Storiella
— Papà! — gridò — Il nostro cavallo è scappato! Era l’unico che avevamo… Che disgrazia!
Il padre, un uomo anziano dal volto sereno, lo guardò con calma e rispose:
— E perché la chiami disgrazia, figlio mio? Aspettiamo… Il tempo ci dirà se è un bene o un male.
Il ragazzo non capiva. Per lui era una perdita enorme. Ma tacque.
Passarono alcuni giorni. Una sera, il giovane tornò entusiasta.
— Papà! È tornato! E ha portato con sé un altro cavallo selvaggio! Che fortuna!
Il padre lo guardò e disse solo:
— E perché la chiami fortuna? Vedremo col tempo…
Qualche giorno dopo, un urlo squarciò il cortile.
Il ragazzo era a terra, la gamba spezzata: aveva provato a domare il cavallo selvaggio, ma era stato disarcionato.
Tra le lacrime sussurrò:
— Che disgrazia, papà…
Il padre, ancora una volta, disse:
— E chi può dirlo, figlio mio? Diamogli tempo…
Settimane dopo, mentre il ragazzo era ancora bloccato in casa con la gamba ingessata, bussarono alla porta.
Erano soldati, venuti a reclutare tutti i giovani del villaggio per la guerra.
Ma quando videro il ragazzo ferito, esclamarono:
— Lui non può venire. È inutilizzabile.
E se ne andarono.
Il ragazzo guardò il padre, confuso:
— Papà, volevano portarmi in guerra?
L’uomo annuì.
— Una guerra da cui, dicono, pochi torneranno…
Fu allora che il giovane capì.
Quella che aveva chiamato disgrazia… gli aveva salvato la vita.
Morale:
A volte, ciò che ci fa soffrire è ciò che ci protegge.
Quello che oggi chiami sfortuna, domani potrebbe rivelarsi una benedizione.
Non giudicare troppo in fretta.
Dai tempo al tempo.
E capirai che ogni cosa accade per un motivo.
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Fa riflettere,
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