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  La famiglia di George qualche anno fa quando la moglie era ancora viva La foto ritrae mio Nonno con le sue sorelle tutte nate in Italia. Solo Antonio il più giovane è nato in Argentina. La donna al centro è la Madre di mio Nonno, Angela Panozzo. Circa quindici anni fa, molte persone con il cognome GIACOMELLI di Pedescala, ricevettero una lettera di un signore che abitava in Argentina, il cui nonno era partito emigrante in cerca di una vita migliore, più di un secolo prima. Lui cercava il modo per vedere se c’erano ancora parenti al paese per avere uno scambio di notizie varie sui suoi avi.  Abbiamo così iniziato a mandarci mail e nonostante la famiglia di mio marito non fosse attinente alla sua, per un po’ ci siamo scritti. Ho sperato che lui trovasse qualche aggancio con persone della famiglia del nonno, ma nonostante abbia avuto uno scambio di lettere anche con Mario Marangoni, non ha saputo nulla di certo.  Per vari motivi (cambio indirizzo mail e problemi vari), ci ...

Un abbraccio lungo un secolo

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Arsiero riceve i discendenti della Famiglia Comparin Un ponte lungo oltre un secolo, teso attraverso l’Oceano, si è ricongiunto oggi tra le montagne della nostra valle. Il Comune di Arsiero ha avuto il grande onore di accogliere una quarantina di discendenti della famiglia Comparin , partiti nel lontano 1876 dalla frazione di Castana e nel 1892 verso il Brasile e l'Argentina. Arrivati da Chajarí (Provincia di Entre Ríos, Argentina), i nostri ospiti sono stati ufficialmente ricevuti in sala conferenze dal Sindaco, dal Vicesindaco e dai rappresentanti del Consiglio Comunale. È stato un momento di profonda commozione, in cui la storia collettiva della nostra emigrazione si è intrecciata con i racconti personali e i ricordi tramandati di generazione in generazione. Durante l'incontro, la delegazione ha potuto assistere alla proiezione di alcuni filmati dedicati ad Arsiero e alle sue storiche Contra'. Attraverso le immagini, i nostri "concittadini d’oltreoceano" hann...

Frequentazione della Messa

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Nel 1993 più di un italiano su tre andava a messa ogni domenica. Oggi è meno di uno su cinque. Eppure basta attraversare qualunque paese italiano ad agosto per sentirsi ancora dentro un film cattolico: statue portate a spalla, campane, santi patroni, luminarie, processioni che bloccano il traffico. L’Italia continua a raccontarsi come il centro spirituale del cattolicesimo mondiale. Solo che i numeri stanno raccontando un’altra storia. Secondo ISTAT, la pratica religiosa settimanale è crollata fino al 17,9%. In trent’anni si è praticamente dimezzata. Non parliamo del “credere in qualcosa”. Parliamo del gesto concreto: svegliarsi la domenica mattina ed entrare in chiesa. La cosa più interessante è che il simbolo è sopravvissuto meglio del rito. Il crocifisso è ancora appeso nelle aule scolastiche. I funerali religiosi restano la norma. Moltissimi italiani battezzano i figli, celebrano matrimoni in chiesa e si dichiarano cattolici nei sondaggi. Ma la partecipazione regolare ormai assomig...

A volte basterebbe così poco...

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Ci penso spesso alla gentilezza, alla tenerezza. A quella frase che si sente dire ogni tanto: “la gentilezza può cambiare il mondo”. Ecco, io ci credo. Ma non nel senso ingenuo, grandioso, quasi favolistico, per cui se fossimo tutti più gentili allora sparirebbero le guerre, le ingiustizie, le lotte di potere o la cattiveria. Purtroppo no. Il male esiste, esiste nell’essere umano, esiste nelle scelte, esiste in chi decide di nutrirlo e poi lo riversa nel mondo. Però io credo anche in un’altra cosa. Credo in una quota di bene più silenziosa, meno appariscente, fatta di gesti minuscoli. Un sorriso. Una porta tenuta aperta. Un “passi pure, non ho fretta”. Uno sguardo che, per un attimo, sembra dirti: ti ho visto. E non ti ho visto solo come corpo che passa, come persona in fila, come ostacolo, come fastidio, come numero. Ti ho visto proprio. Nella stanchezza, nella fretta, nel peso che forse stai portando e che io non conosco. Viviamo spesso arrabbiati, preoccupati, nervosi, pieni di pens...

La vignetta

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Nell'alta Val d'Astico più Anziani che Giovani

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  Nei Comuni della Val d’Astico ci sono più anziani che giovani: numeri record e un bando per non lasciarli soli 04/06/2026 - Altovicentinonline In alta Val d’Astico gli anziani sono più del doppio dei giovani: 240 over 65 ogni 100 under 14 . Oltre una persona su quattro (più del 26%) ha più di 65 anni, circa un terzo degli abitanti è pensionato e si stima che il 30% degli anziani conviva con una o più disabilità . Sono numeri che descrivono una comunità che invecchia rapidamente e che rende sempre più gravoso il carico di cura sulle famiglie, spesso sole nell’assistenza quotidiana. In questo contesto l’Unione Montana Alto Astico, che riunisce i Comuni di Arsiero, Cogollo del Cengio, Laghi, Lastebasse, Pedemonte, Tonezza del Cimone, Valdastico e Velo d’Astico, ha scelto di investire in un sistema di servizi integrati per gli over 65, capace di affiancare chi invecchia e chi se ne prende cura. Proprio da questa fotografia socio‑demografica nasce il progetto finanziato tramite il b...

