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La “mia” chiesa

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Da quando sono venuta al mondo, il mio paese è Pedescala e sono vissuta per più di vent’anni, proprio davanti alla chiesa. Il suono delle campane che a tante persone dà fastidio, era per me talmente abituale che, quando ero a letto, non sentivo mai il “Padre Nostro”. La mia famiglia di origine, per più di 100 anni, ha avuto il compito di portare le “bronse” per fare il fuoco nuovo, nella Veglia Pasquale; era compito di mia nonna fare il minestrone da portare agli uomini, nella notte dei Santi, quando le campane erano suonate a mano, tirando le grosse funi per molte ore. La famiglia Marangoni Damari, è sempre stata a disposizione della parrocchia, dei preti che la guidavano, tanto che mio papà dava una mano con tutto quello che c’era bisogno, anche nel prestare attrezzi e tutto quello che serviva; per tanti anni è stato “Frabrisière”, un compito che ha sempre svolto con dedizione e impegno. La mia chiesa: un edificio che ho imparato a conoscere da piccola, che mi ha visto ric...

Quando la realtà desta il desiderio di bellezza

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In questi tempi di coronavirus, crisi economica e movimenti immigratori senza precedenti, in cui la realtà ci spaventa e il futuro diventa incerto più che mai, cosa potrebbe suscitare quel desiderio di bellezza che tanto ci fa sognare? Quali immagini potremmo ripescare dalla memoria per ossigenare l’anima che boccheggia? E quali parole nell'universo letterario, per narrare allo spirito indimenticabili armonie? Se penso a cosa, da ragazzina, ha contribuito a costruire i miei sogni, e vado con la mente a frugare nei miei ricordi più belli, saltano fuori odori e sapori di cose semplici, legati a momenti di serena fanciullezza che mi ha regalato la vita. Il calore della torrida estate siciliana sulle braccia, finalmente scoperte, e il sapore del gelato alla cannella sulla lingua; il profumo dell’estratto di pomodoro steso al sole nelle narici, un gesto tenero, una carezza di mia madre nel cuore. Mi rivedo seduta, in un angolo della casa, a cercare di pettinare...

La Sagra de San Marco

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Ma poi, alla fine di aprile, l’inverno era davvero finito.  Lo dicevano i prati color smeraldo, trapuntati dall’oro del tarassaco. Verso il cielo, nuvole di fiori bianchi, ronzanti, che i vecchi ciliegi portavano, ogni anno, fieri ed orgogliosi come un padre che accompagna la figlia sposa all’altare. Sul ciglio delle strade i “myosotis”, i “non ti scordar di me” con gli occhi azzurri come il cielo. E allora, dopo l’inverno arrivava la “Sagra de San Marco” la prima fra tutte le feste della Gente dell’altopiano. La sagra del risveglio, del nuovo tiepido sole, delle campane di Canove, dell’amore e... dei cuchi. Sì perché, a San Marco, gli innamorati dichiaravano il loro amore, o rinnovavano il sentimento antico, con il dono di un “cuco” un fischietto in terracotta, un’ocarina a forma di cuculo, a forma di “cuco” in dialetto, che aveva la voce della primavera, la stessa voce dei cuculi che cantavano nel germogliare degli alberi del bosco. Ogni ragazzo donava un “...

La leggenda del bòcolo di San Marco

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La leggenda del bòcolo di San Marco racconta dell'amore di due giovani, così forte da essere tramandato nella tradizione veneziana proprio con il fiore, il bòcolo che, nel giorno di San Marco protettore di Venezia , ogni uomo offre alla sua amata. La tradizione trova radici in un fatto storico realmente avvenuto e dietro all'usanza di regalare una rosa rossa alla donna amata vi è la leggenda di una giovane donna di nome "Vulcana" vissuta ai tempi di Carlo Magno. La nobildonna Maria Partecipazio apparteneva a una famiglia potente ed era lei stessa una giovane piena di ardore e di passione come attesta il soprannome "Vulcana" che gli veniva attribuito. Maria si innamorò di Tancredi, un trovatore. Il loro era un amore contrastato, perchè la famiglia di Maria non giudicava il giovane Tancredi degno di lei. Ma "Vulcana", per fare in modo che Tancredi acquisisse una nobiltà almeno formale e potesse proporsi come sposo,  lo c...

