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Son soddisfazioni

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  Roman , il bravissimo pittore spagnolo che con i suoi spettacolari murales ha movimentato e colorito un po' la nostra estate 2021, ha inviato a Giorgio Toldo l'articolo apparso domenica 19 sul corriere della sera. Che dire... sono anche queste... piccole, grandi soddisfazioni😊 La Meneghina, che a quei tempi sicuramente di giri ne avrà potuti fare ben pochi... ora sta prendendosi la rivincita...😊

Giornata mondiale dell'acqua

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Promuovere la salute dopo il coronavirus (1a parte)

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E’ il nostro modo di “vedere” il sistema sanitario, ma soprattutto la tutela della salute che dovremo cambiare, dopo questa tragedia. Salute e sistema sanitario non sono la stessa cosa. Da anni sappiamo ( ironia della sorte dirlo oggi, ma gli indicatori oggettivi dicono questo ) che l’Italia, almeno sino a marzo 2020, è stata uno dei Paesi più sani al mondo, il secondo nel 2019 dopo la Spagna. Lo diceva il BLOOMBERG INDEX ( sulla base di indicatori precisi, dalla mortalità infantile a quella adulta, alla aspettativa di vita pari a 83,2 anni, all’abuso o meno di sostanze, alle malattie croniche, all’accesso ai sevizi ecc. ). Forse oggi la classifica non è più questa perché il Covid in Italia ha lasciato il segno più che altrove ( e qui servirà un serio audit clinico per capirne le ragioni ). Qualcuno amava dire: “Dimmi dove abiti e ti dirò quanto vivi”: A Torino, scendendo dalle colline dove vive la borghesia torinese fino alle Vallette, periferia Nord, si perdono 4 anni di aspettativa ...

Inconsueta chiacchierata

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  ---Fico verso merendina -  L'altro giorno si è spenta la radio, nel silenzio del negozio vuoto ho avvertito un brusìo. Ho teso l'orecchio con più attenzione e... c'era un fitto chiacchiericcio tra un fico e una merendina al cacao. Sono stata ferma ad ascoltare incuriosita.  La merendina affermava: - Io sono il frutto di una sapiente scelta di ingredienti.  Importanti fasi di lievitazione mi accompagnano e mi trasformano. In più é l'attenta calibrazione dei contenuti che fa di me un compagno ideale per spezzare la fame in modo raffinato. Sono sempre vestita a festa, confezionata con cura e maestria, sono una gioia per gli occhi. Tu invece sei nudo e brutto. - Io sono il fico, figlio del sole, accarezzato dal vento.  Ho osservato le stelle di notte e ho ammirato la luna. Le foglie verdi di mia madre mi hanno protetto e accarezzato. Sono nudo e a tuo dire sono brutto, ma che importa l'aspetto se racchiudo un cuore  dolcissimo? Quando sono confezionato sto as...

Lucca Ester

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La figlia di Lidia Bonifaci ha inviato questa foto.  Seduta (con il fiocco bianco e la sfera di puntini) c'è Lucca Ester del 1912. Non sa in che occasione è stata scattata la foto.  Confida in qualche notizia aggiuntiva dagli innumerevoli "Bonifaci" sparsi per il mondo...😊

Per gli appassionati di orto

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Ogni ortaggio, a seconda della temperatura in cui viene seminato, impiega più o meno giorni. In questa scheda troverete i tempi di germinazione di alcuni ortaggi a seconda dei gradi. Molto utile per chi sta pianificando un orto.

