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Le chopine

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  Le donne veneziane del Rinascimento, destreggiandosi nella fitta rete di canali e nelle spesso fangose strade della città, elevavano non solo la propria statura, ma anche il proprio rango sociale grazie a un’unica e vertiginosa dichiarazione di moda: le chopine.   Queste straordinarie calzature a piattaforma, popolari dal XV al XVII secolo, andavano ben oltre la semplice praticità. Alte fino a oltre 50 centimetri, le chopine erano realizzate con cura in legno o sughero e spesso rivestite di tessuti preziosi come seta e velluto, talvolta impreziosite da gioielli e ricami elaborati. Più che un semplice mezzo per proteggere gli eleganti abiti dall’umidità e dallo sporco veneziano, l’altezza delle chopine di una donna divenivano un potente indicatore visivo della sua ricchezza e della sua nobile discendenza. Più la piattaforma era alta, più stoffa era necessaria per far ricadere il vestito fino ai piedi, mettendo in mostra l’opulenza familiare nei tessuti sontuosi utilizzat...

La tastiera QWERTY

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  Vi siete mai chiesti per quale ragione non sia alfabetico l'ordine delle lettere sulla tastiera del vostro computer (o su quella del vostro tablet o smartphone)? Partendo da sinistra, in alto, ci sono la Q, la W, poi la E, la R, la T e la Y... La scelta di mescolare i tasti della tastiera in un modo così caotico e bizzarro risale all'invenzione della macchina da scrivere, nel 1868. In quell'anno, Christopher Sholes, direttore di un quotidiano locale di Milwaukee, decise di distribuire i tasti su tre file in quel modo per evitare che le aste delle lettere più utilizzate (come "a" e "b") si incrociassero tra loro se battute a poca distanza di tempo l'una dall'altra. Questa distribuzione, solo apparentemente casuale, consentiva una scrittura più veloce, alternando le lettere più usate a quelle meno frequenti e facendo sì che i martelletti avessero minore probabilità di incastrarsi l'uno con l'altro. Con la nascita delle prime tastiere elet...

La vignetta

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Serata a Forni “Per non dimenticare”

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  Sono certa che, chi ha scelto di partecipare alla serata di giovedì 15 maggio 2025 svoltasi a Forni, abbia trascorso un tempo prezioso, colmo di emozioni, ma anche di motivi per soffermarsi e pensare.  Ideata da don Agostino, con l’intento di ricordare l’ottantesimo dall’Eccidio di Pedescala, Forni e Settecà, la serata è iniziata con un video realizzato da Giovanni Lorenzi che ci ha mostrato la bellezza della nostra valle con i colori luminosi della primavera.  Ci ha fatto volare a pelo dell’acqua del torrente Astico accompagnati dalla voce di Giulio Agostini che, con semplici parole, ha ripercorso i tragici giorni del 30 aprile 1945 raccontati dal parroco di Forni, mescolando i ricordi a immagini dei nostri paesi e della natura che li circonda. È stato veramente un viaggio nella nostra storia che ha incontrato i luoghi della memoria e ci ha riempito gli occhi di quella meraviglia che si prova quando si vedono in un grande schermo, frammenti della nostra vita.  Fin...

Giornata di screening

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Si ringrazia di cuore ogni singola persona che ha partecipato alla giornata di screening gratuito di sabato 17 maggio a Forni, la vostra numerosa presenza dimostra quanto la prevenzione sia considerata fondamentale nella nostra Comunità. Un grazie particolare alla Marconiana Soccorso, ormai presenza assidua sul nostro territorio, che con i propri volontari ha reso possibile questa giornata: il vostro impegno la vostra dedizione professionalità sono stati fondamentali per il successo dell' evento. Un Grazie speciale anche al Comitato Amici Forni per aver concesso gli spazi utilizzati durante la mattinata. L'importanza della collaborazione è fondamentale per il successo di iniziative come questa! Alla prossima! Grazie ancora  La Naeja e il Comitato Forni

La vignetta

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Festa dela Mama e non, a Forni

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E anca st’ano magio xè rivà e la festa de la mama xè sta organizà, i Amici del Comitato i se ga dà da fare e ogni roba ben preparare!           I posti i xè stà prenotà in pressa:          par el magnàre, le scenete e la messa;          la Sara e la Samantha, la lista le gà terminà          e qualche dona xè nà via stomegà! In marso, tanto par cominsiare a pensare qualcosa de divertente bisognava sercàre e dopo aver vardà de qua e de là qualche bona idea la se gà trovà!            Ivo, tutofare, el se gà messo de impegno           sega, guide, rue e tanto… legno!           Ghè gà jutà anca Giovàni           coi disegni e del lavoro i piani! Dopo na sceneta se gà provà a ideare e anca capire chi che la podèva fare, la Lucia a scrivare le parti la gà provà ma come sempre, tuta difarente ...

Come trattiamo gli altri?

