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Né dal Ti, né dal Vu..

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A nol sa né dal ti, né dal vu!   Così si diceva di qualcosa di insipido, che non sapeva di niente. Metafora che voleva significare che oltre questi due pronomi non ce ne fossero altri da usare. La nostra generazione è stata la prima a dare del "tu" ai propri genitori, mentre prima imperava il "Voi". Mio padre e mia madre i rivolsero ai propri col "Voi" fino alla morte. Allora non esisteva dare del "tu" agli adulti, men che meno agli anziani. Il "Lei" era acquisto recente e rivolto ai foresti  quando si parlava italiano. Il suo equivalente dialettale originario sarebbe stato "Élo", virato poi al "Lu" con la corruzione della lingua dotta. Poi ci mise bocca anche il fascismo a voler correggere la lingua, considerando il "Lei" femmineo, sgrammaticato e straniero. Oggi impera l'uso televisivo di dare del "tu" a tutti, a prescindere, volendo con ciò azzerare ogni parvenza di rispetto o cortesia, con...

Incontro con l'Autore ad Arsiero

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Marco Battistello

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  A 21 anni, Marco Battistello è già primo ufficiale per Ryanair. La sua storia è fatta di passione, sacrificio e una determinazione che lui stesso definisce “davvero feroce”. Originario di Schiavon (VI), Marco aveva già stupito l’Italia nel 2021 diventando il pilota più giovane del Paese a soli 17 anni. Muoveva i primi comandi all’aeroclub “Arturo Ferrarin” di Thiene, dove aveva conseguito il PPL (Private Pilot Licence). Da allora non si è più fermato: 13 brevetti di volo conquistati uno dopo l’altro, ore di studio, esami, addestramenti fino all’assunzione in Ryanair come primo ufficiale. Una storia che dimostra come talento e sogni abbiano bisogno soprattutto di impegno, disciplina e tanta volontà. Un Orgoglio Veneto che continua a volare sempre più in alto. 

La brina

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  Quando al mattino presto si trova la brina sui campi, sui tetti o sull’erba, significa che durante la notte il cielo è rimasto limpido e senza nuvole. La terra, libera di “guardare il cielo”, ha perso il calore accumulato durante il giorno e l’umidità dell’aria si è posata dolcemente al suolo, trasformandosi in quei minuscoli cristalli bianchi. Questo accade quasi sempre in presenza di alta pressione, aria stabile e calma: condizioni che difficilmente portano pioggia o vento. Per questo i contadini dicevano che la brina era un buon segno:  annunciava una giornata fredda, ma chiara, con il sole pronto a scioglierla lentamente, senza scossoni nel tempo. Nella lettura più popolare e poetica, la brina era vista come una firma silenziosa della notte, un velo leggero lasciato dall’inverno per dire che tutto, per quel giorno, sarebbe rimasto tranquillo. Se la brina brillava al primo sole, si credeva che il cielo avesse già deciso: niente tempeste, niente sorprese, solo luce e quiet...

Dall'alto sembra ancora più bello

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Rospi in accoppiamento

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  Il detto "L'amore è cieco" si adatta benone ai rospi perché, quando in loro si sveglia la passione amorosa, sono così accecati dall'amore, che perdono l'innata prudenza e diventano audaci e incoscienti.  Annebbiati dalla passione, attraversano la strada distrattamente finendo spesso schiacciati da veicoli di ogni genere.  E così, per colpa della loro disattenzione, ma anche per gli interventi dell'uomo che hanno modificato i loro habitat, è fondamentale agevolare i percorsi che i rospi fanno per arrivare all'acqua del lago, dove le femmine espellono le uova e i maschi le fecondano.               🐸 aiutiamoli! Lago di Fimon Franca Rocchetti

La vignetta

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Il Vangelo della Domenica

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22 febbraio 2026 I domenica di Quaresima Matteo 4,1-11   ( Gen 2,7-9 – Rom 5,12-19) di sorella Ilaria In quel tempo,   Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio » Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra ». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo ». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e...

