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Ci faranno ancora vedere le stelle?

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(foto di Federico Toldo) È ormai da molto tempo che la nostra Valle ha perduto il suo patrimonio di animali domestici, fra tutte le molte capre e vacche da latte. Costituivano una piccola Via Lattea terrestre che ha  sostenuto per secoli le nostre famiglie nel loro quotidiano sforzo di vivere. Anche per vedere quella più grande, di Via Lattea, non c'erano particolari problemi: bastava sdraiarsi su un prato in qualche bella notte d'estate; meglio ancora un campìgolo di malga, dove l'aria era più tersa. Ma al giorno d'oggi, si riesce ancora a vedere la Via Lattea?  Mah!  Attendiamo trepidamente conferma da qualche volonteroso che si presti alla bisogna in questo primo scorcio di primavera. Si, perché, anche il nostro territorio, in quanto a inquinamento luminoso, mica scherza. Le luci accese di notte sono decisamente evidenti e non riflettono certo un fabbisogno proporzionale al numero di abitanti.  In Europa, la nostra Pianura Padana e...

Richard Claydermann - balada para Adelina -

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Arsiero. Presentata la fusione con Tonezza. Prossimo step il referendum di ottobre

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‘Non è l’arrivo di niente, ma solo un trampolino di lancio’. E’ con queste parole che il sindaco Tiziana Occhino ha anticipato ai presenti il senso dell’incontro pubblico che si è tenuto giovedì sera nella sala conferenze del municipio di Arsiero sulla dibattuta unione con il comune confinante di Tonezza. A voler sottolineare tra le altre cose che non sarà una decisione calata dall’alto, ma i cittadini dovranno esserne parte integrante, chiamati a votare al referendum previsto per il prossimo ottobre. Una serata dove i tecnici relatori Francesco Capobianco e Francesco Beccari hanno presentato per la prima volta lo studio di fattibilità che ha fotografato territorio, economia e popolazione dei due paesi, punto di partenza perché l’aggregazione tra Arsiero e Tonezza possa concretizzarsi in una legge regionale che definisca la data di nascita del nuovo comune ‘Arsiero-Tonezza’. ‘Questo studio di fattibilità finanziato dalla Regione – ha spiegato Capobianco ...

Ma comprare casa oggi è davvero una scelta logica?

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di Enrico Marro 11 aprile 2017 il sole 24ore Circa tre italiani su quattro abitano in una casa di proprietà, e ci sono altri nove milioni di “seconde case” tra abitazioni di vacanza, immobili in affitto o sfitti. Che l’Italia ami il mattone alla follia è un dato di fatto, soprattutto se confrontiamo la percentuale di proprietari italiani (73%) con quella dei francesi (65%), dei tedeschi (52%) o degli svizzeri (44%). La casa, prima o seconda che sia, viene tuttora considerata un ottimo investimento: ecco così che l’87% dei beni reali detenuti dalle famiglie della Penisola è rappresentato da immobili che hanno un valore totale di circa cinquemila miliardi di euro, più del doppio del debito pubblico nazionale. Ma investire nel mattone rappresenta davvero una scelta intelligente? Lo è stata senza dubbio nell’era dell’iperinflazione. Come nota l’economista Nicola Zanella in un’approfondita analisi su YouInvest.org, nei dodici anni i...

La merla e il nuovo virgulto - di Alago -

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I fiori di Alago

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Dite basta a pc, videogiochi e dispositivi elettronici: a Treviso esiste una delle attrazioni più alternative al mondo che promette divertimento con rispetto dell’ambiente. Si chiama “ Ai Pioppi ” e si trova a Nervesa di Battaglia . A poco tempo dall’apertura è già boom di visitatori attratti dall’idea di un Luna Park funzionante ad energia zero. Il parco divertimenti si trova in un bosco rigoglioso e le attrazioni sono alimentate dalla forza motrice prodotta dai visitatori senza energia elettrica . Il Luna Park si compone di 50 giostre : catenelle, pendolo, scivoli, altalene, ma anche attrazioni più innovative come quella che omaggia l’uomo vitruviano: si tratta di un anello con dei fermi in corrispondenza dei quadranti a cui vengono fissati mani e piedi dei visitatori per lasciarsi andare all’oscillazione e al divertimento. La mente dietro a tutto questo è quella di  Paolo Schiavetto , disegnatore tecnico locale e il parco divertimenti è s...