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Spesso, il comportamento verso chi può offrire qualcosa in cambio è influenzato da interessi personali, ma quando non ci sono vantaggi evidenti, emerge la reale natura di una Persona.  La gentilezza, il rispetto e la considerazione mostrati verso  chi non può ricambiare, riflettono qualità come l’empatia, l’integrità e la vera gentilezza.  Al contrario, l’indifferenza o il disprezzo in queste situazioni possono rivelare tratti di opportunismo o mancanza di umanità. Riflettiamo sul modo in cui trattiamo gli altri non solo nelle relazioni di scambio, ma anche in quelle dove non c’è nulla da ottenere. Il valore delle relazioni umane non si misura dalla reciproca utilità, ma dal rispetto e dalla dignità che offriamo a tutti, a prescindere dal loro ruolo nella nostra vita. web

La vignetta

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Fantastiche passeggiate

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  [Gianni Spagnolo © 25E12] È proprio un piacere passeggiare per San Pietro in questo assolato pomeriggio di maggio 2034. Si vede proprio che il paese s’è trasformato, acquisendo un’inedita vitalità. Nuove famiglie si sono insediate portando volti ed esperienze nuove e una fattiva socialità, aprendo e ristrutturando i vecchi edifici, curando orti abbandonati e abbellendo le strade. Particolarmente le viuzze più piccole e periferiche risuonano delle voci ridenti dei bambini che sono tornati a popolarle. Partiamo, per esempio, dalla minuscola Piazzetta Ortigara, incamminandoci  lungo quella che un tempo era pomposamente denominata " Via dell'Impero Fascista ", dalla vita assai effimera. Inoltriamoci  verso l’ex-Ricreatorio,  ora magistralmente ristrutturato e modernamente attrezzato per essere adibito a punto d’incontro della cittadinanza e luogo dedicato ai numerosi eventi culturali. Le case lungo la via sono state acquistate da famiglie recentemente arrivate qui attr...

Il micro-mondo di Franca

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La vignetta

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Concederci un momento di riflessione prima di...

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Viviamo in un tempo storico in cui i messaggi, le e-mail oppure i commenti, possono essere inviati in una frazione di secondo, raggiungendo un pubblico vasto oppure persone specifiche, senza il filtro di una semplice riflessione.  Prima di premere “invia”, ci troviamo sempre davanti a un momento di scelta. L’opzione di poter cancellare anziché inviare ci invita a fare una piccola pausa. Questo momento può rivelare molto sulle nostre motivazioni, lo stato emotivo momentaneo e sui potenziali effetti delle nostre parole.  Molti di noi hanno sperimentato il rimpianto che segue l’invio di un messaggio scritto d’impulso, in modo particolare se questo ha danneggiato una relazione o ha avuto conseguenze indesiderate.  Decidere di non inviare subito un messaggio, ci insegna a valutare la situazione, forse trovando soluzioni o risposte migliori di quelle che avremmo dato nell’impulsività di quel momento. web

Girovagando

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La Ruetta di Civitella: la strada più stretta d’Italia!  Adiacente all’ingresso della maestosa fortezza medievale di Civitella del Tronto (Abruzzo) si trova un gioiello unico: la “Ruetta”, una stradina larga appena 40 cm , considerata la più stretta d’Italia!  Durante il Medioevo, costruire vicoli così angusti era una pratica comune nelle città fortificate. L’obiettivo? Impedire l’accesso ai nemici e garantire ai difensori un vantaggio strategico, permettendo loro di attaccare di sorpresa. Oggi, la Ruetta è una delle attrazioni più particolari d’Abruzzo, dove storia e architettura si incontrano in un dettaglio che racconta le strategie di un’epoca passata. Un angolo che ti trasporta indietro nel tempo, nel cuore delle leggende medievali!  Abruzzodascoprire 

Proverbi, aforismi e modi di dire

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La nostra unicità

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Riflettiamo sul significato delle nostre scelte quotidiane e sull’impatto che hanno nel definire chi siamo e cosa desideriamo diventare. Seguire il comportamento della maggioranza è una tendenza comune e spesso rassicurante, perché abbiamo la sensazione di appartenere a un gruppo, di evitare il rischio di essere giudicati o esclusi.  Tuttavia, fare ciò che fanno tutti, senza riflettere sulle proprie motivazioni, porta a diventare una copia, una replica degli altri. Ognuno di noi ha un potenziale unico, fatto di aspirazioni, talenti, valori e sogni che ci distinguono.  Ascoltare meglio le proprie aspirazioni, significa vivere in sintonia con questa unicità, coltivando ciò che si è davvero, piuttosto che cercare di adeguarsi a modelli predefiniti. web 

Numeri romani

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La vignetta

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Punti di vista

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Prova a guardare il planisfero in foto e individuare l'Italia.  Quanto ci hai messo per trovarla?  No, non è una cartina sbagliata, è la stessa di sempre, solo capovolta. Quello che cambia è solo il punto di vista. In questo caso la mappa è incentrata sull’Australia, il continente più marginale, invece che sull’Europa a cui siamo  abituati.  Questione di punti di vista, insomma. Talvolta, cambiare punto di vista aiuta a migliorare, consente di decentrare il proprio centro e metterne a fuoco un altro. Significa creare opzioni, spostare lo sguardo in un'altra direzione, vedere il problema da un'altra angolatura. Magari, scoprire che ci sono strumenti per risolverlo a cui non avevi assolutamente pensato. A volte, ribaltare il mondo... serve!

