Capelli neri, forti pensieri... capelli bianchi, pensieri stanchi



Questo proverbio ha il passo lento del tempo che passa. Ha il sapore delle confidenze fatte di sera, quando ci si siede sulla panchina fuori dalla porta e si guarda indietro alla propria vita.

​Il vecchio contadino si toglie il cappello di paglia e lo posa sulle ginocchia. Passa una mano nodosa tra i suoi capelli, che ormai sono candidi come la neve che copre i campi a gennaio. Sorride con le rughe che gli incorniciano gli occhi, e comincia a parlare con quel tono calmo di chi non ha più fretta di arrivare da nessuna parte.

​"Vedete questi capelli bianchi? Una volta erano neri come le piume del corvo. E vi assicuro che allora, nella testa, c'era un gran terremoto. 

​Quando sei giovane, la testa è una fucina sempre accesa. I pensieri sono forti, tenaci, a volte feroci. Vuoi spaccare il mondo, vuoi arare più terra degli altri, insegui i desideri, accumuli rabbia, passioni e  progetti. La testa non si ferma mai, neanche di notte; è un continuo fare calcoli, avere ambizioni, tormentarsi per amore o per orgoglio. Sono pensieri che pesano, che ti fanno battere il cuore forte e ti lasciano senza fiato.

​Poi, un giorno, ti guardi nello specchio d'acqua del secchio e vedi spuntare i primi fili d'argento. E capisci che le cose stanno cambiando. 

​Ma vedete, non è una stanchezza cattiva. È la stanchezza di chi ha corso tanto e finalmente decide di camminare. I pensieri si fanno più leggeri, più lenti. Smetti di arrabbiarti per ogni stupidaggine. La testa si svuota di tutte quelle pretese e di tutte quelle ansie che avevi da giovane. Diventi come la terra a riposo dopo il raccolto: non hai più bisogno di dimostrare niente a nessuno. I pensieri stanchi sono pensieri di pace. Guardi il mondo passare, accetti le cose come vengono e ti godi il sole che scalda le ossa."

​La casetta in campagna

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