Ogni anno, puntualmente, quando si arriva in prossimità dell’Epifania, ripenso a tutte le volte che ho fatto la Befana per rallegrare grandi e piccoli. Ho iniziato tanti anni fa, andando a trovare gli ospiti della casa di riposo a San Pietro che erano felici di vedermi; poi sono stata chiamata in altri posti, in negozi o case private, durante manifestazioni e quindi, ogni anno, mi trasformavo con vero piacere. Di seguito sono andata per alcuni anni in una scuola materna dove non ero conosciuta, perché a me non piace mettere la maschera, (ho un particolare giusto giusto…) quindi bisognava non essere identificata in nessun modo. Dopo il 6 gennaio 2010, ho vissuto l’Epifania in modo doloroso e difficile, ma dopo qualche anno, ho ricominciato a fare quello che mi piace: sotto altre sembianze, portare un po’ di gioia a qualcuno. La vestizione è quasi un rito: maglione, sottogonna, gonna, grembiule, calzettoni, scarpe, parrucca, fazzoletto in testa, guanti, campanella sul polso e da ult...