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L'ego

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  Ci sono persone che confondono l’autostima con l’arroganza,  l’opinione con la superiorità,  la presenza con il bisogno di stare sempre al centro della scena. Parlano più forte degli altri,  correggono tutti,  disprezzano i consigli  e trattano l’umiltà come se fosse debolezza. Vivono convinte di sapere sempre di più,  di meritare sempre di più,  di essere sempre al di sopra degli altri. Ma la vita ha un’abitudine antica:  non discute con l’ego gonfio…  lo svuota. E lo svuota senza preavviso.  Basta una caduta pubblica,  un rifiuto inaspettato,  una porta che si chiude,  una verità detta nel momento giusto. All’improvviso chi si credeva intoccabile scopre che il mondo non gira intorno alla propria vanità. Scopre che il fascino non sostiene il carattere. Che la posa non sostiene la sostanza. E che l’arroganza non sostiene il destino. L’ego ama gli applausi perché teme il silenzio. Ha bisogno di essere visto,  am...

La campana a Bergamo

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Ogni sera alle 22:00, se sei a Bergamo Alta e senti cento rintocchi sparare nell'aria, non stai assistendo a un concerto folkloristico. Stai sentendo un coprifuoco veneziano del XV secolo ancora in funzione. Spoiler: funziona da più di cinque secoli senza mai fermarsi. La storia parte dalla dominazione veneziana su Bergamo. Quando la Serenissima controllava la città, i cento colpi del Campanone avevano un significato preciso e niente affatto poetico: le porte della città si chiudono, rientra adesso o dormi fuori. Chiunque fosse oltre le mura al centesimo rintocco sapeva già come sarebbe andata la notte. Non c'erano eccezioni, non c'erano trattative. E qui arriva il bello. La campana che scandisce quei cento colpi ogni sera non è una replica, non è una registrazione, non è un sistema digitalizzato. È la stessa campana dal 1656. Fusa dal maestro Bartolomeo Pisenti, veronese, dopo due tentativi falliti: la sagoma esplose nel 1652, la campana si incrinò nel 1653. Al terzo tenta...

Piccoli segni…

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  È là, dove lo sguardo si posa, dove dal marrone delle foglie e della terra brulla, qualche piccolo segno si scorge, che il cuore si allarga e tutto acquista  un nuovo sapore. È in quei frammenti di novità che percepisci che forse l’inverno è passato, che qualcosa si sta lentamente muovendo a piccoli passi verso la Primavera. È scorgere ogni giorno, guardando con occhi attenti, che i piccoli segni di un risveglio si fanno più  coraggiosi, chiari e forti. Steli fragili e delicati, colorano il sottobosco donando un tocco e luce e vita dove tutto pare addormentato… Quei segni nascosti, tingendo il bosco e i prati, contribuiscono a dare colore anche alla nostra vita, grazie a quei cambiamenti che sempre,  stagione dopo stagione,  hanno il potere di stupirci e incantarci… E il pensiero si fa preghiera di ringraziamento al Creatore che ci fa gustare tanta bellezza!                             ...

I mestieri de stiani a Pedescala

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La vignetta

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11 febbraio 2026: Madonna di Lourdes

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  È già passato un mese dal giorno dedicato alla Madonna di Lourdes, che viene sempre festeggiato nella piccola chiesa di Forme Cerati a Valdastico, ma credo sia comunque bello ricordarlo anche per un’altra particolarità che ha impreziosito la giornata.  Un giorno speciale dove, chi può essere presente, non manca mai di partecipare alla S. Messa in onore di Maria, ma che è anche la Giornata del Malato, che è stata celebrata da don Agostino.  La chiesetta addobbata con molti fiori e candele, è come sempre intima, ma ben curata e nonostante sia stato veramente freddo, in molti si sono ritrovati per pregare ricordando gli avi che, con fede e sacrificio, hanno eretto la chiesetta nel 1952 e per lodare la Madonna.  Un momento di preghiera comunitaria, conclusosi con un bicchiere di brulè accompagnato dai crostoli, che ha riscaldato un freddo giorno d’inverno.  Al termine della celebrazione è stata benedetta una piccola campana, ricevuta in dono, che era stata colloca...

