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Storiella con morale - la donna e l'aquila -

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  ๐”๐ง ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ง๐จ ๐ฎ๐ง’๐š๐ช๐ฎ๐ข๐ฅ๐š ๐๐ข๐ž๐๐ž ๐š ๐ฎ๐ง๐š ๐๐จ๐ง๐ง๐š  ๐ข๐ฅ ๐œ๐จ๐ง๐ฌ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐จ ๐ฉ๐ข๐ฎ̀ ๐ฉ๐ซ๐ž๐ณ๐ข๐จ๐ฌ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ฎ๐ง๐š ๐ฆ๐š๐๐ซ๐ž ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ฌ๐š ๐ซ๐ข๐œ๐ž๐ฏ๐ž๐ซ๐ž.  “Stai bene, madre umana?” chiese l’aquila. La donna alzรฒ lo sguardo, sorpresa. “Ho paura” rispose sottovoce.  “Il mio bambino nascerร  presto, e ho mille dubbi. Voglio dargli la vita piรน bella, piรน facile.  Ma come farรฒ a sapere se sto facendo la cosa giusta?” L’aquila la osservรฒ in silenzio, poi scese a posarsi vicino a lei. “Crescere un figlio non รจ facile” disse.  “E non si tratta di rendere tutto comodo.  Anzi, รจ il contrario. Quando i miei aquilotti nascono, il nido รจ morbido, foderato di piume e erba. Riposano. Si sentono al sicuro. Ma quando รจ il momento di imparare a sopravvivere, tolgo tutta quella morbidezza. Lascio solo le spine.” La donna la guardรฒ perplessa. “Le spine? Perchรฉ rendergli la vita piรน difficile di proposito?” L’aquila la guardรฒ con serietร . “Perchรฉ il disa...

Storielle: il tempo non si puรฒ fermare

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Avevo sette anni quando dissi a mio nonno che trattenevo il respiro per fermare il tempo. Eravamo nell'orto, in una di quelle giornate d'estate che sembrano non dover finire mai. Lui stava lavorando la terra con la zappa, io gli giravo intorno osservando ogni gesto. A un certo punto si fermรฒ e mi guardรฒ. «Perchรฉ trattieni il respiro?» La risposta mi sembrava perfettamente logica. «Perchรฉ cosรฌ il tempo non passa.» Non volevo che finissero quelle giornate. Non volevo che arrivasse settembre, che riaprisse la scuola o che l'estate diventasse un ricordo. Volevo restare lรฌ, accanto a lui, tra quei filari e quell'odore di terra. Mio nonno sorrise appena. «Ma cosรฌ ti perdi gli odori.» «Non mi interessa» risposi convinto. Non replicรฒ subito. Si avvicinรฒ al rubinetto vicino al capanno degli attrezzi e aprรฌ l'acqua. I solchi dell'orto iniziarono lentamente a riempirsi. L'acqua avanzava tra la terra secca seguendo percorsi irregolari, finchรฉ ogni fila non fu raggiunta....

La leggenda del 30 giugno

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  Nel paese di Pietraluna, tra le colline dove il grano ondeggia come mare dorato, il 30 giugno era considerato un giorno decisivo. Non un giorno magico, ma un giorno di veritร . Gli anziani dicevano: «Il 30 giugno non perdona e non regala. Mostra solo ciรฒ che hai seminato.» Al centro del paese viveva Alfredo, un contadino di ottant’anni, noto per la sua calma e per la capacitร  di prevedere il tempo osservando le rondini. Accanto a lui lavorava Marco, un ragazzo impulsivo, convinto che la fretta fosse la chiave per ottenere risultati. Un pomeriggio, mentre sistemavano le ultime fascine, Marco sbuffรฒ: «Nonno Alfredo, ma perchรฉ tutti dicono che il 30 giugno รจ speciale? รˆ solo un giorno come gli altri.» Alfredo si tolse il cappello, guardรฒ il cielo e rispose: «รˆ il giorno in cui il campo parla. Non puoi nascondere ciรฒ che hai fatto nei mesi prima. Il 30 giugno mostra se hai avuto cura… oppure no.» Marco rise: «Bah, basta che il raccolto sia abbondante.» Alfredo lo fissรฒ con uno sguardo...

