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La polenta intel panaro

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【Gianni Spagnolo © 21G23】 I lo dòpara senpre manco, el panaro, parvia che desso la polenta i te la menestra col scujero drita intel piato, fa le moose. Polenta deventà  on sbrodego molesìn e sensa nervo, chel se sparpana in volta pal piato e nol sa da gnente; cuéla, carimìe, a no la xe mia la polenta mia.  La polenta fata come che la ga da nare, cola farina grossa coi soentre, cota e missià intel caliero par tri quarti d’ora  almanco, che la pipe pulito, fin che cuel’odor fin de brustolìn se sparpane in volta par la casa, ciamando tuti a tola. La polenta bujà sul panaro podà in medo ala tola, voltà de scato dal caliero, che la se sparpana pianpianelo fumando e scumissiando za a far la so grostiéla. Le coéte de bojo netà sujto col pieròn, cofà el bordo del caliero. Polenta dura, da tajar col filo da par soto na volta che la se ghéa sentà pulito, tegnesta in calda col canevasso. Polenta dala grosta fissa, cole fete che cuasi le stava in pìe da sole, mia cuela papeta molegat...

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La palanca

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【Gianni Spagnolo © 21G23】 In tenpi de vache magre, de catùre e de schei chij val senpre manco, a me sojén la pìcola conomìa de co jérimu tusìti fondà sula palànca. La Palànca jera el nostro schéo!  A voler far i petenèla, la monéda corìva de San Piéro sarìa stà el Franco; la palànca defàti la valéa ponto sento Franchi. La Lira invesse iera la valuta del'Italia, che la valéa istesso del Franco nostro e la jera anca fata conpagna ( Sto chìve ciò, a zé on bàgolo che no a go mai capìo ). La palànca la jera el scheo che par solito i te prometéa i nóni co te conbinavi cualcossa de bon o anca i paesàni coi te fava fare cualche trapolada par ìli. Con na palànca alòra, a te pudìvi conprare na fràca de robe, ...presenpio: N. 5 Fiaschìti (da Narciso); N. 2 Scatole de mentine; N. 3 Scatole de anicìti; N. 2 Scatole de capéte par la pistola (solo dale Polàche); N. 1 Pugnale de legno (da Gildo, ..sel jera de bona luna); N. 4 Ghiacioj o pinguini pana e ciocolata (da Fulgido o a l’Apàlto); N. 3 Con...

"Politici che discutono sul cambiamento climatico"

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Questa scultura di Isaac Cordal  si trova a Berlino e si intitola  "Politici che discutono sul cambiamento climatico".

Venezia ieri😑😑😑

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foto di Mirko Manzin Meteo in Veneto  

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Snaejamìnti

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【Gianni Spagnolo © 21G22】 È forse il nostro attrezzo più tipico, che ogni famiglia si fabbricava a proprio estro, ma obbedendo ad un progetto di base antico, semplice ed estremamente efficace. Parliamo della naéja, quel legnetto sciancrato per legare le corde, con due corna e  due fori. Di naéje ce n'erano però anche per altri usi.  Quelle equipaggiate con due buchi e gli  estremi più allungati e appuntiti erano dette anche “ ligni da sóghe ” e servivano appunto per serrare le corde dei fardelli in maniera veloce, ma soprattutto facile da sgropare. Altre naéje senza fori e più tozze, intagliate nelle più varie dimensioni servivano a chiudere porte e portesele girando su un perno centrale costituito da un chiodo. Per la loro forma a puntali leggermente rialzati, servivano egregiamente ad ancorare uno sportello alla batùa ed erano di facile ed intuitiva manovrabilità: bastava girarle. Era chiaramente una chiusura elementare e senza pretese, adatta soprattutto ai ricove...

Consiglio Comunale

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Riapertura strada del Monte - Ieri non riuscivo a caricare il video

 

E' stato rinfrescato in questi giorni il capitello in piazza sopra la bottega di frutta e verdura. Si è scoperto anche la data: 1670!!!

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  foto e notizie da Ampelio Pesavento

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La pagina della domenica

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  25 luglio 2021 Gv 6,1-15 XVII Domenica nell’anno di Luciano Manicardi In quel tempo Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a...

