A Sant'Agostino la testa sul cuscino
Il contadino se ne sta seduto sullo scalino di pietra davanti alla porta di casa, mentre con un coltellino affilato sbuccia una mela croccante. Posa la lama, guarda la luna sottile che fa la sua comparsa sopra la chioma del vecchio noce e si tira su il colletto della camicia di tela pesante.
Fa un sospiro di sollievo, assaporando la quiete di una giornata finita senza più l'affanno del gran caldo.
"Oggi è il ventotto d'agosto, la festa di Sant'Agostino. Fino a qualche settimana fa, a quest'ora si stava ancora nell'aia a battere il grano o a sistemare gli attrezzi, e la notte faceva così caldo che ci si girava e rigirava nel letto senza riuscire a chiudere occhio. Ma la stagione ha cambiato passo, il buio è arrivato prima e l'aria si è fatta fresca e pesante di umidità.
È il detto che segna la fine delle notti passate all'aperto a cercare un alito di vento. Il corpo, stanco per le fatiche dell'estate e per la mietitura, sente che la terra sta rallentando il suo corso. Il buio anticipa l'ora della cena e il fresco della sera invita a ritirarsi presto dentro le mura di casa.
Non è pigrizia, è il ritmo naturale delle cose. Dopo il grande fuoco di luglio e agosto, la natura dice che è arrivato il momento di riposare di più, di recuperare le forze e di ridare al corpo il sonno che gli spetta.
La notte torna a fare il suo mestiere, rinfresca la stanza, concilia il riposo e prepara all'autunno che avanza. Chi vive secondo natura lo sa: quando arriva Sant'Agostino, si chiudono le imposte, si ringrazia per il giorno passato e si posa volentieri la testa sul cuscino."
La casetta in campagna

Commenti
Posta un commento