La finestra

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Cosa c’รจ di piรน banale di una finestra nelle nostre abitazioni? Apparentemente una struttura semplice, che si pensa sia sempre esistita nella forma che vediamo. Effettivamente, sono secoli che accompagna l’umanitร , evolvendosi insieme allo sviluppo della civiltร . Oggi รจ non solo una fonte di luce, ma anche un elemento chiave per l’isolamento, la privacy e persino l’innovazione tecnologica nelle case intelligenti. Ma una volta, nel nostro ameno paesello, com’erano le finestre? Fin dall’etร  delle caverne, l’uomo era abituato ad avere un’unica apertura della casa, dalla quale entrava ed usciva di tutto: luce, calore, freddo, persone, fumo, odori, bestie, ecc. Evolvendosi l’abitazione, si cominciรฒ ad aprire dei buchi nei muri, principalmente per consentire una miglior ventilazione e luminositร  degli ambienti. In Egitto e Mesopotamia, culle della civiltร , le aperture erano protette da tende di legno, stoffa o pelli animali per difendersi dalla polvere e dal sole. รˆ interessante nota...

Differenze di prospettive...

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Questo conosciuto racconto morale dell'ipotetico dialogo tra due gemelli nel grembo materno, รจ tratto dall'articolo:  Does Mother Exist? Is There Life After Birth ?, scritto nel 1980 e pubblicato insieme ad altri racconti nel 1982 in:  Morphogeny , un libro di Pablo J. Luis Molinero. Ne riportiamo di seguito un estratto diffuso in italiano, che offre un interessante spunto di riflessione. Nella sua disarmante semplicitร , invita a pensare a quanto la prospettiva possa cambiare il nostro modo d'intendere la vita ed il nostro destino. " Nel pancione di una donna gravida si trovavano due gemelli e fra loro avviene questo dialogo: – Tu credi nella vita dopo il parto? – Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello saremo piรน tardi. – Sciocchezze! Non c’รจ una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita? – Non lo so, ma sicuramente… ci sarร  piรน luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca. – Ma รจ assur...

Tutti uguali

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Libertรฉ,  ร‰galitรฉ, Fraternitรฉ…   Motto che si vuole rappresenti i valori cardine della Rivoluzione Francese e della moderna democrazia occidentale, sancendo il passaggio da sudditi a cittadini. Difficile tuttavia conciliare libertร  ed uguaglianza, ancor meno pretendere la fraternitร , che รจ un'aspirazione etica non imponibile per legge. Quest’aulico concetto mi sovviene spesso quando guardo banalmente un campo di grano o di mais della moderna agricoltura. Steli rigorosamente uguali, della stessa altezza e struttura, a perdita d’occhio come la tavola d’un biliardo. Nessun fusto che emerga, nessuno che si ritragga, nessun’altra erba o fiore a disturbare l’uniformitร  del campo, nessun diverso colore, tutto uguale. Eppure, solo qualche decennio fa, i medesimi campi non si presentavano cosรฌ anonimamente uniformi. Qualche gambo svettava sugli altri, qualche altro chinava il capo, papaveri o iris qua e lร  lo punteggiavano di colore, almeno sulle capezzagne spuntavano ciuffi di papaver...

Spes ultima dea...

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  " Spes ultima dea " รจ una celebre espressione latina che significa " la speranza [รจ] l'ultima dea ", archetipo del moderno detto: "la speranza รจ l'ultima a morire".  L'espressione sottolinea l'attitudine umana a confidare in giorni migliori nonostante le avversitร . Indica che la speranza รจ l'ultima risorsa a non abbandonare l'uomo, consolandolo anche nelle situazioni piรน disperate. Il detto deriva dal mito greco del Vaso di Pandora, dove la speranza rimaneva sul fondo dopo la fuoriuscita di tutti i mali. Infatti, n el mito, quando Pandora apre il vaso donatole da Zeus, liberando mali e malattie, la Speranza resta l'unica entitร  all'interno, continuando poi ad assistere l'umanitร . Ne รจ rappresentazione fattuale l'esperimento effettuato nel 1950 dallo psicologo Curt Richter, che condusse un esperimento inquietante che, decenni dopo, continua a essere citato quando si parla della forza della speranza. Lo studioso pres...

