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El Prà de Tasinazi

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【 Gianni Spagnolo © 200629 】 Alla ricerca dei toponimi perduti, ci trasferiamo oggi nelle pertinenze di Forni per individuare il luogo indicato come “ Contra’ del pra’ di Tasinazi ”. Corre infatti l’anno del Signore 1748 quando un mio lontano parente, certo Tomaso fg. di Gio. Battista Spaniolo de Albaredo de Rozzo , che ora abita a San Pietro con la moglie Dona Chiara Cerato , affitta per 18 anni e per 144,13 ducati un prato a tal Zuane fg. di Antonio De Lai del loco di Forni comune di Tonezza, posto appunto in contra’ detta del Pra’ di Tasinazi . Il luogo confina a levante con la strada pubblica, a ponente con l’Astico, a mezzogiorno con Bortolo del fu Pietro Cerato e a settentrione col medesimo affittuario. Da queste sommarie indicazioni, avendo l’Astico ad Ovest, il luogo dovrebbe trovarsi nella striscia di prati rivieraschi situati fra la Bréiola e Settecà.  Non avendo eccessiva dimestichezza con quei luoghi, lascio a qualche volonteroso lettore di quelle zone l’on...

L'antico sistema viario di San Pietro: La Strada dela Tedéta

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Mappa d'avviso (1810) Fra le cose che maggiormente condizionano lo sviluppo di un territorio, possiamo senz'altro annoverare le vie di comunicazione. Ne erano ben consci i Romani che dotarono il loro impero di un'estesa ed efficiente rete stradale che resse l'usura dei secoli e ne favorì la diffusione del potere e dell'influenza. Quante nostre città, oggi magari metropoli, sorsero proprio  sugli incroci di quelle vie!  Tracciare una nuova strada è dunque un atto creativo capace di determinare il destino del territorio che attraverserà.  Anche quello delle nostre zone, nelle varie epoche, è stato segnato dalle strade. Su tutte, quella Via di Germania con i presidi dei due Ospizi di San Pietro e Brancafora che costituirono verosimilmente l'elemento catalizzatore delle future comunità dell'Alta Val d'Astico. Per quanto ci è consentito dalla documentazione  a disposizione , p roviamo quindi ad analizzare  com'era il sistema viario ...

Pedescala durante il Regno Lombardo Veneto

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Già durante il periodo napoleonico, ovvero nel 1812,  s’iniziò a porre mano ad una organica e moderna mappatura del nostro territorio. Si era da poco dissolta la secolare dominazione della Serenissima e con essa gli statuti speciali e singolari di quella antica Piccola Patria rappresentata dalla Spettabile Reggenza dei Sette Comuni.  Quindi succedette la giurisdizione austriaca con il Regno Lombardo Veneto; fino al 1861, quando il Veneto entrò a far parte del Regno d’Italia. La prima metà del 1800 fu un periodo assai turbolento, caratterizzato da instabilità politica e trasformazioni sociali, ma soprattutto  da gravi carestie e ricorrenti epidemie di tifo e vaiolo che prostrarono la popolazione. A quel tempo, con tutta probabilità, i nostri paesi mantenevano ancora caratteristiche non molto dissimili da quelle dei secoli precedenti; non erano neppure immaginabili infatti le trasformazioni che sarebbero intervenute alla fine del secolo, poi in seguito alla ri...