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Se è vero...

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  "Fecero il deserto e lo chiamarono pace" - Publio Cornelio Tacito - Tacito lo aveva già visto duemila anni fa: distruggere è facile, ricostruire è quasi impossibile.   E ogni potere, allora come oggi, può cadere nella tentazione di chiamare “pace” ciò che resta dopo aver cancellato tutto. Oggi non siamo così lontani da quella scena. Interi territori vengono ridotti a macerie, comunità spezzate, vite interrotte. E quando finalmente le armi tacciono, qualcuno prova a raccontarlo come un ritorno all’ordine. Ma non c’è pace dove non c’è più nessuno che possa viverla. Non c’è pace quando il silenzio nasce dalla paura o dall’assenza. La frase di Tacito non è un ricordo del passato: è un avvertimento per il presente. Perché la pace non è il risultato della forza, ma della cura. web

Quando canta il merlo siamo fuori dall'inverno

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Nelle mattine di fine inverno, quando l’aria è ancora fresca, ma la luce si allunga un poco di più, a volte si sente un canto chiaro arrivare da un tetto, da un ramo alto o dalle foglie di una siepe. È il merlo. Non un verso distratto, ma un canto pieno, sicuro, che riempie il silenzio dei campi. Per chi viveva in campagna era un segnale semplice, ma prezioso. Il merlo non canta così nel cuore dell’inverno. Aspetta che la stagione si allenti, che le giornate inizino a respirare un po’ di più. Quando la sua voce torna nell’aria, significa che il gelo più duro è ormai passato. Non vuol dire che il freddo sia finito del tutto, poiché marzo sa ancora sorprendere con qualche mattina pungente o con un cielo capriccioso. Ma l’inverno, da quel momento, non ha più l’ultima parola. Il merlo che canta è come una piccola dichiarazione della natura: la stagione sta cambiando e la primavera ha già messo piede nei campi.  La casetta in campagna

Male alle ginocchia

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Può essere causato da una postura errata dovuta a scoliosi, lavori ripetitivi, troppo sport, appoggio sbagliato del piede, traumi, ma anche da problemi intestinali o infezioni virali subcliniche e infine poca idratazione. Quando inizia il dolore o si presentano rumori strani è saggio sentire un osteopata, un fisioterapista, un ortopedico.  Nel frattempo cosa può essere utile per aiutare un ginocchio dolente a migliorarne, quando la cartilagine è sofferente? È utile integrare gli elementi indispensabili per costruire la cartilagine e diminuire lo stress ossidativo, e sono: - glucosamina  - quercitina - vitamina c Aggiungere collagene tramite il brodo di carne. Inoltre serve sfiammare la parte dolorante con piante che favoriscono la funzionalità articolare: - artiglio del diavolo - frassino - equiseto - china - salice - ginepro Se la parte è molto infiammata, bere una tisana di equiseto o equiseto e mirtillo che migliora la funzionalità renale, eliminando le scorie e rinfrescano...

Italia al 10 posto in classifica, ma non è una buona cosa

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La patria della dieta mediterranea e del sole, l'Italia, vanta un primato che non vorremmo avere. Nella classifica delle Nazioni europee più colpite dal diabete, l'Italia è al 10 posto. Il diabete conclamato arriva a 15-20-30 anni dopo il suo inizio, lasciando strascichi di malattia e deficienze, comorbilità (presenza di più malattie sulla stessa persona) e una spesa sanitaria altissima. Ma la situazione sta peggiorando ulteriormente. Il diabete inizia prima e con decorso più veloce. Per valutare lo stato di salute rispetto al diabete,  possiamo attuare varie strade. A: osservare  - 1 se si ha sonno dopo pasto - 2 se si sta perdendo velocemente vista  - 3 se si sta mettendo pancia e allargando il giro vita. - 4 se si ha problemi di memoria  - 5 se si presentano macchie marroni sul collo o sotto le ascelle o altre parti del corpo, specialmente dove c'è sfregamento.  B: controllare  1- la glicemia a digiuno  2- la glicemia dopo, 1,5-2 ore dopo un pasto,...

La borragine

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In febbraio la borragine non ha ancora acceso le sue stelle azzurre, ma già si fa riconoscere tra l’erba ancora pallida. Le foglie sono grandi, morbide e un poco ruvide, coperte da una peluria sottile che trattiene la rugiada del mattino. Cresce silenziosa ai bordi degli orti e lungo i campi, dove la terra conserva il respiro lento dell’inverno. Il suo nome antico viene dal latino "𝐵𝑜𝑟𝑎𝑔𝑜", e per secoli è stata chiamata l’erba del coraggio. Si raccontava che bastasse aggiungerne qualche foglia nel vino per rendere il cuore più saldo e l’animo più luminoso. I soldati ne bevevano un infuso prima di partire, le donne la cucinavano quando qualcuno aveva bisogno di forza, non solo nel corpo, ma anche  nello spirito. Le foglie giovani, raccolte quando sono ancora tenere, entravano nelle frittate semplici, nei ripieni preparati con mani pazienti, nelle minestre che sanno di orto e di fumo di camino. Era un’erba povera, e proprio per questo preziosa. Una credenza più antica dic...

