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El poro nono Méneghele

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[Gianni Spagnolo©26E31] Eco chel taca co la storia del poro nono… Questo preambolo era sinonimo di discorsi triti e ritriti, sentiti infinite volte. I tipici discorsi de stiani . Per guadagnarsi la qualifica di “ poro ” il nonno però doveva essere morto.  A me dava un po’ fastidio questo aggettivo: perché un morto doveva essere povero? Perché compatirlo? Magari era andato a star meglio di noi. E si che poi c’infervoravano col Paradiso e l’eterna gloria, quindi avremo dovuto essere più fiduciosi sui suoi destini. In realtà si tratta d’una polisemia dove poro significava solo qualcuno che non c’era più, senza attributi qualitativi. Uno morto e basta! Talvolta capitava che mio padre mi parlasse del: so poro nono Méneghele… Al secolo Domenico Spagnolo, della stirpe dei Parigin, Paregin o Parajìn, a seconda delle fonti, classe 1851. La cosa che m’è sempre suonata strana è proprio quel diminutivo che andava ad allungare un appellativo che era già di suo un diminutivo e suonava partico...

Colori, Fiori, Sapori

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Mi chiedo sempre, quando guardo fuori chi sa dipingere con tutti quei colori, che trovo nei prati, in primavera o guardando nel cielo, quando viene la sera. E raccogliendo di fiori un mazzolino si rallegra e gioisce il mio cuore bambino, perché nelle cose semplici so trovare le risposte al mio continuo cercare… Che siano i fiori, l’erba o il cielo azzurro, il torrente, i sassi o un lieve sussurro, tutto quello che riesco a vedere mi dona sensazioni che non so spiegare! Il profumo del  fieno appena tagliato una rosa col fiore appena sbocciato, fra i muri l’aroma della menta san dare ristoro a chi si accontenta! Ci sono regali da vedere e gustare anche la pioggia ha il suo odore, e l’aria leggera e il calore del sole mi sanno parlare anche senza parole! Sono doni che ricevo senza domandare basta fermarsi e in ascolto osservare, regali che si rinnovano ad ogni stagione e ogni volta è una nuova emozione! Tutto  questo mio interrogarmi  trova risposte che sanno spiegarmi, guar...

Ti sblocco un ricordo: "le avaròle"

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  Milioni di persone portano ancora oggi questa piccola cicatrice sulla parte superiore del braccio, anche dopo decenni.  E, a differenza della maggior parte dei vaccini moderni… questo lasciava davvero un segno permanente. Il motivo è sorprendentemente scientifico. Il vaccino contro il vaiolo non veniva iniettato in profondità nel muscolo come i vaccini di oggi. Invece, i medici utilizzavano uno speciale ago biforcuto per pungere ripetutamente gli strati superficiali della pelle molte volte nello stesso punto.  Questo creava una piccola infezione controllata direttamente nella pelle stessa. Nei giorni successivi si formava un rigonfiamento,  poi una vescica,  poi una crosta. Mentre il sistema immunitario combatteva il virus indebolito e guariva la ferita, si sviluppava del tessuto cicatriziale, lasciando il famoso segno circolare che molte persone delle generazioni più anziane hanno ancora oggi. In parole semplici: La cicatrice diventava la prova fisica che il ...

Pedescala - il gusto della Sagra

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Qui a Pedescala è ora della nostra SAGRA DI SANT'ANTONIO! 🤩 Il weekend del 12/13/14 GIUGNO non potete mancare. Sul volantino potrete consultare il programma dei tre giorni! 💯 Non farti sfuggire i prossimi aggiornamenti per scoprire il menù... 😋 Come sempre, vi aspettiamo con il ❤️!  #pedescala #sagra #santantonio

Cistite non batterica

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Con il caldo delle giornate estive è facile avvertire sintomi di bruciore mentre si fa pipì, oppure fastidio, peso al basso ventre, o bisogno urgente e ripetuto di urinare, ma alla fine si fa poca pipì.  Se sei stato dal medico, e gli esami non mostrano una carica batterica, potrebbe essere una cistite da riscaldo. Colpa della sedentarietà, della stitichezza, ma specialmente da poca acqua assunta. Anche alcuni cibi contribuiscono al riscaldo: la frutta secca, gli alcolici, le spezie. Durante o dopo le cure mediche, ricorda di bere almeno 2 lt di acqua al dì. Bevi acqua frizzante, o tisane a freddo, acqua e limone, con sciroppo di sambuco diluito, concentrato di mirtillo o di amarena ecc... Massaggia il basso ventre con oli essenziali, come tea tree, Ravintsara, lavanda spigo, o fai un impacco con una pezzuola bagnata di olio e olio essenziale da applicare sul pube. Usa i semi di lino per aiutare l'intestino, ma ricordati di bere. Se al mattino fai poca pipì, stai bevendo veramente ...

