I cimiteri a novembre

 


Un tempo, a novembre, il cimitero del paese era il luogo più commovente e più ordinato che il borgo italiano producesse nei giorni intorno al primo e al due novembre, quella visita collettiva dei Santi e dei Morti in cui tutta la comunità del paese si recava al cimitero per pulire e decorare le tombe dei propri cari con i crisantemi bianchi, lilla e gialli che erano i fiori più cimitero e più autunno italiano che esistessero. 
La visita al cimitero di novembre in Italia era una delle tradizioni familiari più rispettate e più precise del calendario cattolico; ci si andava con i fiori comprati all'ingresso del cimitero o al mercato del venerdì precedente, si puliva il marmo della lapide con uno straccio umido, si sistemavano i fiori nel vaso di pietra o di metallo davanti alla tomba, si accendeva il lumino o la candela, si restava qualche minuto in silenzio, e poi si passava alla tomba successiva dei familiari sepolti nello stesso cimitero. I crisantemi, quei fiori con il capo grande e fitto, bianco o lilla o giallo che per gli italiani sono tassativamente i fiori del cimitero e del novembre così... per associazione immediata che non si regalano mai in altra occasione. Le lapidi con le fotografie, quella tradizione italiana di incidere o applicare la fotografia in ceramica del defunto sulla lapide che rendeva il cimitero italiano diverso da tutti gli altri cimiteri del mondo. E il cimitero illuminato dalle candele la sera del due novembre, con quel mare di piccole fiamme tra le tombe, che era la cosa più memoria dei Cari e più tradizione italiana che un luogo di sepoltura sapesse essere. 



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