Pippo

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Per chi ha avuto nonni o genitori vissuti nell’ultimo periodo bellico, il nome Pippo, più che all’allampanato compagno di Topolino, ricordava un oggetto volante che popolò per un breve e tragico periodo, lo stretto cielo della nostra valle. Quando calava la notte nel nord dell'Italia incombeva il "Pippo", l'aereo della guerra psicologica portata avanti dagli Alleati tra terrore e folklore. Un rombo di motore solitario e solitarie eliche, poi la picchiata, e distante un grande botto, o una mitragliata. Faceva lo stesso. Laggiù, distante da chi l’aveva scampata, qualcun altro doveva essersela vista brutta forse, o forse non l’avrebbe vista più, l’alba. Una luce lasciata accesa per dimenticanza, qualcuno che era uscito con il coprifuoco, che aveva messo il muso fuori dall'uscio, ed ecco che il Pippo se n’era accorto: l’aveva visto al volo, e le bombe, quella notte, erano per lui. Dalla seconda metà del 1943 fino al terminare della guerra, a nord della Linea Gustav e ...

Auguri a tutti i Papà e ai Giuseppe e Giuseppine

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Un pensiero per tutti i Papá

La vecchiaia è carogna, diceva mio padre. E non credo si riferisse solo agli acciacchi. E' che ti lascia più fragile, davanti a ricordi che si presentano come assalti. Così, oggi è la festa del papà. Commerciale, e non conta se i tuoi figli se ne siano ricordati o meno: la più grande lavora all'estero, quello di mezzo è un rapporto tormentato, il più piccolo dormiva ancora, quando sono uscito. Per strada pensavo a mio padre. Alla bottiglia di stock 84 che gli regalai con i primi soldi guadagnati scaricando al mercato ortofrutticolo. A tutte le cose non dette, da quando smisi di andare a comprargli le sigarette, cinque nazionali in un pacchetto di carta trasparente, o le giubek nei giorni di festa. Al grumo di errori e alla fretta che mi portava via, in una voglia di futuro, e nella noncuranza del passato. Oggi lo penso, con le sue debolezze, i suoi errori, le sue delusioni. Lo vedo che sorride, e mi piace che mi prenda un po' in giro, adesso. Ho sorriso stupidamente quando ...

Parlare in cìcara

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Gli orizzonti della poesia

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L'inquieto vivere  mi vive dentro,   respira i fiori  appena svegli,  gli alberi  che indossano le foglie  nel cambio lento  e repentino di stagione.  È la stagione giusta  non chiedermi per cosa,  l'imperfezione  trova sempre spazio,  non mi stupisco  di trovare ancora  gli stessi errori  sulla mia pelle,  limiti invalicabili  sui giorni. Ho voglia  di sorprendermi davanti a un fiore  confuso tra l'erba e trovare quiete  nel poco,  nel semplice,  nel senza nome, sentire vibrare  ogni fibra  di tutto quello  che non saprò mai dire... Francesca Stassi 

Una storia d'amore che dura da millenni

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Tra i molti amori che esistono sul nostro pianeta, uno dei più forti e duraturi è quello tra insetti impollinatori e i fiori. Api, bombi, farfalle... sono tutti messaggeri d'Amore per il fiore. Sono amanti così speciali e fondamentali per la nostra sopravvivenza, che guai se scomparissero. Alfred Einstein diceva: "Se le api scomparissero dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita". Franca Rocchetti La meraviglia delle foglie di pungitopo quando si seccano. Sempre di Franca 

La felicità

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Un maestro ha portato i palloncini nella sua scuola e ne ha regalato uno ad ogni studente. Poi ha ordinato di scrivere i loro nomi sul suo palloncino, lasciarli sul pavimento e lasciare l'aula. Una volta fuori, disse loro: "Avete 5 minuti affinché ognuno trovi il palloncino che porta il suo nome". Gli alunni sono entrati e cercato, ma sono finiti i 5 minuti e nessuno era riuscito a trovare il suo. Il maestro disse loro ora: "Prendete qualsiasi palloncino e consegnatelo al proprietario del nome che ha segnato". In pochi minuti tutti gli alunni avevano già il loro in mano. Alla fine disse il maestro: "Ragazzi, i palloncini sono come la felicità. Nessuno la troverà cercando solo la sua. Invece, se ognuno si preoccupa di quella dell'altro, trova in fretta quella che gli appartiene ". web

Senza parole

 

Avvisi funebri (FC)

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Filosofia, cultura e...

