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Forse abbiamo frainteso che cosa significa essere forti

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Per molto tempo ci è stato insegnato che essere forti significa non mostrare debolezza. Resistere a tutto, non piangere, non chiedere aiuto e continuare ad andare avanti anche quando dentro qualcosa si sta spezzando. È un'idea che attraversa molte culture e che, ancora oggi, influenza il modo in cui giudichiamo noi stessi e gli altri. Molte culture dei Nativi del Nord America conoscevano bene il coraggio. La loro storia è fatta di prove, di adattamento, di perdite e di grandi sfide. Ma il coraggio non consisteva soltanto nell'affrontare un nemico. Era anche la capacità di rimanere fedeli ai propri valori, di accettare il dolore senza lasciarsi consumare dall'odio e di continuare a prendersi cura della comunità anche nei momenti più difficili. Forse è proprio qui che il significato della forza cambia profondamente. Essere forti non significa diventare insensibili.  Significa permettere alle ferite di insegnarci qualcosa senza trasformarle in muri che ci separano dagli altri....

Perché in menopausa s'ingrassa?

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La specie umana ha sviluppato strategie di sopravvivenza uniche. 1 - Bambini che nascono prematuri e che devono essere accuditi per molti anni. Questo per permettere al nostro cervello di svilupparsi completamente. La maturazione completa avviene intorno ai 22 anni. 2 - La vita che continua per molti anni (30-40 anni) anche dopo la fine del periodo riproduttivo. La donna 'anziana' era una risorsa importante per la sopravvivenza della tribù.  Era detentrice di conoscenze importanti per la vita del suo clan.  In quel periodo della  'menopausa' la donna non doveva allattare, non doveva creare vita dentro sé, aveva meno bisogno di 'nutrimento' calorico. Bastava mantenere il tono muscolare e il cervello attivo. Ecco che in menopausa serve molto meno cibo e servono più proteine e grassi buoni. Con la fine del ciclo, il dispendio energetico diminuisce.  Con la fine del ciclo serve mangiare meno, ma con più attenzione alla qualità e alle proteine. Ecco che un digiuno in...

L'estate muore sempre annegata

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Il profumo dell'erba bagnata e della terra inzuppata sale forte dal giardino, mentre i primi goccioloni pesanti d'inizio autunno continuano a tamburellare con ritmo fitto e regolare contro le tegole del portico. Il cielo, che fino a ieri pareva un mantello d'azzurro senza una sola piega, adesso è un'unica pennellata di grigio scuro che si fonde con la cima dei monti lontani. ​Il contadino se ne sta al riparo sotto la tettoia della legnaia, guardando l'acqua che scende a secchiate dalle grondaie e va a formare piccoli ruscelli scuri lungo i solchi dell'orto. Si stringe nel suo panciotto, provando quel primo piacevole brivido di fresco che fa venire voglia di accendere il camino dentro casa. ​Il terreno che beve ora acqua in abbondanza. ​"Potete stare a guardare il sole finché volete e sperare che il tepore duri ancora un giorno, ma la stagione bella non se ne va mai via a passo lento, con garbo o in punta di piedi. No, l'estate finisce sempre così, tra i...

La vignetta

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Ostello delle Anime perse - interessante e vera -

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Ci sono persone che, senza saperlo, diventano l’ostello delle anime perse. L’idea mi è venuta in seduta, parlando con una mia paziente. Un po’ sorridendo e un po’ dicendolo sul serio, le ho detto: “Vedo che ha smesso di essere l’ostello delle anime perse”. E tutte e due abbiamo capito immediatamente di cosa stavamo parlando, perché certi nomi mi vengono in mente così e, in un istante, mettono a fuoco anni di storia… L’ostello delle anime perse è quella persona che tiene sempre acceso il lume alla finestra e che, in qualche modo, trova posto per tutti: per chi è ferito, per chi è confuso, per chi è in crisi, per chi si è perso e per chi arriva tardi, scarico e pieno di pesi… Non parlo soltanto di chi costruisce relazioni sentimentali basate sul salvataggio, come accade con chi adotta “orfanelli emotivi” o si sente custode cronico delle fragilità altrui. Parlo di qualcosa di più ampio e diffuso, di chi lo fa un po’ con tutti. Con l’amico sregolato che chiama nel momento peggiore, con il ...