Giugno - la falce in pugno -

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  Siamo arrivati al momento della verità. Giugno è il mese in cui la terra non concede più distrazioni, le chiacchiere stanno a zero e i campi si colorano di quel biondo acceso che i contadini aspettano per un anno intero. ​Il contadino è proprio sul ciglio del campo di grano. Il sole è già alto e scotta sulle spalle, l'aria trema per il caldo. Lui è in piedi, le gambe ben piantate nella terra secca. Tra le mani ha la falce messoria la cui lama d'acciaio riflette la luce come uno specchio. Passa un'ultima volta la pietra per affilarla, un suono secco e metallico, poi assume lo sguardo serio di chi sta per iniziare una battaglia. ​"Sentite questo calore? È il sole di giugno che stringe i nodi. Da oggi non si scherza più, i giorni della semina e dell'attesa sono finiti. ​Il grano è pronto. Vedete come china la testa? Le spighe sono pesanti, piene della farina che ci darà il pane per tutto l'inverno. Ma il grano è un signore delicato, non aspetta i vostri comodi. ...

Storiella con morale

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Un giorno una persona salì sulla montagna dove si rifugiava una donna eremita che meditava, e le chiese: – Cosa fai in tanta solitudine? Al che lei rispose: – Ho un sacco di lavoro da fare. – E come fai ad avere così tanto lavoro?… Non vedo niente qui… – Devo allenare due falchi e due aquile, tranquillizzare due conigli, disciplinare un serpente, motivare un asino e domare un leone.” – E dove sono?… non li vedo… – Li ho dentro. – I falchi si lanciano su tutto quello che mi viene presentato, buono o cattivo, devo allenarli a lanciarsi su cose buone. Sono i miei occhi . – Le due aquile con i loro artigli feriscono e distruggono, devo insegnare loro a non fare del male. Sono le mie mani. – I conigli vogliono andare dove vogliono, scappano dall’affrontare situazioni difficili, devo insegnare loro a stare tranquilli anche se c’è sofferenza o ostacoli.  Sono i miei piedi. – L’asino è sempre stanco, è testardo, molto spesso non vuole portare il suo peso. È il mio corpo. – Il più difficile...

L'umiltà

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L’umiltà è un fiore prezioso e raro. È discreta e si dimostra con i fatti, non con le parole. Solo le persone di valore sono autenticamente umili, senza neppure sapere di esserlo. Sono consapevoli del proprio valore, ma non lo ostentano mai. Apprezzano gli altri e ed imparano da tutti. Come ci insegna la saggezza popolare, "l'albero carico di frutti sta con i rami abbassati". Semplicità e umiltà sono forze silenziose e discrete che accompagnano e rendono forti le persone creative e di effettivo valore. Agostino Degas

La vignetta

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La finestra

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Cosa c’è di più banale di una finestra nelle nostre abitazioni? Apparentemente una struttura semplice, che si pensa sia sempre esistita nella forma che vediamo. Effettivamente, sono secoli che accompagna l’umanità, evolvendosi insieme allo sviluppo della civiltà. Oggi è non solo una fonte di luce, ma anche un elemento chiave per l’isolamento, la privacy e persino l’innovazione tecnologica nelle case intelligenti. Ma una volta, nel nostro ameno paesello, com’erano le finestre? Fin dall’età delle caverne, l’uomo era abituato ad avere un’unica apertura della casa, dalla quale entrava ed usciva di tutto: luce, calore, freddo, persone, fumo, odori, bestie, ecc. Evolvendosi l’abitazione, si cominciò ad aprire dei buchi nei muri, principalmente per consentire una miglior ventilazione e luminosità degli ambienti. In Egitto e Mesopotamia, culle della civiltà, le aperture erano protette da tende di legno, stoffa o pelli animali per difendersi dalla polvere e dal sole. È interessante nota...

Differenze di prospettive...

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Questo conosciuto racconto morale dell'ipotetico dialogo tra due gemelli nel grembo materno, è tratto dall'articolo:  Does Mother Exist? Is There Life After Birth ?, scritto nel 1980 e pubblicato insieme ad altri racconti nel 1982 in:  Morphogeny , un libro di Pablo J. Luis Molinero. Ne riportiamo di seguito un estratto diffuso in italiano, che offre un interessante spunto di riflessione. Nella sua disarmante semplicità, invita a pensare a quanto la prospettiva possa cambiare il nostro modo d'intendere la vita ed il nostro destino. " Nel pancione di una donna gravida si trovavano due gemelli e fra loro avviene questo dialogo: – Tu credi nella vita dopo il parto? – Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello saremo più tardi. – Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita? – Non lo so, ma sicuramente… ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca. – Ma è assur...

La goccia che scava la roccia

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In un angolo nascosto della cascina,  sotto una grondaia vecchia, siede il nostro contadino su uno sgabello di legno. Osserva una grande pietra liscia, posta sotto il punto in cui il tetto gocciola quando piove. Al centro della roccia c'è una conca perfetta, rotonda, scavata nel sasso durissimo. Il vecchio allunga una mano e accarezza quella cavità. ​"Guardate questa roccia. È calcare duro, di quello che se ci dai dentro con la mazza ti ritrovi con le braccia rotte e le scintille negli occhi. Eppure, vedete questo buco nel mezzo? Non l'ha fatto uno scalpello e non l'ha fatto la forza di un gigante. L'ha fatto l'acqua. ​Una sola goccia d'acqua è niente. È leggera, si rompe appena tocca il suolo, non sembra poter fare del male a nessuno. Ma se quella goccia cade oggi, cade domani, cade per mesi e per anni nello stesso identico punto, alla fine vince lei. La pietra, che sembrava invincibile, deve cedere il passo alla pazienza dell'acqua. ​Questo è il segre...