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I cimiteri a novembre

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  Un tempo, a novembre, il cimitero del paese era il luogo più commovente e più ordinato che il borgo italiano producesse nei giorni intorno al primo e al due novembre, quella visita collettiva dei Santi e dei Morti in cui tutta la comunità del paese si recava al cimitero per pulire e decorare le tombe dei propri cari con i crisantemi bianchi, lilla e gialli che erano i fiori più cimitero e più autunno italiano che esistessero.  La visita al cimitero di novembre in Italia era una delle tradizioni familiari più rispettate e più precise del calendario cattolico; ci si andava con i fiori comprati all'ingresso del cimitero o al mercato del venerdì precedente, si puliva il marmo della lapide con uno straccio umido, si sistemavano i fiori nel vaso di pietra o di metallo davanti alla tomba, si accendeva il lumino o la candela, si restava qualche minuto in silenzio, e poi si passava alla tomba successiva dei familiari sepolti nello stesso cimitero. I crisantemi, quei fiori con il capo...

Quando moriremo...

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Quando morirai piangeranno... poi continueranno a mangiare. Sembra crudele, ma è la verità. Quando morirai, il mondo non si fermerà. La tua famiglia farà ciò che può con il tuo corpo, secondo le proprie possibilità. Verrai lavato. Verrai vestito. Verrai portato via da casa tua. E verrai portato in un luogo dove altri decideranno quanto durerà il tuo ultimo saluto. Alcuni piangeranno sinceramente. Altri verranno per obbligo. Altri non verranno nemmeno, ma lasceranno un bel messaggio sui social per salvare le apparenze. E mentre sarai lì, immobile, un ricordo… la vita andrà avanti come se nulla fosse accaduto. Il mondo non si ferma per nessuno. Il tuo lavoro continuerà. Il tuo capo cercherà un sostituto. Il tuo posto verrà occupato. E se qualcuno farà un lavoro migliore del tuo, verrai presto dimenticato. I tuoi oggetti... quelli che non volevi prestare, quelli per cui hai litigato, quelli che hai protetto come una parte di te stesso... passeranno in altre mani. I tuoi vestiti. Le tue sc...

A nessuno è dato di sapere quando calerà il sipario

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  Ci sono abbracci che non arrivano mai. Parole che restano ferme in gola… per sempre. Non decidi tu l’ordine delle cose. Non scegli quando cala il sipario. Ma puoi scegliere come agire finché lo spettacolo continua. Perciò fai una cosa semplice, ma spietatamente sincera: * Perdona in fretta, perché l’orgoglio non accompagna nessuno ai funerali. * Ama con presenza, non con promesse vuote. * Di’ ciò che conta oggi, perché il “dopo” è un lusso che nessuno ha garantito. Il tempo non è giusto. Ma il tuo modo di amare… quello sì, può essere impeccabile.  web

Eh già... Riflessioni che bisognerebbe farle non solo oggi...

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Sono entrato al cimitero con una domanda  che mi bruciava in testa… e ne sono uscito  con una verità che mi ha incendiato l’anima. Mi sono fermato davanti alla tomba più imponente che ho trovato. Mi sono guardato intorno ed ho visto solo lapidi, croci, nomi,  date e storie ormai concluse. E ho gridato con tutta la voce che avevo: «Chi di voi si è portato via l'auto?» Mi ha risposto solo il vento. «Chi si è portato via la casa?» Ancora silenzio. «Chi si è portato via le ville, i conti in banca,  il potere, l’orgoglio?» Niente, nessuna risposta. Lì ho capito una cosa che molti vivi si ostinano  a non voler accettare: i morti non rispondono, perché nessuno ha vinto la corsa che i vivi si illudono di star correndo. Ho camminato tra le tombe leggendo  cognomi altisonanti e nomi semplici.  Alcuni avevano denaro, altri non avevano  nemmeno un paio di scarpe.  Alcuni comandavano.  Altri obbedivano. Ma qui tutte le lapidi hanno la stessa misura....

Cosa porteremo con noi?

