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Meditiamo Gente... meditiamo...

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  LA PIRAMIDE CHE TI SOSTIENE  Non è solo un simbolo… è una struttura. In cima, l’occhio che osserva senza essere visto. Non parla… non appare… ma tutto passa da lì. Sotto, l’élite. Non eletta. Non visibile. Eppure, ogni decisione sembra nascere proprio in quel punto. Poi arrivano le banche… le corporazioni… i flussi invisibili che muovono il mondo senza mai esporsi. I governi? Solo il livello intermedio. Il volto pubblico di qualcosa che non voti… ma che ti governa. Media. Religione. Intelligence. Gli strumenti. Le voci che ti raccontano cosa pensare… cosa temere… cosa credere. E alla base… le Masse. Occupate. Divise. Distratte. Convince che la piramide sia naturale… inevitabile. Ma quando osservi la struttura completa… capisci che ogni livello serve a sostenere quello sopra. E l’occhio… non dorme mai. La domanda non è chi controlla il mondo… ma da quanto tempo stai sostenendo il suo peso senza accorgertene. web

Quali sono le ricchezze?

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Ci sono ricchezze che non si misurano in monete, né in proprietà, né in riconoscimenti. E poi ci sono povertà che non hanno nulla a che vedere con il conto in banca. La vera miseria inizia quando l’orgoglio diventa più grande della capacità di amare, quando la necessità di avere ragione soffoca il desiderio di comprendere. Un cuore chiuso dall’arroganza non lascia entrare nessuno. Si difende, si irrigidisce, costruisce muri altissimi per non mostrare fragilità. Ma in quella fortezza apparentemente invincibile manca l’essenziale: l’umiltà di chiedere scusa, la grandezza di fare un passo indietro, la forza di tendere una mano. L’orgoglio smisurato isola. Fa credere di essere superiori, quando in realtà rende soli. Impedisce di ascoltare davvero, di imparare, di crescere. E così, mentre si cerca di proteggere l’ego, si perde l’occasione di nutrire l’anima. La vera ricchezza è un cuore capace di abbassarsi senza sentirsi piccolo, di perdonare senza sentirsi debole, di amare senza condizion...

Cosa stiamo davvero costruendo?

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  A volte ci abituiamo a ciò che vediamo ogni giorno, senza fermarci a chiederci se sia giusto. Questa frase è uno specchio che ci costringe a guardare oltre l’abitudine e a riconoscere una verità scomoda: ciò che scegliamo di finanziare riflette ciò che siamo. Investire nell’istruzione significa credere nelle persone, nel dialogo e nel futuro. Scegliere il contrario, invece, alimenta divisioni e paura. Il cambiamento non nasce da grandi parole, ma da priorità diverse. E forse tutto inizia proprio da una domanda semplice: cosa stiamo davvero costruendo? web

Che il diavolo avesse delegato?

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L’essere umano può talvolta raggiungere un livello di male e corruzione tale da superare persino il diavolo stesso, come se il diavolo si fosse stancato di compiere il male e lo avesse lasciato agli uomini, poiché sono diventati capaci di farlo in modo ancora più intenso e con piena volontà. Il vero male, infatti, non nasce soltanto da una tentazione esterna, ma scaturisce prima di tutto dall’interno dell’essere umano. Web

Vicenza

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  C'è una città iscritta all'UNESCO per la sua architettura rinascimentale. Ville, palazzi, pietra lavorata con cura maniacale. Stiamo parlando di Vicenza. Eppure per secoli i suoi vicini la conoscevano con un soprannome unico: magnagati . Magnagati. Proprio così. La filastrocca girava in tutto il Veneto e recitava: "Veneziani gran signori/Padovani gran dottori/ Vicentini magnagati"/ Veronesi tutti matti .  Ogni città aveva la sua etichetta. Vicenza aveva la peggiore. L'origine esatta nessuno l'ha mai chiarita del tutto. La versione più cinematografica punta all'assedio austriaco del 1848: la città assediata, le scorte finite, i gatti del centro storico che sparivano uno per uno. La fame come firme nella storia. Ma c'è un'ipotesi più antica e forse più credibile. Secondo alcuni, la radice sta nel dialetto vicentino arcaico: l'espressione "gatu magnà" — che aveva tutt'altro significato in loco — suonava storta e ridicola alle orecc...

Stanchezza in primavera

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La stanchezza di primavera non esiste. Abbiamo travisato i detti e confuso le idee: Aprile dolce dormire non ha a che fare con la stanchezza e il bisogno di dormire di più. Aprile è il mese della rinascita, della voglia di fare, di stare fuori. C'è più luce, l'aria è più tiepida. Non c'è stanchezza in primavera in nessun regno del mondo, né animale, né vegetale, nemmeno nei funghi. Aprile è il mese della rinascita, della vita che esplode. La voglia di dormire è riferita al pisolino sulla coperta, distesi al sole nel pomeriggio o durante pic-nic, con il sole che scalda la pelle e ci avvolge con il suo tepore. Ma se ci sentiamo stanchi? Ci manca qualcosa. Spesso vitamine o minerali e proteine. È come un maratoneta che vuole fare una gara, ma manca di nutrimento, di minerali. Vorrebbe, ma si sente stanco. La primavera è bellezza, colore, temperatura ideale, è vita che ricomincia. Se ti senti stanco assumi un po' di vitamine (complesso B), assicurati di assumere la vit D ch...

Festa ai Longhi

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Val d'Astico incontra

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Giornata ecologica

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Incontro pubblico sulla sicurezza

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Festa di San Marco Lastebasse

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Fiera di primavera a Laghi

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La vignetta

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Messaggi vocali e chiamate

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Sempre più psicologi osservano che il fastidio verso messaggi vocali e chiamate non ha a che fare con la timidezza, ma con il modo in cui il cervello gestisce le informazioni.  Non è introversione, è efficienza cognitiva.  La mente elabora il testo scritto molto più velocemente dell'audio: leggiamo in media tre o quattro volte più rapido di quanto qualcuno riesca a parlare.   Con un vocale siamo costretti a seguire il ritmo altrui, senza poter scorrere, saltare o tornare indietro con precisione, come guidare una macchina potente nel traffico. L'ascolto richiede attenzione continua, riduce il multitasking, aumenta il carico mentale e toglie controllo sul flusso informativo. Non è pigrizia, è il cervello che percepisce una dispersione di risorse.  Chi preferisce il testo tende a essere orientato alla sintesi, al controllo e alla rapidità decisionale, ed è per questo che anche un audio breve può risultare stancante o invasivo.  Web

Via Crucis ad Arsiero

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  Un'emozione che ha unito tutta la nostra Comunità. Domenica sera le vie del centro storico di Arsiero si sono illuminate di un'atmosfera magica e solenne grazie a "Dalla Croce alla Vita", il teatro itinerante sulla Passione di Cristo. Quella che abbiamo vissuto non è stata solo un'inedita "Via Crucis vivente", ma il risultato straordinario di un'intera comunità che ha saputo fare rete. Un progetto ambizioso, nato più di un anno fa dalla mente visionaria dell'artista locale Antonella Comparin, che ha saputo trasformare un'idea in una meravigliosa realtà, unendo privati, associazioni e tantissimi volontari. Dieci stazioni, impreziosite da splendide vetrate dipinte a mano, ci hanno guidato in una rivisitazione artistica toccante, arricchita da atmosfere ispirate alla tragedia greca e all'opera lirica. L'Amministrazione Comunale / La Pro Loco ci tiene a ringraziare di cuore tutti coloro che hanno reso possibile questo evento straordinar...