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La lumachina

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La lumachina avanza con una calma che non conosce l’ansia del domani. Il suo passo appartiene al respiro profondo della terra, a quel tempo silenzioso che matura le radici e gonfia i frutti senza far rumore. Sul dorso porta una casa che somiglia a una spirale di memoria, una prova che si può abitare il mondo senza mai separarsi davvero da ciò che ci protegge. Si dice che, incontrandola dopo la pioggia, consegni a chi la guarda un silenzioso messaggio di pazienza: non tutto deve fiorire in un giorno, non tutto deve correre per essere vivo. La sua comparsa racconta che la vita cresce meglio lontano dalla fretta, nell’umiltà delle cose che maturano piano. Dietro di sé lascia una traccia sottile, come fili d'argento, che l’alba accende solo per un istante. È un segno fragile, destinato a svanire, eppure capace di affermare con dolce fermezza che, ogni passo, anche il più lieve, modifica il mondo. La lumachina custodisce la benedizione dell’acqua e della luna poiché appare quando il mon...

Nuova energia

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I giorni di febbraio stanno finendo, quelli di un mese conosciuto come freddo e difficile, sono lentamente passati  e siamo arrivati quasi alla fine. Intorno a me,  piccoli segni che parlano di risveglio… Guardo una timida primula che si è fatta coraggio ed è spuntata nel marrone del terreno ancora addormentato. Fino a ieri è stata nascosta  in attesa di venire alla luce: un piccolo fiore che ha una forza incredibile! Mentre lo ammiro, penso  anche alla nostra vita. Quante volte siamo coperti dal dolore, quante volte ci rinchiudiamo in noi stessi, quante volte vorremmo restare nascosti e ci sentiamo sopraffatti  dalle vicende che ci segnano… Ma ancora e ancora la vita  ci induce a rinascere, a ritornare in superficie,  a venire allo scoperto… Un nuovo ciclo di vita sta iniziando e pare dirci che,  sotto la coltre fredda dell’inverno, c’è sempre pronta una nuova primavera, un altro modo per rinnovarci  e uscire dal nostro letargo… I piccoli se...

Addio al mitico Jejo

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  Lui non l’avrebbe mai chiusa, ma oggi l’iconica saracinesca della sua gelateria in Via Roma, chiuderà per sempre. Eusebio Pozza, per tutti semplicemente   Jeio , se n’è andato stamattina, lasciando un vuoto che a   Cogollo del Cengio   e in tutta la Valle dell’Astico non è solo affettivo: è identitario. Novant’anni da compiere a breve, più di metà dei quali trascorsi dietro un bancone che era diventato un piccolo altare laico della dolcezza, della socialità, della memoria collettiva. Una gelateria, certo. Ma soprattutto un luogo dell’anima. Da 55 anni, quando nel 1969 rilevò l’osteria di famiglia per trasformarla in gelateria, Jeio era diventato sinonimo stesso di gelato. Non un esercizio commerciale, ma una promessa mantenuta ogni giorno: creme morbide, frutta vera, coni croccanti, e quel sorriso che non era un gesto di cortesia, ma un tratto genetico del suo modo di stare al mondo. Il locale, nato nel 1898 come taverna “Ai 2 Mori”, era rimasto semplice, ma accogl...

Karkadè... proprietà interessanti

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Il karkadè è quella tisana rossa, che si beve specialmente d'estate, per dissetare. È presente molto spesso nelle miscele di frutta, con  mirtillo e rosa canina, più altri frutti come ciliegie, fragole,  mele ecc. Rende la bevanda saporita, colorata, ricca di minerali e bella da vedere. Ma il Karkadè ci riserva una sorpresa inaspettata: abbassa la pressione in chi la porta alta. Grande regalo dalla Natura!  Buona, bella ed efficace! Quindi perché bere acqua 'piatta', quando possiamo bere qualcosa che ci piace e ci fa bene? Le tisane sono rimedi antichi, arrivano dalla notte dei tempi, e sono ancora qui con noi.  Per aver valicato i tempi e la storia deve possedere  vantaggi molto alti per la salute, in più sono economiche, facili da preparare, semplici da usare.  La tisana o un infuso, è salute contenuta in un bicchiere. Elettra Erboristeria  Cornedo Vicentino

E allora andremo a sciare😊

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La vignetta

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La polvere

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Per quanto ci diamo da fare, con prodotti antistatici e via dicendo, non riusciamo mai ad eliminarla una volta per tutte. La polvere, in un modo o nell’altro, ritorna. Impalpabile, invisibile, di lei ti accorgi solo quando si accumula. Eppure, proprio la polvere entra di forza nel tempo di Quaresima. Come un monito: ricordati che la tua materia sono precisamente io. Tenere insieme la polvere è impossibile. Ma Dio raccoglie questo mucchietto di polvere e lo rende un composto vivente, soffiandovi nelle narici il suo alito di vita: l’uomo è questo, ci dice il racconto della creazione nel Libro della Genesi. Di per sé inconsistente come la polvere, riceve solidità dal suo restare unito a Dio, Padre suo e suo Creatore. Il peccato infrange questa unità, e il nostro agglomerato rimane esposto a ricadere nel nulla da cui proviene. Tuttavia, la polvere, così minuta e silenziosa, resta a farci buona compagnia. Un monito, il suo, un richiamo al reale, sì, ma anche, paradossalmente, un messaggio d...

