Post

Le ferite psicologiche infantili

Immagine
É un po' lungo, ma lo trovo interessante. Avrete sicuramente sentito parlare delle ferite psicologiche infantili, ma cosa sono? E soprattutto come si possono curare? Proverò a spiegarvelo in termini semplici e chiari perché è una tematica molto importante e vale la pena conoscerla bene sia per noi stessi che per evitare trasmissioni generazionali. Le ferite psicologiche infantili sono i segni (ferite) lasciati da esperienze che, quando eravamo piccoli o piccolissimi, non abbiamo potuto comprendere, razionalizzare o gestire, ma che abbiamo comunque sentito con tutta l’intensità della nostra sensibilità di bambini. Il modo in cui siamo stati amati (o non amati nel modo in cui avremmo avuto bisogno) diventa la matrice delle nostre relazioni con noi stessi e con gli altri. In altre parole sono come delle tracce profonde nell’anima, delle cicatrici emotive (spesso ancora aperte) che influenzano il modo in cui cresciamo, ci relazioniamo e percepiamo noi stessi. Quando siamo piccoli, il n...

Apericarotando

Immagine
 

Libellule

Immagine
 

Stage di arrampicata spirtiva

Immagine
Ancora qualche posto libero  

Alla fortuna bisogna lasciare sempre una finestra aperta

Immagine
  Ci ricorda l’importanza di scostare le imposte non soltanto per lasciare entrare la luce del mattino, ma per avere fiducia che il giorno porti con sé qualcosa di buono. Una finestra socchiusa racconta un atteggiamento dell’anima: non l’imprudenza di chi si espone a ogni vento, ma la disposizione quieta di chi non vuole vivere barricato. C’è una differenza sottile tra proteggersi e chiudersi e, talvolta, quella differenza coincide proprio con uno spiraglio lasciato aperto mentre il resto della casa resta al sicuro. La fortuna, del resto, non ama i battenti serrati né le stanze dove l’aria è immobile. Passa leggera come una corrente leggera che cambia profumo alla stanza, e si trattiene solo dove trova un varco attraverso cui insinuarsi. Non annuncia il suo arrivo nè pretende attenzione. Così il gesto semplice di lasciare una finestra appena aperta, diventa una forma di fiducia silenziosa nella vita, un modo per dire che, nonostante le paure e le stagioni difficili, esiste ancora s...

La vignetta

Immagine

Imparare a custodire la propria mente

Immagine
La mente è il luogo dove nasce sia la nostra forza che la nostra rovina. Spesso non sono gli altri a spezzarci, ma i pensieri che alimentiamo ogni giorno: paura, insicurezza, rabbia, sfiducia. Come il ferro viene consumato lentamente dalla sua stessa ruggine, anche una persona può indebolirsi dall’interno senza accorgersene. Per questo è importante imparare a custodire la propria mente, scegliere cosa ascoltare e cosa lasciare andare. Perché quando impari a dominare i tuoi pensieri, diventi più forte di qualunque ostacolo esterno.

Beato quel campetto che ha una siepe e un fossetto

Immagine
  Nasce dall’osservazione concreta della campagna di una volta, quando ogni campo aveva una sua protezione naturale e nulla era lasciato al caso. La siepe e il fossetto non erano solo confini, ma presenze vive, utili e silenziose. La siepe riparava dal vento, tratteneva la terra, offriva rifugio agli uccelli e agli animali piccoli. Segnava il limite senza bisogno di parole, insegnava il rispetto degli spazi e custodiva il campo come un abbraccio discreto. Il fossetto, invece, raccoglieva l’acqua delle piogge, evitava ristagni, proteggeva i semi e le radici. Era una difesa umile ma preziosa contro le stagioni difficili. Dire che quel campetto è “beato” significa riconoscere che è un campo fortunato, ben tenuto, pensato con cura. Non perché più grande o più ricco, ma perché protetto. Nella saggezza popolare, un terreno così aveva più possibilità di dare frutto, di resistere alle intemperie, di attraversare l’anno senza perdere tutto. Ma il proverbio parla anche delle persone. Beato c...

Concerto per Claudia a Forni

Immagine
 

Credo abbia ragione da vendere

Immagine
Se devo trascorrere la mia vita a lottare per gli spiccioli, se ho una casa troppo grande che mi complica l'esistenza, se ho bisogno di molti mezzi materiali, se devo cambiare macchina ogni anno, e così via, dovrò spendere il mio tempo a lavorare per tutto questo, e poi lavorare affinché non mi derubino, e via dicendo, fino a quando non diventerò un vecchio rattrappito e pieno di malanni.  Essere frugale, essere sobrio, è una strategia calcolata, premeditata, che mi consente di avere tempo per essere libero. Ogni ora della mia esistenza che devo spendere a risolvere le cose materiali della vita è un'ora che non posso dedicare a ciò che più mi appassiona, a quel che mi rende felice e libero. Ai giovani vorrei dire: non fatevi scippare la vita, non lasciatevi trasformare in schiavi per correre dietro a questioni materiali. Non conformatevi a vivere in ginocchio, o sulle spalle degli altri, non trasformatevi in sfruttatori; non vivete neppure in un mondo di sperperi; non fatevi pr...

Val d'Astico incontra

Immagine
 

Piccola rivoluzione

Immagine
 

La vignetta

Immagine
 

Le Mamme

Immagine
 

La Mamma

Immagine
C’è un momento, crescendo, in cui si capisce che la mamma non è stata solo la persona che ci ha tenuti per mano. È stata il rifugio nei giorni storti, la voce che sapeva calmare le tempeste, il gesto semplice che rimetteva ordine nel cuore senza fare rumore. Le mamme assomigliano a certe cose di campagna: alla luce accesa presto al mattino, al grembiule che profuma di casa, alle mani che lavorano anche quando sono stanche, ai fiori che tornano ogni anno senza chiedere nulla in cambio. Forse da piccoli non ce ne accorgiamo davvero. Pensiamo che siano eterne, come il cielo sopra il tetto o il sentiero davanti casa. Poi la vita insegna quanto amore ci fosse nascosto dentro ogni piccola cosa: in una coperta sistemata sulle spalle, in una domanda fatta piano oppure  in quel “mangia qualcosa” che in fondo voleva dire “abbi cura di te”. La mamma è il primo posto in cui impariamo cosa significhi sentirsi amati. E anche quando il tempo passa, una parte di noi continua sempre a cercare quell...