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Chi è sempre presente per gli altri

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Credo che nella vita dovremmo fare più attenzione a chi è sempre presente per gli altri. Siamo abituati a pensare che chi sostiene, incoraggia e consola sia anche quello che sta meglio. In realtà, spesso è vero il contrario.  Alcune persone hanno conosciuto il dolore così da vicino da aver imparato a riconoscerlo negli occhi degli altri. Per questo, anche mentre attraversano il proprio buio, non smettono di tendere una mano a chi ne ha bisogno. Credo siano tra le persone più preziose che possiamo incontrare. Averne una accanto è una fortuna. Ed esserlo, nonostante tutto, dice qualcosa di molto bello di chi siamo. D.ssa V. Scoppio

La messa domenicale

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Venezia é sempre Venezia

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Ci vuole così poco...

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La vignetta

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Alcune riflessioni prima di andare in vacanza

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Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro prima della pausa estiva. Prima delle vacanze mi piace sempre fermarmi un momento tra me e me.  Mi accorgo che, durante l’anno, raccolgo tanti piccoli appunti mentali, non li scrivo quasi mai su un quaderno, ma restano dentro di me, da qualche parte. Sono riflessioni che nascono ascoltando le persone, osservando la vita e vivendo, come tutti voi, questo pezzo di anno. E, con il passare del tempo, continuano a prendere forma dentro di me. Quest’anno ho pensato di condividerne qualcuna con voi. Magari, tra tutte, ce ne sarà qualcuna che vi risuonerà un po’ di più delle altre. 📌 Mi colpisce quante persone, dopo essersi sentite dire per anni di essere troppo sensibili, esagerate, permalose o fragili, finiscano per non fidarsi più delle proprie emozioni. A un certo punto non si chiedono più che cosa provano. Si chiedono se quello che provano sia giusto. 📌 Mi sorprende sempre vedere quanto una frase di incoraggiamento, detta nel momento giusto, pos...

Più la notte nera appare... più vicino è l'albeggiare

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  I grilli hanno smesso di cantare da un pezzo e l'oscurità fuori dalla finestra è diventata così spessa che la stalla, i fossi e persino i contorni del vecchio noce, sembrano inghiottiti da un unico mantello di carbone. È l'ora più profonda della notte, quella in cui il freddo s'infila piano sotto le coperte e il silenzio fa quasi fischiare le orecchie. ​Sul muretto dell'aia, il contadino se ne sta seduto a braccia conserte. I suoi occhi, abituati a leggere la penombra come se fosse un libro aperto, fissano l'orizzonte dove i monti spariscono nel buio più totale. Non c'è un alito di vento, non una luce in tutta la valle. ​Fa un respiro lungo, riempiendosi i polmoni dell'aria fresca che precede la rugiada, poi tira fuori dalla tasca un fiammifero, lo sfrega sulla pietra del muro e accende la sua vecchia pipa. La fiammella illumina per un secondo il viso scavato, prima di spegnersi e lasciare spazio solo alla brace rossa. ​"Chi non è abituato a stare fuo...

Festa dell'Emigrante

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La vignetta

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La coerenza

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  Le parole si pronunciano con facilità, scivolano leggere nell’aria e spesso sembrano non pesare su chi le dice, ma ogni promessa crea un’aspettativa, e ogni aspettativa chiede responsabilità.  Dire “lo farò” non costa nulla, è un attimo, un impulso, a volte persino un’abitudine. È quando arriva il momento di mantenere ciò che si è detto che si misura davvero il valore di una persona.  La coerenza non ama i riflettori, non fa rumore, ma pretende costanza, sacrificio, scelte scomode. È lì che molti si tirano indietro. Perché essere coerenti significa rinunciare alla comodità delle scuse e affrontare il peso delle proprie parole. Le promesse possono essere dolci, rassicuranti, perfino affascinanti. Ma è la coerenza che costruisce fiducia, ed è sempre lei che, prima o poi, presenta il conto. web

La calendula

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  La calendula é il piccolo sole arancione dell'orto, una pianta che racchiude nei suoi petali la luce e il calore del giorno. Con la sua fioritura inesauribile, è tra le erbe più amate e affascinanti della nostra campagna. ​La calendula (Calendula officinalis) è una pianta generosa e vivace, con i suoi fiori simili a margherite, dalle sfumature che vanno dal giallo dorato all'arancio intenso. Le sue foglie sono morbide, leggermente pelose e rilasciano al tatto un aroma fresco e amarognolo. ​Il suo nome deriva dal latino calendae, la parola con cui i Romani indicavano il primo giorno di ogni mese. Questo perché la calendula fiorisce praticamente in ogni mese dell'anno, purché il clima sia mite. Ma la sua vera magia botanica sta nell'eliotropismo, i suoi capolini, infatti, si aprono puntuali al sorgere del sole per poi richiudersi stretti al tramonto. ​I contadini di un tempo la usavano come vero e proprio barometro naturale: se alle sette del mattino i fiori della calen...

Tornare alla vita semplice

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La vignetta

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Quanto tempo dedichi alle persone che ami?

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Viviamo in un’epoca in cui riusciamo a essere raggiungibili in qualsiasi momento e da qualsiasi parte del mondo. Comunichiamo con una velocità che nessuna generazione prima della nostra avrebbe potuto immaginare. Eppure, mentre aumentano i modi per restare in contatto, molti avvertono la sensazione di sentirsi sempre più distanti. Molte culture dei Nativi del Nord America avevano ritmi e tradizioni differenti, ma condividevano una convinzione profonda: una comunità si costruisce attraverso il tempo donato. Le storie venivano raccontate attorno al fuoco, gli anziani trasmettevano la loro esperienza ai più giovani e i bambini crescevano circondati da volti, gesti e presenze che davano continuità alla memoria della comunità. Nessuno avrebbe definito tutto questo una perdita di tempo. Era il modo in cui una cultura continuava a vivere. Oggi, invece, rischiamo di confondere la vicinanza con la connessione. Possiamo inviare un messaggio in pochi secondi, ma rimandare per settimane una visita...

Se ad agosto pioggia viene, molto poco si trattiene

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  Un soffio di vento tiepido fa scricchiolare la targa di ferro sulla facciata della stalla, mentre sul selciato dell'aia si stiracchia un gatto tigrato che cerca l'ultimo filo d'ombra. L'aria di questi primi giorni d'agosto è così densa che si potrebbe tagliare con un coltello: pesa sul petto e fa sembrare lontane anche le campane del paese. ​Dall'interno del fienile si sente il tonfo ritmico di una forca. Esce il nostro contadino che da tutta una vita abita questa terra, pulendosi la fronte con il dorso del braccio. Osserva il cielo limpido, quasi smaltato dal caldo, per poi spostare l'attenzione su una piccola foglia secca che il vento fa girare in tondo sul terreno bruciato. ​Quando l'estate entra in questo mese, il cielo cambia pelle. A luglio, quando arriva la pioggia si scatena con tutta la sua forza, rischiando di spaccare i vetri con la grandine. Ma ora no. Ad agosto, cadono gocce polverose. La pioggia dei vecchi, come la chiamavamo noi. Una pio...