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Nell'alta Val d'Astico più Anziani che Giovani

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  Nei Comuni della Val d’Astico ci sono più anziani che giovani: numeri record e un bando per non lasciarli soli 04/06/2026 - Altovicentinonline In alta Val d’Astico gli anziani sono più del doppio dei giovani: 240 over 65 ogni 100 under 14 . Oltre una persona su quattro (più del 26%) ha più di 65 anni, circa un terzo degli abitanti è pensionato e si stima che il 30% degli anziani conviva con una o più disabilità . Sono numeri che descrivono una comunità che invecchia rapidamente e che rende sempre più gravoso il carico di cura sulle famiglie, spesso sole nell’assistenza quotidiana. In questo contesto l’Unione Montana Alto Astico, che riunisce i Comuni di Arsiero, Cogollo del Cengio, Laghi, Lastebasse, Pedemonte, Tonezza del Cimone, Valdastico e Velo d’Astico, ha scelto di investire in un sistema di servizi integrati per gli over 65, capace di affiancare chi invecchia e chi se ne prende cura. Proprio da questa fotografia socio‑demografica nasce il progetto finanziato tramite il b...

Giugno - la falce in pugno -

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  Siamo arrivati al momento della verità. Giugno è il mese in cui la terra non concede più distrazioni, le chiacchiere stanno a zero e i campi si colorano di quel biondo acceso che i contadini aspettano per un anno intero. ​Il contadino è proprio sul ciglio del campo di grano. Il sole è già alto e scotta sulle spalle, l'aria trema per il caldo. Lui è in piedi, le gambe ben piantate nella terra secca. Tra le mani ha la falce messoria la cui lama d'acciaio riflette la luce come uno specchio. Passa un'ultima volta la pietra per affilarla, un suono secco e metallico, poi assume lo sguardo serio di chi sta per iniziare una battaglia. ​"Sentite questo calore? È il sole di giugno che stringe i nodi. Da oggi non si scherza più, i giorni della semina e dell'attesa sono finiti. ​Il grano è pronto. Vedete come china la testa? Le spighe sono pesanti, piene della farina che ci darà il pane per tutto l'inverno. Ma il grano è un signore delicato, non aspetta i vostri comodi. ...

Storiella con morale

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Un giorno una persona salì sulla montagna dove si rifugiava una donna eremita che meditava, e le chiese: – Cosa fai in tanta solitudine? Al che lei rispose: – Ho un sacco di lavoro da fare. – E come fai ad avere così tanto lavoro?… Non vedo niente qui… – Devo allenare due falchi e due aquile, tranquillizzare due conigli, disciplinare un serpente, motivare un asino e domare un leone.” – E dove sono?… non li vedo… – Li ho dentro. – I falchi si lanciano su tutto quello che mi viene presentato, buono o cattivo, devo allenarli a lanciarsi su cose buone. Sono i miei occhi . – Le due aquile con i loro artigli feriscono e distruggono, devo insegnare loro a non fare del male. Sono le mie mani. – I conigli vogliono andare dove vogliono, scappano dall’affrontare situazioni difficili, devo insegnare loro a stare tranquilli anche se c’è sofferenza o ostacoli.  Sono i miei piedi. – L’asino è sempre stanco, è testardo, molto spesso non vuole portare il suo peso. È il mio corpo. – Il più difficile...

L'umiltà

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L’umiltà è un fiore prezioso e raro. È discreta e si dimostra con i fatti, non con le parole. Solo le persone di valore sono autenticamente umili, senza neppure sapere di esserlo. Sono consapevoli del proprio valore, ma non lo ostentano mai. Apprezzano gli altri e ed imparano da tutti. Come ci insegna la saggezza popolare, "l'albero carico di frutti sta con i rami abbassati". Semplicità e umiltà sono forze silenziose e discrete che accompagnano e rendono forti le persone creative e di effettivo valore. Agostino Degas

La vignetta

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La finestra

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Cosa c’è di più banale di una finestra nelle nostre abitazioni? Apparentemente una struttura semplice, che si pensa sia sempre esistita nella forma che vediamo. Effettivamente, sono secoli che accompagna l’umanità, evolvendosi insieme allo sviluppo della civiltà. Oggi è non solo una fonte di luce, ma anche un elemento chiave per l’isolamento, la privacy e persino l’innovazione tecnologica nelle case intelligenti. Ma una volta, nel nostro ameno paesello, com’erano le finestre? Fin dall’età delle caverne, l’uomo era abituato ad avere un’unica apertura della casa, dalla quale entrava ed usciva di tutto: luce, calore, freddo, persone, fumo, odori, bestie, ecc. Evolvendosi l’abitazione, si cominciò ad aprire dei buchi nei muri, principalmente per consentire una miglior ventilazione e luminosità degli ambienti. In Egitto e Mesopotamia, culle della civiltà, le aperture erano protette da tende di legno, stoffa o pelli animali per difendersi dalla polvere e dal sole. È interessante nota...

