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Visualizzazione dei post con l'etichetta Poesie

Date baci

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  A chi amate. A chi non li chiede, ma ne ha bisogno. A chi ha dimenticato come si fa. Date baci a chi è triste. A chi ha occhi stanchi  e il cuore in silenzio. A chi pensa di non meritarli più. Date baci senza motivo. All'improvviso, senza preavviso, senza spiegazioni. Perché dietro un bacio  inaspettato, c'è la poesia  delle cose non dette. C'è l'amore che ha fretta  di essere sentito. E poi... date baci come se il tempo non bastasse. Perché ogni bacio dato,  è una carezza  lasciata al destino. Gabriele Mauro

Giugno

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È il mese dei prati erbosi e delle rose; il mese dei giorni lunghi e delle notti chiare. Le rose fioriscono nei giardini,  si arrampicano  sui muri delle case.   Nei campi, tra il grano , fioriscono gli azzurri fiordalisi  e i papaveri  fiammanti  e la sera mille e mille lucciole scintillano fra le spighe. Il campo di grano ondeggia al passare del vento: sembra un mare d’oro. Il contadino guarda le messi e sorride.  Ancora  pochi giorni  e raccoglierà il frutto delle sue fatiche. Giosuè Carducci

Sei bella

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  Sei bella... e non per quel filo di trucco. Sei bella per quanta vita ti è passata addosso, per i sogni che hai dentro e che non conosco. Bella per tutte le volte che toccava a te, ma avanti il prossimo. Per le parole spese invano e quelle cercate lontano. Per ogni lacrima scesa e per quelle nascoste di notte al chiaro di luna complice. Per il sorriso che provi, le attenzioni che non trovi, per le emozioni che senti e la speranza che inventi. Sei bella semplicemente come un fiore raccolto in fretta, come un dono inaspettato, come uno sguardo rubato, o un abbraccio sentito. Sei bella... e non importa che il mondo lo sappia. Sei bella davvero, ma solo per chi ti sa guardare. ~ Alda Merini ~

Tutto lì, nel cuore.

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I ricordi, quelli che non vanno persi. I pensieri, quelli che pochi o nessuno  ha mai sentito. Tutto ciò che non sono più riuscita  a stringere tra le mani,  perché ho perso,  perché non c'è più. Tutto lì, nel cuore,  dove nessuno me li potrà strappare. ~ Carla Compierchio ~

Serena Primavera a Tutti!

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Anche se dicono sia arrivata ieri alle 15.46, io alla primavera dò il benvenuto sempre al 21😊 "C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico" è l'incipit de l'Aquilone  tratto dai  Primi Poemetti . La poesia descrive la sensazione primaverile del rinascere della vita (le viole) che si mescola al ricordo nostalgico dell'infanzia e alla consapevolezza della morte.   Il contesto:  Il poeta, immerso in un paesaggio primaverile (spesso identificato con la zona di Messina), percepisce una "dolce aria" che rievoca ricordi passati. Significato:  La "novità" è la primavera che torna, l'"antico" è il ricordo di un'infanzia spensierata vissuta a Urbino, quando faceva volare gli aquiloni con i compagni. Temi:  La poesia unisce il tema della natura rigogliosa al ricordo malinconico degli amici scomparsi, in particolare uno, e alla percezione della morte che arriva, ma con serenità .   Giovanni Pascoli

Cercando i colori

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  Ogni nuovo mattino,   uscirò per le strade cercando i colori. Girerò per le strade  finché non sarò stanca morta saprò vivere sola e fissare negli occhi ogni volto che passa e restare la stessa. Questo fresco che sale a cercarmi le vene è un risveglio che mai nel mattino ho provato così vero: soltanto, mi sento più forte che il mio corpo, e un tremore più freddo accompagna il mattino. Son lontani i mattini che avevo vent’anni. E domani, ventuno: domani uscirò per le strade, ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo. Da domani la gente riprende a vedermi e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo, ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo di esser io che passavo  una donna, padrona  di se stessa.  La magra bambina che fui si è svegliata da un pianto durato per anni ora è come quel pianto non fosse mai stato. E desidero solo colori. I colori non piangono, sono come un risveglio: domani i colori torneranno...