Incontro dedicato alle Donne

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Il micro mondo di Franca

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  libellula (calopteryx splendens)

Non abbiamo più tempo per essere malati

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Arriva il raffreddore,  cerchiamo lo spray che lo faccia scomparire. Sentiamo la febbre e prendiamo qualcosa per farla passare. Ci sentiamo sfiniti, assumiamo un tonico per agire subito. Ma che ne sarà della nostra capacità di curarci?  Che fine faranno i nostri meccanismi curativi?  Il corpo si ammala per fermarsi, riparare, guarire, ma la nostra società non permette più questo. La malattia è il metodo antico che il corpo ha per diventare più sano. Se non lasciamo il tempo alla malattia di fare il suo corso,  invece di essere efficienti saremo più ammalati. Quando senti la febbre, riposati, prendi un febbrifugo o diaforetico: una tisana di tiglio, sambuco, China, o gocce di ribes o ontano nero, aiutano il processo. Non bloccare sul nascere i sintomi, aiutali a procedere: oli essenziali per le infezioni, febbrifughi per la febbre, tisane per la tosse, riposo e digiuno. Il tuo corpo sa cosa fare, lasciaglielo fare.  Elettra Erboristeria Cornedo Vicentino 

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Ponderare le decisioni

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Questa riflessione potrebbe sembrare “dura”, ma serve a ricordarci l’importanza di ponderare attentamente le nostre decisioni.  Quante volte abbiamo fatto scelte in un attimo, magari guidati dall’impulso o dall’emozione del momento, per poi trovarci a gestire le conseguenze per molto più tempo? Che si tratti di relazioni personali, decisioni di lavoro o scelte finanziarie, ogni decisione ha un impatto, piccolo o grande, immediato o a lungo termine.  Ecco perché, prima di decidere, sarebbe importante riflettere, cercare consigli, e valutare le possibili ripercussioni. Dovremmo sempre tenere a mente, che non è solo la decisione in sé che conta, ma anche l’effetto che può creare nella nostra vita e in quella  degli altri.   Web

La nascita dei cognomi in Italia

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  Sin dalle epoche antiche l'uomo aveva lo stretto bisogno di differenziarsi da un altro individuo. Di solito si faceva caso a una caratteristica fisica, a un lato caratteriale, al nome del padre (paternità), così nasceva spontaneamente un soprannome, molto spesso scherzoso, canzonatorio o gratulatorio (Es. Antonio figlio del biondo, del barbiere ecc..) come quelli che ancora oggi sentiamo nei vicoli dei paesini quando ci si chiama l'un l'altro. I primi cognomi appaiono in Italia nel IX secolo come prerogativa distintiva di una classe privilegiata, poi man mano il fenomeno si diffonde sempre più, fino ad arrivare in epoca rinascimentale ad essere abbastanza diffuso. Non è ancora comunque una caratteristica ereditaria, ma piuttosto un carattere distintivo della persona, solo i nobili trasferiscono ai figli primogeniti l'uso dell'identificativo del casato (cognome), che così si tramanda. Verso il XVIII secolo il bisogno di far un po' d'ordine e la necessità di...

Per non dimenticare

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La vignetta

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Dal drone di Flores Munari - Le malghe di Arsiero: Malga Toraro

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Facili entusiasmi

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Spesso, nell’affrontare situazioni quotidiane o progetti importanti, si tende ad agire con impazienza, spinti dal desiderio di ottenere risultati immediati.  La fretta diventa così un nemico silenzioso, perché ci porta a saltare passaggi fondamentali, a non considerare attentamente le conseguenze delle nostre decisioni,  e a trascurare i dettagli che, nel lungo termine, fanno la differenza. Oltre alla fretta, c’è l’entusiasmo facile, quell’euforia che nasce senza solide basi e che, per quanto piacevole nell’immediato, rischia di svanire rapidamente, lasciando dietro di sé delusione e frustrazione.  I facili entusiasmi ci fanno intravedere grandi possibilità, ma non ci preparano a gestire le difficoltà. In questo senso, l’entusiasmo privo delle giuste riflessioni ci espone a una visione irrealistica delle cose, facendoci sottovalutare gli ostacoli e sopravvalutare le nostre capacità o  le opportunità. Sarebbe consigliato un approccio più equilibrato, dove  le nos...

Serata micologica alla Proloco di San Pietro

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Grazie di cuore a San Pietro Valdastico per la straordinaria accoglienza di questa sera. Un pubblico notevole, attento, caloroso e partecipe, per quasi tre ore consecutive dedicate ai funghi in tutti i loro aspetti!  

Mamma che brutto...

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Avvistato in pieno giorno non molto distante da Valdastico