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Monte Maggio

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Guardando le foto, la pace sembra assoluta. Quella croce bianca si staglia contro un cielo blu cobalto, quasi a toccare una piccola luna diurna. Le rocce sono antiche e le pinete di montagna respirano tranquille. ​Ma se queste pietre potessero parlare... ​Nel maggio del 1916, questo non era un luogo di contemplazione. Era l’inferno. ​La Grande Guerra infuriava e qui sul Monte Maggio, baluardo strategico, l’Esercito Austro-Ungarico lanciò la sua massiccia offensiva conosciuta come “Strafexpedition”, la “Offensiva di Primavera”. Volevano sfondare, scendere nella valle dell'Astico e prendere Vicenza, accerchiando l'intera armata italiana sull'Isonzo. ​Il Monte Maggio era il guardiano di quella valle. La "Chiave d'Oro", la chiamavano. ​Immaginate le trincee, non i muretti a secco rovinati dal tempo che si vedono oggi, ma postazioni di combattimento, rifugi scavati nella roccia e fango. Immaginate il boato dei cannoni che non si fermava mai, l'odore della polve...

Prendere un'infreddatura

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Ammalarsi a causa del freddo. Sembra impossibile ammalarsi a causa del freddo a Ottobre, quando alle 12 sono 28 gradi. Eppure è proprio in questa stagione, dove di giorno fa caldo da stare bene in maniche corte, ma appena girato l'angolo e trovata l'ombra o verso sera che si può sentire freddo. Sentire freddo di per sé non è un problema, il nostro corpo è 'attrezzato' per difendersi, ma se abbiamo mangiato da poco e il sangue è impegnato nella digestione, non riesce a 'riscaldarci la periferia'. Se siamo fragili per carenza di vitamine o nutrienti, o se siamo fragili a livello del sistema immunitario, un piccolo colpo di freddo può mettere in difficoltà il corpo e farci ammalare. Come difendersi da un'infreddatura ? Appena si avverte freddo è bene vestirsi. Se  non si ha con sé qualcosa da indossare, bere qualcosa che 'riscalda ' può salvarci dall'infreddatura. E appena possibile regalarsi un bagno caldissimo.  Bere infusi con zenzero o tiglio e ...

A scuola il primo ottobre

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A scuola dal 1° ottobre, cinquant’anni fa l’ultima volta. «C’è stato un tempo in cui la scuola in Italia iniziava il 1° ottobre». «Dai, papà, non scherzare». Sembra quasi una leggenda narrata da genitore attempato o da un nonno in vena di ricordi, eppure fino a mezzo secolo fa era davvero così. Il 1976 è stato l’ultimo anno che ha visto chiusi i cancelli di istituti e collegi per tutto il mese di settembre. «Vogliamo le prove!», chiedono a gran voce figli e nipoti, increduli di una parte di storia che per loro assume i contorni di una fantastica Età dell’Oro. «E allora perché si chiamano “Remigini” i bambini che iniziano la prima elementare? In onore di san Remigio, che si festeggia il… 1° ottobre». Dunque, era vero. Ai nipoti non resta che accettare un’insospettabile verità. Le cose sono cambiate con la Legge n. 517 del 1977 che ha riformato l’impianto scolastico a diversi livelli e che ha anticipato l'avvio delle lezioni nel mese di settembre. Il Ministro per la Pubblica Istruzio...

Al Campo Sportivo di San Pietro Valdastico

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San Francesco

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Domani ad Asiago

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La vignetta

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Ricordare

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  La parola “ricordare” significa letteralmente “riportare al cuore” perché nell’antichità il cuore era considerato sede dei sentimenti e della memoria. Spesso mi capita di partecipare a funerali dove qualcuno ricorda la persona scomparsa e questo menzionare diventa ricco di piccole sfaccettature ai molti sconosciute, oppure ricco di sentimenti a tanti comuni e condivisibili. Questo tipo di elogio non serve a chi non c’è più, ma aiuta chi ascolta, perché rimanga in mente quello che una persona è stata, per poi cercare nel bene che ha compiuto, un insegnamento di vita. A qualcuno questo ricordare dà fastidio, ma io penso che in quell’ultimo saluto a una persona, tutti avrebbero il merito di essere ricordati con qualche parola speciale. Parole che completano quello che il celebrante dice alla luce della fede, parole che diventano motivo di ricordo per chi ascolta e dare il giusto onore a chi ci ha lasciato. Molte volte, o perché richiesto, o perché lo ritenevo opportuno, ho letto qua...