Su cosa si basa l'essere soddisfatti e felici?

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Sul senso della vita.  Avere un senso, un motivo valido dona via, scopo, motivazione, spinta, forza. Quali sono le caratteristiche principali che definiscono il senso?  Eccole, sono 4:  - Significatività (sono o faccio la differenza per qualcuno, che sia figlio, nipote, amico, un'altra persona, un animale, ambiente. Quello che facciamo non è irrilevante, ma rappresenta una differenza, fa la differenza. - Appartenenza (ho un posto): la sensazione di avere un proprio posto nel mondo. - Coerenza (ho capito che certe cose dipendono da certi fatti) : quello che avviene nella nostra vita ha un senso logico, è qualcosa che quadra.  - Orientamento: so quali sono i miei sogni e dove voglio arrivare,  ho uno scopo e lavoro per arrivarci. E' importante sapere  quali sono i valori e gli obiettivi a cui si tendere. Abbiamo  bisogno di sapere che la nostra vita ha senso. (Tatjana Schnell) Vivi, qualsiasi sia la tua vita  È la tua opportunità Tu ne sei il protag...

Gli Orizzonti della Poesia

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Sospesa come foglia sul ramo,  ma non è ancora autunno e  nulla  lascia presagire al cambio di stagione.  Cosa rimane di giorni senza futuro  quando manca il respiro e ti senti morire  senza riuscire ad andare via.  Sospesa nel tempo di mezzo  mentre un alito di vita attraversa la stanza  e mi sorride... Francesca Stassi

1a edizione walking festival

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Processo par na brocca

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La vignetta

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Cambiare il modo di vedere

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La sofferenza più profonda non nasce sempre da ciò che un genitore ci ha fatto, ma dall’attesa di vedere, un giorno, quella porta aprirsi e trovare davanti la persona che abbiamo sempre sperato di avere. Restiamo in cerca di una parola, di una carezza, di uno sguardo che dica “ti vedo”. Continuiamo a sperare che, prima o poi, ci riconosca davvero. La ferita più dolorosa è questa, capire che il genitore che avrebbe dovuto essere casa, riparo e braccia aperte forse non è capace di esserlo. Non perché noi valiamo o non valiamo, ma perché dentro di lui o di lei mancano gli strumenti per costruire quel tipo di presenza. Accettare questa realtà non significa dire che il dolore non c’è stato. Significa smettere di restare seduti accanto a una finestra chiusa, aspettando un passo nel corridoio che forse non arriverà mai. Finché restiamo aggrappati all’immagine del genitore ideale, inseguiamo un miraggio nel caldo dell’asfalto. La svolta arriva quando smettiamo di bussare a una porta che non si...

Forte Cornolò

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Forte Cornolò (a quota 544 m, sopra Arsiero, all'imbocco della Val di Rio Freddo e Val Posina) è un luogo dalla storia breve, ma intensa.   ​La costruzione (1909-1914): Fu edificato dal Regio Esercito Italiano poco prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Era un'opera di sbarramento del II Settore Arsiero, progettata per bloccare un'eventuale avanzata austro-ungarica dai valichi di confine.   ​Per l'epoca rappresentava un modello tattico molto moderno. Era armato con 4 cannoni da 75 mm protetti da cupole corazzate leggere e 4 mitragliatrici in casamatta per la difesa ravvicinata.   ​Il primo anno di guerra (1915-1916): Rimanendo alle spalle della prima linea, non fu direttamente coinvolto nei grandi duelli d'artiglieria dei primi mesi, fungendo principalmente da presidio di fondovalle. ​Nel maggio 1916, durante la temibile Spedizione Punitiva austriaca, le truppe imperiali avanzarono travolgendo le posizioni italiane. Prima di abbandonare il forte, ...

