Serata a Forni “Per non dimenticare”

 


Sono certa che, chi ha scelto di partecipare alla serata di giovedì 15 maggio 2025 svoltasi a Forni, abbia trascorso un tempo prezioso, colmo di emozioni, ma anche di motivi per soffermarsi e pensare. 

Ideata da don Agostino, con l’intento di ricordare l’ottantesimo dall’Eccidio di Pedescala, Forni e Settecà, la serata è iniziata con un video realizzato da Giovanni Lorenzi che ci ha mostrato la bellezza della nostra valle con i colori luminosi della primavera. 

Ci ha fatto volare a pelo dell’acqua del torrente Astico accompagnati dalla voce di Giulio Agostini che, con semplici parole, ha ripercorso i tragici giorni del 30 aprile 1945 raccontati dal parroco di Forni, mescolando i ricordi a immagini dei nostri paesi e della natura che li circonda. È stato veramente un viaggio nella nostra storia che ha incontrato i luoghi della memoria e ci ha riempito gli occhi di quella meraviglia che si prova quando si vedono in un grande schermo, frammenti della nostra vita. 

Finito il video, don Agostino ha  evidenziato il nostro essere lì in quel momento: per ricordare, per versare lacrime, per pensare alle tante guerre che ancora sconvolgono il mondo e devastano l’animo umano, per fare memoria ricordando il sacrificio di tante persone che hanno reso possibile la libertà, la democrazia e i valori importanti della nostra società. 

Quindi il Coro Monte Caviojo diretto dal maestro Giulio Agostini, ha iniziato con i canti alternati dalle letture, da parte di due ragazzi delle scuole Medie, Lisa e Damiano, di brani sulla memoria, sulla responsabilità, sulla pace, sul dialogo, sul rispetto e sulla solidarietà. 

Le giovani voci, sono state un importante segno, proprio perché, è nelle nuove generazioni che si deve piantare il seme della memoria e far crescere la consapevolezza che, quello che oggi abbiamo, è dovuto a tante persone che prima di noi hanno lottato; ma anche perché dobbiamo tutti custodire e far crescere nel rispetto, la promozione della dignità umana in tutte le sue forme. 

Con l’ultimo canto, il SIGNORE DELLE CIME, sono state accese le 82 candele che erano state consegnate all’entrata, candele che hanno ricordato le  82 vittime dell’Eccidio e che sono state segno del nostro ringraziamento, ma anche della volontà di tenere sempre accesa la fiamma della memoria. 

Questo è stato senza dubbio un momento coinvolgente ed emozionante. La serata è continuata con la lettura, da parte di Lorenzo Dal Molin, di alcuni punti del discorso fatto nel 1955 sulla Costituzione Italiana da Piero Calamandrei, che ci ha ricordato che dietro ogni articolo, tanti hanno dato la vita e che grazie a loro, possiamo godere della libertà e della giustizia. 

Dopo i vari ringraziamenti da parte di don Agostino, per finire abbiamo visto uno spezzone del film “IL DITTATORE”; è poi seguito un momento conviviale. 

In sala, durante tutta la serata, c’è stata un’attenzione e un silenzio rispettoso, segno di quanto questo momento sia stato partecipato pienamente e per questo ha avuto un valore aggiunto. 

Credo che tutti i partecipanti siano concordi nel dire che questa nuova idea per ricordare, sia quello di cui abbiamo bisogno perché quello che è accaduto non sia dimenticato, ma che ci vogliono nuove modalità perchè le generazioni future portino avanti questa commemorazione, nel rispetto del dolore di ogni singola persona, ma con lo sguardo sempre rivolto alla pace che va costruita e alimentata in ogni nostra azione, ogni giorno.  

Un ringraziamento va a tutte le persone che insieme hanno reso possibile l’attuazione della serata che, pur nel ricordo di un tragico evento, ha aperto nuovi orizzonti fatti di memoria, ringraziamento e consapevolezza. 

Lucia Marangoni (Dàmari)

19 maggio 2025

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