentre prepariamo la cena, un grissino passando dalla cucina, un biscotto mentre stiamo vedendo un film. Tanto è solo uno. Poi ne prendiamo un altro. E un altro ancora. Quando ci fermiamo, ci accorgiamo che è finito un altro pacco. Quella che doveva essere una piccola eccezione è diventata un'altra abbuffata. Il senso di colpa arriva quasi subito. "Non dovevo farlo". "Possibile che non riesca mai a controllarmi?". "Da domani basta davvero". E così finiamo per convincerci di aver deluso, ancora una volta, la persona con cui sarà più difficile fare pace: noi stessi. Ci eravamo ripromessi che questa volta sarebbe andata diversamente. Avevamo fatto la spesa con tutte le buone intenzioni, deciso che saremmo stati più attenti e convinti che questa sarebbe stata la volta buona. Eppure quas...

Un gesto vile che fa male a tutta la nostra Comunitá

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Ieri il Sindaco Claudio Sartori e due volontari si sono recati al Baito di Isacco per verificare i danni dell'atto vandalico subito questa notte. Tutti i vetri sono stati distrutti. Una struttura rimessa a nuovo con impegno, fatica e cura negli ultimi anni — situata in un luogo simbolo del nostro territorio, ai piedi della celebre Ferrata delle Anguane e di fianco alla Panchina Gigante — è stata preso d'assalto da incivili. Rabbia e sdegno, ma anche tanta determinazione: siamo già al lavoro con le forze dell'ordine per individuare i responsabili. Un grazie di cuore ai volontari sempre in prima linea. Valdastico non si fa abbattere da chi sa solo distruggere: ripristineremo tutto nel più breve tempo possibile! 

Nuvole di luglio, presto fa tafferuglio...

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Il nostro contadino ferma per un istante il movimento della pietra sulla lama. Si alza di scatto, fa due passi verso la porta spalancata e alza gli occhi al cielo. L'aria del primo pomeriggio è densa e immobile, carica di quel vapore che fa appiccicare la camicia alla schiena. All'orizzonte, sopra la cresta lontana dei monti, si stanno alzando rapidamente quei grandi nuvoloni bianchi e gonfi che in basso sembrano panna, ma che dentro si tingono di un grigio plumbeo e minaccioso. ​Annuisce lentamente, con lo sguardo fisso su quei torroni di vapore che si gonfiano a vista d'occhio. ​"Eccole là.  Mia madre non sbagliava mai: quando vedeva quelle torri bianche salire d'impatto nel cielo caldo di questi giorni, rincorreva i pulcini nell'aia e urlava a tutti di mettersi al riparo. ​A luglio il cielo non scherza. Non è come in primavera, che le nuvole arrivano lente, portano due gocce d'acqua e se ne vanno via col vento. Quando fa questo caldo da spaccare le pietr...

La vignetta

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Un incoraggiamento gentile

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Ci sono momenti in cui anche solo guardare ciò che dobbiamo fare ci stanca. Non abbiamo ancora cominciato, e siamo già esausti. Ci diciamo che basterebbe un po’ di forza di volontà, ma dentro sappiamo che non è quello. È qualcosa di più sottile e più profondo. Succede quando il compito davanti a noi è troppo grande, troppo disordinato o troppo incerto. Una casa che sembra non finire mai, documenti accumulati, scelte rimandate… Guardiamo tutto e non riusciamo più a trovare un punto da cui iniziare. Così la mente si blocca. Il cervello, davanti a qualcosa che percepisce come eccessivo, confuso o ingestibile, fatica a organizzare un primo passo e finisce per fermarsi. È lo stesso istinto antico che un tempo ci faceva restare immobili davanti a un pericolo. Solo che oggi la “tigre” ha la forma di un armadio pieno, di una scrivania caotica, di mille cose lasciate in sospeso. Per qualcuno è la casa che si è riempita troppo, per altri una casella di posta intasata, un progetto da chiudere, un...

Ampliamento "Casa Nostra" Valdastico

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Per Santa Maddalena si taglia l'avena

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Il contadino alza lo sguardo verso il lunario appeso al muro di fianco alla madia, poi abbassa gli occhi e fa un piccolo cenno d'intesa con la testa. Prende una pietra da affilare dal cassetto del tavolo, ormai consumata dal tempo e comincia a farla scivolare ritmicamente sulla lama della falce appoggiata sulle sue ginocchia, scric, scric, scric. ​"Ah, la Maddalena... il ventidue di luglio. Se guardate fuori, la terra in questi giorni sembra quasi di metallo fuso da quanto brilla sotto il sole. Per il contadino questo non è un giorno qualsiasi del calendario, è una tacca precisa che la terra ti segna sulla pelle. Mio padre non guardava mai l'orologio, ma quando arrivava la festa di Santa Maddalena metteva la mano sulla spalla a me e ai miei fratelli e diceva che era il momento perfetto per tagliare l'avena. ​L'avena è un cereale fiero ma delicato. Non è come il grano duro che sa aspettare qualche giorno in più sulla spiga. L'avena matura in fretta sotto il gran...

L'inaugurazione della piazza a Forni

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Il Monte Summano dalla croce del Toraro

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Foto Anna Ongaro

Gli Orizzonti della Poesia

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Come fosse facile uscirne illesi, trovare la strada che porti al centro  senza inciampi e inciampare comunque nell'ultimo istante prima di arrivare. Com'è dura sentirsi scivolare al suolo e non darlo a vedere,  fingere una ripresa immediata mentre  dentro è una caduta libera,  tirare su col naso e andare avanti. Avanti e non sai dove. Perché nessuna direzione è la direzione giusta, non è quello che vuoi.  Cosa vuoi? A saperlo...  Come fosse facile fidarsi sino in fondo, dare l'anima per un mezzo sorriso  che non vale nulla e volerlo ugualmente.  Sono troppo vecchia per tutto e non capisco perché la mente  continua ad elaborare sogni. Finirò per crederci ancora... Francesca Stassi

La vignetta

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