Spes ultima dea...
"Spes ultima dea" è una celebre espressione latina che significa "la speranza [è] l'ultima dea", archetipo del moderno detto: "la speranza è l'ultima a morire".
L'espressione sottolinea l'attitudine umana a confidare in giorni migliori nonostante le avversità. Indica che la speranza è l'ultima risorsa a non abbandonare l'uomo, consolandolo anche nelle situazioni più disperate. Il detto deriva dal mito greco del Vaso di Pandora, dove la speranza rimaneva sul fondo dopo la fuoriuscita di tutti i mali. Infatti, nel mito, quando Pandora apre il vaso donatole da Zeus, liberando mali e malattie, la Speranza resta l'unica entità all'interno, continuando poi ad assistere l'umanità.
Ne è rappresentazione fattuale l'esperimento effettuato nel 1950 dallo psicologo Curt Richter, che condusse un esperimento inquietante che, decenni dopo, continua a essere citato quando si parla della forza della speranza.
Lo studioso prese un gruppo di ratti e li mise dentro grandi recipienti di vetro pieni d’acqua. Le pareti erano lisce, troppo alte per arrampicarsi e senza alcun punto d’appoggio.
I ratti potevano fare una sola cosa: nuotare.
I ricercatori osservarono quanto tempo resistevano prima di arrendersi per sfinimento. Il risultato fu sorprendente.
In media smettevano di lottare dopo circa 15 minuti. Quindici minuti di lotta… e poi semplicemente si arrendevano.
Ma a quel punto Richter decise di fare qualcosa di diverso.
In un secondo esperimento, poco prima che i ratti annegassero, i ricercatori li tiravano fuori dall’acqua, li asciugavano e li lasciavano riposare per qualche minuto.
Poi… li rimettevano nell’acqua. Ora arriva la parte incredibile. Secondo te quanto resistettero la seconda volta?
Altri 15 minuti? 10 minuti? 5 minuti?
No.
Alcuni nuotarono fino a 60 ore. Sì, ore. Ce ne fu perfino uno che resistette 81 ore.
Cioè 240 volte più a lungo rispetto al primo tentativo.
Cosa era cambiato? Non la loro forza. Non la loro resistenza fisica. Non l’acqua.
L’unica cosa che cambiò fu un’idea nella loro mente: la possibilità di essere salvati.
Dopo essere stati salvati una volta, i ratti continuarono a nuotare molto più a lungo perché, in qualche modo, si aspettavano di essere salvati di nuovo.
La lezione è potente.
Gli esseri umani non abbandonano solo per la stanchezza. Molte volte abbandonano quando perdono la speranza. Quando qualcuno crede che non ci sia via d’uscita, si arrende in fretta, ma quando esiste una piccola possibilità, un segnale, una parola di incoraggiamento o una ragione per continuare…
la resistenza umana può diventare straordinaria. A volte l’unica cosa di cui una persona ha bisogno per continuare a lottare è sapere che non è sola nell’acqua. Perché la speranza — per quanto piccola — può far sì che qualcuno nuoti molto più lontano di quanto abbia mai immaginato.

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