Quindi?

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È gravissimo lo stillicidio che viene fatto giorno per giorno agli anziani, agli adolescenti ed alle persone più sensibili, con messaggi che lacerano l'animo umano, riguardo il diritto alla libertà, il diritto di scegliere se vaccinarsi o meno, il diritto agli over 65 anni di godersi il tempo ed i nipoti dopo una vita di fatiche, così come il diritto ai ragazzi di studiare veramente, giocare e respirare all'aria aperta.  Non occorre avere un dottorato di ricerca (oggigiorno abbiamo capito che non sembra essere così funzionale alla verità scientifica) per capire che ciò che sta accadendo non è affatto normale.  È seriamente grave che noi Italiani e tutto il mondo, non abbiamo un pensiero autorevole comune scientifico che ci guidi nella gestione del Covid. È aberrante e disumano che nel 2020 una persona muoia così isolata e lontana dai propri cari, dai propri genitori, dai propri figli e ghettizzata.  Mentre avviene ciò, troviamo nei talk show televis...

Maligna epidemia di grippe... alias "la spagnola"

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voi non potete capire, quando ho letto questo manifesto inviatomi da Lucia, quali ricordi ha spolverato la mia mente😊... Se non sbaglio, "grippe", dovrebbe essere la traduzione di "influenza" dal tedesco. Ricordo nel periodo invernale espressioni in famiglia tipo: "a son ignagnarà... medìgo ca gò un fià de gripp" (la ricordo pronunciata senza e finale)

Pensieri dalla quarantena

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Questo è stato l'ultimo lavoro consegnato prima della chiusura. Sono dei segnalibri che abbiamo regalato alla Biblioteca di San Pietro Valdastico, stampati come faceva Gutenberg nel 1400 con stampa tradizionale a caratteri mobili. Sul fronte un frammento tratto dal manoscitto: "Pedescala, la mia Villa" di Bartolomeo Giacomelli 1862, un interessante spaccato dell'epoca sulla nostra meravigliosa Valle. Sul retro è stata riprodotta la prima foto scattata a San Pietro: una veduta del paese di fine '800. Tra poco si ritornerà un po' alla volta alla normalità ed è proprio da qui che mi piacerebbe ricominciare: dall'amore che ho per il territorio in cui sono nata e dalla cultura che è la risorsa gratuita più importante che abbiamo per progredire. Un grande in bocca al lupo anche alla bibliotecaria Chiara che al rientro avrà il suo bel da fare. A breve alcune interessanti novità: questo periodo di quarantena lo sto utilizzan...

Non sono più tra noi

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Pulizia a Pedescala

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Il Gruppo Volontari, mercoledì 22/04/2020 al pomeriggio, ha tagliato l’erba al Monumento dei caduti di Pedescala e fatto pulizia intorno alle piante e sul Viale dei Martiri 1945. Collaborando ogni cosa diventa possibile, ci si divide i compiti e si fa secondo le capacità. Grazie a tutte le persone che mettendosi insieme, hanno fatto un buon lavoro per la comunità e sono di esempio per tutti. Lucia Damari

Piero Pettinà m'invia queste foto, opere di Artisti vari che han ben pensato di poter così rallegrare il Paese di Valloria in provincia di Imperia

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Valloria, il paese delle porte dipinte: come arrivare, storia e curiosità scritto da Michele Iacovone Valloria è una frazione appartenente al comune di Prelà, in provincia di Imperia. Il suo nome in latino significa valle d’oro, poiché il colore dell’olio che viene prodotto ha questo caratteristico colore e negli anni è stato una fonte di ricchezza per il borgo. Una delle leggende di Valloria riguarda la sua nascita: si narra infatti, che il borgo venne fondato dagli abitanti della vicina città di Castello, scappati a seguito di un’invasione di formiche in grado perfino di aggredire i bimbi nelle loro culle.  Ciò che subito colpisce una volta entrati a Valloria è il murales di Mario Carattoli intitolato "la raccolta delle olive", un’opera che omaggia uno dei migliori prodotti del paese. Nell’ex oratorio Santa Croce, costruito nel lontano 1587, non si può non visitare il Museo delle Cose Dimenticate; è possibile ammirare molti reperti storici usati nella vita ...

