Post

I lutti simbolici

Immagine
Non tutti i lutti hanno una bara. Ci sono dolori che non nascono da una morte, ma da una mancanza. Non c’è funerale, non ci sono fiori, nessuno ci dice “mi dispiace per la perdita”. Eppure ci svegliamo ogni giorno con quel vuoto nel petto, che ci accompagna da anni. Sono lutti simbolici: l’assenza di un amore che non abbiamo ricevuto, di un riconoscimento che non è mai arrivato, di un’infanzia che non ha conosciuto protezione. E fanno male. A volte più dei lutti reali. Perché restano aperti, invisibili e solitari. Nessuno li vede, ma ci divorano dentro. In terapia, spesso, si arriva proprio lì: non al dolore della perdita fisica, ma a quello della mancanza strutturale. Un vuoto che non si è mai colmato e che abbiamo tentato di riempire con il controllo, con il compiacimento, con la rabbia, con relazioni tossiche, ansie, dipendenze, somatizzazioni… Ma ci sono vuoti che non si riempiono. Si guardano in faccia, si nominano, si piange per ciò che non c’è stato. Solo allora può cominciare l...

All'amore per i figli non c'é amor che somigli

Immagine
Il vecchio contadino abbassa lo sguardo sulle sue mani. Sono grandi, callose, segnate dai tagli delle falci e spaccate dal freddo di tanti inverni passati nella terra. Ma se c'è una cosa che quelle mani sanno fare oltre a faticare, è proteggere. Alza gli occhi verso la porta della cucina, dove sul pilastro di legno ci sono ancora i piccoli segni a matita che faceva anno dopo anno per vedere quanto crescessero i suoi ragazzi, quando erano alti poco più di un cesto di grano. ​Un sorriso morbido gli distende le rughe intorno agli occhi. ​"Nella vita si provano tanti tipi di affetto. C'è l'amore per la donna che ti scegli, che è come il fuoco della stufa d'inverno: caldo, vivo, che ti fa battere il cuore e ti tiene compagnia per tutta la vita. C'è l'amore per gli amici, che è come il buon vino, forte e sincero, che aiuta a mandare giù i bocconi amari della giornata. Ma quando ti nasce un figlio... ah, lì cambia tutto. Entra nel mondo qualcosa che prima non c...

Cibi sfiziosi per evitare la pancia gonfia

Immagine
Se inizi il pasto con qualcosa di sfizioso, godurioso, appetitoso, la tua digestione riceve un'accellerata benefica. È questa accelerazione che provoca la fuoriuscita di succo gastrico nello stomaco e saliva in bocca, benefiche per l'avanzare della digestione e la sua efficienza. Nella saliva troviamo la  ptialina grazie alla quale inizia la digestione dell’amido cotto (contenuto nella pasta, pane, pizza,  patate, biscotti), l' lisozima che agisce da antibatterico e la mucina che imbibisce gli alimenti. Come ci dicevano i nonni: la prima digestione avviene in bocca. Quindi,  cosa è sfizioso per te? Normalmente sono le preparazioni salate: - pizzetta pane, pomodoro, origano, formaggio - pane, pomodorini, acciughe - pane, olive  - formaggio grana - tartina capperi o altro sottaceto - pane, olio, sale  - pane e pomodorini secchi  - pane, olio, alici, capperi  - burro e salmone  - avocado, pomodorini - pane e burro salato - pizzetta  Fai una list...

Le cicale

Immagine
  Più forte cantano le cicale, più caldo è il giorno. Non è un detto popolare — è biologia. Le cicale stridulano solo oltre una certa soglia di temperatura, e l'intensità del loro canto aumenta con il calore. Sono termometri viventi, tarati sull'estate. In Italia il loro canto inizia a fine giugno e accompagna ogni pomeriggio di luglio e agosto. Quando il silenzio cade all'improvviso nel mezzo di una giornata calda, spesso significa che qualcosa sta per cambiare. Canta dall'alba al tramonto, ma molti desidererebbero che si zittisse. Ecco ciò che potresti non sapere su di lei. La cicala passa diversi anni sottoterra, a seconda della specie — invisibile e silenziosa, nutrendosi solo di qualche goccia di linfa dalle radici senza mai danneggiare le coltivazioni. La specie più comune in Italia, la cicala del frassino (*Cicada orni*), trascorre da due a quattro anni nel sottosuolo prima di emergere. Una volta fuori, ha solo quattro o sei settimane di vita il tempo necessario ...

