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"Buen Camino"

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“Buen Camino” con il coro Caviojo di Arsiero Nella splendida cornice della chiesetta di San Giorgio di Velo D’Astico, venerdì 22 maggio 2026, si è tenuto un concerto in ricordo dei tanti coristi che hanno lasciato questo mondo, per cantare nell’alto dei cieli. La piccola chiesa, antica e piena di significato, ha accolto tante persone per questa serata speciale dove il canto si è fatto preghiera, ricordo e speranza. Tanti i brani proposti, alcuni conosciuti, altri nuovi, ma tutti hanno avuto il potere di farci volare in alto, ci siamo cullati con le armonie e abbiamo ascoltato le parole dei testi. La musica unisce, accomuna, avvicina, condivide ed è una medicina preziosa per il cuore e l’anima: partecipare a un concerto di questo tipo, non può fare che bene, ci si sente più leggeri nonostante le fatiche di ogni giorno e diventa un balsamo che cura le ferite, che riempie i vuoti che ci intristiscono. Guardando tutto il gruppo di cantori, mi sono immaginata che accanto a loro ci siano sta...

Capelli neri, forti pensieri... capelli bianchi, pensieri stanchi

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Questo proverbio ha il passo lento del tempo che passa. Ha il sapore delle confidenze fatte di sera, quando ci si siede sulla panchina fuori dalla porta e si guarda indietro alla propria vita. ​Il vecchio contadino si toglie il cappello di paglia e lo posa sulle ginocchia. Passa una mano nodosa tra i suoi capelli, che ormai sono candidi come la neve che copre i campi a gennaio. Sorride con le rughe che gli incorniciano gli occhi, e comincia a parlare con quel tono calmo di chi non ha più fretta di arrivare da nessuna parte. ​"Vedete questi capelli bianchi? Una volta erano neri come le piume del corvo. E vi assicuro che allora, nella testa, c'era un gran terremoto.  ​Quando sei giovane, la testa è una fucina sempre accesa. I pensieri sono forti, tenaci, a volte feroci. Vuoi spaccare il mondo, vuoi arare più terra degli altri, insegui i desideri, accumuli rabbia, passioni e  progetti. La testa non si ferma mai, neanche di notte; è un continuo fare calcoli, avere ambizioni, torme...

Dopo Caporetto

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Dopo Caporetto, l'Italia scavò una città intera dentro una montagna. Novembre 1917. Il fronte italiano era appena collassato nel peggiore disastro militare della sua storia. Trecentomila soldati prigionieri, quattrocentomila in rotta. Il Monte Grappa era l'ultima linea. Il colonnello del Genio Nicola Gavotti ricevette un ordine semplice e impossibile: rendere la montagna inviolabile. La risposta fu scavare dentro di essa. Comincia così la storia della Galleria Vittorio Emanuele III — un sistema sotterraneo che nei mesi successivi avrebbe cambiato le sorti della guerra sul fronte italiano. Il progetto era brutale nella sua ambizione: circa 5 chilometri di gallerie ricavate nella roccia viva di Cima Grappa, a 1.776 metri di quota, con 24 perforatrici meccaniche che lavoravano giorno e notte. Quarantamila metri cubi di roccia asportati. Aspetta. Non era solo un rifugio. Era un'intera città militare: comandi, depositi munizioni, infermerie, ricoveri per la truppa. Postazioni pe...