Storiella

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  Il chiodo disse al martello: — “Perchรฉ sei sempre tu a colpirmi?” Il martello rispose: — “Non lo faccio per ferirti, lo faccio per aiutarti a compiere il tuo scopo.” — “Ma fa male” — sussurrรฒ il chiodo. — “Lo so” — disse il martello, ma senza quel colpo non entreresti mai nel legno, non sosterresti nulla, non daresti forza a nessuno. — “E tu? Non ti stanchi mai di colpire?” — “Certo che sรฌ, ma ogni colpo vale la pena, quando vedo che grazie a questo tu realizzi la tua missione.” Il chiodo restรฒ in silenzio, poi con un piccolo sorriso mormorรฒ: — “Grazie per spingermi, anche quando fa male. Grazie per non avermi lasciato a metร .” ๐Ÿ’Œ Morale: A volte la vita ci colpisce non per distruggerci, ma per metterci esattamente dove dobbiamo stare. Perchรฉ anche il dolore, a volte, รจ solo un’altra forma d’Amore. ❤️

Storiella

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“Oggi ti accenderรฒ” — disse il fiammifero. La candela, spaventata, rispose: “No… se mi accendi, mi consumerรฒ. I miei giorni finiranno.”  Il fiammifero restรฒ in silenzio per un momento, poi domandรฒ: “Vuoi davvero passare tutta la vita cosรฌ? Fredda, dura… senza mai brillare?” “Ma accendermi farร  male… e mi consumerร ” — sussurrรฒ la candela. “Sรฌ, farร  male. Eh sรฌ... poco a poco ti spegnerai” — rispose il fiammifero.  — “Ma รจ per questo che siamo nati. Io per accendere… e tu per dare luce.” “La mia fiamma รจ piccola, breve…, ma se la condivido con te, avrรฒ compiuto il mio scopo.” La candela lo guardรฒ commossa. E proprio quando la fiamma del fiammifero stava per spegnersi, disse piano: “Ti prego… accendimi.” E cosรฌ nacque la luce. Brillante, calda, viva. La fiamma che illuminรฒ la stanza, perchรฉ la candela aveva capito che il suo vero valore non era nel restare intatta, ma nel donarsi fino a brillare. ❤️‍๐Ÿ”ฅ ๐Ÿ’Œ A volte, essere luce fa male, ma quel dolore trasforma tutto. Perchรฉ dare i...

Sapore di Vita

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C'era una volta un vasetto pieno di sale bianco e saporito. Tutte le volte che la cuoca lo svitava, per prendere un pizzico della preziosa polverina bianca e metterla nelle pentole, il sale era contento ed orgoglioso. Perรฒ un giorno pensรฒ: «Chissร  perchรฉ non c'รจ mai una volta che qualcuno a tavola dica: "Che buon sale! Tutti dicono sempre: Che buona carne o che buona pasta!». Allora diventรฒ triste. La cipolla e l'aglio, che gli stavano vicino in cucina cercarono di consolarlo: «Non puoi farci nulla; รจ che tu sei invisibile! quando ti sciogli nell'acqua, nessuno ti vede piรน!» Una volta perรฒ, la mamma aveva cosรฌ fretta di preparare il pranzo,  che si dimenticรฒ di mettere il sale a tavola e ci fu il finimondo  e si sentรฌ dire: «Che pasta รจ mai questa? Che schifo!», urlรฒ il papร . «Non sa di niente!», si lamentรฒ Luca, allontanando il piatto. «Non ho fame!»,  disse Monica. Le urla erano cosรฌ alte, che dovette intervenire la mamma che disse: «Cosa vi capita, oggi? Perchรฉ ...

La gabbietta

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Un giorno bussรฒ alla nostra porta uno strano tipo: un ometto buffo vi dico alto poco piรน di due fiammiferi. Aveva in spalla una borsa piรน grande di lui. – Ho qui delle macchine da vendere – disse. – Fate vedere – disse il babbo. – Ecco, questa รจ una macchina per fare i compiti. Si schiaccia il bottoncino rosso per fare i problemi, il bottoncino giallo per svolgere i temi, il bottoncino verde per imparare la geografia: la macchina fa tutto da sola in un minuto. – Compramela, babbo! – dissi io. – Va bene, quanto volete? – Non voglio denari – disse l’omino. – Ma non lavorerete mica per pigliar caldo! – No, ma in cambio della macchina voglio il cervello del vostro bambino. – Ma siete matto! – esclamรฒ il babbo. – State a sentire, signore – disse l’omino, sorridendo - se i compiti glieli fa la macchina, a che cosa gli serve il cervello? – Comprami la macchina, babbo! – implorai – Che cosa ne faccio del cervello? Il babbo mi guardรฒ un poco e poi disse: – Va bene, prendete il suo cervello. L’o...