Fora febráro a Forni

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Fora febráro che marso ze quá

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 🔥 SCACCIAMO L’INVERNO: IL RITO DI "FAR FORA FEBRARO" 🔥 A San Pietro Valdastico torna una delle tradizioni più suggestive per salutare il freddo e risvegliare la terra! ☃️👋 👹 La Mascherata Selvatica Preparatevi a uno spettacolo unico: non serve vestirsi in maschera, perché saranno i nostri figuranti a dare vita alla "Mascherata Selvatica". Vedrete sfilare personaggi misteriosi e legati alla natura che, con le loro vesti tradizionali, rievocano antichi riti di passaggio. 🧒 Il senso per i più piccoli Per i bambini è un momento magico: spieghiamo loro che l'inverno è come un vecchio gigante addormentato che ha bisogno di una spinta per andarsene. Il fuoco del falò e il rumore servono proprio a questo: a dare calore alla terra e a dirle che è ora di far crescere i primi fiori! 🌸 🥁 Voi portate il rumore! Se i figuranti pensano alla parte visiva, il compito del pubblico è farsi sentire! Ore 16:00 – Laboratorio Bandofoni: I ragazzi potranno costruire oggetti rum...

Fora Febráro a Pedescala

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La terra non ha tetto

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  "La terra non ha tetto", dice un proverbio, e allora, quando piove, e in campagna non si può andare, un tempo ci si dedicava ai lavori di costruzione di attrezzi e oggetti sempre utili e necessari: oppure ci si metteva nell'attrezzaia o anche all'aperto, sotto il portico, e si intrecciavano cesti di tutte le misure. I cesti erano gli unici contenitori per tanti usi, dal traporto del fieno, alla frutta, al pane, all'uva, al formaggio, alle uova...

Ossario del Pasubio - 100 anni di memoria 1926-2026

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 𝟭𝟵𝟮𝟲 – 𝟮𝟬𝟮𝟲    𝟭𝟬𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮  Quest'anno il 𝗦𝗮𝗰𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗢𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝘀𝘂𝗯𝗶𝗼 celebra il suo 𝟭𝟬𝟬° 𝗮𝗻𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼. Costruito tra il 1920 e il 1926 e inaugurato il 𝟮𝟵 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝟭𝟵𝟮𝟲 alla presenza di 𝗥𝗲 𝗩𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗘𝗺𝗮𝗻𝘂𝗲𝗹𝗲 𝗜𝗜𝗜, questo monumento simbolo sorge sul Colle Bellavista, a Valli del Pasubio. La torre, 𝗮𝗹𝘁𝗮 𝟯𝟱 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶, custodisce le spoglie di oltre 5.000 soldati italiani e austriaci, testimoni silenziosi di una delle pagine più dolorose della nostra storia. Un luogo di raccoglimento, rispetto e memoria, che da un secolo invita a non dimenticare. Oggi come allora, il Pasubio continua a raccontare storie di sacrificio, umanità e pace. Foto dal sito Ossario del Pasubio  🌐https://www.ossariodelpasubio.it/

La vignetta

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La rivolta di Malo del 1552

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 # A Malo il 27 dicembre 1552 accadde forse la più nota rivolta di una comunità della Repubblica Veneta del '500 contro famiglie nobili cittadine.  A protezione della famiglia nobile Muzzan, proveniente a Malo da Vicenza, "lavoravano" i fratelli Marco e Francesco Cavazzoli che, con l’aiuto del conte Antonio Losco e del bandito bresciano Battista Cignan, opprimevano la popolazione con vari soprusi.  Diversi episodi rendono idea della loro malvagità. Ad esempio, gettavano animali morti nel pozzo comunale (un cane e perfino metà cavallo) al fine di costringere le donne ad andare a prendere l’acqua nei pozzi dei nobili, dove venivano rapite e violentate; o di notte sfondavano le porte di casa delle vedove per poterne facilmente abusare insieme alle figlie.  La cronaca riporta anche altri misfatti rimasti impuniti: furti, assalti ai carri dei mercanti, intimidazioni. Per questo era crescente il risentimento della popolazione nei loro confronti.  La rabbia crebbe dopo...

Incontro con l'Autore ad Arsiero

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