Valentino

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Febbraio...un po' di allegria...🥳🥳🥳

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Vengo subito dopo la merla, il mio freddo è come una sberla, sono il mese dei travestimenti, balli, canti e divertimenti. Colombina ed Arlecchino Balanzone e Meneghino, Pantalone e Pulcinella, scegli la maschera quella più bella. Sono il più piccolo dei miei fratelli, per arrivare faccio balzelli. Ogni quattr'anni, mi allungo di un giorno, ma l'anno dopo piccino ritorno. Non sono un sarto, non son calzolaio,  non sono dottore e non porto il saio, ma delle chiacchiere son buongustaio; è stato un piacere, io sono Febbraio! -Gianni Rodari-

Bisogna essere felici anche del poco

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L'angolo della Poesia

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  Che dice la p ioggerellina di Marzo?   di Angiolo Silvio Novaro Che dice la pioggerellina di marzo, che picchia argentina sui tegoli vecchi del tetto, sui bruscoli secchi dell’orto, sul fico e sul moro ornati di gèmmule d’oro? Passata è l’uggiosa invernata, passata, passata! Di fuor dalla nuvola nera, di fuor dalla nuvola bigia che in cielo si pigia, domani uscirà Primavera guernita di gemme e di gale, di lucido sole, di fresche viole, di primule rosse, di battiti d’ale, di nidi, di gridi, di rondini, ed anche di stelle di mandorlo, bianche… Che dice la pioggerellina di marzo, che picchia argentina sui tegoli vecchi del tetto, sui bruscoli secchi dell’orto, sul fico e sul moro ornati di gèmmule d’oro? Ciò canta, ciò dice: e il cuor che l’ascolta è felice.

Le mie scarpe

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  Vieni, Ti presto le mie scarpe, per farti immergere a giocare un po', nelle stesse acque in cui sono annegato. Vieni, Ti presto le mie scarpe, perché tu cammini sul marciapiede della mia vita e forse tu possa capire. Vieni, Ti presto le mie scarpe, vivi quello che ho vissuto io, e dimmi se ti dà ancora fastidio il mio procedere. Vieni, Mettiti le mie scarpe. sentiti come mi sono sentita, E poi mi dici se puoi ancora essere così crudele. Conosci solo una parte della storia e giudichi da quello che puoi vedere. Vuoi avere il quadro completo? Vieni, Mettiti le mie scarpe. cammina il mio viaggio e poi dimmi se ti fanno male i piedi. Rosa de Angelis

Bucaneve

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  Sotto un manto di neve,  silenziosi e delicati, sbocciano i bucaneve perché non conoscono l'inverno,  né il gelo, solo la voglia di vedere la luce. Non invidiano le rose,  né le preziose orchidee la loro bellezza è semplice,  umile, vera. Nascono nella neve gelida,  resistenti e forti, sono un inno alla vita. Non sanno di essere fragili e delicati, ecco perché sfidano il freddo,  la brina e il gelo. Sono messaggeri di primavera,  i bucaneve,  un raggio di sole  in una fredda giornata invernale. Non hanno bisogno  di parole o di gesti, perché la loro bellezza  è discreta e silenziosa, sono un inno alla vita,  un richiamo alla speranza, un invito a fiorire  nel cuore gelido dell’inverno. (Agostino Degas)

Il profumo del ricordo

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Questa via stretta, antica,  tra i muri caldi e l'ombra lieve,  mi riporta a un tempo remoto,  quando la mia anima bambina  scopriva il mondo  tra la polvere  e il vento.  Odor di pane, di terra bagnata,  di vite intrecciate nella piazza,  il canto dei panni stesi,  il riso che si perdeva tra i tetti.  Era un tempo povero,  eppur così ricco d'immenso.  La mia città  era madre severa,  ma nei suoi abbracci  di pietra e mare,  tra il sale che ardeva sulle labbra,  io trovavo un calore antico,  un rifugio dall'infinito mondo.  Ora cammino  tra le ombre di ieri,  e il ricordo  mi accompagna dolce,  come una carezza  sul viso stanco.  Non ho più il cuore d'un ragazzo,  ma questa memoria mi fa eterno.  Umberto Saba 

Il passerotto

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  Apritemi, per favore, la finestra del salotto: sono un povero passerotto che ha freddo fino al cuore. Vi ho visti che piantavate in un angolo del tinello quel meraviglioso alberello dalle foglie incantate: ogni ramo si curva al peso di un frutto sconosciuto, e su ogni ramo ho veduto una stella col lume acceso. Vi spiavo dal davanzale piuma a piuma intirizzito: ma adesso l’avete finito, l’albero di Natale. Adesso è tutto a posto: fatemi dunque entrare, il mio nido potrei fare sul ramo più nascosto. Non vi darei tanta noia, sono un passero per benino. E per il vostro bambino pensate domani che gioia trovare tra i doni dietro una mezzaluna di latta, fra la neve d’ovatta e la rugiada di vetro, trovare un passero vero con un cuore vero nel petto che guarda dal suo nidetto con il vivo occhio nero, una viva creatura che vuol essere scaldata, che ha bisogno d’essere amata, che ha freddo, fame, paura… I bambini sono tutti buoni, e andremo d’accordo, perché chiedo così poco per me di tutti...

