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La vita inizia con un respiro e finisce con un ricordo

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La vita non ci avvisa quando stiamo vivendo un momento che, un giorno, vorremmo poter rivivere. Una cena in famiglia. Una passeggiata con una persona cara. Un pomeriggio qualunque trascorso con i nostri figli. Una conversazione con qualcuno che oggi fa parte della nostra quotidianità e che un giorno potrebbe non esserci più. Mentre li viviamo, questi momenti sembrano normali. Abbiamo la testa piena di cose da fare, pensiamo a domani, ci preoccupiamo per il lavoro e spesso siamo così impegnati a organizzare la nostra vita che fatichiamo a renderci conto di quella che stiamo già vivendo. Poi passano gli anni. Riguardiamo una fotografia, ritroviamo un vecchio messaggio o torniamo in un luogo che frequentavamo abitualmente. E ci accorgiamo che quello che oggi ci manca non era necessariamente un momento straordinario. Era una parte della nostra vita che, mentre la stavamo vivendo, non sapevamo ancora quanto sarebbe diventata preziosa. L'immagine racconta tutto questo attraverso una cles...

Avvisi Funebri (FC) - Comandante Pierluigi Grillo

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  Addio al comandante dei carabinieri di Sossano Pierluigi Grillo vinto a 58 anni da una malattia Il luogotenente, alla guida della stazione, lascia nel dolore la moglie e due figli. Giovedì il funerale. Il luogotenente Grillo era alla guida della stazione dall’agosto del 2012 Sossano dice addio a Pierluigi Grillo, storico comandante dei carabinieri . Giorni tristi per la comunità, oltre che per tutta l’Arma provinciale, dopo aver sperato a lungo che il sottufficiale si potesse riprendere. Si è spento sabato sera, a soli 58 anni, all’ospedale “Milani” di Noventa dov’era ricoverato da alcune settimane per le complicanze di una malattia implacabile con la quale ha combattuto tenacemente fino all’ultimo, il luogotenente carica speciale Grillo, dal 2012 alla guida della stazione dei carabinieri di Sossano . Mancava dalla caserma da 2 anni Proprio in seguito al male che lo aveva colpito; ma aveva sempre sperato di rientrare , almeno fino a settembre, quando aveva scelto il congedo pe...

Digiuno - perché serve

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Quando ci asteniamo dal cibo per almeno 16 ore, il corpo attiva un processo di pulizia. Come funziona? Nel digiuno ci vengono a mancare zuccheri, proteine e grassi.  Gli zuccheri sono depositati nel fegato sotto forma di glicogeno e mediante un processo di glicolisi ci forniscono energia per almeno 2 giorni. (2 giorni senza mangiare) Le proteine e i grassi devono essere prelevati dal corpo. Quando siamo a digiuno da più di 16 ore la cellula va alla ricerca di proteine, e "rastrella" tutte le scorie accumulate e non eliminate, residui di batteri e virus, cellule mezze malate, e le smonta (sono proteine)  per prendersi ciò che le serve.  È questo bisogno di trovare elementi essenziali come le proteine che ci permette di "ripulire" il nostro dentro. Pulire è fondamentale.  Una volta al mese regalati un giorno di pulizie. Oppure, più semplicemente, fai un digiuno intermittente,  astieniti dal cibo per 16-18 ore una volta alla settimana.  La salute è il motore d...

Non é più tra noi - Lucca Luigia - (nr. 18 - 10/26)

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San Prosdocimo a Ponteposta

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La vignetta

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2 novembre - Morti o Defunti?

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  Ogni 2 novembre la Chiesa celebra la Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Per la sua comprensione è di fondamentale importanza soffermarsi sulla terminologia usata. Nella liturgia non si parla genericamente di "morti", ma di "defunti", sebbene nel linguaggio comune i due termini siano spesso considerati sinonimi. Ma non è così, e la differenza tra le due parole è profonda. Il "morto" (dal latino mortuus) descrive l'evento biologico, la cessazione delle funzioni vitali, lo stato di fine: è uno sguardo puramente orizzontale che si ferma al dato oggettivo dell'assenza di vita fisica e alla constatazione di una chiusura. Il "defunto", invece, ci apre a una prospettiva radicalmente diversa. Il verbo defungere, da cui deriva, affonda le sue radici nel latino defungi (composto da de- e fungi), che significa aver compiuto, adempiuto fino in fondo un compito o un ministero. Non indica la cessazione della vita, bensì il compimento di una mis...

La leggenda della notte di ognissanti

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Laguna sud - Veneto Tra le varie leggende che da sempre contraddistinguono il nostro territorio, c’è n’è una davvero particolare: accade proprio in questi giorni e racconta che è sconsigliatissimo pescare in certe notti… La laguna Sud è da sempre un luogo d’incontro tra i pescatori di Venezia e quelli di Chioggia: da svariati secoli, di giorno e di notte, i pescatori escono a largo delle calme acque lagunari eccetto due giorni: raramente si troverà un pescatore disposto ad uscire a pescare nella notte di Ognissanti o in quella dei Morti perché dai tempi passati si è tramandata una credenza sino ai giorni nostri. Sibili, rumori, voci, urla, sussurri: le acque lagunari durante la notte degli spiriti, si animano di ombre misteriose, inquietanti presenze e, si vocifera, di lugubri processioni di lumini a pelo d’acqua. La leggenda narra che più di tre secoli fa due fratelli, ignorando le leggende di fantasmi e di diavoli che i “vecchi” avevano loro raccontato, decisero comunque di uscire in...

La processione dei Morti

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Immaginate di percorrere una strada deserta, nel cuore della notte, quando all'improvviso, tra la nebbia, compaiono piccole luci tremolanti. Si avvicinano lentamente, accompagnate da un silenzio irreale. Poi distinguete delle figure misteriose, avvolte in lunghi mantelli, che avanzano una dietro l'altra. Secondo antiche leggende italiane, potreste aver incontrato la Processione dei Morti. Le anime che tornano dall'aldilà. In diverse regioni d'Italia, soprattutto nelle tradizioni popolari del Sud, si raccontava che durante alcune notti dell'anno le anime dei defunti tornassero a percorrere le strade dei vivi. Le processioni apparivano nei pressi di chiese, cimiteri, crocevia e sentieri isolati. Le figure avanzavano lentamente, talvolta portando candele accese, senza pronunciare una parola. Si credeva che questi cortei fossero particolarmente frequenti nelle notti vicine alla commemorazione dei defunti, quando, secondo la tradizione, il confine tra il mondo terreno e ...

I cimiteri a novembre

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  Un tempo, a novembre, il cimitero del paese era il luogo più commovente e più ordinato che il borgo italiano producesse nei giorni intorno al primo e al due novembre, quella visita collettiva dei Santi e dei Morti in cui tutta la comunità del paese si recava al cimitero per pulire e decorare le tombe dei propri cari con i crisantemi bianchi, lilla e gialli che erano i fiori più cimitero e più autunno italiano che esistessero.  La visita al cimitero di novembre in Italia era una delle tradizioni familiari più rispettate e più precise del calendario cattolico; ci si andava con i fiori comprati all'ingresso del cimitero o al mercato del venerdì precedente, si puliva il marmo della lapide con uno straccio umido, si sistemavano i fiori nel vaso di pietra o di metallo davanti alla tomba, si accendeva il lumino o la candela, si restava qualche minuto in silenzio, e poi si passava alla tomba successiva dei familiari sepolti nello stesso cimitero. I crisantemi, quei fiori con il capo...