A San Vittore metti pure la pelle al sole
Il contadino è sull’uscio della sua vecchia casa, mentre si sbottona i polsini della camicia e solleva il viso, cercando un raggio di luce che filtra tra le fronde del ciliegio. "Sentite come scivola bene l'aria oggi? Non punge più. È finita, sapete? È arrivato San Vittore e finalmente si può smettere di aver paura del vento che viene dal nord. Guardate me: butto via questa giacca che pesa come un rimpianto. È ora di mettere la pelle al sole. Vedete queste braccia? Sono bianche e stanche di stare al buio, hanno bisogno di bere questa luce come se fosse acqua di sorgente. Nessuna paura, oggi il sole non è un nemico che brucia, ma un amico che vi viene a trovare per dirvi che il sangue può tornare a correre veloce. C'è chi aspetta il mare, chi aspetta le ferie, ma per noi che viviamo qui, la festa è oggi. È sentire il calore che entra nelle ossa, che scioglie i nodi della schiena e fa venire voglia di sorridere anche se si ha ancora la zappa in mano. Mettetevi lì, contro ...