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«Uno può anche diventare ricco da un momento all’altro,» diceva Luciano De Crescenzo, «però se non ha classe resta sempre ‘nu pezzente!» Ecco, nel Satyricon di Petronio vi è un uomo simile: Trimalchione.  Trimalchione era un semplice liberto, un uomo comunissimo che riuscì ad accumulare grandi ricchezze.  Un’impresa non facile nell’Antica Roma, perché in genere chi nasceva plebeo o schiavo, moriva povero e schiavo. Nel mondo romano il talento, l’ingegno, l’iniziativa contavano assai poco; nascere nella famiglia giusta, o se si era poveri, saper adulare ed entrare nelle grazie dei potenti erano l’unico modo per farsi strada. Il mondo romano era il mondo del «nepotismo, del clientelismo, dei favori». Vi suona familiare?  Ma perché Trimalchione è rimasto nella storia? Vedete, Trimalchione è l’uomo che crede che l’esser ricco lo renda migliore degli altri. Più ostenta ciò che possiede, vantandosi di avere i cuochi migliori, i cibi più raffinati, più si rende ridicolo. «Sappia...

Snoopy: il Jolly del blog

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Mangiare qualcosa perché è sano, ma mangiarlo di malavoglia o peggio, senza gioia o desiderio, è uccidere la nostra  digestione e anche l'istinto. Formati dalla società che mentalizza ogni cosa, l'istinto, il desiderio, la piacevolezza sono relegati nell'ombra, insieme a molto altro di innominabile. Ma il piacere del cibo, avere l'acquolina in bocca è parte vitale del mangiare con gusto e digerire bene. Non si parla quasi più  di  acquolina in bocca , prima di mangiare qualcosa. Sommersi di informazioni di ogni genere su cosa mangiare per stare bene, non ascoltiamo più il nostro corpo. Eppure il corpo... sa! Specialmente quando si hanno problemi di stomaco, di peso, nausea, senso di pienezza, ascoltare l'acquolina è un sentiero da seguire.  (e non mangiare solo perché è ora, o specialmente se non si ha fame!). Quando si ha l'acquolina, tutto il corpo si sta preparando al cibo e alla digestione.  Con l'acquolina in bocca metà digestione è come fosse già fatta...

Gli Anziani nel 2050

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del dr. Alberto Leoni Questo è il testo di un intervento che ho fatto alcuni mesi fa. Ho cercato, partendo dai numeri, ma soprattutto dall'osservazione, di capire come vivranno le Persone che oggi hanno tra i 45 ed i 50 anni. Chi è già vecchio, oggi, non ha bisogno di previsioni...  Nel 2050 io non ci sarò più, ma qualcuno mi terrà informato se ci ho preso o meno... Grazie a chi avrà la voglia ed il tempo per questa lettura.  Saranno intanto molti, con una bella quota di ultracentenari… Ma prevedo, intanto, che cambierà il limite di età che sancisce il passaggio all’età anziana e tutto fa presupporre che il limite non saranno i 65, ma i 75 anni. Probabilmente si avvicinerà all'età di pensionamento che subirà un innalzamento, magari selettivo, a seconda della tipologia di lavoro, con forme flessibili di passaggio dal lavoro al pensionamento. Non è possibile però disgiungere la domanda posta dal quadro demografico complessivo e dalle dinamiche che esso attiverà. Le proiezioni re...

Filosofia, cultura e...

