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La vignetta

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Le nostre convinzioni, messe in discussione

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C’è una cosa curiosa che facciamo continuamente senza accorgercene: quando qualcosa che abbiamo sempre considerato normale viene messo in discussione, spesso non difendiamo soltanto quella cosa. Difendiamo il mondo intero dentro il quale quella cosa ha avuto un senso. Basta nominare una sculacciata per scatenare discussioni infinite, perché in realtà non stiamo parlando soltanto di un gesto per molto tempo considerato, erroneamente, educativo. Parliamo anche di genitori, nonni, frasi sentite per generazioni, idee su cosa significhi educare, ricordi d’infanzia, sensi di colpa e soprattutto del bisogno di continuare a credere che quello che abbiamo ricevuto sia stato amore. E magari lo era davvero. Una madre può averci amati immensamente e averci dato le botte quando lo credeva necessario. Un padre può aver fatto sacrifici enormi per noi e aver pensato sinceramente che le punizioni fisiche ci avrebbero insegnato educazione e disciplina. Noi stessi possiamo amare profondamente un figlio e...

Sì può parlare anche di kakka?💩💩💩

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I MEDICI USANO QUESTA SCALA DA 30 ANNI PER CAPIRE COME STA L'INTESTINO. LA CONOSCI? Quando un medico ti chiede come sono le tue feci, la risposta più comune è normali, dure, molli, oppure un semplice “dipende”. Il problema è che avere feci normali significa una cosa diversa per ognuno di noi. Ed è proprio per questo che, quasi trent’anni fa, è nata una scala che oggi viene utilizzata in gastroenterologia e nella ricerca per descrivere le feci in un modo molto più preciso. Si chiama SCALA DI BRISTOL. E, per quanto possa sembrare una semplice tabella con sette tipi diversi di feci, dietro c’è un concetto fisiologico molto interessante. Perché la forma delle feci può darci informazioni anche su quanto velocemente ciò che mangiamo sta attraversando il nostro intestino. È NATA A BRISTOL, E NON PER CASO Nel 1997, Stephen Lewis e Kenneth Heaton, della Bristol Royal Infirmary nel Regno Unito, pubblicarono uno studio diventato poi molto noto in gastroenterologia. A un gruppo di volontari ve...

Settembre un capodanno?

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Settembre è uno spazio indeciso, un nuovo inizio, un lungo respiro, un’occasione.  Si iniziano diete, scuole, lavori e amori.  Si tagliano capelli e ponti.  Si comprano vestiti, libri, biglietti aerei.  Settembre spegne lentamente gli entusiasmi estivi e li riporta alla realtà invernale.  A settembre si fa la muta.  Si lascia il vecchio, si abbraccia il nuovo.  Nella mia testa è a settembre che inizia un nuovo anno, non a gennaio.  È a settembre che decidiamo come vivere il nuovo anno. È a settembre che decidiamo di vivere l’inverno immersi in maglioni pesanti, tè alla cannella, calzini coi fiocchi di neve e candele accese quando è buio.  Io questo settembre, più di tanti altri, l'ho aspettato tanto...😌

Case di riposo piene

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IL DRAMMA DI 11.000 FAMIGLIE IN VENETO È la disperazione di migliaia di famiglie alle prese con un anziano malato, non autosufficiente, che non può più essere assistito a casa da solo. Un’emergenza che, dopo la tragedia di Saonara, assume un peso ancora più drammatico. “Ci hanno abbandonati”, le parole della figlia della vittima soffocata dal genero, dopo mesi di assistenza in casa, di richieste di aiuto e di inserimento in una casa di riposo della donna. Una situazione diventata insostenibile, fino al dramma.  11.000 in Veneto le persone in attesa di un posto nelle RSA, di questi, seimila in gravi condizioni. Sono invece 1.000 solo nell’Ulss 8.  Dal mondo dell’assistenza per anziani arriva ancora una volta un appello, oggi ancora più drammatico.  TVA/Notizie

Avvisi Funebri (FC)

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Il 15 settembre, a Reggiolo, (Reggio Emilia) è venuta a mancare, dopo una breve e crudele malattia, ANNALISA SCALZERI, figlia di Giannino e Maria Fontana, di anni 58. 

