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Lettera aperta a chi ha perso i propri genitori

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Ci sono due giorni nella vita che, in fondo, tutti temiamo. Anche quando facciamo finta di non pensarci. Il giorno in cui se ne va nostra madre. Il giorno in cui se ne va nostro padre. Non scrivo “muoiono”. Perché i genitori non muoiono mai davvero. Se ne vanno, sì. Non sono più accanto a noi, è vero. Ma non spariscono. Perché l’amore vero non finisce. Non si spegne. Non si cancella. Se stai leggendo queste parole, sai esattamente cosa significa. Non importa se è successo ieri o molti anni fa. La tua vita, da quel momento, si è divisa in due: prima e dopo. E quel vuoto nel petto, quel silenzio che pesa, resta. Col tempo impari a respirare di nuovo. Il dolore non sparisce, ma cambia forma. Diventa più silenzioso, meno violento. Impari a conviverci. A sorridere, a vivere, perfino a ridere con quella mancanza sempre accanto. Ed è giusto così. Perché è proprio questo che avrebbero voluto. Sapere che vai avanti. Che vivi. Che continui il loro cammino su questa terra. Che tutto quello che ha...

Il cervello batte la fiacca?

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  Una volta compiuto il quarantesimo anno di età, la maggior parte delle persone inizia ad accorgersi di non essere più così lucidi o così brillanti come prima. Scappa qualche nome, si dimentica la città visitata l'anno prima, si cambia stanza senza sapere il perché.  È il normale invecchiamento del cervello. Ma perché succede? Perché il cervello deve difendersi dai radicali liberi che sono il risultato dell'immenso lavoro che svolge. I radicali liberi prodotti dal lavoro cerebrale sono resi innocui dagli antiossidanti. Gli antiossidanti prodotti dal corpo sono: glutatione, coenzima q10, melatonina. Dopo i 40 anni la produzione di antiossidanti diminuisce.  Serve introdurli in alcuni casi e fare attenzione ad assumerli per via alimentare. Erbe aromatiche, verdure colorate, grassi del pesce, apportano elementi antiossidanti esterni. Se il tuo cervello batte la fiacca prova a controllare la dieta. Se dormi male, integra melatonina. Se assumi statine, integra Q10. Per il glu...

Non parlare mai dei tuoi problemi con nessuno

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Né che hai conflitti con tuo marito, né che i tuoi figli non ti obbediscono, né che i debiti ti stanno soffocando, né che ti senti stanco di tutto. E nemmeno che in casa tua c’è qualcuno malato, che passi le notti senza dormire o che le spese stanno diventando un peso difficile da sostenere. Non tutti quelli che ascoltano lo fanno con buone intenzioni. Molti conservano solo quello che dici per usarlo più avanti: per giudicarti, raccontarlo ad altri o parlare della tua vita quando non ci sei. Non rivelare nemmeno i tuoi piani, i tuoi progetti o ciò che sogni di realizzare. Ci sono persone che, quando sanno troppo, iniziano a seminare dubbi oppure, in silenzio, sperano che nulla di tutto questo si realizzi. Impara a proteggere di più la tua intimità. Non tutti meritano di conoscere le tue lotte, perché c’è chi non vuole vederti andare avanti… aspetta solo il momento di vederti cadere. Web

La ragnatela

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  Tra due rami sottili, qualcosa trattiene la luce. Una trama leggera, quasi impercettibile, che la rugiada rende visibile posandosi piano, goccia dopo goccia, come se conoscesse già la strada. Gocce minuscole si allineano lungo i cerchi, una accanto all’altra, come se qualcuno le avesse infilate con pazienza. Tremano appena, trattenendo la luce del mattino, e per un istante sembrano più importanti del filo che le sostiene. La trama è fragile, eppure resiste. Si tende tra vuoto e vuoto, regge il peso dell’acqua, del vento e del tempo che passa piano sopra di lei. Ogni goccia riflette qualcosa che non le appartiene: un pezzo di cielo o  un’ombra. Eppure resta lì, in equilibrio perfetto, senza cadere. Poi basta un movimento d’aria più deciso, o il sole che sale un poco, e tutto cambia. Le gocce si assottigliano, scivolano via, scompaiono una dopo l’altra. E la ragnatela torna a essere ciò che era: quasi niente, eppure ancora lì. La casetta in campagna

La vignetta

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Imparare a scegliere

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  Col tempo, ci si allontana un po’ alla volta dalle feste, dagli eventi, dalle folle rumorose… E chi guarda da fuori, spesso pensa: “Ha perso il suo entusiasmo, ha perso la voglia di vivere.” Ma non è così. È che abbiamo imparato a scegliere. A capire che non dobbiamo più essere ovunque, sorridere sempre, cercare di entrare a forza in spazi che non ci appartengono. Abbiamo imparato a non forzare la nostra presenza dove il cuore non batte più. E allora, con una leggerezza che un tempo sembrava impossibile, diciamo semplicemente: «Questo non fa più per me.» Qualcuno, sentendo queste parole, magari prova pena… Ma solo chi è arrivato fin qui può capire: non è tristezza. È sollievo. È la pace di chi non ha più bisogno di dimostrare nulla. È la bellezza di poter dire con fermezza e serenità: «Questo lo voglio. Questo no.» Ecco cos’è la libertà. E la vera libertà, quella che ti abbraccia l’anima, non ha età. Arriva quando smettiamo di rincorrere tutto e iniziamo a inseguire solo ciò che ...

