Questa mappa colpisce per un motivo preciso: tra i tassi più bassi compare la Campania.
E allora la domanda arriva quasi da sola: perché il napoletano sembra resistere di più?
La risposta, se vogliamo essere seri, è che non esiste una spiegazione semplice.
Non perché a Napoli si soffra meno. Non perché il dolore, da quelle parti, faccia meno male. Non perché il sole aggiusti tutto.
Forse c’entrano le reti familiari, la vita di quartiere, una certa abitudine a stare dentro la vita degli altri e a non lasciarli soli del tutto.
Forse c’entra quella forma di umanità rumorosa, invadente a volte, ma capace di tenere insieme le crepe.
Forse il napoletano, anche quando cade, cade meno spesso nel silenzio assoluto.
Ma attenzione: questi numeri non devono mai diventare folklore. Dietro ogni statistica ci sono persone vere. E la sofferenza mentale non va mai romanticizzata, né al Nord né al Sud.
Il punto forse è un altro: dove esistono legami vivi, il buio trova meno stanze vuote.
E tu come la leggi? Conta di più il contesto sociale, la famiglia, la cultura del legame… o c’è molto altro che questi numeri non raccontano?
CAMPANE A FESTA CLICCA QUI Portate pazienza se le foto non sono in sequenza, ma un po' alla rinfusa... casa natale di Don Fernando in Via Carlo Alberto Tutte le foto by Kekko
Questa mappa colpisce per un motivo preciso: tra i tassi più bassi compare la Campania.
RispondiEliminaE allora la domanda arriva quasi da sola: perché il napoletano sembra resistere di più?
La risposta, se vogliamo essere seri, è che non esiste una spiegazione semplice.
Non perché a Napoli si soffra meno.
Non perché il dolore, da quelle parti, faccia meno male.
Non perché il sole aggiusti tutto.
Forse c’entrano le reti familiari, la vita di quartiere, una certa abitudine a stare dentro la vita degli altri e a non lasciarli soli del tutto.
Forse c’entra quella forma di umanità rumorosa, invadente a volte, ma capace di tenere insieme le crepe.
Forse il napoletano, anche quando cade, cade meno spesso nel silenzio assoluto.
Ma attenzione: questi numeri non devono mai diventare folklore. Dietro ogni statistica ci sono persone vere. E la sofferenza mentale non va mai romanticizzata, né al Nord né al Sud.
Il punto forse è un altro: dove esistono legami vivi, il buio trova meno stanze vuote.
E tu come la leggi? Conta di più il contesto sociale, la famiglia, la cultura del legame… o c’è molto altro che questi numeri non raccontano?
- Fulvio Cesareo -