La realtà aumentata

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Ma si può aumentare la realtà? Parrebbe di sì, almeno a giudicare da quanto si danno da fare tutti gli startuppisti (ma che schifo di termine sto usando?), che si prendono la briga di migliorarci la vita. A ben pensarci, però, noi la realtà aumentata la conosciamo e usiamo da sempre. Non serve corrente ed è pure gratuita: si chiama fantasia! Una facoltà che è tanto più sviluppata, quanto meno aggeggi si hanno a disposizione.  Pensiero e fantasia dovrebbero essere gli ultimi baluardi della nostra unicità.  O forse no? Se vuoi renderti conto di cosa ti aspetta, clicca qui sotto. https://it.businessinsider.com/lo-smartphone-sparira-prima-di-quanto-pensi-e-il-mondo-non-sara-piu-lo-stesso/

Laghetti di RUFFRE' Val di Non: arte - natura - pace

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Solo noi, le montagne all’orizzonte, i laghetti, i masi e… le mucche! Oggi abbiamo deciso di trascorre un pomeriggio di quiete in Val di Non . Avevamo l’imbarazzo della scelta su cosa fare, tra musei aperti e molti accessibili gratuitamente , canyon ( Rio Novella e Rio Sass ), castelli, belle passeggiate non si può certo dire che questa valle sia un luogo noioso. Tra le tante cose abbiamo però scelto di fare un giro verso il passo della Mendola , in un posto che secondo me ha qualcosa di magico: Ruffrè Mendola . Cosa c’è di particolare qui da vedere? Oltre a un paesaggio stupendo lungo la strada per arrivarci: si passa infatti da Ronzone (dove in estate ci sarà la fioritura del meraviglioso Giardino della Rosa ), da San Zeno dove potete visitare il Museo Retico , ma volendo anche da  San Romedio  e finalmente   dal “paese dei masi”: Ruffrè Mendola . La meta in realtà erano i suoi bellissimi laghetti: due biotopi risistemati di recente che conferiscono a...

I Viaggi di Marco Pollo: "Il Reperto Ming"

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Per un bianco europeo, viaggiare in paesi remoti e con culture molto diverse dalla propria, comporta alcuni vantaggi e privilegi, essendo questa condizione lì generalmente associata ad ampia disponibilità finanziaria e libertà d’azione. Un po’ come consideravamo noi gli americani appena dopo la guerra, però con il vulnus di essere un po’ sempliciotti e creduloni (forse per malcelato complesso d’inferiorità).  In verità noi italiani godiamo di questo status solo da pochi lustri, mentre ci riteniamo invece vaccinati col richiamo in quanto alla creduloneria. D’altra parte, venendo dal paese di Totò e con millenni di misconosciuta civiltà alle spalle, non potrebbe essere altrimenti. Vantaggi, dicevo, ma anche fastidi.  Ieri mi trovavo infatti a camminare lungo una strada del Celeste Impero, col mio fido zainetto e immerso nei miei pensieri (si, qualche volta mi capita anche di pensare). Lì più avanti c’è un piccolo cantiere degli operai intenti a   scavare una...

L'odio degli uomini per la libertà delle donne

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Il ramarro in cattedra

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A proposito di lingaùri o ramarri, a dir che si voglia ...   Pubblichiamo di seguito un interessante articolo di Luigi Stadera pubblicato nel 2005 sulla rivista varesina "Menta e  Rosmarino". << Da qualche parte si vorrebbe inserire lo studio del dialetto e della tradizione nella scuola: problema complesso, che per di più rischia di sembrare un’opzione passatistica.  Ora mi domando: un tempo, quando il mondo contadino era fiorente e il dialetto la lingua di tutti, dov’era la scuola? Non devo chiedere lumi a nessuno, perché frequentai le elementari nella seconda metà degli anni Trenta e ne ho un ricordo vivissimo. Bene. Quando entrai la prima volta in aula, le parole della maestra risuonarono pressoché incomprensibili; allora in italiano soltanto il curato faceva le sue prediche, che i ragazzi nemmeno ascoltavano. Fu un trauma e, a ripensarci oggi, un’assurdità: se i bambini parlavano soltanto il dialetto, dal dialetto si doveva partire, tanto più che i...