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Ricordati che l’unica cosa che porterai via da questa vita sarà l’amore che hai dato. Sarà il bene che avrai lasciato in giro. Le chiavi di casa, i messaggi non letti, le discussioni vinte che non hanno salvato nessuno, rimarranno qui. Rimarranno qui i vestiti, i titoli, le ragioni per cui ti sei arrabbiato. Ma resterà negli altri il modo in cui li hai fatti sentire. Se li hai accolti o giudicati. Se hai avuto fretta o presenza. Se hai parlato come si lanciano pietre o come si accendono luci. Per questo, quando puoi, sii gentile. Non per educazione. “Perché ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla.” E forse la tua voce, il tuo abbraccio, la tua pazienza potrebbero essere la parte più bella della sua giornata. Ricordati che la vita non ti chiederà quante cose hai avuto. Ti chiederà quante volte sei stato rifugio. Quante volte hai saputo restare. Quante volte qualcuno, grazie a te, si è sentito meno solo. E allora ama. Ama apertamente. Di’ alle persone...

Vero

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La Via Appia

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Se siete tristi, se vi sentite giù di di morale, andate al CIMITERO! No, non è uno scherzo. E neanche una battuta di spirito. Oggi voglio parlarvi di uno dei miei posti preferiti di Roma: non è famosa come il Colosseo o come il Pantheon o come la Cappella Sistina, pochi turisti si spingono fin qui, ma se amate come me quelle atmosfere semplici, romantiche, lontane dagli occhi di tutti, allora amerete anche voi la Via Appia. Pensate che questa un tempo era la strada più bella e importante di Roma. La regina delle strade la chiamavano. Se amate il silenzio, la quiete, la natura, non c'è posto più bello di questo. Ma provate ad immaginare come doveva essere allora: immaginatevi i mercanti con i loro carri colorati che trasportavano sete, gioielli e altre merci verso Brindisi. E immaginate il rumore di migliaia di piedi dei soldati che andavano in guerra, percorrendo questa strada. C'è però un altro motivo per cui la Via Appia è speciale. Qui ci sono tantissimi monumenti funebri. A...

La vignetta

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Rimarginare le nostre ferite

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A volte, quando stiamo male, la felicità o anche soltanto la serenità degli altri ci arriva addosso come uno schiaffone. Ci mette davanti, tutto insieme, quello che ci manca, quello che abbiamo perso, quello che la vita ci ha negato e che magari a qualcun altro ha concesso con molta più generosità. E in certi momenti è difficile non trovare ingiusto che gli altri stiano bene mentre noi facciamo una fatica enorme anche solo per rimanere in piedi. Da lì a diventare taglienti o velenosi il passo può essere breve. Cominciamo a guardare con disprezzo quello che gli altri stanno vivendo, a ridimensionarlo, a sporcarlo, quasi che la nostra sofferenza ci avesse consegnato una verità più profonda sul mondo e insieme il diritto di stabilire quali gioie siano meritate, quali superficiali e quali persino offensive davanti al nostro dolore. È umano che la serenità degli altri possa farci male quando dentro di noi c’è una guerra. È umano provare invidia, rabbia, persino quel pensiero che magari ci v...

Paese che vai, tradizioni che trovi: La calza dei morti - Puglia -

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𝐋𝐀 𝐓𝐑𝐀𝐃𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 "𝐂𝐀𝐋𝐙𝐀 𝐃𝐄𝐈 𝐌𝐎𝐑𝐓𝐈" 𝐍𝐄𝐋 𝐓𝐄𝐑𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐎 𝐏𝐔𝐆𝐋𝐈𝐄𝐒𝐄 La tradizione della calza dei morti è un'antica usanza popolare radicata soprattutto nel Foggiano e in diverse altre aree della Puglia. A differenza della calza della Befana a gennaio, questa tradizione si svolge nella notte tra il 1° e il 2 novembre, trasformando la commemorazione dei defunti in un momento d'amore, memoria e dolce attesa per i bambini. 𝙇𝙖 𝙣𝙤𝙩𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙧𝙞𝙩𝙤𝙧𝙣𝙤 𝙙𝙚𝙞 𝙘𝙖𝙧𝙞 Secondo la credenza popolare, nella notte tra Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti, le anime dei parenti scomparsi tornano a far visita alle proprie case e ai propri cari. Prima di andare a dormire la sera del 1° novembre, i bambini appendono ai piedi del letto, al camino o alle maniglie delle porte dei lunghi calzettoni di lana (spesso quelli spessi fatti a mano dalle nonne o i calzettoni da lavoro dei papà). I bambini si coricano con la promessa d...

