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San Prosdocimo a Ponteposta

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La vignetta

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2 novembre - Morti o Defunti?

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  Ogni 2 novembre la Chiesa celebra la Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Per la sua comprensione è di fondamentale importanza soffermarsi sulla terminologia usata. Nella liturgia non si parla genericamente di "morti", ma di "defunti", sebbene nel linguaggio comune i due termini siano spesso considerati sinonimi. Ma non è così, e la differenza tra le due parole è profonda. Il "morto" (dal latino mortuus) descrive l'evento biologico, la cessazione delle funzioni vitali, lo stato di fine: è uno sguardo puramente orizzontale che si ferma al dato oggettivo dell'assenza di vita fisica e alla constatazione di una chiusura. Il "defunto", invece, ci apre a una prospettiva radicalmente diversa. Il verbo defungere, da cui deriva, affonda le sue radici nel latino defungi (composto da de- e fungi), che significa aver compiuto, adempiuto fino in fondo un compito o un ministero. Non indica la cessazione della vita, bensì il compimento di una mis...

La leggenda della notte di ognissanti

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Laguna sud - Veneto Tra le varie leggende che da sempre contraddistinguono il nostro territorio, c’è n’è una davvero particolare: accade proprio in questi giorni e racconta che è sconsigliatissimo pescare in certe notti… La laguna Sud è da sempre un luogo d’incontro tra i pescatori di Venezia e quelli di Chioggia: da svariati secoli, di giorno e di notte, i pescatori escono a largo delle calme acque lagunari eccetto due giorni: raramente si troverà un pescatore disposto ad uscire a pescare nella notte di Ognissanti o in quella dei Morti perché dai tempi passati si è tramandata una credenza sino ai giorni nostri. Sibili, rumori, voci, urla, sussurri: le acque lagunari durante la notte degli spiriti, si animano di ombre misteriose, inquietanti presenze e, si vocifera, di lugubri processioni di lumini a pelo d’acqua. La leggenda narra che più di tre secoli fa due fratelli, ignorando le leggende di fantasmi e di diavoli che i “vecchi” avevano loro raccontato, decisero comunque di uscire in...

La processione dei Morti

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Immaginate di percorrere una strada deserta, nel cuore della notte, quando all'improvviso, tra la nebbia, compaiono piccole luci tremolanti. Si avvicinano lentamente, accompagnate da un silenzio irreale. Poi distinguete delle figure misteriose, avvolte in lunghi mantelli, che avanzano una dietro l'altra. Secondo antiche leggende italiane, potreste aver incontrato la Processione dei Morti. Le anime che tornano dall'aldilà. In diverse regioni d'Italia, soprattutto nelle tradizioni popolari del Sud, si raccontava che durante alcune notti dell'anno le anime dei defunti tornassero a percorrere le strade dei vivi. Le processioni apparivano nei pressi di chiese, cimiteri, crocevia e sentieri isolati. Le figure avanzavano lentamente, talvolta portando candele accese, senza pronunciare una parola. Si credeva che questi cortei fossero particolarmente frequenti nelle notti vicine alla commemorazione dei defunti, quando, secondo la tradizione, il confine tra il mondo terreno e ...

I cimiteri a novembre

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  Un tempo, a novembre, il cimitero del paese era il luogo più commovente e più ordinato che il borgo italiano producesse nei giorni intorno al primo e al due novembre, quella visita collettiva dei Santi e dei Morti in cui tutta la comunità del paese si recava al cimitero per pulire e decorare le tombe dei propri cari con i crisantemi bianchi, lilla e gialli che erano i fiori più cimitero e più autunno italiano che esistessero.  La visita al cimitero di novembre in Italia era una delle tradizioni familiari più rispettate e più precise del calendario cattolico; ci si andava con i fiori comprati all'ingresso del cimitero o al mercato del venerdì precedente, si puliva il marmo della lapide con uno straccio umido, si sistemavano i fiori nel vaso di pietra o di metallo davanti alla tomba, si accendeva il lumino o la candela, si restava qualche minuto in silenzio, e poi si passava alla tomba successiva dei familiari sepolti nello stesso cimitero. I crisantemi, quei fiori con il capo...