L'angolo della Poesia

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Abbi cura dell'incanto che sei  della gentilezza in cui credi.  Della tua dolcezza fuori controllo.  Della pace che coltivi in ogni abbraccio.  Mentre là fuori, è guerra. Abbi cura di te.  Della tua inquietudine.  C'è chi la chiama ansia.  C'è chi lo chiama panico.  Sappi che non è un mostro  e che se è venuto a cercarti  è perché ti sei persa.  Perché hai smesso di ascoltarti. Abbi cura di chi ti ha reso Poesia. Di quel dolore che hai saputo affrontare. Di quell'Amore che hai lasciato andare. Di tutte le volte  che hai fatto un passo indietro  e per gli altri, hai chiesto scusa. Di tutto ciò che  non ti fa assomigliare a niente. Di tutto ciò che ti fa sentire viva. Sbagliata, unica e diversa. Abbine cura. Oggi piú che mai  questo mondo ha bisogno  di meraviglie come te. Andrew Faber

Novembre

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E poi arrivava Novembre... e noi dovevamo imparare a memoria la triste poesia del Pascoli. Novembre Gemmea l'aria, il sole così chiaro che tu ricerchi gli albicocchi in fiore, e del prunalbo l'odorino amaro senti nel cuore... Ma secco è il pruno, e le stecchite piante di nere trame segnano il sereno, e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante sembra il terreno. Silenzio, intorno: solo, alle ventate, odi lontano, da giardini ed orti, di foglie un cader fragile. E' l'estate fredda, dei morti. Giovanni Pascoli

L'angolo della Poesia

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A volte, solo a volte, ritirarsi non è arrendersi. Cambiare non è ipocrisia, disfare non è distruggere. Essere soli non è allontanarsi, e il silenzio non è non avere niente da dire. Restare fermi non è pigrizia, ne vigliaccheria, è sopravvivere. Immergersi non è annegare, retrocedere non è fuggire. A volte, solo a volte, occorre allontanarsi per vedere, abbandonarsi, lasciare che scorra,  che il vento cambi, chiudere gli occhi e tacere. A volte bisogna ascoltarsi.  - Maria G. Munguia Tiscareño

L'angolo della Poesia

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Appartenersi Appartenersi non è un sì  pronunciato su un altare,  non sono due fedi al dito e non è una promessa  o un contratto firmato. Appartenersi  non è nemmeno  fare un figlio  e vivere sotto  lo stesso tetto. Appartenersi  è un legame superiore  a qualsiasi anello o contratto,  un legame che sfida limiti e distanze,  preconcetti e pregiudizi.  Appartenersi  è un incontro di anime  che si cercano  e si sono trovate  sul piano spirituale,  oltre che su quello fisico. È un legame potente  e difficile da sciogliere,  è un filo che lega due menti. Due persone  che si appartengono,  lo sanno,  lo capiscono  e lo sentono. Perché l'appartenersi  si sente dentro, nel profondo dell'anima. Lo senti dentro  e non puoi farci nulla. Web

L'angolo della Poesia

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LA VITA Non si sa bene  se la vita  è viaggio, se è sogno,  se è attesa, se è un piano  che si svolge  giorno dopo giorno  e non te ne accorgi se non guardando all'indietro. Non sai se ha senso. In certi momenti  il senso non conta. Contano i legami.  JORGE LUIS BORGES

L'angolo della Poesia

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Ho chiesto al tempo di restituirmi dei momenti. Mi ha detto che non può. E di frugare tra i ricordi, tra le pagine della memoria e i battiti del cuore dove tutto quello che é, resta indelebile. Ho detto al tempo che ho parole da cancellare, dolori da strappare attimi da rivivere abbracci dimenticati, un bacio da dare. Il tempo mi ha risposto che nel tempo tutto può ancora accadere. E con il presente, il passato lo si riscrive. A volte più bello, a volte più brutto, ma nulla è rimpianto  finché un solo granello di tempo, ci darà un'altra occasione per raccontare, per rivivere. Per sperare. ❤️ (Silvana Stremiz)