Daria Fontana - 105 anni -

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Una candela sullo zuccheroso numero uno, una sullo zero, l’altra sul cinque:   105 anni   tutti insieme su una torta, un’impresa che neanche un prestigiatore sarebbe riuscito a realizzare e che   Eolo , il re dei venti, non sarebbe stato capace di spegnere in un soffio solo. Eppure, con un gesto deciso e pieno di energia,   Daria Fontana , classe 1921, ha spento le sue tre candeline, arrivando al formidabile traguardo in eccezionale stato di salute e lucidità. Daria è nata il  26 febbraio 1921 a Valdastico , nella località  Forni , figlia di  Giovanni e Veronica . La sua vita si è divisa tra l’Italia e la Francia: dopo la Seconda Guerra Mondiale, costretta dall’emigrazione, ha seguito il marito  Piero , scampato all’eccidio nazista di Forni. La coppia ha vissuto all’estero fino a quando i figli sono cresciuti, per poi tornare nella valle natia, il luogo dove Daria si è sempre sentita a casa, nonostante lo spopolamento progressivo e la perdita dell...

Chi ha carro e buoi... fa bene i fatti suoi

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Questo proverbio nasce in un tempo in cui il carro e i buoi non erano semplici oggetti, ma strumenti di sopravvivenza. Avere un carro significava poter trasportare il raccolto, raggiungere il mercato, muoversi senza dipendere dal vicino. Avere i buoi voleva dire poter arare la terra, prepararla, seminare al momento giusto. In una società contadina questi non erano beni di lusso, ma autonomia concreta. Chi possedeva i mezzi per lavorare, poteva occuparsi delle proprie faccende senza aspettare la disponibilità altrui nè dover adattare i propri tempi a quelli di qualcun altro. Ma il proverbio va oltre la campagna e oltre il passato. In forma simbolica parla di indipendenza e di dignità: chi ha strumenti e organizzazione, può gestire la propria vita con maggiore libertà.  È un invito sincero a costruire basi solide nella propria vita. A dotarsi dei propri “carri e buoi”, che possono essere uno studio, un mestiere, una competenza, una stabilità economica, per non dipendere dagli altri n...

Obice Skoda 42 cm

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  L'arma in questione è lo Škoda 42 cm Haubitze (nei suoi modelli M.14, M.16 o M.17). Fu uno degli obici d'assedio superpesanti più devastanti a disposizione dell'Impero austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale, l'equivalente e "cugino" della famosa Grande Berta tedesca. Ecco la sua storia: Nato per distruggere le corazzate.  Paradossalmente, quest'arma non venne progettata per polverizzare trincee o forti di montagna. Nata intorno al 1909 e sviluppata dalla celebre fabbrica Škoda in Boemia, doveva servire come artiglieria costiera per difendere le basi navali austro-ungariche in Adriatico (in primis la base di Pola) dalle moderne navi da guerra nemiche.  L'idea degli ingegneri era diabolica: invece di costruire cannoni tradizionali per perforare le spessissime corazze laterali delle navi, usarono un obice a tiro parabolico. I proiettili sarebbero piovuti dal cielo quasi verticalmente, bucando i ponti delle navi (che sono la parte meno corazzat...

Skoda 30.5

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  Questo è uno Skoda 30.5 cm Mörser M.11 (o della sua variante successiva M.16). ​Calibro: 305 mm. Era un'arma leggendaria per l'epoca, nota per la sua capacità di essere smontata in tre carichi principali (canna, affusto e base) per il trasporto stradale tramite trattori d'artiglieria piezoelettrici, una rivoluzione tecnologica per i primi del '900. Sulla volata della canna si nota chiaramente la rigatura interna, essenziale per imprimere la rotazione al proiettile da circa 380 kg. L'iscrizione dipinta sulla canna è una sorta di "diario di guerra" che elenca i luoghi in cui questo specifico pezzo ha operato. I nomi riflettono il movimento frenetico tra il Fronte Orientale (contro i russi) e il Fronte Italiano. ​Ecco alcuni nomi leggibili: ​Galizien (Galizia): Indica l'impiego contro l'Impero Russo (es. Gorlice-Tarnów). Podgora, Doberdò, Vrh: Località chiave delle sanguinose Battaglie dell'Isonzo sul fronte italiano. Süd Tirol (Sudtirolo): Rife...