Arsiero - mercato agricolo locale

Immagine
 

La vignetta

Immagine
 

Mezzogiorno d'estate

Immagine
  Il caldo del mese di giugno era arrivato, la scuola era ormai terminata e si percepiva nell’aria quel sapore di vacanza e di libertà che rallegrava ogni animo.  Nei prati il canto delle cicale si sentiva forte e il fieno, ormai maturo, attendeva di essere falciato. Ora, durante le vacanze estive, i tanti bambini e ragazzi del paese, avevano a disposizione più tempo per divertirsi con i giochi semplici di quegli anni che, conditi con tanta fantasia, riuscivano a tenerli impegnati per tutto il giorno; erano padroni indisturbati dei vari luoghi del paese, dei corsi d’acqua o dei prati e dei boschi. Ma a un’ora precisa, uno stuolo di bambini e ragazzi si radunava sul sagrato della chiesa e paziente, chiacchierando allegramente e saltando i paracarri, attendeva…  Aspettava cosa? E chi? Dalla parte alta del paese, arrivava camminando lentamente una donna, tutta vestita di nero: gonna, maglia e fazzoletto in testa legato dietro; in una mano teneva ben salda una grossa chiave p...

La Cia dele Nene

Immagine
  Tanti toseti xè drio spetare chi che a mesodì gà da rivàre, parchè desso che la scola xè finìa tuti contenti, i speta la Cia! Ela la riva, vestìa tuta de scuro ma nela man, la tegne al sicuro la gran ciave de fero forgià che la porta del canpanile la versarà! La tira la sòga, con forsa e a tempo la sona el mesogiorno, con fare contento... e quando la canpana se sente sonàre se sa che in tola, xè pronto el magnàre! E quando chel batocio gà terminà vissin a la Cia i xè tuti agità, no i vede l’ora de tacàrse e su par la soga briscolàrse! Che divertimento, che alegria! Fin che la campana la gera finia e chi che no se voleva destacàre la Cia lo tirava xò, senza tanto parlare… E ogni giorno con gioia se spetàva la Cia che dala piassa, sempre rivàva, par tanti misi, tute le istà la nostra giostra questa xè stà! Grassie a sta dona bisogna dire tanti tusiti la gà fato sognare e nei ricordi  che resta nel cuore, la Cia la gà de sicuro un posto d’onore! Lucia Damàri Pedescala 10 giugn...

Resisti fino alla fine e fatti 2 risate!!!

Immagine
  del Vicentino Claudio Cappozzo Quella di Peton e Petèle è una celebre filastrocca popolare veneta. Racconta la storia di due personaggi, Petòn e Petèle, che vanno a raccogliere nocciole. Quando è il momento di tornare a casa, Petèle si rifiuta, innescando una divertente catena di richieste (dal cane al bastone, al fuoco, all'acqua) in cui ogni elemento si rifiuta di aiutare il precedente finché un anello della catena non cede, risolvendo la situazione. 🤣

Ti sblocco un ricordo...

