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Pedemonte. Un contratto d’affitto da 3mila euro al mese a Casotto. Arrivano 40 profughi

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La notizia ha scosso l’intera vallata dell’Astico dividendo la comunità che si è divisa in ‘accoglienti’ e non.  Sono arrivati venti africani e pare che oggi, ne arriveranno altri 20. Lo ha comunicato la Prefettura al sindaco Roberto Carotta, che ha sottolineato ai media come si tratti di iniziativa di privati che hanno messo a disposizione alloggi privati.  Il paese di 750 abitanti è in un subuglio, ma già qualcuno ha detto che sarebbe disponibile a fare l’esperienza di volontariato, che sta toccando un po' a tutti i comuni dell’Alto Vicentino. Perchè gli sbarchi a Lampedusa continuano senza sosta e come si sa, con l’estate si fanno intensi. I richiedenti asilo già arrivati a Pedemonte sono stati sistemati in una struttura religiosa di Casotto, una piccola frazione conosciuta dalla stampa veneta per la protesta di un paio d’anni fa per la Valdastico Nord. Pedemonte è un paese molto tranquillo, si trova al confine con il Trentino ed è naturale che...

Pretìni volanti

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Non lasciatevi trarre in inganno dalla foto d’apertura, non intendo certo rivaleggiare col bravo e paziente Alago ( al secolo Alfredo Agostini ), nell’immortalare lepidotteri e baìti vari. Come fotografo valgo poco e come entomologo non ne parliamo. Cavolaia, Bombo bombo, ecc. sono nomi che non mi sono familiari; sono insetti visti magari tante volte, ma che non riesco a classificare con nome e caratteristiche. Da bambino conoscevo solo due categorie del settore: poéje e bài   e questo mi bastava . La mia cultura sulle poéje , poi, è piuttosto essenziale e utilitaristica e si riduce alle esperienze sul campo (è il caso di dirlo), maturate da fanciullo, quando con la natura avevo quel rapporto istintivo e diretto che ora un po’ mi manca. La farfalla in effigie mi pare si chiamasse el pretìn ed era una presenza fissa delle nostre estati da bocéte . Il suo nome scientifico ho scoperto poi che è Amata Phegea , o più semplicemente: Fegea . Il pretìn sfarfallava num...

Cibiana di Cadore

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Cibiana di Cadore, posta nel verde della sua valle, attorniata da splendide montagne, a metri 1050 sul livello del mare, offre ai visitatori, oltre alle bellezze naturali, una serie di attrazioni artistiche-culturali che fanno della piccola località un grande paese. In primis l’eccezionale rappresentazione dei MURALES, affreschi a muro, magistralmente dipinti da pittori italiani e stranieri che, con le loro cinquanta e più forme di espressione, raccontano e descrivono la storia del paese. Attrazione di tutto spicco poi, l’ormai famoso “Museo tra le Nuvole” sul monte Rite, realizzato da Reinhold Messner, da dove si possono ammirare panorami di incomparabile bellezza. Agli amanti del tempo libero, sono riservate invidiabili passeggiate: dalle vecchie miniere di Vallinferna, Ronzei e Ciarsies, che danno l’idea di quella che fu la via del ferro a Cibiana, all’alta via n. 3 delle Dolomiti che spazia dal Rite al Sassolungo, alle Tovanelle, per Copa...

Così l'Italia resta col cerino in mano - di C. Martelli 22.6.2016 Panorama

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ROTZO - Voragine del Sieson

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La caverna si raggiunge facilmente dal Rifugio Campolongo (m.1530), sede del Centro Fondo Rotzo-Campolongo e base di partenza per l e belle piste da sci nordico per Camporosà, il Vezzena e Millegrobbe. Ampio parcheggio, bar, ristorante agrituristico. Valletta, attorniata di boschi, luogo molto frequentato d'estate per il fantastico clima. Si sale il prato proprio a sud del rifugio, oltre la strada, da dove parte il sentiero segnalato ed in pochi minuti di facile passeggiata, all'improvviso, appare uno degli spettacoli più paurosi che la natura dell'altopiano sa offrire. E' la caverna del Sciason (pronuncia S-ceson o S-ciason o anche Sieson) dalle dimensioni colossali e dove, come per altri luoghi paurosi o magici dell'Altopiano, s'intrecciano leggende e disavventure. (Rotzo vacanze)

Artisti di zona: Fernando Protto da Forni

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L’Affresco è un'arte fresca e fantasiosa, intrisa di creatività ed ironia, quella racchiusa nei "Paesi Dipinti" come Guardia di Folgaria (Trento), Arcumeggia (Varese), Diamante (Cosenza), tanto per fare alcuni nomi. Affrescati a volte per protestare, a volte per decorare, altre per ricordare, raccontano sempre una storia e spesso, da anonimi borghi, diventano "opere d'arte". Sicché un paese dipinto è una vasta galleria senza pareti, che ha per tetto il cielo; è un museo all'aperto, visitabile gratuitamente ogni giorno dell'anno ed ogni ora del giorno, a mano a mano che l'intensità dei colori sulle pareti muta al mutare della luce. Anche a Forni, nel suo piccolo, possiamo trovare alcuni affreschi che sono stati realizzati da Fernando Protto. Nato a Forni ma ha sempre lavorato a Milano e provincia. La sua è stata più una passione che un lavoro a tempo pieno che lo ha portato ad eseguire innumerevoli dipinti ad olio e,...