Ara cuanti

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  Il mondo classico aveva le sue specifiche unità di misura standard che, in parte, si sono tramandate fino ai nostri giorni. Erano prevalentemente legate alle dimensioni corporee di mani, piedi e braccia, così da rappresentare un facile ed immediato confronto. Con l'avvento del Sistema Internazionale di unità di misura (SI), tutti questi secolari  riferimenti sono finiti in soffitta, anche perché inadatti ad essere applicati con criteri scientifici nella tecnica e nella vita di tutti i giorni.  Istituito nel 1960 durante l'undicesima Conferenza Generale dei Pesi e Misure (CGPM), il SI si basa su 7 unità fondamentali. Da queste unità di base derivano tutte le altre grandezze fisiche. Il nostro mondo rurale veneto, poteva invece vantare una ben più vasta schiera di unità di misura assai specifiche, legate non solo alle dimensioni dei corpi, ma ben più estesa alle varie situazioni pratiche e professionali.  Ecco allora un elenco (incompleto) di misure di cui ci serviva...

Oggi Festa dei Nonni

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I nonni sono il respiro paziente della terra: ci accompagnano con quella calma che solo gli anni sanno donare. Portano dentro di sé la memoria delle stagioni, di quando i campi si lavoravano con le mani e il pane aveva il sapore della fatica e della gratitudine. Sono custodi di storie che non si trovano scritte nei libri, ma che si tramandano seduti accanto al fuoco o passeggiando piano lungo i sentieri del paese.  Hanno occhi che hanno visto il mondo cambiare, eppure rimangono capaci di illuminarsi davanti alle piccole cose, un sorriso o un gesto gentile. Le loro mani, segnate dal tempo, sono carezze che non si dimenticano mai, perché racchiudono il calore di una vita intera. Con i nonni, anche i silenzi diventano pieni: non c’è bisogno di troppe parole, basta la loro presenza che sa di casa, di rifugio, di porto sicuro.  Sono ponti invisibili che legano passato e futuro, radici profonde che nutrono i rami giovani. Ci insegnano a riconoscere il valore delle cose semplici: un ...

Avvisi funebri (FC)

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La vignetta

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Domande senza risposte

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Noto sempre più spesso che quando pubblico post sul lutto, sulle perdite o più in generale sui dolori della vita, tra i commenti ricorre una convinzione che mi fa riflettere molto. Non tanto perché la ritenga sbagliata, quanto perché credo che racconti qualcosa di importante del modo in cui molte persone si rapportano alla sofferenza. Spesso leggo frasi come: “Non è vero che certe cose si superano”, “Sono belle parole, ma quando ci sei dentro è diverso”, “Ci sono dolori che non passano”, “Facile a dirsi”… E, sia chiaro, io non penso che chi scrive queste cose abbia torto. Dietro quelle parole vedo spesso persone addolorate, disperate, stanche, a volte arrese. Persone che stanno raccontando con sincerità la loro esperienza e che probabilmente, in quel momento, non riescono neppure ad immaginare una prospettiva diversa da quella in cui si trovano. Quello che però mi colpisce è che, leggendo certi commenti, a volte ho l’impressione che insieme al dolore ci sia anche qualcos’altro. Una sor...

