Post

Tutti figli di…

Immagine
[Gianni Spagnolo©26C4] No,… piano, non voglio offendere nessuno con questo titolo, solo evidenziare una specificità che ha San Pietro, oltre ad ospitare la sede legale delle Anguane. Mi riferisco all’ampia diffusione dei cognomi patronimici. I cognomi patronimici, ovvero “ figlio di... ” derivati dal nome del padre/capostipite, sono diffusi in tutta Europa sin dal Medioevo come forma base per identificare le persone. Presenti in varie forme — suffissi, prefissi o nomi semplici — sono particolarmente strutturati nei paesi slavi (es. russi -vič/-vna) e frequenti in aree germaniche, nordiche e britanniche. Esempi ne sono il suffisso ” -son ” scandinavo, quello “ -ez ” spagnolo, il prefisso scozzese “ Mac “o quello gallese “ O’ “. In Italia sono diffusi in varie forme, a seconda delle zone; Il nome Lorenzo del capostipite, p.e., potrebbe essere cognomizzato in vari modi: de Lorenzo, Lorenzi, Laurentiis, Lenzi, Renzi, più diminutivi e maggiorativi vari. Infinite sono poi le declinazioni ...

Avvisi funebri (FC)

Immagine
 

Giochi di luce

Immagine
  Chi ha sparso brillanti sull’acqua del torrente che lenta continua il suo andare? È stato forse il sole che baciandola l’ha illuminata? O forse l’aria leggera che su di lei si è posata? Non so chi è stato, ma oggi osservando con attenzione ho vissuto un attimo di vera emozione: un regalo venuto  forse dal cielo che si è posato come un velo… E tutto intorno ha fatto luccicare sorprendendomi nel mio andare. Ma sono attimi, sono piccoli momenti che alimentano ancora i miei sentimenti, che  ripetono sempre, senza parlare che la vita è ancora da gustare! Lucia Pedescala 26/02/2026

Quando le stelle son lucenti, a mezzanotte cambiano i venti

Immagine
Quando le stelle appaiono molto lucenti, l’aria è così limpida e sottile da sembrare immobile. Il freddo la rende trasparente, il cielo si fa profondo e vicino, e ogni luce sembra più netta, più viva. In notti come queste, soprattutto nei tempi di passaggio tra una stagione e l’altra, i contadini avevano imparato a osservare con attenzione: sapevano che quella calma non era definitiva. Verso mezzanotte, quando la terra ha ormai restituito tutto il calore raccolto durante il giorno, l’aria inizia a muoversi piano, quasi impercettibile, e i venti cambiano direzione o intensità. È il momento in cui l’atmosfera si riequilibra, come se il mondo prendesse fiato e riorganizzasse le sue forze. Ma questo proverbio non vive solo di cielo e di campi, perché nella tradizione popolare ogni fenomeno naturale porta con sé un significato più profondo. Le stelle brillanti sono segno di una quiete che sembra totale, di un silenzio così denso da poter essere ascoltato. Ed è proprio in quell’istante, quan...

Cena del pissacan a Pedescala

Immagine
 

La prevenzione prima di tutto

Immagine
Siamo liete di annunciare che anche quest'anno, grazie al PATROCINIO DEL COMUNE DI PEDEMONTE, siamo riuscite ad organizzare le apprezzatissime giornate screening! Ve le  anticipiamo: -25 e 26 giugno efficienza venosa -26 agosto NOVITA' fondo oculare -16 settembre screening melanoma -30 settembre NOVITA' mobilità cervicale

La vignetta

Immagine
 

Il Vangelo della Domenica

Immagine
8 marzo 2026 III domenica di Quaresima Giovanni  In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!», tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il...

Monte Berico 7.3.26

Immagine
Ricorre oggi il sesto centenario della prima apparizione della Vergine a Vincenza Pasini. Due anni dopo una nuova apparizione con la promessa di far cessare la peste e la richiesta di un tempio a lei dedicato, dove ancora oggi risuona un messaggio di speranza. Ecclesia   07_03_2026 Un volto giocoso e giocondo, affettuoso e cordiale. In una parola materno. Di quella maternità accogliente, che ti avvolge in un abbraccio carico di amore. Qui, davanti a lei, ti senti figlio davvero. È la grande, grandissima statua della Madonna del Monte Berico. Oggi ricorre il seicentesimo anniversario delle apparizioni che coinvolsero l’anziana donna vicentina Vincenza Pasini. Quella statua sembra che ti parli, ti inviti a non temere, ad avere fiducia nel Signore. La devozione popolare è tanta: un grande santuario per un grande popolo fedele Un santuario che sorge su un colle che domina a sud-ovest la città di Vicenza , il Monte Berico appunto. E per giungere in questo luogo santo, due sono i pe...

