Quando il mare si lagna, la terra si bagna
Un borbottio profondo, a fior di terra, sale dalla costa al di là della collina, facendo vibrare quasi l'aria del pomeriggio. Il cielo sopra i campi è ancora di un azzurro pallido e opaco, ma il vento ha cambiato voce: gira di scirocco, caldo e umido, portando con sé quell'odore di salsedine che s'infila tra i rami degli ulivi.
Il contadino si ferma sulla soglia della legnaia, tenendo in mano un fascio di legna secca appena legata. Piega leggermente la testa verso ovest, restando in ascolto di quel brontolio cupo e continuo che viene da lontano, come il ruggito di una fiera chiusa in una grotta.
"Lo sentite quel rumore lento che sale da dietro il crinale? È il mare che fa il bisbetico. Pare tranquillo a vederlo da qui, eppure laggiù sta già battendo forte contro i frangiflutti e la scogliera. Mio padre non guardava mai le nuvole per sapere se era ora di mettere al riparo il fieno; bastava che mettesse l'orecchio al vento di ponente.
La terra e il mare sono come due fratelli che si parlano senza bisogno di parole. Quando la tempesta comincia a montare al largo, prima ancora che il cielo si copra di nuvoloni neri, il mare comincia a lagnarsi, a mandare quel risucchio cupo che la montagna raccoglie e fa rimbombare per la vallata. È il primo avviso che l'acqua abbondante sta arrivando.
Chi è della campagna sa che quel lamento non mente mai. È un richiamo che dice di sbrigarsi a chiudere le imposte della casa, a tirare dentro gli attrezzi dal campo e a mettere il grano al sicuro sotto il portico.
La natura manda sempre segnali prima di colpire, ma bisogna essere capaci di ascoltare i suoi richiami. E quando il mare inizia a brontolare in quel modo, non c'è sole che tenga, poiché questa sera le grondaie faranno la loro musica e la terra arida si prenderà tutta l'acqua di cui ha sete."
La casetta in campagna

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