Non é più tra noi - Giampietro Toldo - nr. 11 - (09/26)

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Non dovevo farlo

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A volte si comincia con un cucchiaino di gelato. Doveva essere solo uno. Poi diventano due. Poi ci ritroviamo con la vaschetta in mano. Oppure prendiamo un pezzetto di pane mentre prepariamo la cena, un grissino passando dalla cucina, un biscotto mentre stiamo vedendo un film. Tanto è solo uno. Poi ne prendiamo un altro. E un altro ancora. Quando ci fermiamo, ci accorgiamo che è finito un altro pacco. Quella che doveva essere una piccola eccezione è diventata un'altra abbuffata. A volte succede ancora prima. Entriamo in casa e apriamo il frigorifero senza esserci nemmeno tolti la giacca. Cominciamo a mangiare mentre cuciniamo e arriviamo a tavola che abbiamo già spizzicato metà cena. Cerchiamo qualcosa di dolce appena chiusa una telefonata che ci ha lasciati tesi, oppure aspettiamo che tutti siano andati a dormire perché quello diventa finalmente il momento in cui nessuno ci chiede più niente. Magari restiamo lì, in piedi in cucina, a mangiare quasi di nascosto anche se in casa sia...

Due Sorelle speciali

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  Spesso ci si rende conto dell’importanza delle Persone quando mancano, quando la loro assenza si riempie dei ricordi che ci hanno lasciato.  Per lunghi mesi ho avuto la fortuna, insieme con altre Persone, di partecipare agli incontri della “Scuola di preghiera” che due suore Clarisse, tenevano mensilmente presso La Montanina.  Due religiose tanto dolci, quanto profonde nelle loro spiegazioni, nelle loro parole accoglienti, nei loro sguardi colmi di gioia. Sapevano far trasparire la loro grande fede e con le loro parole ci portavano dentro “La Parola”, riuscendo a farla entrare nel nostro quotidiano e dopo ogni incontro sentivamo che in noi, qualcosa di nuovo era avvenuto. Erano incontri molto partecipati, dove ogni Persona si sentiva a proprio agio e dove il ricevere e il dare, erano consuetudine. Purtroppo suor Veronica e suor Costanza sono state trasferite in altri luoghi e per il loro voto di obbedienza, hanno accolto la comunicazione sapendo che la loro vita sarebbe...

Prima della terapia per la pressione

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  Il disturbo pressorio riguarda una larga fetta della popolazione.  Spesso l'ipertensione non ha cause specifiche e viene definita essenziale. Quando si avvisano le prime segnalazione di pressione alta, sporadica, che si modifica con le stagioni, siamo ancora in tempo per riequilibrare il corpo ed evitare la terapia medica. Influenzano la pressione alta vari fattori da controllare: - carenza di acqua  - insufficienza  tiroidea  - scarsa assunzione di omega 3 - sangue 'pesante' - assunzione di troppi caffè  - assunzione di troppo sale nel cibo  industriale  - presenza di sovrappeso Come agire ? - bere specialmente al mattino  - Controllare la tiroide o la temperatura basale al mattino  - Mangiare acciughe o pennellare la pelle con la tintura di iodio - Assumere omega 3 - fare attività fisica  - Diminuire il caffè,  usare orzo o cicoria  - scegliere cibo poco lavorato Gli integratori per aiutare la funzionalità sanguigna so...

Appuntamenti in zona

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Le Persone non si possono cambiare

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A volte ci ostiniamo a cercare il cambiamento dove non può avvenire: nelle reazioni degli altri, nelle loro scelte, nei loro silenzi o nei loro rifiuti.  "Sprechiamo un’enorme quantità di energia per convincere, spiegare, aggiustare, trattenere. Eppure, la verità più liberatoria è anche quella più difficile da accettare: non puoi cambiare le persone. Puoi accompagnarle, se vogliono. Puoi ispirarle, se sono pronte.  Ma non puoi forzare una trasformazione che non nasce da dentro.  E allora, a un certo punto, diventa necessario spostare l’attenzione: smettere di cercare risposte negli altri, e iniziare a costruirle dentro di sé. Perché se non puoi cambiare le persone, puoi lasciarle andare.  E soprattutto, puoi cambiare te. E questo, spesso, è l’unico vero inizio di una nuova libertà. Roberta Liguori ✍🏻

Che tipo di mal di gola hai?