Un carro di lamenti non paga un euro di debiti

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  Il cigolio continuo di una ruota di legno priva di grasso rompe la calma nella stradina di campagna, portando con sé il suono stanco di qualcuno che s'avvicina mugugnando a ogni passo. Un contadino della valle più lontana cammina lentamente, trascinando un carretto mezzo vuoto e continuando ad imprecare contro il tempo, contro la tassa del mulino, contro la sorte e contro il prezzo della biada che continua a salire. ​Il nostro contadino, seduto sul muretto a secco dell'aia mentre raschia via il fango secco dagli attrezzi della giornata, si ferma un momento ad ascoltare quella litania di lamentele che si perde lungo il sentiero fino alla curva del bosco, poi scuote la testa con quel suo solito sorriso amaro e disincantato. ​Riprende a pulire la lama di ferro, facendo cadere la terra secca nell'erba con colpi secchi e precisi. ​"Quello lì sono vent'anni che lo vedo passare, ed è sempre la stessa solfa. Se piove si lamenta che c'è il fango, se c'è il sole di...

I "settembrini"

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Gli aster o settembrini sono l'ultimo grande fuoco d'artificio del giardino, simili a margherite che esplodono in mille sfumature di viola, lilla e rosa proprio quando l'estate saluta e la campagna comincia a vestirsi d'ombra. ​Dal greco "stella", gli Aster sono erbacee perenni di una generosità sconfinata. Formano cespugli fitti, verdeggianti che per tutta la primavera e l'estate rimangono discreti, quasi a voler passare inosservati. ​Poi, puntualmente, tra la fine di agosto e l'intero mese di settembre, scatenano una fioritura spettacolare: centinaia di piccoli capolini stellati dal centro giallo dorato, circondati da petali che variano dal viola profondo al blu lavanda, dal rosa magenta al bianco candido. • ​Le lacrime d'Astraea e le stelle della terra. Nella mitologia greca, si racconta che la dea Astraea fosse così addolorata nel vedere la Terra priva di stelle durante le notti più buie da scoppiare in un pianto dirotto. Le sue lacrime, cadend...

Non distribuire fiducia senza misura

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  Ci sono momenti in cui capisci che il silenzio è più sicuro delle spiegazioni e che la fiducia, quando la distribuisci senza misura, diventa un rischio che paghi caro. Crescendo impari che non tutti vogliono capire davvero, molti preferiscono giudicare da lontano perché è più semplice che mettersi in discussione, ed è più comodo parlare che ascoltare con attenzione. Ti accorgi che chi accusa spesso lo fa per coprire le proprie fragilità, mentre chi comprende ha lo sguardo più quieto e meno rumoroso. Allora inizi a scegliere con più cura le tue parole e soprattutto le persone a cui affidarle, perché non tutto merita di essere spiegato a chi ha già deciso di non capire.  Fidarti di te stesso non è chiusura, è protezione consapevole. È sapere che la tua coerenza vale più dell’approvazione di chi osserva solo per trovare un difetto. E quando smetti di cercare consenso, scopri una libertà che nessun giudizio può più toglierti.

Passato il lampo, ritorna il buio

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Un lampo improvviso, d'un bianco accecante, spacca a metà il cielo plumbeo sopra la dorsale della montagna, illuminando a giorno ogni singola pietra del muretto, ogni foglia del pioppo e persino i contorni più lontani della vallata. Poi, prima ancora che il rombo del tuono finisca di far tremare i vetri delle finestre, la luce svanisce di colpo, inghiottita da un'oscurità ancora più fitta e densa di quella di prima. ​Il vecchio contadino resta fermo sul pianerottolo di pietra, tenendo al riparo con la mano la fiammella tremolante della lanterna per non farla spegnere dal soffio del vento. Gli occhi si devono riabituare a quel buio pesto, ma il suo passo non tentenna di un millimetro. ​Aspetta paziente che il rimbombo dei tuoni si allontani tra le valli, poi riprende a camminare con fermezza. ​"La gente che non conosce la natura si fa abbagliare dalle grandi luci. Quando il cielo si accende in quel modo, tutti restano a bocca aperta, convinti che la notte sia finita o che l...

A settembre pioggia e luna... è dei funghi la fortuna!