La vignetta

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Tutti figli di…

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[Gianni Spagnolo©26C4] No,… piano, non voglio offendere nessuno con questo titolo, solo evidenziare una specificità che ha San Pietro, oltre ad ospitare la sede legale delle Anguane. Mi riferisco all’ampia diffusione dei cognomi patronimici. I cognomi patronimici, ovvero “ figlio di... ” derivati dal nome del padre/capostipite, sono diffusi in tutta Europa sin dal Medioevo come forma base per identificare le persone. Presenti in varie forme — suffissi, prefissi o nomi semplici — sono particolarmente strutturati nei paesi slavi (es. russi -vič/-vna) e frequenti in aree germaniche, nordiche e britanniche. Esempi ne sono il suffisso ” -son ” scandinavo, quello “ -ez ” spagnolo, il prefisso scozzese “ Mac “o quello gallese “ O’ “. In Italia sono diffusi in varie forme, a seconda delle zone; Il nome Lorenzo del capostipite, p.e., potrebbe essere cognomizzato in vari modi: de Lorenzo, Lorenzi, Laurentiis, Lenzi, Renzi, più diminutivi e maggiorativi vari. Infinite sono poi le declinazioni ...

Avvisi funebri (FC)

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Giochi di luce

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  Chi ha sparso brillanti sull’acqua del torrente che lenta continua il suo andare? È stato forse il sole che baciandola l’ha illuminata? O forse l’aria leggera che su di lei si è posata? Non so chi è stato, ma oggi osservando con attenzione ho vissuto un attimo di vera emozione: un regalo venuto  forse dal cielo che si è posato come un velo… E tutto intorno ha fatto luccicare sorprendendomi nel mio andare. Ma sono attimi, sono piccoli momenti che alimentano ancora i miei sentimenti, che  ripetono sempre, senza parlare che la vita è ancora da gustare! Lucia Pedescala 26/02/2026

Quando le stelle son lucenti, a mezzanotte cambiano i venti

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Quando le stelle appaiono molto lucenti, l’aria è così limpida e sottile da sembrare immobile. Il freddo la rende trasparente, il cielo si fa profondo e vicino, e ogni luce sembra più netta, più viva. In notti come queste, soprattutto nei tempi di passaggio tra una stagione e l’altra, i contadini avevano imparato a osservare con attenzione: sapevano che quella calma non era definitiva. Verso mezzanotte, quando la terra ha ormai restituito tutto il calore raccolto durante il giorno, l’aria inizia a muoversi piano, quasi impercettibile, e i venti cambiano direzione o intensità. È il momento in cui l’atmosfera si riequilibra, come se il mondo prendesse fiato e riorganizzasse le sue forze. Ma questo proverbio non vive solo di cielo e di campi, perché nella tradizione popolare ogni fenomeno naturale porta con sé un significato più profondo. Le stelle brillanti sono segno di una quiete che sembra totale, di un silenzio così denso da poter essere ascoltato. Ed è proprio in quell’istante, quan...

Cena del pissacan a Pedescala

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La prevenzione prima di tutto

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Siamo liete di annunciare che anche quest'anno, grazie al PATROCINIO DEL COMUNE DI PEDEMONTE, siamo riuscite ad organizzare le apprezzatissime giornate screening! Ve le  anticipiamo: -25 e 26 giugno efficienza venosa -26 agosto NOVITA' fondo oculare -16 settembre screening melanoma -30 settembre NOVITA' mobilità cervicale

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Il Vangelo della Domenica

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8 marzo 2026 III domenica di Quaresima Giovanni  In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!», tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il...

Monte Berico 7.3.26

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Ricorre oggi il sesto centenario della prima apparizione della Vergine a Vincenza Pasini. Due anni dopo una nuova apparizione con la promessa di far cessare la peste e la richiesta di un tempio a lei dedicato, dove ancora oggi risuona un messaggio di speranza. Ecclesia   07_03_2026 Un volto giocoso e giocondo, affettuoso e cordiale. In una parola materno. Di quella maternità accogliente, che ti avvolge in un abbraccio carico di amore. Qui, davanti a lei, ti senti figlio davvero. È la grande, grandissima statua della Madonna del Monte Berico. Oggi ricorre il seicentesimo anniversario delle apparizioni che coinvolsero l’anziana donna vicentina Vincenza Pasini. Quella statua sembra che ti parli, ti inviti a non temere, ad avere fiducia nel Signore. La devozione popolare è tanta: un grande santuario per un grande popolo fedele Un santuario che sorge su un colle che domina a sud-ovest la città di Vicenza , il Monte Berico appunto. E per giungere in questo luogo santo, due sono i pe...