A breve il ritorno ad una vita "quasi normale"

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Si percepisce in questo momento una gran voglia di premere sull’acceleratore. Di ripartire. Di ritornare ad una vita normale. E’ stata una pausa lunga. Forse la più lunga di tutta la nostra vita. E più vera che mai. Manca poco a questo passo. Sarà un passo importante, studiato con attenzione per poterlo compiere. Un piccolo grande passo che ci condurrà ad allontanarci dalla vita di adesso e ci porterà pian piano in una dimensione più conosciuta. Con le dovute cautele, con abitudini nuove, con un modo di vivere un po’ diverso da prima. Ma sarà pur sempre un passo verso la rinascita. Nel fare questo passo però dobbiamo ricordarci di portare con noi il bagaglio di esperienza, di vissuti e di emozioni che abbiamo accumulato in questo periodo. E’ un tesoro inestimabile. Che non può essere sotterrato e dimenticato. Non possiamo ripartire senza questo tesoro. Altrimenti non è un nuovo inizio, ma l’ennesima fuga da noi stessi. Il passo che stiamo per compiere ci parla di una v...

Non lo sapevo...

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Nei cieli del Veneto appare un raro arcobaleno rovesciato. Perché e quando compare questo fenomeno  Francesca Mancuso 22 Aprile 2020 L’arcobaleno ha sempre il suo fascino. Quando riusciamo a scorgerne uno ci fermiamo sempre a osservarlo ma nei giorni scorsi nelle regioni del Nord è stato possibile ammirarne uno molto speciale e davvero raro. Un arcobaleno rovesciato è stato avvistato soprattutto in Veneto, simile a un sorriso. Non è un’allucinazione di massa ma è un fenomeno naturale ben noto. A spiegare di che si tratta è il servizio meteo dell’Aeronautica Militare, secondo cui si tratta di uno spettacolare effetto atmosferico noto come arco circumzenitale. Come sappiamo, l’arcobaleno si forma solitamente durante o dopo un temporale, quando la luce del Sole attraversa le goccioline d’acqua rimaste in sospensione. E’ possibile ammirarlo anche una fontana o una cascara. Come spiega l’Aeronautica, esso rientra tra le cosiddette fotometeore, fenomeni di n...

La storia dello "scemo del paese"

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In un paesino, un gruppo di persone si divertiva con un uomo noto come lo "scemo del paese", un povero cristo che viveva svolgendo piccoli lavori e di elemosina. Ogni giorno queste persone incontrando lo “scemo” al bar si divertivano dandogli la possibilità di scegliere tra due monete da 1 e 2 euro e una banconota da 5 euro e lui puntualmente sceglieva sempre le due monete anziché la banconota e ciò, è inutile dirlo, era motivo di derisione. Un giorno, un signore che guardava il gruppo divertirsi alle spalle del povero uomo, lo chiamò in disparte e gli fece notare che è vero che prendeva due monete, ma che le stesse insieme valevano meno della singola banconota. Al che... lo “scemo” rispose: “Signore... lo so bene, non sono poi così scemo come mi credono.  La banconota vale due euro in più, lo so, ma il giorno in cui la sceglierò, il gioco finirà e non “vincerò” più le 3 euro al giorno.” Questa storia finisce così, ma non prima di aver tratto alcune conc...

I video di Gino Sartori: Cingella - Krojer - Scalzeri

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Questo, per il momento, è l'ultimo video di Gino. Ora deve trovare il tempo per rifornire nuovamente il magazzino😊😊😊che a causa degli innumerevoli impegni degli ultimi tempi, ha trascurato un po'.😊😊😊