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  Un vento fresco e profumato di terra bagnata penetra fin dentro il folto del bosco di castagni. Il terreno, morbido sotto gli scarponi, cede appena a ogni passo. E' ricoperto da un tappeto di foglie ingiallite che conservano tutto il calore dei giorni passati. ​Il contadino si china piano vicino al tronco di un vecchio albero piegato dal tempo. Con le dita  scosta un velo di foglie bagnate e scopre una piccola cappella marrone che spunta con forza dalla terra nera e lucida di rugiada . ​Lo stacca con una leggera torsione del polso per non rovinare il micelio sotto, lo pulisce con un soffio leggero e se lo avvicina al naso per sentirne quel profumo inconfondibile di sottobosco e d'autunno. ​"Guarda qua che meraviglia. Ieri non c'era niente e stamattina il bosco si è riempito di vita. Ma non è un caso, né una magia venuta dal nulla. Questo è il regalo che la natura fa quando il cielo e la luna si mettono d'accordo per fare le cose per bene. Mio padre, quando vedeva...

Pedescala - il gusto di coltivare - mostra mercato

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Ultima, ma non per importanza, arriva la nostra splendida sagra di settembre: IL GUSTO DA COLTIVARE!  Vi aspettiamo il weekend del 19-20 settembre... Stesso posto, stessa gente, atmosfera differente!  La nostra cucina sta già elaborando il menù: curiosi? Ve lo sveleremo più avanti... Tenetevi pronti!  Naturalmente non possono mancare gli eventi caratteristici di questa sagra: la MOSTRA MERCATO e i GIOCHI MANUALI de na volta... Non potete mancare! 

Ocio ca te conto... parlare a vanvera

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Ogni erba conta

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  Nel mio orto/giardino, ogni erba conta. L'erba è tagliata solo nelle zone di passaggio, ma tutto attorno e dove possibile, l'erba cresce liberamente. Lascio tempo e spazio alla terra di fare ciò che vuole e osservo le varie botaniche alternarsi nella stagione e gli insetti fare scorpacciata di cibo. In una piccola zona molto al sole, in questo periodo, domina la mentuccia comune. Non è ordinata ed elegante, cresce sparando rametti carichi di piccoli fiori bianchi come tante braccia, ma è un parco giochi di insetti e farfalle. Nelle ore più assolate del primissimo pomeriggio,  quando tutti sono a letto a riposare, io mi siedo accanto a questo pezzetto di mondo. Il via vai di animali è straordinario. Piccoli grilli parlano tra di loro, alternandosi nel loro leggero frinire, api e altri insetti impollinatori volano sui fiori ronzando piano con le loro piccole ali, e le farfalle?  Ho contato almeno 5 farfalle in pochissimo tempo. Viola, gialle, bianche. Ecco cosa è questo p...

La Seconda

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Marciarosa

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La vignetta

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Non tutto ha bisogno di un commento

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Basta con questa storia del “te lo dico perché sono onesto e ti dico la verità”… 1. Te l’ho chiesta? 2. È il momento giusto? 3. Lo stai dicendo per me o per te? 4. Conosci la differenza tra brutalità, sincerità e maleducazione? 5. I modi contano eccome. 6. La tua affermazione serve a qualcosa? 7. Sai che puoi anche tacere? Non devi dire sempre tutto, soprattutto se non richiesto. 8. La sincerità brutale è cattiva. Addolcire i toni non cambia la sostanza. 9. Come reagiresti alla stessa affermazione fatta a te da un’altra persona? 10. De André cantava:     “… Si sa che la gente dà buoni consigli     sentendosi come Gesù nel tempio     si sa che la gente dà buoni consigli     se non può più dare cattivo esempio…”. Non sempre le persone vogliono risposte o consigli (noi per primi, se ci pensiamo bene). A volte vogliono solo tempo per elaborare ciò che provano, senza il peso di opinioni esterne. Non dobbiamo dimenticare che non tutto ha bisogno di un c...