L'addio

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Ci sono addii che mostrano davvero il carattere di una persona. Entrare nella vita di qualcuno è facile, soprattutto all’inizio, quando tutto è nuovo. Andarsene senza distruggere ciò che è stato, invece, richiede altro. Dice molto del rispetto che hai, di come scegli di chiudere. Quando condividi tempo con qualcuno, restano tracce. Momenti, parole, silenzi. Cose che, mentre accadono, sembrano normali, ma poi restano. Per questo, quando qualcosa finisce, non serve trasformarlo in uno scontro. A volte una storia si chiude perché ha fatto il suo percorso. Accettarlo è più difficile che restare nel conflitto. Le rotture impulsive lasciano segni. Parole dette per rabbia, accuse, frasi che pesano più del necessario. Sembrano uno sfogo, ma raramente portano calma. Uscire con rispetto non vuol dire far finta di niente. Vuol dire scegliere come farlo. Chiudere senza rovinare tutto. Riconoscere che ciò che c’è stato ha avuto valore, anche se è finito. Col tempo si capisce che anche il modo in cu...

Risvegliarsi di notte non sempre è insonnia

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Una cosa è avere difficoltà a prendere sonno, un'altra è svegliarsi di notte. Per la difficoltà ad addormentarsi ci sono molteplici motivi: ansia, paura, controllo, stress, depressione. Per il risveglio precoce invece ci sono difficoltà fisiche. Quando l'uno si mescola all'altro diventa tutto più complicato, e serve un professionista. Da parte nostra possiamo cercare di capire se abbiamo o stiamo vivendo un momento di difficoltà, sentire un dottore e  aiutarci con la melatonina,  piante rilassanti e oli essenziali.  Per il risveglio abbiamo due cose da fare :  - 1 - alleggerire e depurare il fegato, con cene leggere, fare una restrizione calorica se si è in sovrappeso, o fare una cena dolce se di costituzione terra o depressi. - 2- aiutare l'effetto depurativo del corpo assumendo magnesio. Sia di giorno che al risveglio. Gli oli essenziali possono completare il quadro lavorando sulla parte più sensibile  annusando mandarino o arancio, ylang ylang o yuzu, oppure ...

Arcobaleni

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scatti di Giulio  

Mons. Francesco Galloni

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La vignetta

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La pecora nera

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Ti hanno chiamato pecora nera. Non perché avessi torto… Ma perché eri diverso. Mentre il gregge seguiva il cammino senza mai voltarsi, tu ti sei fermato. Hai alzato lo sguardo. Hai ascoltato il vento. E dentro di te è nata una voce che diceva: “Ci deve essere un’altra via.” La pecora nera non si confonde con gli altri. Non perché non possa... Ma perché non vuole. Ha visto troppi precipizi mascherati da tradizioni. Troppe gabbie chiamate "normalità". Così sceglie di allontanarsi. Forse da sola. Ma sveglia. Muove le acque. Scuote le abitudini. Rompe il silenzio. E a volte... costruisce ponti che il gregge non sapeva nemmeno di dover attraversare. A tutte le pecore nere là fuori: Siete la rivoluzione silenziosa. Il cambiamento che interrompe lo schema. La nota libera in un coro ripetitivo. Non siete nati per adattarvi. Siete nati per spiccare. E per guidare.

Cooperativa l'Anguana

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  E' nata qualche mese a Posina la Cooperativa L'Anguana alla quale il Comune di Posina ha affidato la gestione del vecchio Mulino Main rigenerato. E' nata grazie ad un finanziamento Cariverona, all'impegno integrato della Unione Montana Alto Astico, del Comune di Posina e di Tonezza, e della Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità di Vita, ma soprattutto delle persone che concretamente hanno fatto nascere la Cooperativa  di Comunitá  L'Anguana. Una delle poche esistenti in Veneto. Merita veramente di essere vista questa esperienza nata per conservare le buone tradizioni e per custodire il Tempo .

