La Chiesa di Pedescala ad un secolo dalla ricostruzione










Si celebra quest’anno, la data della ricostruzione della Chiesa Parrocchiale di Pedescala dopo la prima guerra mondiale, che ha visto la distruzione dei nostri paesi della Valdastico. 
100 anni  fa, la Comunità di credenti ha fatto enormi sacrifici per ricostruire chiesa e paese, che erano diventati un cumulo di macerie a causa del conflitto bellico. Ho pensato che, in questo lungo spazio di tempo, le persone di Pedescala si sono dedicate ad abbellire e migliorare questo luogo di culto, donando quello che avevano, perché la casa del Signore fosse degna di accoglierlo e per ritrovarsi insieme per lodarlo. 
Un secolo che ha visto tanti cambiamenti, ma dobbiamo essere grati ai tanti Pedescalesi che, orgogliosi della loro chiesa, l’hanno conservata e ornata fino ai nostri giorni. Se pensiamo alla povertà di quegli anni, alle difficoltà e alla miseria di tante famiglie, possiamo capire quanto a cuore e quanta dedizione si aveva per la propria chiesa. Immagino quante preghiere, benedizioni, canti, Rosari, suppliche, S. Messe, Confessioni e assoluzioni, sono state ascoltate fra quelle mura, per non parlare dei tanti Sacramenti ricevuti: un secolo pieno, colmo di invocazioni che le persone hanno affidato a Dio, a Maria e ai Santi.  Così per dare inizio alle celebrazioni per questo importante anniversario, il 13 giugno 2026, c’è stata una doppia festa: l’omaggio a S. Antonio, protettore della Parrocchia, la benedizione di una targa ricordo e la pubblicazione di un libretto che contiene notizie e foto molto interessanti. La Santa Messa, concelebrata da don Sergio Stefani e don Francesco Alberti invitato per l’occasione, è terminata con la processione con la statua del Santo e lo scoprimento  della targa donata dall’Amministrazione Separata di Pedescala; c’è stata poi la presentazione  dell’opuscolo  stampato  con un contributo della Pro Loco del Paese. È stata sicuramente una bella mattinata per chi ha partecipato: anche se ormai non siamo proprio in tanti a frequentare la chiesa, quelli che c’erano sono stati contenti di esserci per lodare Dio ricordando questi 100 anni di storia. 
Mi ricordo che, quando molti abitanti di Pedescala hanno emigrato per lavoro in molti paesi del mondo, quando tornavano donavano alla chiesa tovaglie e arredi sacri, tanta era la sensibilità e il pensiero rivolto a un luogo così caro al cuore. Ed è per questo che credo si faccia loro onore quando gli altari sono abbelliti con tovaglie di particolare fattura: dalla Turchia era stata donata una tovaglia il cui ricamo era stato fatto con il filo di spagnoletta, delicato e prezioso e molte altre hanno con sé una storia importante.  
La chiesa è fatta anche di tante persone che donano il loro tempo per renderla piacevole ogni giorno: chi si cura di abbellire con tanti fiori ogni altare, chi cambia le tovaglie, chi si occupa delle pulizie, chi tiene pulito e in ordine quello che serve per ogni Messa, chi apre e chiude la grande porta mattina e sera e non è scontato, ci vuole costante impegno! Certo è che in questo secolo, a causa di tanti cambiamenti, sono state modificate molte cose: si sono tolte le balaustre, venduto il confessionale, tolto il cancello che delimitava il Battistero e poi non sono più stati posizionati tanti arredi che impreziosivano le colonne, l’altare maggiore e il presbiterio. Quando la chiesa veniva abbellita con i drappi rossi, o quelli bianchi nel presbiterio, era una meraviglia unica, era vestita a festa! Negli anni sono stati fatti molti interventi sulla cappellina invernale che ha avuto bisogno di varie manutenzioni; è stato costruito un servizio igienico e tante piccole migliorie per stare al passo con i tempi. Non dobbiamo dimenticare che siamo sempre in lento ma costante cambiamento e anche la Chiesa subisce giustamente le modifiche dettate dallo scorrere degli anni,  dalle indicazioni dettate dalla Diocesi, pur mantenendo fermi i punti basilari su cui si poggia la nostra Religione. Quindi, anche se a volte si ha nostalgia dei tempi passati, si fanno confronti, si dice che era meglio un tempo, bisogna adeguarsi e cercare di  andare avanti, alimentando la fede, conservando la memoria e tramandandola. Per ricordare questo importante anniversario, da giugno a novembre, ci saranno alcune celebrazioni e occasioni  e credo fermamente che dovremmo far interessare le giovani generazioni che nonostante la latitanza dei nostri giorni, possono conoscere un frammento di storia della loro Parrocchia. La Chiesa è fatta di muri e di oggetti da salvaguardare, di opere e pitture da ammirare, di strumenti da ascoltare, ma più di tutto è formata da persone che si ritrovano per lodare Dio: conoscere le vicende di questi luoghi, vuol dire rispettarli e amarli, onorando chi ci ha preceduto, per poi trasmetterle alle future generazioni. È la storia dei nostri avi, di chi con vera fede ha cercato di ricostruire un luogo sacro e a noi hanno lasciato il compito di mantenerlo, visitarlo e rispettarlo.

Lucia Marangoni (Dàmari)

20 giugno 2026

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