La vignetta

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Corpus Domini

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Cercando...

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  La famiglia di George qualche anno fa quando la moglie era ancora viva La foto ritrae mio Nonno con le sue sorelle tutte nate in Italia. Solo Antonio il più giovane è nato in Argentina. La donna al centro è la Madre di mio Nonno, Angela Panozzo. Circa quindici anni fa, molte persone con il cognome GIACOMELLI di Pedescala, ricevettero una lettera di un signore che abitava in Argentina, il cui nonno era partito emigrante in cerca di una vita migliore, più di un secolo prima. Lui cercava il modo per vedere se c’erano ancora parenti al paese per avere uno scambio di notizie varie sui suoi avi.  Abbiamo così iniziato a mandarci mail e nonostante la famiglia di mio marito non fosse attinente alla sua, per un po’ ci siamo scritti. Ho sperato che lui trovasse qualche aggancio con persone della famiglia del nonno, ma nonostante abbia avuto uno scambio di lettere anche con Mario Marangoni, non ha saputo nulla di certo.  Per vari motivi (cambio indirizzo mail e problemi vari), ci ...

Un abbraccio lungo un secolo

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Arsiero riceve i discendenti della Famiglia Comparin Un ponte lungo oltre un secolo, teso attraverso l’Oceano, si è ricongiunto oggi tra le montagne della nostra valle. Il Comune di Arsiero ha avuto il grande onore di accogliere una quarantina di discendenti della famiglia Comparin , partiti nel lontano 1876 dalla frazione di Castana e nel 1892 verso il Brasile e l'Argentina. Arrivati da Chajarí (Provincia di Entre Ríos, Argentina), i nostri ospiti sono stati ufficialmente ricevuti in sala conferenze dal Sindaco, dal Vicesindaco e dai rappresentanti del Consiglio Comunale. È stato un momento di profonda commozione, in cui la storia collettiva della nostra emigrazione si è intrecciata con i racconti personali e i ricordi tramandati di generazione in generazione. Durante l'incontro, la delegazione ha potuto assistere alla proiezione di alcuni filmati dedicati ad Arsiero e alle sue storiche Contra'. Attraverso le immagini, i nostri "concittadini d’oltreoceano" hann...

Frequentazione della Messa

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Nel 1993 più di un italiano su tre andava a messa ogni domenica. Oggi è meno di uno su cinque. Eppure basta attraversare qualunque paese italiano ad agosto per sentirsi ancora dentro un film cattolico: statue portate a spalla, campane, santi patroni, luminarie, processioni che bloccano il traffico. L’Italia continua a raccontarsi come il centro spirituale del cattolicesimo mondiale. Solo che i numeri stanno raccontando un’altra storia. Secondo ISTAT, la pratica religiosa settimanale è crollata fino al 17,9%. In trent’anni si è praticamente dimezzata. Non parliamo del “credere in qualcosa”. Parliamo del gesto concreto: svegliarsi la domenica mattina ed entrare in chiesa. La cosa più interessante è che il simbolo è sopravvissuto meglio del rito. Il crocifisso è ancora appeso nelle aule scolastiche. I funerali religiosi restano la norma. Moltissimi italiani battezzano i figli, celebrano matrimoni in chiesa e si dichiarano cattolici nei sondaggi. Ma la partecipazione regolare ormai assomig...

A volte basterebbe così poco...

