Per un bianco europeo, viaggiare in paesi remoti e con culture molto diverse dalla propria, comporta alcuni vantaggi e privilegi, essendo questa condizione lì generalmente associata ad ampia disponibilità finanziaria e libertà d’azione. Un po’ come consideravamo noi gli americani appena dopo la guerra, però con il vulnus di essere un po’ sempliciotti e creduloni (forse per malcelato complesso d’inferiorità). In verità noi italiani godiamo di questo status solo da pochi lustri, mentre ci riteniamo invece vaccinati col richiamo in quanto alla creduloneria. D’altra parte, venendo dal paese di Totò e con millenni di misconosciuta civiltà alle spalle, non potrebbe essere altrimenti. Vantaggi, dicevo, ma anche fastidi. Ieri mi trovavo infatti a camminare lungo una strada del Celeste Impero, col mio fido zainetto e immerso nei miei pensieri (si, qualche volta mi capita anche di pensare). Lì più avanti c’è un piccolo cantiere degli operai intenti a scavare una...