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A San Vittore metti pure la pelle al sole

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Il contadino è sull’uscio della sua vecchia casa, mentre si sbottona i polsini della camicia e solleva il viso, cercando un raggio di luce che filtra tra le fronde del ciliegio. ​"Sentite come scivola bene l'aria oggi? Non punge più. È finita, sapete? È arrivato San Vittore e finalmente si può smettere di aver paura del vento che viene dal nord. ​Guardate me: butto via questa giacca che pesa come un rimpianto. È ora di mettere la pelle al sole. Vedete queste braccia? Sono bianche e stanche di stare al buio, hanno bisogno di bere questa luce come se fosse acqua di sorgente. Nessuna paura, oggi il sole non è un nemico che brucia, ma un amico che vi viene a trovare per dirvi che il sangue può tornare a correre veloce. ​C'è chi aspetta il mare, chi aspetta le ferie, ma per noi che viviamo qui, la festa è oggi. È sentire il calore che entra nelle ossa, che scioglie i nodi della schiena e fa venire voglia di sorridere anche se si ha ancora la zappa in mano. Mettetevi lì, contro ...

L'anziano contadino

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L'anziano contadino è seduto al tavolo della cucina, verso l'imbrunire. La luce della lampada a petrolio illumina un pasto semplice: un cestino di vimini con due mele mature, un grappolo d'uva e un boccale di latte fresco, ancora con la schiuma sopra. ​Si appoggia allo schienale della sedia, sospira di sollievo, con la calma di chi sa come chiudere la giornata in pace. ​"Sentite la' fuori, il mondo si sta zittendo e anche il corpo reclama il suo riposo. Dopo una giornata a spaccarsi la schiena sotto il sole, non si può pretendere di sedersi a tavola e abbuffarsi di grassi, carni pesanti e vino forte. Se caricate troppo la stufa prima di andare a dormire, il fuoco scoppietta male e il fumo vi toglie il sonno. ​Vedete questa frutta? È il regalo del sole, è leggera, sa di acqua e di zucchero buono. E il latte... il latte è come una carezza, scalda l'anima e placa lo stomaco. Se si mangia leggero, il sangue non deve faticare giù nella pancia, ma può restare calmo n...

Fibromialgia, un dolore continuo

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La fibromialgia è una malattia recente. Esiste solo dal 1981, prima era chiamata semplicemente 'reumatismi'. È una sindrome che presenta dolore cronico diffuso, con una sensibilità aumentata a qualsiasi stimolo: sonoro, tattile, di temperatura o qualsiasi altra situazione che metta sotto stress l'organismo. Nel 70% delle volte chi soffre di fibromialgia soffre anche di intestino irritabile, ansia e depressione. Colpisce soprattutto le donne tra i 20 -50 anni. Nel 1990 è stato stilato un criterio diagnostico per definire meglio chi soffriva di fibromialgia. Il criterio diagnostico (11 risposte positive su 18) andava applicato quando erano state  escluse tutte le altre possibili patologie: autoimmuni, muscoloscheletriche, immunologiche, psicologiche. Nel 2010 il test è stato semplificato e viene racchiuso in 7 punti.  Questi 7 punti devono essere tutti presenti e positivi per la durata di almeno 3 mesi. Si soffre di fibromialgia se si risponde positivamente a:  - dolore cor...

Con patate e cipolle nell'orto, di fame nessuno è mai morto

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Nell’orto di una volta non c’erano grandi pretese. Niente piante rare, niente abbondanze appariscenti. Bastavano le cose semplici, quelle che non tradiscono. Tra tutte, patate e cipolle avevano un posto speciale. Gli anziani lo dicevano con calma, mentre affondavano le mani nella terra scura. Le patate crescevano nascoste, silenziose, protette dal suolo. Le cipolle, invece, facevano capolino piano, lasciando intravedere il verde sottile delle foglie. Insieme garantivano pasti poveri, ma sicuri, minestre calde nelle sere fredde, piatti che sapevano di casa e di resistenza. Nei tempi difficili, quando il raccolto era scarso e la dispensa quasi vuota, bastava scavare nell’orto o legare una cipolla al grembiule per sentirsi un po’ più tranquilli. Con quelle due presenze, il fuoco non restava mai spento e la tavola non restava mai del tutto vuota. La gente di campagna sapeva che non era l’abbondanza a salvare, ma la continuità. Patate e cipolle duravano a lungo, si conservavano bene, attrav...

Hai ancora paura dei grassi?

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Quanti ne mangi? Per i 20 anni appena passati, le linee guida del Ministero della Sanità indicavano i grassi come cibi cattivi. Questo ha portato allo sviluppo dei cibi light e allo scoppio della sindrome metabolica dell'obesità e delle malattie infiammatorie. Togliere i grassi buoni dai cibi significa sostituirli con grassi idrogenati (lavorati in modo industriale) e zuccheri raffinati. Quanto grasso mangi al giorno, e che tipo di grasso? Se non lo sai, probabilmente ne mangi troppo poco o troppo e di cattiva qualità.  Il grasso è fondamentale!  Il cervello è costituito da grassi. Tutte le nostre cellule hanno il vestito (parete esterne) fatto da grassi.  È in base a quanto sono buoni questi grassi che le cellule riescono a lavorare oppure no. Tutti gli ormoni sono costruiti dal grasso (cortisolo, progesterone, estrogeno). Se assumi grassi buoni, essi formeranno e daranno un buon ricambio al  cervello e alle cellule, se mangi grassi cattivi, questi saranno la base d...

Ti sblocco un ricordo

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I fioretti di maggio davanti ai capitelli, tempi più semplici, ma che io rimpiango.

Proverbi di maggio

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La vignetta

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Sa no mòro... pian pianélo tornarò...

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Volevo avvisarvi che se vedete il blog un po' "sconclusionato" abbiate pazienza che di più non riesco col cellulare (e non c'é ottima connessione). Sono in ospedale per accertamenti per conseguenze di una brutta caduta.🤷 Speriamo🙏🙏🙏

Non é più tra noi - VITTORIA PAGLIARIN - (nr. 04 - 05/26)

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Non c'é giardino senza le sue erbe

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​Il contadino è nell'orto, con un sorriso saggio di quelli di chi ha capito come va il mondo dopo aver passato una vita a schiena curva, intento ad estirpare un ciuffo di gramigna che è spuntato proprio accanto alle sue lattughe più belle. Si ferma, si asciuga la fronte con la manica della camicia e, indicando il terreno, afferma la.verita' della terra: ​"Vedete questo orto? Ci ho passato ore a prepararlo. Ho zappato, ho concimato, ho tolto sassi e ho piantato solo i semi migliori. Eppure, guardate lì: tra i miei pomodori e i miei fiori, spunta sempre l’erba cattiva. Sempre. ​Puoi essere il miglior giardiniere del mondo, puoi avere la terra più ricca e le recinzioni più alte, ma non c'è giardino senza le sue erbe. La terra è viva e la vita non sceglie solo quello che piace a noi. Insieme alla rosa nasce la spina, insieme alla lattuga nasce l'ortica. ​È un po' come per le persone, sapete? Non esiste un uomo così buono che non abbia un lato oscuro, o una fortuna ...

Val d'Astico incontra

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Avvisi funebri (FC)

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Tenerezze al lago di Fimon

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Auspico che almeno loro lo stretto di Hormuz lo ignorino... Franca Rocchetti

La vignetta

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