Per tutte le Donne che seguono il Blog

Immagine
 

Sai perché le persone buone non cambiano?

Immagine
Perché, anche se la vita le ha colpite più di quanto meritassero, anche se hanno riposto fiducia in chi non dovevano e dato più di quanto hanno ricevuto, conservano ancora un angolo dell’anima dove la cattiveria non arriva. Quel posticino delicato, ma indistruttibile, ricorda loro che non sono nate per ferire, ma per guarire; non per arrendersi, ma per provare ancora una volta.  Le persone buone non cambiano perché, anche dopo aver visto il peggio degli altri, continuano a credere che esista qualcosa di bello nel cuore umano. E anche se fa male, anche se a volte si spezzano in silenzio, preferiscono continuare a essere se stesse piuttosto che diventare ciò che tanto le ha ferite. Conoscono il peso della delusione, sanno cosa significa essere sottovalutate, ignorate o tradite, ma conoscono anche la pace di agire con nobiltà, e questa pace non si negozia.  È vero: sono quelle che piangono di più, quelle che tacciono di più, quelle che si rompono di più dentro. Ma sono anche quel...

Che ricordo lascerò?

Immagine
Ci sarà chi mi ricorderà con affetto… e chi mi ricorderà con rancore. E va bene così. Non tutti hanno guardato la mia anima  con gli stessi occhi, non tutti mi hanno voluto con la stessa intenzione, e non tutti hanno meritato il meglio di me. Ognuno ha risvegliato in me il riflesso esatto di ciò che ha seminato. E questo non è essere crudele: è giustizia emotiva. Non sono mai stata uguale per tutti, perché non tutti sono arrivati allo stesso modo. Non sono un altare da venerare, né una macchina fatta per sopportare tutto. Sono una donna reale, con giorni pieni di luce e notti senza luna, con stagioni fertili e stagioni in cui sono crollata a pezzi. Sono umana, non un miracolo. E nella mia umanità, ho imparato a scegliere. Con chi è arrivato con amore, sono fiorita. Sono stata rifugio, dolcezza, orizzonte. A chi è arrivato con verità, ho dato verità moltiplicata. A chi è arrivato con cura, ho aperto l’anima senza paura. Ma a chi è arrivato con doppie intenzioni, sono stata distanza....

Gli Orizzonti della Poesia

Immagine
Ho già visto tutto, cosa credi, che gli anni siano solo polvere sui muri?  Ogni strada percorsa ha lasciato il segno,  in qualche vicolo,  scorre il tempo  che non ho saputo vivere a pieno  e per il resto,  racconti epici da modellare  quando mi va  di ricordare che, in fondo,  mi è andata bene. Ho già visto dove muore la speranza,  dove rinasce una pia illusione solo  per digerire  meglio la rabbia, la delusione,  il senso d'impotenza e d'abbandono. Ho già visto tutto, cosa credi,  che mi lasci intimidire da un cielo nero,  da un groviglio d'invidie e gelosie?  Guardami bene, mi vedi?  Io sono oltre i piccoli intrighi, le bassezze quotidiane solo per un po' di luce. Guardami bene, mi vedi?  Io sono Luce.  Francesca Stassi

Oltre un secolo fa

Immaginate di tornare indietro di oltre un secolo. Il rombo dei cannoni, il silenzio delle vette e uno sguardo che domina la vallata. Grazie all'Intelligenza Artificiale, abbiamo dato vita a questa straordinaria fotografia storica scattata dalle truppe austro-ungariche durante la Prima Guerra Mondiale. Ci troviamo sulle pendici scoscese del Monte Cimone di Tonezza. La foto, resa tridimensionale dall'IA, ci mostra una prospettiva vertiginosa: A sinistra: La parete rocciosa, imponente e nuda, mostra le sue stratificazioni geologiche. È la montagna cruda, senza filtri, testimone silenziosa di battaglie feroci, il Cengio.  Al centro: La Valdastico si apre lungo il corso del torrente Astico, che serpeggia libero tra i campi. Notate il letto del fiume: ampio, ghiaioso e selvaggio. Quello che colpisce di più è il vuoto. Pochi casolari sparsi, sentieri militari appena tracciati e tanta, tanta natura. Chi conosce questi luoghi sa che quella valle, un tempo quasi deserta, oggi è un bruli...

La vignetta

Immagine