Il glicine fiorito è un tripudio di bellezza.
Nei giorni scorsi non mi ero accorta di nulla,
eccolo adesso vestito a festa
come fosse normale
illuminare il giorno così, d'improvviso.
Una fragile cascata
a ridosso dei muri
disseminati per la campagna,
di alberi leggiadri,
da sembrare innaturali
tanto sono belli.
E in mezzo a questi colori,
profumi inebrianti,
i contadini lavorano la terra
senza sosta,
perché il solco è un grembo caldo
ed ha bisogno del seme, dell'acqua,
di cure e sguardo accorto
anche di domenica.
E il glicine disseta gli occhi
come un torrente che cade dal cielo
e per un istante sei altro e altrove
nell'incanto dell'immaginazione.
Francesca Stassi
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