Immagine
 

Festa di S. M. Maddalena a Forni di Valdastico

Immagine
  ✨ Pensavate fosse finita qui? Assolutamente no! ✨ La Sagra di Santa Maria Maddalena a Forni, Valdastico è pronta a regalarvi altre tre serate di musica, divertimento e tanta voglia di stare insieme! 🎶❤️ Ecco il programma del secondo weekend: 🎧 Venerdì 24 luglio – si accende la pista con DJ Pigiamascachi e DJ Panico dalle ore 22:00 🎉 🌴 Sabato 25 luglio – arriva l’energia dei The Jungle Shambles con il loro DJ set dalle ore 22:00 🪩✨ 🎵 Domenica 26 luglio – chiudiamo in bellezza con la serata live dei Ke Note dalle ore 21:00 🎶❤️ 👧🎨 E domenica il divertimento inizia già durante la giornata: truccabimbi dalle 12:00 alle 14:00 e laboratori creativi dalle 15:00 alle 17:00 per grandi e piccoli ospiti! 🌈🖌️ 🍽️ Naturalmente il nostro stand gastronomico sarà sempre operativo e, come da tradizione, la domenica non potranno mancare i nostri amatissimi dolci fatti in casa 🍰😋 🥳 Vi aspettiamo numerosi per vivere insieme anche questo secondo weekend di festa! ❤️✨

La vignetta

Immagine
 

Dal Municipio al Campanile

Immagine
Valdastico: sinergia pastorale oltre i confini diocesani. Il sindaco ricorda i servizi alle famiglie, il parroco elogia la «rete di buon vicinato» Nicola Benvenuti Tra storia e rilancio del turismo. Il sindaco: «Nel nostro territorio abbiamo tutte le scuole dal nido alle medie, un servizio importante alle famiglie per un Comune che conta 1.100 abitanti e che è nato nel 1940» «Mille e cento abitanti con tre parrocchie di cui due sotto la Diocesi di Padova, San Pietro e Pedescala e una, Forni, sotto Vicenza e con tutte c’è una bella sintonia e collaborazione. Tre sono le pro loco di Valdastico, una per ciascuna delle tre comunità». Esordisce così Claudio Sartori, sindaco di Valdastico. Il Comune è stato costituito nel 1940 riunendo il territorio censuario degli ex Comuni di Forni e Casotto e delle frazioni di San Pietro e Pedescala già appartenenti al Comune di Rotzo. Sotto il profilo storico, i paesi che formano il Comune di Valdastico hanno sempre goduto di una autonomia politica e di ...

Sòfego

Immagine
  In sti giorni de sòfego e calura in ogni parte se serca la frescura… Se sta a l’ombra o col ventilatore sperando che passe presto sto gran calore! Par idratarse, se beve tanto se magna legero, anca de manco, se se veste poco, par no suàre e col ventalio se prova a arieggare! Mi dopo na giornata de vero inferno a vo in serca de un fià de... inverno… Verso sera vao a rinfrescarme e dentro l’Astego volarìa butarme! Ma farlo davero el corajo me manca e alora vao solo coi pìe, giusto na s-cianta camino pian tra i sassi che me convien ‘nte l’acua giassà, sto subito ben! E intanto me vardo intorno ormai xè finio n’altro caldo giorno e spero che el doman che rivarà un fià de fresco me portarà! Lucia Marangoni (Dàmari) 30 giugno 2026

Casa che ha un buon vicino, val più qualche fiorino

Immagine
  Il nostro contadino fa un cenno d'assenso con la testa mentre lo sguardo si sposta verso la parete della cucina che confina con la proprietà accanto. Ascolta per un attimo il rumore lontano di un secchio che sbatte vicino al pozzo del vicino, un suono familiare che si ripete identico da anni. ​Appoggia le braccia conserte sul tavolo e sorride, ripensando a quante volte quel confine non è stato una barriera, ma una salvezza. ​"Questo è un detto d'altri tempi, di quando si compravano le case e i terreni calcolando non solo la solidità delle mura o la bontà della terra, ma anche chi ci viveva a un tiro di schioppo. I vecchi che avevano visto passare le guerre e le carestie lo dicevano sempre quando un giovane cercava casa. ​I fiorini sono le monete d'oro, quelle che i ricchi tenevano nascoste sotto il mattone. Se compri una casa bellissima, con il tetto nuovo e le stanze grandi, ma di fianco hai una persona invidiosa, che ti fa causa per una sciocchezza o che spia ogni ...