Se le croci si portassero in piazza, ciascuno riprenderebbe la propria

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  Se le croci si portassero in piazza e venissero deposte una accanto all’altra, sotto la luce chiara del mattino, forse ci fermeremmo a osservarle in silenzio, come si guarda qualcosa che non si era mai avuto il coraggio di nominare. Resterebbero lì, esposte allo sguardo di tutti, e per la prima volta il dolore non avrebbe più pareti né porte chiuse dietro cui nascondersi. All’inizio potremmo credere che alcune siano più leggere, che altre si possano sollevare con meno fatica. Ma basterebbe avvicinarsi, sfiorarne il legno, per intuire che ogni croce ha preso la forma precisa delle spalle che l’hanno portata e custodisce una storia che solo chi l’ha vissuta può comprendere fino in fondo. Il peso non sta soltanto nella materia, ma nei ricordi che vi si sono appoggiati sopra, nei giorni che l’hanno resa familiare. Camminando tra quelle croci disposte al centro della piazza, accadrebbe qualcosa di inatteso: riconosceremmo la nostra. Non perché sia la più piccola o la meno gravosa, ma ...

Fare il Bene

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  Fate il bene che potete, ma non quello perfetto, quello possibile, quello che vi riesce anche nei giorni storti. Fate il bene quando siete di fretta: tenere una porta, rispondere con calma, non trattare male chi non c’entra niente con la vostra rabbia. Fate il bene anche quando non torna indietro, che non è un investimento: è una direzione. Il bene non è eroico, non salva il mondo in un giorno, è più una costanza silenziosa: tipo non ridere quando tutti prendono in giro qualcuno, tipo restare quando sarebbe più comodo sparire. Il bene non fa rumore, ma cambia il clima delle stanze: entra piano, ma quando entra si respira meglio tutti. La vita non si misura da quante persone impressionate, ma da quante avete fatto sentire meno sole. Non si misura da quanto siete stati brillanti, ma da quanto siete stati gentili quando nessuno vi guardava. Fate il bene anche online, che dietro gli schermi ci sono cuori veri, non icone. Fate il bene senza aspettare il momento giusto, che il momento ...

Febbraio rompe i fossi e marzo li asciuga

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E' un proverbio contadino che racconta il passaggio delicato tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando l’acqua e la terra sono ancora in equilibrio instabile. Febbraio è il mese delle piogge improvvise, delle nevi che si sciolgono in fretta, dell’acqua che scende dai campi senza chiedere permesso. I fossi si riempiono, traboccano, a volte si rompono, perché il terreno è saturo e non riesce più a trattenere nulla. È un mese irrequieto, in cui la natura sembra muoversi tutta insieme, senza ordine, spinta dal bisogno di liberarsi dell’inverno. Marzo, invece, porta con sé un’aria diversa. Le giornate si allungano, il sole comincia a scaldare davvero, il vento asciuga la terra e l’acqua in eccesso lentamente scompare. I fossi si svuotano, tornano a essere solchi silenziosi ai bordi dei campi, pronti ad accogliere nuove semine e nuovi lavori. Nulla si rompe davvero senza poi trovare un nuovo equilibrio. Ci sono momenti della vita in cui tutto sembra traboccare, rompere ...

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Acqua, carta e cuore: l'epopea della cartiera Rossi

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A che serve studiare?

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Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: "A che serve studiare? Chi sa rispondere?" Qualcuno osò rispostine educate: "A crescer bene", "a diventare brave persone". Niente, scuoteva la testa. Finchè disse: "Ad evadere dal carcere". Ci guardammo stupiti. "L’ignoranza è un carcere. Perchè là dentro non capisci e non sai che fare. In questi cinque anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta?". Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza. Uno Stato democratico deve salvarli perchè è giusto. E perché il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte. Corrado ...

La Felicità

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  Ma dove si trova la felicità?   In fondo cos’è la felicità? Felicità può essere… Un caffè con gli amici, una lettera inaspettata, una tavola preparata, una parola e un sorriso gentile, un messaggio o una telefonata, una carezza e un abbraccio, un’attenzione particolare, un biglietto lasciato sulla porta, un bicchiere di vino buono, un dono arrivato senza motivo, una passeggiata in compagnia… e tanto altro! Sono solo piccole cose,  quelle che possono far sorridere il cuore, in un momento inaspettato e  possono sorprendere piacevolmente. Sono attimi di vera felicità  che passano tra le pieghe della vita, ma che spesso ci trovano troppo distratti per capirli e accorgerci che sono davvero preziosi, eppure se ci pensiamo ce ne sono davvero tanti! Auguro a tutti di far caso a quei momenti, di assaporarli e di tenerli a mente, perché è grazie a quegli istanti che la vita si colora! Lucia 17/01/2026