Riaperta la strada del monte

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L'angolo della Poesia

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Voglio bere il cielo  a lunghi sorsi, dissetarmi d'azzurro, farne le scorte  per il lungo inverno  che d'improvviso  oscura il cuore  senza riconoscere  più il giorno,  la stagione, ma solo il freddo opaco  che svela  i dubbi  e le paure. Voglio bere le nuvole  che cambiano forma,  sentirmi angelo,  uccello, albero, foglia e con il vento rincorrere  un'altra estate. Francesca Stassi

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NUOVO DECRETO COVID

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  AMBASCIATOR NON PORTA PENA… NUOVO DECRETO COVID Anticipiamo i contenuti del nuovo decreto Covid-19 in vigore dal prossimo 6 agosto GREEN PASS  Il Green pass - valido per chi abbia avuto almeno una dose di vaccino, abbia fatto un tampone negativo nelle 48 ore precedenti o sia guarito dal Covid nei sei mesi precedenti - servirà dal 6 agosto per: accedere ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti (mentre non sarà invece necessario per consumare al bancone, anche se al chiuso); spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive; musei, mostre e luoghi della cultura; piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; sagre e fiere, convegni e congressi; centri termali, parchi tematici e di divertimento; centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le ...

Green Pass

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Un po' di romanticismo...😊

 

AMARCORD - quante emozioni...

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Storie in Contra'

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Il filò dei Cimbri

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Immancabile, come le rondini a primavera, ritorna IL FILO' DEI CIMBRI, l'appuntamento con la storia a cura di Don Sergio Stefani e Lauro Tondello. In questa serata, fra le altre cose, si parlerà di un argomento legato all'attualità, con la narrazione delle numerose epidemie che ciclicamente hanno portato lutti e carestie nelle nostre comunità. Vi aspettiamo nella palestra delle Scuole Elementari di Rotzo, lunedì 26 luglio alle ore 20,45

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Festival biblico

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Sono iniziati i lavori sulla strada del Monte

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foto da Amelio Toldo  

L'angolo della Poesia

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Mi piace quando la fantasia tracima, regalando ai nostri occhi questi quadretti...

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MIX - di tutto un po'...

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  Giovanni ha 6 anni e sta giocando con il suo Cicciobello. Passa un signore anziano lo guarda e gli dice: "Ma giochi con le bambole? Sei un maschio dovresti giocare con i soldatini." Me lo immagino già uno degli uomini della vecchia generazione cresciuto con l'idea che commuoversi, lavare i piatti, prendersi cura della casa ma soprattutto prendersi cura dei propri figli, cambiargli i pannolini renda l'uomo meno virile e meno uomo. Giovanni lo guarda negli occhi e non si scompone e regala una risposta da Oscar: "Sono il papà mica la mamma!" Il bambolotto è suo figlio e si chiama Mario. Giovanni non lo sa che con una semplice risposta sta rendendo il mondo un posto più bello. La sua saggezza ha tanto da insegnare a chi probabilmente si crede più saggio. In un attimo non è sbagliato quello che fa ma quello che gli viene chiesto. Avanti Giovanni sarai un grande papà e un grande uomo. E sicuramente hai dei grandi genitori. Daniele Marzano-web

Lui resiste😊

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El tarlisòn

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  【Gianni Spagnolo © 21G21】 El tarlisòn a l’è on toco de tela scuarà de sirca tri brassi co on sogàto de cànevo cusìo su tuti cuatro i cantuni. I du sogàti dala stessa banda i ghéa insima na naéja de jégano a du busi, fermà da on gropo, par stréndare el fassò. Biognava trar do el tarlisòn sul prà, coi sogati  sbrassà e inmuciarghe parsora el fen o le foje del farleto. Fato che jera on bel mucio, a se ciapava i du sogati in crose e i se strendéa a simento, vanti uno e drio l’altro, ligandoli cola naéja demodo chel fen fusse belo strucà e nol sortisse dal fassò. Lora, sentandose cuasi par tera e dandoghe schena al tarlisòn, a se slongava na man sora la testa a ciapare l'óro pi basso del strassòn, indrissàndose sguelti de modo chel culo del tarlisòn el rivasse a podarse sula copa o sula testa, a seconda. No jera mia come dire, a ghe volea sata par issarlo e justarlo pulito, sonò el tarlisòn el te rugolava do pal prà e magari ti drìo. Ma a no la jéra mia finìa, el pì jera de porta...

Cascate d'acqua in Val d'Astico - video di Flores Munari

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