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Imparare a custodire la propria mente

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La mente è il luogo dove nasce sia la nostra forza che la nostra rovina. Spesso non sono gli altri a spezzarci, ma i pensieri che alimentiamo ogni giorno: paura, insicurezza, rabbia, sfiducia. Come il ferro viene consumato lentamente dalla sua stessa ruggine, anche una persona può indebolirsi dall’interno senza accorgersene. Per questo è importante imparare a custodire la propria mente, scegliere cosa ascoltare e cosa lasciare andare. Perché quando impari a dominare i tuoi pensieri, diventi più forte di qualunque ostacolo esterno.

Beato quel campetto che ha una siepe e un fossetto

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  Nasce dall’osservazione concreta della campagna di una volta, quando ogni campo aveva una sua protezione naturale e nulla era lasciato al caso. La siepe e il fossetto non erano solo confini, ma presenze vive, utili e silenziose. La siepe riparava dal vento, tratteneva la terra, offriva rifugio agli uccelli e agli animali piccoli. Segnava il limite senza bisogno di parole, insegnava il rispetto degli spazi e custodiva il campo come un abbraccio discreto. Il fossetto, invece, raccoglieva l’acqua delle piogge, evitava ristagni, proteggeva i semi e le radici. Era una difesa umile ma preziosa contro le stagioni difficili. Dire che quel campetto è “beato” significa riconoscere che è un campo fortunato, ben tenuto, pensato con cura. Non perché più grande o più ricco, ma perché protetto. Nella saggezza popolare, un terreno così aveva più possibilità di dare frutto, di resistere alle intemperie, di attraversare l’anno senza perdere tutto. Ma il proverbio parla anche delle persone. Beato c...

Concerto per Claudia a Forni

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Credo abbia ragione da vendere

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Se devo trascorrere la mia vita a lottare per gli spiccioli, se ho una casa troppo grande che mi complica l'esistenza, se ho bisogno di molti mezzi materiali, se devo cambiare macchina ogni anno, e così via, dovrò spendere il mio tempo a lavorare per tutto questo, e poi lavorare affinché non mi derubino, e via dicendo, fino a quando non diventerò un vecchio rattrappito e pieno di malanni.  Essere frugale, essere sobrio, è una strategia calcolata, premeditata, che mi consente di avere tempo per essere libero. Ogni ora della mia esistenza che devo spendere a risolvere le cose materiali della vita è un'ora che non posso dedicare a ciò che più mi appassiona, a quel che mi rende felice e libero. Ai giovani vorrei dire: non fatevi scippare la vita, non lasciatevi trasformare in schiavi per correre dietro a questioni materiali. Non conformatevi a vivere in ginocchio, o sulle spalle degli altri, non trasformatevi in sfruttatori; non vivete neppure in un mondo di sperperi; non fatevi pr...

Val d'Astico incontra

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Piccola rivoluzione

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La vignetta

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Le Mamme

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La Mamma

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C’è un momento, crescendo, in cui si capisce che la mamma non è stata solo la persona che ci ha tenuti per mano. È stata il rifugio nei giorni storti, la voce che sapeva calmare le tempeste, il gesto semplice che rimetteva ordine nel cuore senza fare rumore. Le mamme assomigliano a certe cose di campagna: alla luce accesa presto al mattino, al grembiule che profuma di casa, alle mani che lavorano anche quando sono stanche, ai fiori che tornano ogni anno senza chiedere nulla in cambio. Forse da piccoli non ce ne accorgiamo davvero. Pensiamo che siano eterne, come il cielo sopra il tetto o il sentiero davanti casa. Poi la vita insegna quanto amore ci fosse nascosto dentro ogni piccola cosa: in una coperta sistemata sulle spalle, in una domanda fatta piano oppure  in quel “mangia qualcosa” che in fondo voleva dire “abbi cura di te”. La mamma è il primo posto in cui impariamo cosa significhi sentirsi amati. E anche quando il tempo passa, una parte di noi continua sempre a cercare quell...

Festa della Mamma

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  AUGURI A TUTTE LE MAMME!

