Censure moderne
Oggi la censura non si presenta più con il bavaglio. Si presenta con l’abbondanza. Viviamo nell’epoca che il filosofo Byung-Chul Han definisce infocrazia : il potere non governa più principalmente attraverso il divieto, ma attraverso l’eccesso di informazione. Non ci viene impedito di sapere. Ci viene dato troppo da sapere. Notizie, aggiornamenti, breaking news, notifiche, opinioni, contro-opinioni, emergenze continue. Un flusso ininterrotto che non lascia tempo alla sedimentazione, alla riflessione, al dubbio. Quando tutto è urgente, nulla è importante. Quando tutto è visibile, nulla è veramente visto. In questo dipinto il teschio non rappresenta la morte dell’informazione, ma la morte del pensiero critico. Vomita dispositivi, non silenzi. E davanti marciano corpi etichettati “NEWS”, uniformi, intercambiabili. L’eccesso diventa anestesia. L’iper-comunicazione diventa una forma raffinata di censura: non ti proibisco di parlare, ti sommergo. Non ti nascondo la verità, la dissolvo in un ...