Forte Corbin

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Il forte più grande dell'Altopiano di Asiago non si vede quasi per niente. Non perché sia piccolo. Ma perché è dentro la montagna. Il Forte di Punta Corbin, a 1.077 metri sull'Altopiano di Asiago, è quello che gli storici militari chiamano il «forte modello» della linea difensiva italiana pre-1914. Il più grande e il più complesso tra tutti quelli costruiti sui Sette Comuni. Ma se ci vai aspettandoti un edificio compatto, un blocco di cemento con torri e merli, lo stai cercando nel posto sbagliato. La difesa qui non è nei muri. È nella roccia. I lavori iniziarono nel 1906 e durarono fino al 1911. Il Genio Militare italiano scavò gallerie nella montagna — lunghe, buie, collegate — per raggiungere le postazioni operative senza mai uscire allo scoperto. La polveriera era sottoterra. I cofani per le mitragliatrici erano ricavati nella roccia. I passaggi interni collegavano ogni ambiente strategico senza esporre nessuno. In superficie, il forte montava 6 cannoni da 149 mm in cupole ...

L'origano

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  - Origano: pianta piccolina, ma potente - Origano, timo, chiodi di garofano sono piante o parti di pianta che usiamo in cucina. Il loro effetto principale non è quello di donare sapore e gusto ai piatti, ma di disinfettare e  pulire il cibo dai germi. Ogni cibo, per quanto prodotto in una situazione di pulizia, deve portare batteri, funghi, germi ecc. altrimenti è un cibo morto.  La flora saprofita ci è indispensabile per migliorare e nutrire la nostra flora batterica. Queste piccole piante o parti di pianta, contengono fenoli che sono molecole altamente antinfettive. I fenoli (da fuoco) uccidono i germi distruggendo la loro membrana cellulare. Sono di natura acida e proteggono la salute di chi li mangia. L'olio essenziale di origano contiene il 55% di fenoli tra cui Carvacrolo e Timolo. Utile in caso di cistite, gastroenterite, malattie respiratorie, malaria, parassiti (con cannella), fuoco S. Antonio. È dermocaustico ed è meglio non usarlo sulla pelle.  Per via i...

Gli alberi ci sono d'aiuto

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L'albero che climatizza la casa non si attacca alla corrente: si pianta a sud Un latifoglie caducifoglio piantato sul lato sud della casa, a 4-5 metri dalla facciata, è uno dei sistemi di climatizzazione più antichi ed efficaci che esistano. D'estate la chioma fitta blocca il sole e abbassa la temperatura interna anche di 5-10 °C. D'inverno l'albero perde le foglie e lascia passare il sole basso, riscaldando le pareti e gli ambienti interni. Una sola pianta, due funzioni opposte. Niente bollette. Come orientarsi - Albero a sud — la posizione migliore. Ombra estiva sulla facciata più esposta, sole invernale che entra liberamente quando le foglie cadono. - Albero a est — utile per schermare il sole del mattino, meno importante in estate. - Albero a ovest — interessante per il sole caldo del pomeriggio, soprattutto in Centro-Sud. - Albero a nord — inutile. Il sole non arriva da quel lato, l'albero ombreggia il giardino senza giovare alla casa. Quattro specie italiane p...

Corpo e mobilità

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Sono vivo perché ho un corpo, io sono il mio corpo, mi relaziono attraverso il corpo. Il corpo di ognuno di noi dovrebbe essere considerato prezioso e sacro. È attraverso il corpo che impariamo, ci mettiamo in relazione, comunichiamo, facciamo esperienza, amiamo. Il corpo è  forte, resiste ad insulti, carenze, dimenticanze, non cura, lavoro eccessivo, poco riposo. La sua forza è anche la sua condanna perché ci abitua a non averne sufficiente cura. Eppure senza il corpo, non siamo nulla. Nutrirlo, pulirlo, ascoltarlo e muoverlo è ciò di cui ha bisogno. La maggior parte dei bisogni fondamentali siamo in grado soddisfarli senza fatica, a parte il movimento e a volte l'idratazione. Per poco tempo, per poca consapevolezza, per poca cultura diamo troppo poco importanza al movimento. Mobilità,  flessibilità,  sviluppo di forza sono attività indispensabili per il corpo. Il corpo senza movimento è come un mulino senza acqua,  arruginisce, si blocca. È come una bandiera senza ...

Incontro a Forni

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