Differenze di prospettive...

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Questo conosciuto racconto morale dell'ipotetico dialogo tra due gemelli nel grembo materno, è tratto dall'articolo:  Does Mother Exist? Is There Life After Birth ?, scritto nel 1980 e pubblicato insieme ad altri racconti nel 1982 in:  Morphogeny , un libro di Pablo J. Luis Molinero. Ne riportiamo di seguito un estratto diffuso in italiano, che offre un interessante spunto di riflessione. Nella sua disarmante semplicità, invita a pensare a quanto la prospettiva possa cambiare il nostro modo d'intendere la vita ed il nostro destino. " Nel pancione di una donna gravida si trovavano due gemelli e fra loro avviene questo dialogo: – Tu credi nella vita dopo il parto? – Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello saremo più tardi. – Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita? – Non lo so, ma sicuramente… ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca. – Ma è assur...

La goccia che scava la roccia

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In un angolo nascosto della cascina,  sotto una grondaia vecchia, siede il nostro contadino su uno sgabello di legno. Osserva una grande pietra liscia, posta sotto il punto in cui il tetto gocciola quando piove. Al centro della roccia c'è una conca perfetta, rotonda, scavata nel sasso durissimo. Il vecchio allunga una mano e accarezza quella cavità. ​"Guardate questa roccia. È calcare duro, di quello che se ci dai dentro con la mazza ti ritrovi con le braccia rotte e le scintille negli occhi. Eppure, vedete questo buco nel mezzo? Non l'ha fatto uno scalpello e non l'ha fatto la forza di un gigante. L'ha fatto l'acqua. ​Una sola goccia d'acqua è niente. È leggera, si rompe appena tocca il suolo, non sembra poter fare del male a nessuno. Ma se quella goccia cade oggi, cade domani, cade per mesi e per anni nello stesso identico punto, alla fine vince lei. La pietra, che sembrava invincibile, deve cedere il passo alla pazienza dell'acqua. ​Questo è il segre...

Incontro a Forni

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La vignetta

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Bellissime notizie!

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il Miracolo della Gallina

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  Più osservo la vita, più mi accorgo che i miracoli non sono  nascosti nei luoghi lontani o nelle leggende.  Sono davanti ai miei occhi,  così vicini da essere diventati invisibili. Uno dei più straordinari protagonisti è la gallina. Sembra un animale comune.  Così comune da passare inosservato.  Eppure, se mi fermo a riflettere, mi trovo davanti a uno dei  laboratori biologici più incredibili che esistano sulla Terra. La gallina compie ogni giorno qualcosa che, se non   fossimo abituati a vederlo, considereremmo magia. Dentro il suo corpo prende forma un uovo.  Non una semplice sfera di materia.  Non un oggetto qualsiasi.  Un uovo.  Un contenitore perfetto,  progettato dalla natura con una precisione che  sfiora l'inimmaginabile. Al suo interno si trovano acqua,  proteine,  grassi,   vitamine,  minerali,  energia e  istruzioni biologiche.   Tutto ciò che serve affinc...

AUF

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Nel 1387 una parola scritta sui blocchi di marmo permetteva di attraversare la Lombardia senza pagare un soldo. Era “AUF”. Due lettere nere tracciate sul marmo rosa di Candoglia, quello che ancora oggi ricopre il Duomo di Milano. Non un marchio decorativo. Un lasciapassare fiscale medievale. Quando Gian Galeazzo Visconti affidò alla Veneranda Fabbrica del Duomo la cava di Candoglia, in Val d’Ossola, prese una decisione radicale: tutto il Duomo sarebbe nato da una sola montagna. Ogni guglia. Ogni arco. Ogni statua. Lo stesso marmo bianco venato di rosa che ancora oggi cambia colore con la pioggia milanese. Il problema era portarlo a Milano. Nel Trecento non esistevano camion, autostrade o gru moderne. Eppure migliaia di tonnellate di pietra dovevano attraversare quasi duecento chilometri di acqua e correnti. I cavatori caricavano i blocchi su enormi zattere di faggio lunghe circa 18 metri. Da Candoglia si scendeva lungo il Toce fino al Lago Maggiore. Poi il Ticino. Poi il Naviglio Grand...

Esame per insufficienza venosa

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Prenotazioni al telefono Costo 20 euro In farmacia a Pedemonte

Incontri e risate nell'alto Astico

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