Storiella


“Oggi ti accenderò” — disse il fiammifero.

La candela, spaventata, rispose:

“No… se mi accendi, mi consumerò. I miei giorni finiranno.” 

Il fiammifero restò in silenzio per un momento, poi domandò:

“Vuoi davvero passare tutta la vita così? Fredda, dura… senza mai brillare?”

“Ma accendermi farà male… e mi consumerà” — sussurrò la candela.

“Sì, farà male. Eh sì... poco a poco ti spegnerai” — rispose il fiammifero. 

— “Ma è per questo che siamo nati. Io per accendere… e tu per dare luce.”

“La mia fiamma è piccola, breve…, ma se la condivido con te, avrò compiuto il mio scopo.”

La candela lo guardò commossa. E proprio quando la fiamma del fiammifero stava per spegnersi, disse piano: “Ti prego… accendimi.”

E così nacque la luce. Brillante, calda, viva.

La fiamma che illuminò la stanza, perché la candela aveva capito che il suo vero valore non era nel restare intatta, ma nel donarsi fino a brillare. ❤️‍🔥

💌 A volte, essere luce fa male, ma quel dolore trasforma tutto. Perché dare il meglio di sé significa anche lasciare andare una parte della propria anima.

E forse è proprio questo il senso dell’amore: bruciare un po’ di sé per rendere il mondo meno buio.

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