Riflessioni sulla solitudine
La solitudine, accorcia il poco tempo che ancora, forse, ci rimane.
Non si cade nella solitudine di colpo, ci si scivola dentro piano piano. E il dolore vero arriva dopo, nel momento lucidissimo in cui ti accorgi che tutti sanno che sei sola, ma nessuno fa quel piccolo passo in più. Un caffè, un'uscita, una chiacchierata che non sia solo di circostanza.
Non è una brutta cosa perché sei tu ad esserlo. È brutta perché toglie sapore al tempo, lo rende più corto e più amaro. Ed è normale sentirsi così, soprattutto quando intorno sembra che tutti siano già occupati.
Quel gesto che aspetti dagli altri, a volte va provato al contrario. Non perché debba farlo tu per forza, ma perché a volte le persone non si fanno avanti per distrazione, timidezza, paura di disturbare, non per indifferenza. Un messaggio semplice, del tipo "ti andrebbe un caffè vero, non al volo, ti va questa settimana?" rompe quell'incantesimo di circostanza. Non sempre funziona, ma quando funziona cambia la giornata.
La solitudine ama i grandi silenzi, si nutre poco dei piccoli contatti. Una chiacchierata di cinque minuti in spiaggia, fermarsi un attimo di più al bar, dalla vicina, al porticciolo mentre arriva il peschereccio, dire una cosa vera invece di "tutto bene". Non cancella la solitudine, ma le toglie un po' di potere.
E poi c'è l'altra parte, quella con te stessa. Quando il tempo sembra poco, diventa ancora più importante chiedersi: cosa mi fa stare un po' meno amara, oggi? Una passeggiata, ascoltare musica, scrivere come ho fatto ora, che è già un atto di coraggio e di chiarezza...

Dev'esserci lo sento, in cielo o in terra un posto, dove non soffriremo e tutto sarà giusto...
RispondiEliminaQualche tempo fa Carla mi consigliava che un messaggio dovrebbe essere inserito subito dopo l’apparizione dell’articolo, altrimenti c'é un altro rischio che non venga letto. É difficile essere brevi per rispondere e parlare della solitudine. Bronsescoverte l’aveva giá evocato qualche anno fa! Però la situazione sociale, economica e culturale del momento mi porta a dire qualche cosa. Ci hanno isolati, guardando le informazioni e leggendo i titoli dei quotidiani.
RispondiEliminaNon parlano altro che di violenza, emigrazione, degli sport dove l’Italia vince e basta. Molti di noi dicono che hanno il mondo in casa perché hanno sky tv, Netfix, e molto altro, perciò credono che tutto quello che viene detto sia la santa veritá.
Non si parla mai di cultura, di informazione sociale, se non per dire bravi alla polizia che carica gli studenti che vogliono un alloggio decente a un prezzo giusto. Non si parla mai dei lavoratori che da più di 20 anni non ricevono aumenti, che l’eta pensionistica é sempre più lontana, che per farsi curare costa sempre di più. In paese siamo sempre più isolati e soli: Non abbiamo più un medico (promesso dal sindaco, mi haveva dato anche il nome del futuro medico) non parlo di botteghe che quando vado all'A&O di Arsiero incontro metá paese? Ci sará ben una ragione, e non parlo di acquisti via internet, a questo aggiungo gli smartphone con le sue reti social... immaginate un po' che filò si può fare.
Siamo senza generositá, gentilezza, tutti hanno fretta, non parlo di solidarietá. Dico grazie ai volontari che per fortuna ci sono. Recentemente il sindaco é stato informato che un vero pericolo esiste sulla strada dei Lucca con un rischio potenziale di rimanere isolati allora sì saremo veramente soli. Scrivevo che la solitudine é un lusso per chi la desidera... ma ci credo poco é invece un dramma.
La nostra societá fa di tutto per isolarci, facendo così, non avremo mai un aumento di paga, andremo in pensione sempre più tardi, non si fará mai un salario minimo garantito a tutti, abbiamo una grande M se non basta metteremo un grande V e così risolveremo i problemi sociali e dell’emigrazione, però diremo che abbiamo un P.I.L migliore degli altri paesi così saremo contenti, però i drammi della solitudine rimarranno, tutto é politica anche quando andiamo a fare benzina.
NB: Per gli emigranti hanno solo il diritto di lavorare, però quando fanno sciopero non sono più dei buoni emigranti.
La politica dei potenti é politica.