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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

Concerto per Claudia

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  È stata senza dubbio una serata pregna di emozioni, di amicizia e di condivisione quella che si è svolta nella chiesa Parrocchiale di Forni, sabato 23 maggio 2026. Organizzata dal coro Parrocchiale “Sulle ali del canto” e dal Maestro Giulio Agostini, questo ritrovarsi tra musica e canti ha avuto un unico scopo: ricordare Claudia e raccogliere fondi per la ricerca sul cancro. Don Agostino ha introdotto la serata parlando di Claudia che, scomparsa prematuramente nel dicembre scorso, amava cantare nel suo coro allietando le celebrazioni con la sua bella voce, era una donna dolce e solare e si stava bene in sua compagnia. Nel suo ricordo è nata l’idea di organizzare un concerto cantando le canzoni che lei amava e invitando il coro Amicanto di Malo, per condividere questo dono per lei. La chiesa era gremita, gli applausi calorosi e forti, ma l’emozione è stata tanta, perché cantare pensando a un’amica che non c’è più, non è cosa facile. Il Coro Parrocchiale guidato dal Maestro, ha sap...

"Normali paure"

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C'è una paura di cui quasi nessuna di noi ha il coraggio di parlare ad alta voce, eppure ogni donna la custodisce nell'angolo più profondo dell'anima.  Non c'entra nulla con le rughe o la vecchiaia. È il terrore di svanire, giorno dopo giorno, dentro un corpo che improvvisamente si rifiuta di collaborare.  È la paura di perdere la forza di alzarsi dal letto da sola, di non poter andare in bagno senza aiuto, di diventare completamente dipendente da qualcun altro. A volte mi sveglio nel cuore della notte e ci penso nel silenzio più totale: cosa succederà se le mie mani inizieranno a tremare, se la memoria scivolerà via facendomi dimenticare i nomi di chi amo o chi sono io? Non voglio sguardi di pietà. Voglio rispetto. La donna dentro di me rimane intatta, viva e orgogliosa, anche se il corpo non obbedisce più come in gioventù. Fa male vedere come la società consideri gli anziani un fastidio, un peso estenuante. Ed è qui che si nasconde la parte più terrificante: la paura ...

Il fiordaliso

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Se chiedete a un vecchio contadino, vi dirà che un tempo il grano cresceva da solo, fiero, alto e compatto come un muro d'oro. I campi erano perfetti, ma così fitti che persino il vento faceva fatica a passarci in mezzo. I contadini lavoravano sotto il sole di luglio, curvi con le falci, con la polvere che entrava negli occhi e il caldo che spaccava la schiena. ​In quel tempo, viveva una giovane mietitrice con gli occhi del colore del cielo prima del temporale. ​Venne l'estate più torrida che memoria d'uomo ricordasse. La terra era così secca che sembrava pietra, e l'aria bruciava la gola. Molti mietitori, stremati, posarono le falci all'ombra dei carri. ​La giovane mietitrice no. Continuò a camminare in mezzo alle spighe, decisa a finire il raccolto prima che il sole bruciasse i chicchi. Ma a metà del campo, il calore divenne troppo forte. La ragazza barcollò e si accasciò tra le spighe dorate, ormai sfinita. ​Prima di chiudere gli occhi, guardò il cielo e sussurrò...

La vignetta

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