Per tutte le Mamme volate in cielo

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In qualche angolo di cielo,  c’è mia madre. Non come assenza, ma come una presenza diversa. Silenziosa. Profonda. Infinita. La immagino sorridere, con quel sorriso che calmava le tempeste, e quello sguardo che capiva tutto senza bisogno di parole. La sento accanto nei giorni difficili. Mi accompagna in silenzio, mi sussurra forza quando vacillo, mi regala pace quando il mondo pesa troppo. Mi manchi, Mamma. Mi manchi nelle piccole cose: in una domanda che non posso più farti, in un consiglio che oggi vorrei, in quell’abbraccio che sapeva tenermi insieme quando mi sentivo a pezzi. Ci sono giorni in cui il dolore della tua assenza diventa più forte, giorni in cui il cuore si stanca di fare il coraggioso. Eppure, quando chiudo gli occhi… ti sento vicina. In un gesto, in una frase che mi scappa con la tua voce, in un profumo che mi porta indietro, lì dove tutto era più semplice: dove c’eri tu. Dicono che il cielo guadagni stelle quando se ne vanno le persone buone. Se è così, il cielo b...

Un giorno, non ti potrò più dir nulla...

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Non perché non voglia, ma perché non sarò più qui per farlo. E quel silenzio peserà più di tutte le parole del mondo. Un giorno, tua Madre non potrà più chiamarti. Il suo numero resterà nel tuo telefono, ma dall’altra parte non risponderà più nessuno. E desidererai, con tutta l’anima, di aver risposto a ogni sua chiamata. Anche solo per dirle “sto bene” o semplicemente per sentirla respirare. Un giorno, smetterà di dirti di stare attenta alla tua strada. E tu camminerai smarrita, sentendo la mancanza di quella voce che ti guidava senza che te ne accorgessi. Ti renderai conto che i suoi consigli non erano rimproveri: erano scudi. E piangerai ricordando che, un tempo, li ignoravi. Un giorno, arriverai a casa sua. E troverai solo silenzio. La tazza di caffè non sarà più calda. Il tavolo vuoto. La sedia che era la sua, fredda. E in quell’istante il tuo cuore si spezzerà in due: una metà per il ricordo, l’altra per il vuoto. Un giorno, vorrai tornare indietro nel tempo. Annullare ogni discu...

E un giorno, senza avvisare...

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Mamma è andata via un giorno,  senza avvisare. Come una farfalla che vola via  al primo raggio di sole… Così leggera che il mondo non  si   accorge   nemmeno  che non c’è più. Da allora, la casa è cambiata.  L’aria pesa di più. Il tempo scorre più lento. C’è una sedia che nessuno sposta, una tazza rimasta a metà, un profumo che vive ancora tra le tende…  come se non volesse andare via. Il silenzio non è più silenzio. È un vuoto che fa rumore. Passi che non arrivano. Risate che si sono spente. Eppure… qualcosa è rimasto. La sento nelle notti più calme, come una carezza leggera sulla fronte. Come una coperta invisibile che mi protegge. Come un sussurro nella pioggia. Dicono che sia in cielo. Ma io la trovo nelle cose semplici. Nel primo caffè del mattino. In una canzone che parte all’improvviso. In quel posto a tavola che nessuno occupa…  ma che è ancora suo. Il suo amore non è andato via. Si è trasformato. È diventato aria, luce, pre...

Una vecchia sedia fuori dalla porta

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  C’è una vecchia sedia fuori dalla porta, appoggiata al muro come se avesse scelto da sola il suo posto, e da lì non si fosse più mossa. Il legno è scolorito dal sole, segnato da crepe sottili che seguono le venature come piccole strade, e lo schienale sembra quasi portare ancora la forma di chi vi si è appoggiato per anni.  Ci si sedeva lì nelle ore lente del pomeriggio, quando il lavoro si fermava per un momento e il tempo si allargava abbastanza da poter respirare. Forse qualcuno vi ha appoggiato le mani stanche, guardando i campi cambiare colore con le stagioni, oppure si è fermato solo per pochi minuti, senza sapere che quel gesto sarebbe rimasto impresso più a lungo di quanto immaginasse. Non ha l’aria nostalgica delle cose amate, né quella triste delle cose dimenticate. Sta lì in un equilibrio strano, come certi pensieri che non fanno più male ma non sono nemmeno diventati leggeri. Leggermente inclinata, come se stesse ancora aspettando qualcuno che non ha fretta di ar...

Maggio a Teatro

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