Battaglie silenziose

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Ci sono battaglie silenziose che ognuno combatte, ferite invisibili che bruciano e sanguinano e sorrisi che nascondono tempeste interiori devastanti.  Non ci dovremmo mai permettere di giudicare il dolore altrui usando il nostro metro personale perché non esiste una misura universale del dolore, non esiste un confronto, non esiste una scala. Ogni ferita è vera per chi la porta, ogni lacrima pesa come un macigno nel cuore di chi la trattiene. Il dolore non si quantifica, si attraversa e basta. E ognuno lo fa con le proprie forze, i propri strumenti, il proprio tempo e la propria anima. D.ssa V. Scoppio

La "Vaca Mora"

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Sono Ivo Bettanin di Dueville e sono un appassionato del modellismo Ferroviario itinerante. Proprio per questo ho costruito l'intero percorso della vaca mora Rocchette Asiago con tutte le sue 7 stazioni. Naturalmente è già in costruzione la tratta ferroviaria Rocchette ARSIERO altrettanto bellissima. La scala è quella dei trenini LIMA orgoglio del nostro Veneto. Comunque, per chi fosse interessato vederla é in esposizione l'11 Ottobre a Vicenza nella sede di L'ALTRA STAMPA e VICENZA PIÙ in viale Verona n. 35 dalle ore 9:00 fino alle ore 18:00.  Naturalmente  entrata libera senza scopo di lucro, ma  pura passione della nostra storia che ha fatto un'epoca straordinaria.

Le foglie del noce

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  Durante i primi freddi d'autunno, oltre alle noci cadute sulle zolle di terra, i contadini raccoglievano grandi quantità di foglie di noce ancora verdi o leggermente ingiallite. ​L'uso delle foglie di noce rispondeva a tre esigenze fondamentali della vita domestica di una volta: • ​Antitarme ed insetticida naturale. È la ragione pratica più importante. La pianta del noce produce una sostanza chimica naturale (oltre a oli essenziali molto aromatici), che emana un odore sgradito a tarme, mosche, pulci e acari. Le foglie venivano infilate nei cassoni di legno del corredo, tra le coperte di lana pesante e le lenzuola di lino per proteggerle dai parassiti durante i mesi invernali. • ​Sotto i materassi (i "paglioni"). Spesso si inserivano manciate di foglie essiccate all'interno dei paglioni, i materassi riempiti con le foglie delle pannocchie di granoturco. Servivano a tenere lontani gli insetti dal letto e a donare un senso di freschezza e pulizia. • ​Purificare l...

Osteoporosi e Calcio

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Per vivere una vita piena serve avere ossa forti.  Le ossa forti permettono di vivere in salute, di poter dedicarsi alle attività che più si amano, di rimanere autonomi e di  evitare l'osteoporosi e i dolori collegati. L'osteoporosi  si può instaurare a causa di diete povere di nutrienti o carenza di collagene, di proteine, di minerali o per un eccessiva attività fisica eseguita sottopeso. Cos'è l'osteoporosi? L'osteoporosi non ha a che fare direttamente  con la carenza di calcio. L' osteoporosi è una carenza di calcio nelle  ossa, ma  non é una carenza alimentare di calcio.  É  l'assorbimento, il trasporto e il deposito di calcio che deve essere monitorato. L'assorbimento dipende dal buon equilibrio della flora intestinale, dalla presenza della vitamina D, vitamina K, collagene, Iodio e da quanto magnesio e fosforo assumiamo. Il tutto orchestrato dal movimento (attiva il deposito) e dallo stress (impedisce il deposito). Per questo un'integrazione...

Viaggio tra i segreti dei Centenari

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La vignetta

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Non vedevo l'ora finisse questo caldo

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In questi giorni, nelle sedute, sento ripetere spesso più o meno la stessa cosa. “Non vedevo l’ora che finisse questo caldo. Continuavo a dirmi, appena rinfresca rinasco e invece niente. Mi alzo la mattina e avrei già voglia di tornare a dormire”. Qualche giorno fa un paziente mi ha detto: “Dottoressa, io mi sentivo rincoglionito a luglio e mi sento rincoglionito quasi a ottobre. Ma sarò io il problema? Ho fatto pure le ferie, in teoria mi sono anche riposato. Perché mi sento ancora così?” Abbiamo riso, però la domanda è più seria di quanto sembri. Perché dopo settimane passate a dare la colpa al caldo della stanchezza, della testa impastata, della poca concentrazione, della voglia di non fare niente, viene quasi spontaneo aspettarsi che ai primi venti gradi il corpo faccia “click” e torni improvvisamente quello di maggio. Finalmente si dorme con la finestra aperta senza sciogliersi, si esce senza sentirsi investiti da un phon gigante, possiamo camminare senza arrivare ovunque già sta...