I tetti dell'Altopiano

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  Vi siete mai chiesti perché, un tempo, i tetti dell’Altopiano di Asiago fossero ricoperti di paglia? Nelle antiche contrade dell’Altopiano, la casa nasceva da un rapporto diretto e intelligente con il territorio. La paglia di segale, oltre a essere legata all’economia agricola locale, veniva riutilizzata come copertura per i tetti che dovevano avere forte pendenza. Una scelta dettata dalla disponibilità delle risorse poco costose e dalle esigenze climatiche di un territorio caratterizzato da inverni rigidi e abbondanti nevicate. Aristide Baragiola, nella sua opera del 1908 La casa villereccia delle Colonie Tedesche Veneto-Tridentine, documenta questa architettura rurale, caratterizzata da tetti fortemente inclinati e dall’impiego di materiali reperibili localmente. Una testimonianza preziosa di un modo di costruire in cui nulla era casuale e ogni risorsa veniva utilizzata con sapienza. Questo scorcio dell’antico forno, ci riporta idealmente a quel mondo. Il forno non era soltanto...

Gengive che si ritirano

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  La paradontosi o paradontite è una malattia infiammatoria della bocca e dei denti a causa dell'accumulo di tartaro e flora batterica anomala. Si manifesta con alito cattivo, retrazione delle gengive, a volte sanguinamento. Oltre che l'igiene corretta, la pulizia e l'intervento del dentista si può rallentare il processo e fermare l'infiammazione con le piante. Schema di trattamento della paradontosi: 50 gocce al mattino di betulla p. gemme. 50 gocce alla sera di quercia gemme. Dopo ogni pasto sciacquare la bocca con 25 gocce di piantaggine, e  usare un collutorio a base di tea tree.  Se c'è stomatite, aggiungere 25 gocce di calendula tm per gargarismi. La salute è un bene prezioso e dipende grandemente dalla salute della bocca. (Max Tetau, Claude Bergeret - La nuova fitoterapia). Elettra Erboristeria 

50esimo della Proloco di Pedescala

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La vignetta

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La sobrietá

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E SE LA SOBRIETA' CAMBIASSE IL MONDO? Ripropongo una delle "virtù" per me più importanti, predicata e poco praticata.... Nell’epoca degli eccessi, della competizione mediatica a chi grida più forte e la “spara” più grossa, della visibilità a tutti i costi, della logorroica “piazza” virtuale di Facebook, delle fila chilometriche per acquisire l’ultimo smartphone, può tornare la voglia di sobrietà? Soltanto chi si trova nelle condizioni di disporre molto più del necessario e quindi conosce e pratica l’eccesso può avvertire, in una certa fase della sua vita, la necessità di assumere un comportamento più sobrio.  È questo di fatto quello che successe ad Alvise Cornaro, l’autore del fortunato testo Vita sobria (1558), ripreso qualche anno fa dal giornalista scrittore Manlio Brusatin, a cui viene fatta risalire l’origine della trattazione teorica di questa “utile virtù”. In questo testo infatti, l’autore, che ha vissuto per metà della sua vita nell’agio, disponendo e consumando...

L'Erica

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  Amo definire l'Erica il mantello incantato delle brughiere, la pianta selvatica e fiera che sfida il freddo, dipingendo colline e boschi di sfumature rosa, viola e porpora quando la natura inizia a sopirsi. ​L'Erica è un piccolo arbusto sempreverde della famiglia delle Ericaceae. Cresce in folti cespugli ricoperti da minuscole foglie aghiformi e da una cascata di piccoli fiori a forma di campanella, che vanno dal bianco candido al rosa sfumato, fino al porpora più intenso. ​È una pianta incredibilmente robusta, capace di prosperare nei terreni più acidi, rocciosi e poveri di nutrimento, dove poche altre specie riuscirebbero a sopravvivere. Fiorisce spesso tra la fine dell'estate e l'autunno (molte specie persino in pieno inverno), diventando una pennellata di colore vivace nel paesaggio grigio della stagione fredda. •  ​La rara Erica bianca e la fortuna scozzese. Nelle Highlands, l'Erica rosa è abbondantissima, ma quella bianca è molto rara e preziosa. Una celebre...

Fasci di luce sul Pasubio

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