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Ci penso spesso alla gentilezza, alla tenerezza. A quella frase che si sente dire ogni tanto: “la gentilezza può cambiare il mondo”. Ecco, io ci credo. Ma non nel senso ingenuo, grandioso, quasi favolistico, per cui se fossimo tutti più gentili allora sparirebbero le guerre, le ingiustizie, le lotte di potere o la cattiveria. Purtroppo no. Il male esiste, esiste nell’essere umano, esiste nelle scelte, esiste in chi decide di nutrirlo e poi lo riversa nel mondo. Però io credo anche in un’altra cosa. Credo in una quota di bene più silenziosa, meno appariscente, fatta di gesti minuscoli. Un sorriso. Una porta tenuta aperta. Un “passi pure, non ho fretta”. Uno sguardo che, per un attimo, sembra dirti: ti ho visto. E non ti ho visto solo come corpo che passa, come persona in fila, come ostacolo, come fastidio, come numero. Ti ho visto proprio. Nella stanchezza, nella fretta, nel peso che forse stai portando e che io non conosco. Viviamo spesso arrabbiati, preoccupati, nervosi, pieni di pens...

La vignetta

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Nell'alta Val d'Astico più Anziani che Giovani

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  Nei Comuni della Val d’Astico ci sono più anziani che giovani: numeri record e un bando per non lasciarli soli 04/06/2026 - Altovicentinonline In alta Val d’Astico gli anziani sono più del doppio dei giovani: 240 over 65 ogni 100 under 14 . Oltre una persona su quattro (più del 26%) ha più di 65 anni, circa un terzo degli abitanti è pensionato e si stima che il 30% degli anziani conviva con una o più disabilità . Sono numeri che descrivono una comunità che invecchia rapidamente e che rende sempre più gravoso il carico di cura sulle famiglie, spesso sole nell’assistenza quotidiana. In questo contesto l’Unione Montana Alto Astico, che riunisce i Comuni di Arsiero, Cogollo del Cengio, Laghi, Lastebasse, Pedemonte, Tonezza del Cimone, Valdastico e Velo d’Astico, ha scelto di investire in un sistema di servizi integrati per gli over 65, capace di affiancare chi invecchia e chi se ne prende cura. Proprio da questa fotografia socio‑demografica nasce il progetto finanziato tramite il b...

Giugno - la falce in pugno -

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  Siamo arrivati al momento della verità. Giugno è il mese in cui la terra non concede più distrazioni, le chiacchiere stanno a zero e i campi si colorano di quel biondo acceso che i contadini aspettano per un anno intero. ​Il contadino è proprio sul ciglio del campo di grano. Il sole è già alto e scotta sulle spalle, l'aria trema per il caldo. Lui è in piedi, le gambe ben piantate nella terra secca. Tra le mani ha la falce messoria la cui lama d'acciaio riflette la luce come uno specchio. Passa un'ultima volta la pietra per affilarla, un suono secco e metallico, poi assume lo sguardo serio di chi sta per iniziare una battaglia. ​"Sentite questo calore? È il sole di giugno che stringe i nodi. Da oggi non si scherza più, i giorni della semina e dell'attesa sono finiti. ​Il grano è pronto. Vedete come china la testa? Le spighe sono pesanti, piene della farina che ci darà il pane per tutto l'inverno. Ma il grano è un signore delicato, non aspetta i vostri comodi. ...

Storiella con morale

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Un giorno una persona salì sulla montagna dove si rifugiava una donna eremita che meditava, e le chiese: – Cosa fai in tanta solitudine? Al che lei rispose: – Ho un sacco di lavoro da fare. – E come fai ad avere così tanto lavoro?… Non vedo niente qui… – Devo allenare due falchi e due aquile, tranquillizzare due conigli, disciplinare un serpente, motivare un asino e domare un leone.” – E dove sono?… non li vedo… – Li ho dentro. – I falchi si lanciano su tutto quello che mi viene presentato, buono o cattivo, devo allenarli a lanciarsi su cose buone. Sono i miei occhi . – Le due aquile con i loro artigli feriscono e distruggono, devo insegnare loro a non fare del male. Sono le mie mani. – I conigli vogliono andare dove vogliono, scappano dall’affrontare situazioni difficili, devo insegnare loro a stare tranquilli anche se c’è sofferenza o ostacoli.  Sono i miei piedi. – L’asino è sempre stanco, è testardo, molto spesso non vuole portare il suo peso. È il mio corpo. – Il più difficile...