Dati referendum provincia di Vicenza

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  Non si legge benissimo, però provate ad allargare

Baia

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  Tutti conoscono Pompei sepolta dalla lava. Ma l'Italia ha un'altra città romana scomparsa e questa volta non è stata la lava a inghiottirla. È stato il mare. Si chiama Baia. Stava a pochi chilometri da Napoli, sul golfo dei Campi Flegrei. Nel suo momento di massimo splendore, nel I secolo a.C., era la meta di villeggiatura dell'aristocrazia romana: ville patrizie direttamente sull'acqua, terme imperiali, ninfei decorati con affreschi e mosaici, strade lastricate, porti privati. Non era una città qualsiasi. Era il posto dove i potenti andavano a riposarsi dall'essere potenti. Spoiler: il suolo sotto di loro aveva altri piani. I Campi Flegrei sono una delle zone vulcaniche più instabili d'Europa. Il fenomeno che li caratterizza si chiama bradisismo, letteralmente "lento movimento" e consiste nel continuo salire e scendere della crosta terrestre sopra una camera magmatica attiva. Non esplosioni, non eruzioni. Solo un respiro lunghissimo, impercettibile,...

Arrivato sulla cima, non scordar chi eri prima

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Quando si arriva in alto, spesso sembra che la strada sia stata breve. Dall’alto tutto appare più semplice: le difficoltà si ridimensionano, le fatiche si allontanano, e ciò che un tempo sembrava enorme diventa quasi un ricordo sfocato. Eppure ogni traguardo ha una storia fatta di passi piccoli, di tentativi, di cadute e di giorni in cui andare avanti è stato più difficile del previsto. Nessuno arriva davvero in alto senza aver attraversato momenti di incertezza, senza aver imparato qualcosa lungo il cammino. Per questo la saggezza antica ricorda di non dimenticare mai il punto da cui si è partiti. Non per restare legati al passato, ma per custodire la memoria di ciò che ci ha formati: le fatiche, le attese, le persone che hanno camminato accanto a noi quando la strada era ancora tutta in salita. Ricordare da dove si viene è ciò che permette di restare giusti anche quando si è arrivati lontano. È ciò che mantiene vivi l’umiltà, la gratitudine e il rispetto per il cammino degli altri. P...

É lunga come il Purgatorio

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  «È lunga come il purgatorio, scura come il temporale, la scala che ti porta lassù, sull’Altopiano di Asiago. Quattromilaquattrocentoquarantaquattro gradini, ripidi da bestie, faticosi già a nominarli. » Questa è la Calà del Sasso secondo Paolo Rumiz. Un’opera davvero unica che collega Valstagna all’Altopiano di Asiago: 4.444 scalini in pietra, 7 km di percorso e più di 740 metri di dislivello. Si tratta della scalinata più lunga d’Italia , immersa nei boschi delle Prealpi vicentine. Un collegamento essenziale per secoli fra montagna e pianura. La Calà del Sasso nasce nel Medioevo per un motivo molto pratico: trasportare il legname dall’Altopiano al fiume Brenta, dove poi poteva viaggiare verso la pianura o Venezia. Non ci sono documenti certi sulla sua costruzione, ma si pensa sia stata voluta dai Visconti nel XIV secolo. Poi Venezia ne fece un’infrastruttura fondamentale per secoli, sfruttando i boschi dell’Altopiano dei Sette Comuni. Il sistema era ingegnoso: accanto ai gradin...

Avvisi funebri (FC)

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Dispensario e Farmacia informano che...

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  Avvisiamo tutti i nostri Clienti ed Amici che dal 4 al 7 aprile siamo chiusi per ferie. Buona Pasqua a tutti!

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Un pezzo di storia veneta

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Tocchiamo un pezzo di storia veneta e di archeologia industriale davvero affascinante! Il passaggio dal vecchio trenino a vapore alla Littorina sulla tratta Piovene Rocchette - Arsiero ha segnato un'epoca per tutta la Val d'Astico, rappresentando il passaggio dalla prima industrializzazione alla modernità, fino al definitivo declino su ferro. Ecco la storia di quegli anni in cui la Littorina sfrecciava ai piedi del Monte Summano e del Priaforà. Dal Vapore (la "Vaca Mora") alla Modernità La linea ferroviaria (a scartamento ordinario) era stata inaugurata nel lontano 1885 per servire principalmente il nascente e potentissimo polo industriale locale: le industrie tessili Rossi (Lanerossi) a Piovene e Schio, e le Cartiere Rossi ad Arsiero. Per decenni, il servizio fu garantito dalle locomotive a vapore, lente, fumose e sbuffanti, spesso soprannominate affettuosamente "Vaca Mora" (mucca nera) dalla gente del posto, per via del colore, del fumo e del passo non pro...

Il tempo vola...

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Il tempo è svanito come un respiro nel vento. Gli anni mi sono scivolati accanto... e non sono nemmeno riuscita a cogliere l'esatto istante in cui tutto è cambiato inesorabilmente. Sembra ieri che una sorgente inesauribile di energia ribolliva dentro di me: potevo lavorare senza sosta dall'alba al tramonto, tenere la casa in ordine perfetto, crescere i figli, e dopo tutto questo, miracolosamente, trovavo ancora la forza emotiva per ascoltare i dolori e le ansie degli altri. Ogni traccia di stanchezza si dissolveva nel nulla dopo poche ore di sonno profondo, e la mia memoria era acuta e limpida, proprio come le pagine di un libro appena aperto.  Oggi, tuttavia, la realtà ha un aspetto diverso. Il mio corpo inizia a farsi sentire lì dove prima c'era solo silenzio: le ginocchia rispondono con un dolore sordo quando scendo le scale, il mio passo è diventato notevolmente più cauto, e le riserve di energia si esauriscono molto più velocemente. Quelle faccende quotidiane che un te...