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  Abbiamo un cervello: usiamolo! Copernico, Galileo, Newton non avevano i computer, non avevano le calcolatrici. Pensate che Eratostene calcolò la circonferenza della terra grazie a dei semplici bastoni che proiettavano delle ombre. Oggi invece senza una calcolatrice. perfino una semplice addizione mette in crisi ragazzi e adulti.   Ma forse questi uomini erano dei geni? Avevano due occhi, due orecchie, un cervello proprio come noi. Non erano diversi da noi. Ascoltavano, osservavano, pensavano, tutto qui. Ecco ciò che facevano, ecco il segreto della loro intelligenza. “Leggere dentro”, dal latino intus (dentro), e legere (leggere), questo significa la parola intelligenza, significa guardare le cose, non con superficialità, fretta, passività, ma guardare dentro, guardare oltre per coglierne gli aspetti nascosti, meno evidenti.  Ricordate come una volta si facevano le ricerche? Prendevamo in mano delle vecchie enciclopedie, le sfogliavamo, le leggevamo, le mettevamo a ...

Interruzione energia elettrica

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ASTICO TAL STELLUNG PEDESCALA

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  Questa è la scritta che campeggia in alto al centro della foto. In realtà lo scatto fu eseguito a nord dell'abitato di Forni nell'estate (vista la folta vegetazione) 1916 e spazia verso sud-est in direzione di Pedescala. Si può vedere l'antico cimitero di Forni adiacente alla Chiesa con il suo turrito campanile, ancora pochi sono i danni causati dai bombardamenti, si scorge solo la trincea mascherata di prima linea appena a sud delle ultime case. Il ponte che porta a Setteca' è anch'esso parzialmente mascherato e le case del luogo sono già spoglie di infissi e legnami adoperati per fortificare il "Caposaldo Gibilterra" (Gibaltastellung) che si congiunge con un trincerone attraversando l'Astico (unico punto vulnerabile) davanti a Forni con il "Caposaldo Tigre" (Tigerstellung). Fra gli alberi la segheria "Casentini" e più avanti il paese di Pedescala maggiormente colpito dai tiri d'artiglieria Asburgica; dietro si inoltra la Val...

Stanno tornando le rondini

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Pesano circa 20 gr., ma hanno percorso più di 5000 km in volo. Hanno superato il deserto del Sahara. Hanno sorvolato il Mar Mediterraneo senza potersi neppure riposare. Hanno lottato contro perturbazioni e venti di tempesta. Hanno fatto qualcosa di straordinario. E tutto questo per venire a riprodursi proprio in quell’angolino di casa nostra, sotto il tetto. Una singola rondine può consumare fino a 850 mosche e zanzare al giorno. Se avessimo la fortuna di ospitare un nido di questa specie nel nostro ambiente familiare, la coppia da sola, potrebbe eliminare circa 1.700 mosche e zanzare al giorno. Non esiste insetticida più efficace ed ecologico. Facciamole sentire le benvenute, hanno scelto proprio noi!

Guardiamolo!!!

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A me questa sequenza, molto significativa, piace un sacco...

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Gli Angeli nella mia vita

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  Non so collocare in un tempo preciso, ma credo che da sempre io abbia avuto un pensiero speciale per gli Angeli; da piccola, quando a letto recitavo la preghiera all’Angelo custode che mi era stata insegnata dai miei genitori, immaginavo questo essere alato accanto a me in ogni istante. Il primo Angelo sotto forma di statuetta che mi è stato regalato, porta la data 13/11/2009, è l’Angelo della salute che mi hanno portato all’ospedale i miei figli, dopo un intervento abbastanza importante. Se prima di allora gli Angeli erano un pensiero o una poesia, uno dopo l’altro, lentamente si è andata formando una schiera di esseri alati che sono i miei compagni di ogni giorno. Chi sa di questa mia “passione”, me ne fa dono; può essere un’immagine, un ricamo, un paio d’ali, ma certamente il dono è sempre molto gradito. Ho iniziato poi, un lontano S. Natale a scrivere una storia che parlasse di Angeli e le persone che l’hanno ricevuta in dono, hanno tanto apprezzato, da darmi così lo stimolo ...