La vignetta

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Se è vero...

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  "Fecero il deserto e lo chiamarono pace" - Publio Cornelio Tacito - Tacito lo aveva già visto duemila anni fa: distruggere è facile, ricostruire è quasi impossibile.   E ogni potere, allora come oggi, può cadere nella tentazione di chiamare “pace” ciò che resta dopo aver cancellato tutto. Oggi non siamo così lontani da quella scena. Interi territori vengono ridotti a macerie, comunità spezzate, vite interrotte. E quando finalmente le armi tacciono, qualcuno prova a raccontarlo come un ritorno all’ordine. Ma non c’è pace dove non c’è più nessuno che possa viverla. Non c’è pace quando il silenzio nasce dalla paura o dall’assenza. La frase di Tacito non è un ricordo del passato: è un avvertimento per il presente. Perché la pace non è il risultato della forza, ma della cura. web

Quando canta il merlo siamo fuori dall'inverno

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Nelle mattine di fine inverno, quando l’aria è ancora fresca, ma la luce si allunga un poco di più, a volte si sente un canto chiaro arrivare da un tetto, da un ramo alto o dalle foglie di una siepe. È il merlo. Non un verso distratto, ma un canto pieno, sicuro, che riempie il silenzio dei campi. Per chi viveva in campagna era un segnale semplice, ma prezioso. Il merlo non canta così nel cuore dell’inverno. Aspetta che la stagione si allenti, che le giornate inizino a respirare un po’ di più. Quando la sua voce torna nell’aria, significa che il gelo più duro è ormai passato. Non vuol dire che il freddo sia finito del tutto, poiché marzo sa ancora sorprendere con qualche mattina pungente o con un cielo capriccioso. Ma l’inverno, da quel momento, non ha più l’ultima parola. Il merlo che canta è come una piccola dichiarazione della natura: la stagione sta cambiando e la primavera ha già messo piede nei campi.  La casetta in campagna

Male alle ginocchia

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Può essere causato da una postura errata dovuta a scoliosi, lavori ripetitivi, troppo sport, appoggio sbagliato del piede, traumi, ma anche da problemi intestinali o infezioni virali subcliniche e infine poca idratazione. Quando inizia il dolore o si presentano rumori strani è saggio sentire un osteopata, un fisioterapista, un ortopedico.  Nel frattempo cosa può essere utile per aiutare un ginocchio dolente a migliorarne, quando la cartilagine è sofferente? È utile integrare gli elementi indispensabili per costruire la cartilagine e diminuire lo stress ossidativo, e sono: - glucosamina  - quercitina - vitamina c Aggiungere collagene tramite il brodo di carne. Inoltre serve sfiammare la parte dolorante con piante che favoriscono la funzionalità articolare: - artiglio del diavolo - frassino - equiseto - china - salice - ginepro Se la parte è molto infiammata, bere una tisana di equiseto o equiseto e mirtillo che migliora la funzionalità renale, eliminando le scorie e rinfrescano...

Italia al 10 posto in classifica, ma non è una buona cosa

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La patria della dieta mediterranea e del sole, l'Italia, vanta un primato che non vorremmo avere. Nella classifica delle Nazioni europee più colpite dal diabete, l'Italia è al 10 posto. Il diabete conclamato arriva a 15-20-30 anni dopo il suo inizio, lasciando strascichi di malattia e deficienze, comorbilità (presenza di più malattie sulla stessa persona) e una spesa sanitaria altissima. Ma la situazione sta peggiorando ulteriormente. Il diabete inizia prima e con decorso più veloce. Per valutare lo stato di salute rispetto al diabete,  possiamo attuare varie strade. A: osservare  - 1 se si ha sonno dopo pasto - 2 se si sta perdendo velocemente vista  - 3 se si sta mettendo pancia e allargando il giro vita. - 4 se si ha problemi di memoria  - 5 se si presentano macchie marroni sul collo o sotto le ascelle o altre parti del corpo, specialmente dove c'è sfregamento.  B: controllare  1- la glicemia a digiuno  2- la glicemia dopo, 1,5-2 ore dopo un pasto,...