Storiella

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  Un avvocato astuto vendette una volta un pozzo a un professore. Solo un giorno dopo che si erano stretti la mano, l’avvocato tornรฒ con una pretesa inaspettata: — Signor professore, sappi che ti ho venduto il pozzo, ma non anche l’acqua al suo interno. Se vuoi usarla, dovrai pagare una tassa di utilizzo! Il professore lo guardรฒ con calma e rispose senza alzare la voce: — Capisco. Allora, se l’acqua รจ tua, hai tempo fino a domani per tirarla fuori dal mio pozzo. Altrimenti, dovrai pagare l’affitto per tenerla lรฌ. L’avvocato rimase senza parole e, un po’ imbarazzato, disse: — Beh… era solo uno scherzo. Il professore, con uno sguardo gentile e un sorriso sottile, aggiunse: — Forse hai dimenticato, anche solo per un attimo, che persone come me insegnano a persone come te come diventare avvocati. web

Storiella

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  Un giovane rientrรฒ a casa trafelato, con il volto in preda all’ansia. — Papร ! — gridรฒ — Il nostro cavallo รจ scappato! Era l’unico che avevamo… Che disgrazia! Il padre, un uomo anziano dal volto sereno, lo guardรฒ con calma e rispose: — E perchรฉ la chiami disgrazia, figlio mio? Aspettiamo… Il tempo ci dirร  se รจ un bene o un male. Il ragazzo non capiva. Per lui era una perdita enorme. Ma tacque. Passarono alcuni giorni. Una sera, il giovane tornรฒ entusiasta. — Papร ! รˆ tornato! E ha portato con sรฉ un altro cavallo selvaggio! Che fortuna! Il padre lo guardรฒ e disse solo: — E perchรฉ la chiami fortuna? Vedremo col tempo… Qualche giorno dopo, un urlo squarciรฒ il cortile. Il ragazzo era a terra, la gamba spezzata: aveva provato a domare il cavallo selvaggio, ma era stato disarcionato. Tra le lacrime sussurrรฒ: — Che disgrazia, papร … Il padre, ancora una volta, disse: — E chi puรฒ dirlo, figlio mio? Diamogli tempo… Settimane dopo, mentre il ragazzo era ancora bloccato in casa con la gamba in...

Cosรฌ รฉ...

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Dottore: Qual รจ il suo problema, signore? Marito: Sono stanco del lavoro e della pressione della routine. Dottore: Di cosa si occupa? Marito: Sono contabile in una banca. Dottore: E sua moglie, cosa fa? Marito: Non lavora, รจ solo casalinga. Dottore: Chi sveglia lei e i suoi figli al mattino e prepara la colazione? Marito: Mia moglie, perchรฉ non lavora. Dottore: A che ora si alza sua moglie e a che ora si alza lei? Marito: Mia moglie alle 5 del mattino, io alle 7, perchรฉ lei deve preparare i bambini per la scuola e fare la colazione. Dottore: Chi accompagna i bambini a scuola? Marito: Mia moglie, perchรฉ non lavora. Dottore: Cosa fa sua moglie dopo aver accompagnato i bambini? E lei? Marito: Torna a casa, cucina, lava i vestiti, sistema la casa… e aspetta che i bambini tornino. Lei sta a casa e non ha un lavoro. Io lavoro fino alle tre del pomeriggio. Dottore: Quando torna dal lavoro, cosa fa lei? E sua moglie? Marito: Riposo dopo pranzo, perchรฉ ho avuto una giornata stancante. Mia mogli...

L'abuso del cellulare

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Una maestra stava correggendo i compiti dei suoi studenti. Nel frattempo, suo marito passeggiava per casa con lo smartphone in mano, immerso nel suo gioco preferito. Quando arrivรฒ all’ultimo compito da correggere, la maestra iniziรฒ a piangere in silenzio. Il marito, vedendola, le chiese: — Cosa รจ successo? La moglie rispose: — Ieri ho dato come compito ai miei studenti di scrivere qualcosa sul tema "IL MIO DESIDERIO". Il marito disse: — Va bene, ma perchรฉ piangi? La moglie, trattenendo le lacrime, rispose: — Correggendo l’ultimo compito, non sono riuscita a trattenere il pianto. Il marito, incuriosito, chiese: — Cosa c'era scritto di cosรฌ commovente? La moglie cominciรฒ a leggere: Il mio desiderio รจ diventare uno smartphone. I miei genitori amano molto il loro smartphone. Si prendono cura del loro smartphone al punto che a volte si dimenticano di prendersi cura di me. Quando mio padre torna stanco dal lavoro, ha tempo per il suo smartphone, ma non per me. Quando i miei gen...

