Letto qua e là
Il rapporto annuale del Censis, sulla situazione sociale del Paese, presentato qualche giorno fa, ci definisce ciechi di fronte a problemi evidenti eppure in stato di perenne emergenza, due condizioni che portano a ripiegarsi sul proprio orticello «alla ricerca di uno spicchio di benessere quotidiano», con conseguenti legami sociali frammentati: «nella incomunicabilità generazionale va in scena il dissenso senza conflitto dei giovani, esuli in fuga». A questa situazione corrisponde una gestione politica «spezzettata in micro-interventi e nella protezione di microcosmi privati» e uno sviluppo economico con «pochi traguardi strategici». Siamo un popolo al quale sono, poco a poco, venuti meno i motivi per esserlo, ma che poi «si consola constatando che il nostro è il Paese delle meraviglie, se ammirato dall’alto delle lussuose terrazze cittadine, degli strapiombi sul mare, delle colline e delle cime più elevate. Ignorando quanto sia invischiato in tutte le sue arretratezze, se praticato d...