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Non tutti i mal di gola sono uguali.  - Si può avere mal di gola alla fine del palato, appena dietro l'ugula. Questo è un mal di gola da infiammazione, la gola è rossa, respirare e ingoiare crea dolore, non si ha voglia di mangiare e si preferiscono cibi freschi  (propoli, oli essenziali, rame fiale) - C'è il mal di gola come una punta, un po' più in basso, ma che non altera la fame e non c'è rossore infiammazione. Spesso è mal di gola da disidratazione, basta bere. Meglio infusi o acqua frizzante. - Poi c'è il nodo alla gola, più in basso, come qualcosa che non va né su né giù o che stringe a metà collo, e può dare fastidio quando si deglutisce.  Meglio sentire il Medico per controllare la tiroide, potrebbe lavorare poco o molto. - C'è anche il mal di gola da movimento, per il continuo cercare di far scendere qualcosa che è in gola, di vischioso.  Questo è catarro fermo. Importante bere e mangiare cibi cotti, limitare yogurt, latte, formaggi freschi, diminuire ...

Puoi avere tempo libero... e non avere una mente libera

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Nessuno ti sta chiamando. Non stai lavorando. Non hai nulla di urgente da fare. Eppure nella testa continui. Ripensi alla conversazione di ieri. Controlli se qualcuno ha risposto. Pensi al lavoro di domani. Riapri mentalmente una decisione che hai già preso dieci volte. Ti preoccupi di qualcosa che non puoi controllare. Il corpo si è fermato. La mente no. Ed è qui che il concetto di libertà diventa interessante. Perché essere liberi non significa soltanto avere spazio nell'agenda. Significa anche riuscire ad avere spazio nella testa. Non lasciare che ogni notifica diventi una priorità. Che ogni opinione diventi un dubbio. Che ogni problema degli altri diventi anche il tuo. Che ogni errore passato continui a chiederti attenzione nel presente. Non puoi scegliere tutti i pensieri che compaiono. Ma puoi imparare a essere più selettiva su quelli a cui continui a dare spazio. Puoi chiederti: "Posso fare qualcosa al riguardo?" Se sì, decidi il prossimo passo. Se no, continuare a...

Le lampade a petrolio

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C’è qualcosa di tenero nelle lampade a petrolio. Forse è la loro luce, così diversa da quella che conosciamo oggi. Non vuole riempire gli angoli né pretende di scacciare la notte. Si posa sulle cose una alla volta, con delicatezza. Un tavolo di legno. Una sedia accostata al muro. Un libro lasciato aperto. Un mazzo di fiori ormai secchi dentro una brocca. E poi le mani di qualcuno, raccolte attorno a quella piccola fiamma. Un tempo, una lampada a petrolio bastava a cambiare il volto della casa. Si accendeva quando fuori arrivava il buio e dentro rimaneva ancora qualcosa da fare. Forse c’era una camicia da rammendare, qualche verdura da sistemare per il giorno dopo,  il pane da mettere via, oppure semplicemente una famiglia seduta attorno al tavolo a raccontarsi la giornata appena trascorsa. La fiamma tremolava dietro il vetro ogni volta che s'insinuava una corrente d’aria, cosi qualcuno, quasi senza pensarci, allungava una mano per proteggere quella piccola luce. Dalle finestre dell...

Ieri sera a Longhi di Pedemonte

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Sempre un tenero vedere...  

PROVERBI di Settembre

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Non é più tra noi - Piero Spagnolo - (nr.10 - 09/26)

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Concedersi una tregua

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Capita spesso la sera, e probabilmente capita a molti di noi, di tornare a casa con la testa pesante. Proprio quella pesantezza lì, come se la testa avesse una grandezza dieci volte superiore a quella di tutto il resto del corpo. Magari ci fanno male le tempie e ci bruciano anche gli occhi. Quel senso preciso di portarci dentro il peso di tonnellate di pensieri, di fatiche e di impegni. Come se dentro la testa ci fosse un enorme magazzino pieno di roba: alcune parti ordinate, altre completamente incasinate, tutto strapieno. Come container in un deposito di un porto, in attesa di partire o appena scaricati, carichi di cose diversissime tra loro, in un viavai continuo. E in quei momenti ci sentiamo un po’ così, come attraversati da tutto quello che succede. A volte troppo pieni, a volte stranamente troppo vuoti. Ci diciamo che la testa scoppia perché è troppo piena e non sappiamo che farcene di tutto quel pieno. Perché sono cose che dobbiamo gestire per forza noi: responsabilità, impegni...