Tutti uguali
Liberté, Égalité, Fraternité… Motto che si vuole rappresenti i valori cardine della Rivoluzione Francese e della moderna democrazia occidentale, sancendo il passaggio da sudditi a cittadini. Difficile tuttavia conciliare libertà ed uguaglianza, ancor meno pretendere la fraternità, che è un'aspirazione etica non imponibile per legge. Quest’aulico concetto mi sovviene spesso quando guardo banalmente un campo di grano o di mais della moderna agricoltura. Steli rigorosamente uguali, della stessa altezza e struttura, a perdita d’occhio come la tavola d’un biliardo. Nessun fusto che emerga, nessuno che si ritragga, nessun’altra erba o fiore a disturbare l’uniformità del campo, nessun diverso colore, tutto uguale. Eppure, solo qualche decennio fa, i medesimi campi non si presentavano così anonimamente uniformi. Qualche gambo svettava sugli altri, qualche altro chinava il capo, papaveri o iris qua e là lo punteggiavano di colore, almeno sulle capezzagne spuntavano ciuffi di papaver...