Quando moriremo...

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Quando morirai piangeranno... poi continueranno a mangiare. Sembra crudele, ma è la verità. Quando morirai, il mondo non si fermerà. La tua famiglia farà ciò che può con il tuo corpo, secondo le proprie possibilità. Verrai lavato. Verrai vestito. Verrai portato via da casa tua. E verrai portato in un luogo dove altri decideranno quanto durerà il tuo ultimo saluto. Alcuni piangeranno sinceramente. Altri verranno per obbligo. Altri non verranno nemmeno, ma lasceranno un bel messaggio sui social per salvare le apparenze. E mentre sarai lì, immobile, un ricordo… la vita andrà avanti come se nulla fosse accaduto. Il mondo non si ferma per nessuno. Il tuo lavoro continuerà. Il tuo capo cercherà un sostituto. Il tuo posto verrà occupato. E se qualcuno farà un lavoro migliore del tuo, verrai presto dimenticato. I tuoi oggetti... quelli che non volevi prestare, quelli per cui hai litigato, quelli che hai protetto come una parte di te stesso... passeranno in altre mani. I tuoi vestiti. Le tue sc...

A nessuno è dato di sapere quando calerà il sipario

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  Ci sono abbracci che non arrivano mai. Parole che restano ferme in gola… per sempre. Non decidi tu l’ordine delle cose. Non scegli quando cala il sipario. Ma puoi scegliere come agire finché lo spettacolo continua. Perciò fai una cosa semplice, ma spietatamente sincera: * Perdona in fretta, perché l’orgoglio non accompagna nessuno ai funerali. * Ama con presenza, non con promesse vuote. * Di’ ciò che conta oggi, perché il “dopo” è un lusso che nessuno ha garantito. Il tempo non è giusto. Ma il tuo modo di amare… quello sì, può essere impeccabile.  web

Eh già... Riflessioni che bisognerebbe farle non solo oggi...

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Sono entrato al cimitero con una domanda  che mi bruciava in testa… e ne sono uscito  con una verità che mi ha incendiato l’anima. Mi sono fermato davanti alla tomba più imponente che ho trovato. Mi sono guardato intorno ed ho visto solo lapidi, croci, nomi,  date e storie ormai concluse. E ho gridato con tutta la voce che avevo: «Chi di voi si è portato via l'auto?» Mi ha risposto solo il vento. «Chi si è portato via la casa?» Ancora silenzio. «Chi si è portato via le ville, i conti in banca,  il potere, l’orgoglio?» Niente, nessuna risposta. Lì ho capito una cosa che molti vivi si ostinano  a non voler accettare: i morti non rispondono, perché nessuno ha vinto la corsa che i vivi si illudono di star correndo. Ho camminato tra le tombe leggendo  cognomi altisonanti e nomi semplici.  Alcuni avevano denaro, altri non avevano  nemmeno un paio di scarpe.  Alcuni comandavano.  Altri obbedivano. Ma qui tutte le lapidi hanno la stessa misura....

Cosa porteremo con noi?

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Ricordati che l’unica cosa che porterai via da questa vita sarà l’amore che hai dato. Sarà il bene che avrai lasciato in giro. Le chiavi di casa, i messaggi non letti, le discussioni vinte che non hanno salvato nessuno, rimarranno qui. Rimarranno qui i vestiti, i titoli, le ragioni per cui ti sei arrabbiato. Ma resterà negli altri il modo in cui li hai fatti sentire. Se li hai accolti o giudicati. Se hai avuto fretta o presenza. Se hai parlato come si lanciano pietre o come si accendono luci. Per questo, quando puoi, sii gentile. Non per educazione. “Perché ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla.” E forse la tua voce, il tuo abbraccio, la tua pazienza potrebbero essere la parte più bella della sua giornata. Ricordati che la vita non ti chiederà quante cose hai avuto. Ti chiederà quante volte sei stato rifugio. Quante volte hai saputo restare. Quante volte qualcuno, grazie a te, si è sentito meno solo. E allora ama. Ama apertamente. Di’ alle persone...