La sera/notte 31/1

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  Nelle case di campagna, l’ultima sera di ottobre aveva un sapore diverso. L’aria odorava di legna bruciata, di mosto e di vento. Nelle cucine la gente si muoveva piano, come a non disturbare qualcosa di sacro. Si preparava la cena silenziosa, quella che non si mangiava insieme, ma si lasciava in dono. La tavola restava apparecchiata, con un lume acceso al centro e qualche piatto semplice: pane, vino, qualche castagna, talvolta un dolce o un frutto amato da chi non c’era più. Si diceva che, in quella notte di confine, quando il velo tra i mondi si faceva sottile come la bruma nei campi, le anime tornassero a far visita alle loro case, seguendo la luce tremolante delle candele e il profumo del cibo. Fuori, il vento muoveva le foglie secche e faceva cigolare le imposte. Dentro, solo il fuoco parlava, con il suo lento crepitare. Nessuno alzava la voce, nessuno rideva. Si ascoltava il silenzio, che in quella notte sembrava pieno di presenze gentili. Si raccontava che, se il lume resta...

Siamo produttori di tossine

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  Nutrirsi è indispensabile per vivere, anche scegliere il cibo migliore, la cottura più salutare, le pentole più adatte, gli orari più corretti per assumere il  cibo. È tutto giusto.  Mangiare è vitale. Ma questo sguardo sul nutrirsi è parziale e limitato solo all'esterno. Cosa succede dopo aver masticato e ingoiato il cibo? Il processo di 'nutrizione' passa attraverso molte fasi: stomaco e "prima" digestione, intestino e "seconda" digestione, intestino crasso "terza digestione" e preparazione degli scarti. Nel procedere il cibo viene amalgamato, impastato con la bile e i succhi pancreatici.  Dove si trovano le tossine?  1 - nel cibo E non parliamo delle tossine esogene come inquinanti, metalli pesanti ecc., parliamo della risultato della trasformazione del cibo dentro il corpo. Per preparare il cibo ingoiato in modo tale da essere digerito-assorbito, si formano scarti.  2 - nella bile  La bile è prodotta dal fegato e trasporta le tossine prod...

Traguardi che ci fan ben sperare

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4 novembre - interruzione energia elettrica

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La vignetta

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Quando il corpo diventa una prigione

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Esiste un momento della vita di cui si parla troppo poco. Un momento in cui il tempo non si limita più a lasciare rughe sul volto o capelli bianchi sulla testa. Comincia a portare via qualcosa di molto più prezioso. L'autonomia. Quella libertà che per tutta un'esistenza abbiamo considerato scontata. Alzarsi dal letto. Camminare. Lavarsi. Vestirsi. Prepararsi qualcosa da mangiare. Aprire una porta e uscire. Gesti semplici. Così semplici che nessuno pensa mai a quanto siano importanti. Finché un giorno diventano difficili. E poi, qualche volta, impossibili. La strega antica diceva che la vecchiaia era l'ultima grande soglia dell'esistenza. Non perché rappresentasse necessariamente la fine. Ma perché costringeva l'essere umano a confrontarsi con una delle sue paure più profonde. Rimanere prigioniero di un corpo che non riesce più a seguire la propria volontà. Immaginate un uomo che per tutta la vita ha lavorato. Ha costruito. Ha deciso. Ha protetto la propria famiglia....