Storiella

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Due case si trovano una accanto all'altra. In una si sentono costantemente urla e litigi, mentre nell'altra regna il silenzio. Un giorno, dopo l'ennesima lite, la moglie disse al marito: Hai mai sentito litigare i vicini? No? Vai e scopri come vivono. Il marito andรฒ verso quella casa, si nascose sotto la finestra e cominciรฒ a osservare. Dentro la casa, ognuno era occupato con i propri compiti: la moglie era in cucina, il marito stava scrivendo qualcosa al tavolo. Improvvisamente squillรฒ il telefono. L'uomo si alzรฒ in fretta, entrรฒ nella stanza e urtรฒ un vaso, che cadde e si ruppe. L'uomo si inginocchiรฒ e iniziรฒ a raccogliere i pezzi.  La moglie entrรฒ nella stanza, si inginocchiรฒ anche lei e cominciรฒ ad aiutarlo. L'uomo disse: Mi dispiace, amore mio, stavo correndo verso il telefono, ho urtato il vaso e l'ho rotto. La moglie rispose: No, caro, รจ colpa mia, l'ho messo in un posto dove potevi urtarlo. Si baciarono, raccolsero i pezzi e tornarono ai loro com...

Storiella

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Un professore si ritrova seduto accanto a un contadino su un treno. Annoiato, il professore decide di proporre un gioco per passare il tempo.  "Ti farรฒ una domanda", dice il professore. "Se non sai rispondere, dammi 5 euro. Poi, fai una domanda a me. Se non so rispondere, ti do 500 euro. Cosa dici?"  Il contadino annuisce in segno di assenso.  Il professore inizia, "Qual รจ la distanza tra la Terra e la Luna?"  Il contadino tira fuori silenziosamente 5 euro e li porge al professore.  Ora รจ il turno del contadino. Chiede: "Quale animale ha tre zampe quando scala una montagna e quattro zampe quando scende?"  Il professore รจ perplesso. Si s,cervella, cerca spiegazioni logiche e consulta persino il suo quaderno, ma non riesce a trovare una risposta.  Frustrato, consegna 500 euro al contadino.  Il contadino prende i soldi con un sorriso e si appoggia all'indietro per fare un altro pisolino.  Curioso e poco disposto a lasciarli andare, il professore...

Non avere fretta

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Quando ero piccola lo chiedevo quasi ogni giorno a mio nonno. "Nonno, quando arriva Natale?". E lui mi rispondeva sempre: "Arriverร  presto, tesoro mio, ma non avere fretta". "E perchรฉ non devo avere fretta?". "Perchรฉ ogni giorno รจ speciale, proprio come il Natale. Ed รจ unico, non si torna indietro, una volta che รจ passato non puoi piรน viverlo. Se trascorri il tuo tempo a desiderare il Natale perderai la bellezza e la felicitร  che sta dentro gli altri giorni". "Ma che significa? Io voglio che venga Natale subito, per me non c'รจ niente di piรน bello del Natale. Gli altri giorni sono noiosi". Poi arrivรฒ un inverno, quell'inverno, l'ultimo inverno. Faceva freddo, aveva nevicato. Io e la mamma entrammo in quella squallida stanza di ospedale in silenzio. Mi avvicinai, afferrai la sua mano piccola e fragile. Ricordo che c'era un odore nauseabondo di minestrina e alcol. "Nonno, ma quando arriva Natale?". Lui era invecch...

"L'amante"

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Alcuni anni dopo la mia nascita, mio padre conobbe una sconosciuta appena arrivata nella nostra piccola cittร . Fin dall'inizio, mio padre rimase affascinato da quella adorabile nuova arrivata e, dopo un po', la invitรฒ a vivere con noi. La sconosciuta accettรฒ e, sorprendentemente, anche mia madre! Crescendo, nella mia giovane mente, lei occupava giร  un posto molto speciale. Mia madre mi insegnava cosa fosse giusto e sbagliato e mio padre mi insegnava a obbedire. Ma la sconosciuta era piรน forte: passavamo ore a parlare di avventure e misteri. Aveva sempre risposte a tutto ciรฒ che volevamo sapere. Sapeva tutto del passato, del presente e poteva persino prevedere il futuro! La cosa fastidiosa era che non potevamo mai contraddirla. Aveva sempre l'ultima parola! Fu lei che portรฒ la mia famiglia alla prima partita di calcio. Ci fece ridere e piangere. Non smetteva mai di parlare, ma mio padre la adorava. Mia madre, che ne era persino un po' gelosa, ci ordinava di fare silenzio...