Rotzo e Stoccareddo - una Biobanca italiana?

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Fare di  Rotzo e di Stoccareddo di Gallio i punti di partenza per la creazione di una biobanca italiana capace di studiare insieme DNA, ambiente e malattie, grazie al lavoro già compiuto dall’Associazione Malattie Rare Mauro Baschirotto di Vicenza che ha oramai raccolto oltre 800 campioni genetici e analizzato oltre 600 mila marcatori nelle due comunità. «Perché fermarsi qui?» chiede il dottor Claudio Zanon , direttore scientifico dell’associazione Motore Sanità, sulle pagine di “Mondosanità” che lancia la proposta illustrando: «Uno studio pubblicato sull’American Journal of Biological Anthropology indica come i dati raccolti dimostrino gli effetti prodotti nel tempo da isolamento geografico, deriva genetica e antichi mescolamenti di popolazioni. Rotzo mostra, in particolare, una maggiore omozigosi complessiva rispetto a Stoccareddo». La ricerca «Lo studio offre un esempio significativo, prosegue Zanon. Una variante del gene MCUB , collegata a diversi caratteri del metabolismo l...

Porre attenzione ai segnali del corpo

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Bevi acqua… e continui ad avere sete. Mangi… e dopo poco hai di nuovo fame. Ti senti stanco… anche se hai dormito. Vai in bagno una volta dopo l’altra. E inizi a dire: “Sarà lo stress.” Ma a volte… non è solo stanchezza. È il tuo corpo che sta cercando di parlarti. E ci sono 5 segnali che vale la pena ascoltare: 1. Sete che non passa Bevi acqua, ma la bocca resta secca. Il corpo sente che qualcosa non va. 2. Vai spesso in bagno Soprattutto di notte. Più volte del normale. Con più urgenza. Sempre più spesso. 3. Fame costante Mangi, ma sembra non bastare mai. Il corpo continua a chiedere energia. 4. Stanchezza insolita Non è pigrizia. Non è sonno normale. È quella sensazione di esaurimento che ti spegne. 5. Vista offuscata o ferite che guariscono lentamente Piccoli tagli che ci mettono troppo a chiudersi. Lividi che restano. Oppure momenti in cui vedi in modo strano. E qui arriva la parte importante: il corpo quasi sempre avvisa piano prima di urlare forte. Fai dei controlli. Controllati...

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Il gusto da… preparare!

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  Delle feste che la Pro Loco di Pedescala ha annualmente in programma, quella del fine settimana del 19/20 settembre 2026, è stata senza dubbio la più bella e accogliente. Diciamo che oltre a gustare del buon cibo e dell’ottima musica, ci si gusta l’ambientazione che è tipica de “Il gusto da coltivare”. Il viale, fino al piazzale delle ex Scuole Elementari, cambia d’aspetto, si colora e s’illumina in modo particolare, si riempie di personaggi che sembra prendano vita intenti nelle attività dei tempi passati. Anche il piccolo mercato contribuisce a dare un tocco diverso al solito contesto e molte persone vengono per ammirare, per comperare o per mangiare, bere e stare in compagnia. Ogni più piccolo particolare viene creato con cura e passione e anche se si tratta di una composizione di fiori, frutta o verdure, tutto è pensato e realizzato con gusto. Certo è che questa festa ha bisogno di più lavoro ed energie, ma il risultato finale dà soddisfazione e nonostante la stanchezza, ci s...

Il gusto da… preparare - foto varie

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