S. Maria di Brancafora

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Intorno all’epoca di fondazione dei due ospizi nell’alta valle dell’Astico, girano le solite supposizioni. Una che li farebbe risalire al X secolo in seguito alle famose donazioni dell’imperatore ai vescovi di Vicenza e Padova e l’altra che li data un paio di secoli prima ad opera dell’Ordine Benedettino. Questi aveva infatti ampi possedimenti presso la pieve di Caltrano, che è considerata la matrice di tutte le chiese della zona. Se l’ospizio di San Pietro divenne poi il nucleo dell’omonimo abitato, quello di Brancafora rimase per lunghi secoli isolato nell'alta valle, avendo per compagna solo l’adiacente chiesetta di Santa Maria. Fino al XVIII secolo, infatti, la località è indicata come Santa Maria di Brancafora e, a differenza di San Pietro, fu meta di pellegrinaggi devozionali fin dai suoi primi secoli.  La devozione alla Madonna di Brancafora interessò sempre gli abitanti della valle e dei vicini altopiani. Non solo, antiche testimonianze trecentesche annotano...

A ritmo un po' ridotto, ma proseguiamo

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La Val d'Astico 100 anni fa

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I bombòni dei Spusi...

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I bambini non vedevano l'ora!  Alla faccia dell'igiene...  ma chissà quanti anticorpi ci siam fatti!!! ;-)

La cavolaia e il calabrone bombo - by Alago -

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L'angolo della Poesia

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I sorrisi belli, ma belli veramente, io li ho visti sui volti di bambini, stupiti e poi felici quasi con niente. Ma erano bimbi di un altro tempo. I sorrisi belli, ma belli veramente, io li vedo spesso sui volti dei vecchi, stupiti e poi felici quasi con niente. Un pò di ascolto, in un silenzio attento, li mette al centro dell'intero mondo. Sono gli stessi bimbi di quel tempo ... Francesca Stassi

Spignatando - la panà e le moose

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Prima ancora che dalle regole religiose,  il mangiare di magro nelle famiglie dei nostri Nonni e Bisnonni,  era una realtà, conseguenza della dilagante povertà. Al di là della carne, (un lusso comunque riservato a pochi, fuori dai tempi penitenziali),  la lista di cosa portare in tavola, Quaresima o meno, non lasciava grande scelta. I capisaldi della dieta erano pane, polenta, ortaggi, minestroni, panà e moose. La famiglia viveva con la fantasia della fame. Nel Novecento siamo passati dalla fame alle diete,  ora chi si siede a tavola non ha più fame, ma appetito... L'amore per il cibo è l'amore per la vita che scorre,  è la memoria che non si perde... LA PANA'... La panà...questo poverissimo e semplice piatto dei nostri Nonni e non solo. Chi di noi non se la ricorda? Quanti di noi sono diventati grandi a panà? Era uno dei tanti piatti di riciclo per non buttare via niente, figuriamoci il pane! A tutt'oggi, quando m'avanza del pane ripiego sem...

Il Verdone - by Alago -

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Pedescala (FB)

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Pedescala

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(inviata da G. Toldo)

MARIA DOLENS - La Campana dei Caduti a Rovereto

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La voglia di una boccata d'aria fresca ci ha portate all'Ossario del Pasubio (da tempo che non andavo) e poi giù al laghetto dei Poiani per un po' di relax. La diga Spéccheri, sapevo che c'era, ma non l'avevo mai vista. Un repentino annuvolamento ci ha fatto poi decidere per visitare la Campana dei Caduti di Rovereto che la mia amica non aveva mai visto. La ricordavo vagamente per averla visitata tanti e tanti anni fa durante una gita organizzata dalla parrocchia. Da allora tanti i cambiamenti apportati che hanno reso questo luogo ancora più interessante e degno di meditazione. Non abbiamo potuto attendere le 21.30 per poter ascoltare i 100 rintocchi. Carla Qui di seguito un po' di storia copiata da www.visitrovereto.it A Rovereto la campana della pace  in memoria dei caduti di tutte le guerre. Fusa con il bronzo dei cannoni delle nazioni partecipanti alla Prima guerra mondiale, è la campana più grande del mondo che suoni a distesa....