La cannella: polvere di oro bruno

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  La cannella, polvere d'oro bruno che porta con sé il profumo delle carovane antiche e dei mercati lontani, nasce dall'anima più intima di un arbusto sempreverde originario dello Sri Lanka. ​Il suo segreto sta nella lavorazione, un'arte antica e paziente. Durante la stagione delle piogge, i coltivatori staccano la corteccia esterna e prelevano solo lo strato più tenero e interno. Lasciato essiccare al sole tropicale, questo sottile strato di corteccia si arriccia spontaneamente su se stesso, formando i caratteristici tubicini color ambra, leggeri e friabili che chiamiamo comunemente "stecche". Al loro interno si concentra una quantità prodigiosa di oli essenziali, che regalano quel profumo inconfondibile, caldo, dolce, legnoso e intensamente speziato. • ​Il profumo degli Dèi e le spezie di Cleopatra. Per i Greci e i Romani, la cannella era un bene di lusso inarrivabile, degno degli dèi. Si racconta che l'imperatore Nerone, per dimostrare il suo immenso dolore...

Un piatto per la scuola

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“Nutrire il Sapere” Una giornata all’insegna della buona cucina, della solidarietà e del sostegno alla scuola! L’Associazione La Naeja e Vertical Astico, in collaborazione con la Pro Loco San Pietro, vi invitano a un pranzo speciale: un’occasione per stare insieme, gustare deliziosi piatti e contribuire a un progetto importante per i nostri bambini!  Domenica 22 novembre Ore 12:30  Casetta Pro Loco San Pietro Un menù ricco e gustoso, con specialità per grandi e piccini! Il ricavato sarà interamente devoluto alla Scuola Primaria di Valdastico. Un piccolo gesto per sostenere l’istruzione e investire nel futuro dei nostri bambini! Adulti: 30 €  Menù bimbi: 10 € (cotolette con patatine e bibita) Prenotazioni entro il 18 novembre! 📞 Per informazioni e prenotazioni: * Eleonora Sartori: 340 1016241 * Marcello Toldo: 347 3062488 * Nicola Sella: 347 3828965 Vi aspettiamo numerosi! Perché insieme possiamo fare la differenza ed aiutare la nostra scuola a crescere!

Quando la valle si fermò

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Frittura di pesce a Forni

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Una sera soto el scagno del diaolo

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San Prosdocimo

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Halloween, quale sarà la verità?

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  Tentiamo di fare chiarezza su Halloween: le vere origini, tra storia e falsi miti. Non è dimostrato che Halloween derivi da una festa celtica. Samhain esisteva nell’Irlanda medievale, ed era una sorta di sagra di fine raccolto con falò annesso, ma non abbiamo prove che essa discendesse da qualche celebrazione precristiana, né che ci fosse continuità diretta con Halloween. Al massimo la festa di fine raccolto coincideva per caso con la celebrazione di Ognissanti. Il calendario celtico di Coligny non dimostra che Samhain fosse una festa dei morti o il capodanno celtico. Questo calendario gallico del II secolo d.C. menziona un mese chiamato Samonios, linguisticamente accostabile all’irlandese Samhain, ma non sappiamo con certezza in quale stagione cadesse. Samhain non poteva essere il capodanno dei Celti. Le fonti medievali che lo descrivono sono solo irlandesi e non vi è traccia di esso in Scozia o Galles. Strano, per un festival che dovrebbe essere “panceltico”. Non esiste alcuna ...

La vignetta

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La coscienza oltre la materia

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Il momento in cui scopri di non essere soltanto il tuo corpo. Per gran parte della sua vita Federico Faggin aveva guardato il mondo con gli occhi dello scienziato e dell’inventore.  Aveva contribuito alla nascita del microprocessore, lavorato sulla materia e costruito macchine capaci di elaborare informazioni. Eppure, non riusciva a spiegare che cosa rendesse un essere umano realmente cosciente. Una macchina può calcolare, riconoscere immagini e riprodurre parole. Ma prova qualcosa? Sa di esistere? Conosce interiormente l’amore, la paura, il dolore o la meraviglia? Nel 1990, durante una notte trascorsa nella sua casa sul lago Tahoe, Faggin racconta di aver vissuto un’esperienza improvvisa e travolgente. Percepì una potente energia emergere dal petto e sentì di essere attraversato da una luce colma di amore e di intelligenza. Non si sentiva più un individuo separato dal resto dell’esistenza. Era ancora sé stesso, ma nello stesso tempo avvertiva di appartenere a una realtà immensame...