Come si grida, il bosco risponde
Il vecchio contadino, che stava sramando una ciocca di castagno poco più in là, abbassa la scure e si gira a guardare il viandante con un'espressione severa, ma calma. Aspetta che l'eco si spenga del tutto nella valle prima di prendere la parola.
Sfrega la lama della scure con un ciuffo d'erba per pulirla dalla resina e scuote la testa con lentezza.
"Vedi cosa fa la montagna? Non si inventa niente. Tu le regali un urlo di rabbia, e lei ti restituisce rabbia raddoppiata. Se invece provi a cantare una canzone a piena voce, ti rimanda indietro la stessa musica, pulita e chiara. Mia madre lo diceva sempre quando vedeva la gente litigare nell'aia e poi lamentarsi che gli altri erano sgarbati. Nel mondo funziona esattamente alla stessa maniera. Il bosco sono gli altri, è la vita, è la gente che incontri lungo la strada. Se ci si presenta con un pugno chiuso, con la voce alta e la boria di chi vuole comandare, non si può pretendere di trovare rispetto e dolcezza, ma si riceverà indietro solo la stessa durezza che è stata sputato fuori per prima.
La vita è uno specchio che non mente mai. Chi semina spine non può raccogliere grano e chi versa veleno nelle parole non può sperare di ascoltarne di miele.
Se vuoi che la gente ci parli con garbo, devi essere tu il primo a usare la voce buona. Se vuoi trovare porte aperte, devi imparare a bussare con rispetto. Perché il mondo, prima o poi, ti restituisce sempre il verso che gli hai fatto."
La casetta in campagna

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