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Il valore delle relazioni

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Riflettiamo su quanto la vera ricchezza nella vita non derivi solo dai beni tangibili, ma anche da relazioni, esperienze e momenti condivisi con gli altri. La “povertà” non è economica, ma emozionale, affettiva e spirituale. Alcune persone, con la loro sola presenza, migliorano la qualità della nostra vita, arricchendoci interiormente.  Sono quelle persone che con un sorriso, la parola giusta, o il semplice fatto di esserci accanto, rendono la vita più piena e significativa. Il loro contributo non si misura con denaro, ma con l’energia positiva, la serenità e l’orientamento che portano. Tante volte non ci rendiamo conto di quanto questi legami siano preziosi finché non vengono a mancare. Quando accade, sentiamo un vuoto che non può essere colmato con nulla di materiale.  Ci rendiamo conto che il valore sta nelle relazioni che ci sostengono, che ci danno forza e che ci aiutano  a crescere come persone.  Alcune delle risorse più importanti nella nostra vita non sono qu...

Proverbi e modi di dire

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  Primavera di febbraio reca sempre qualche guaio...

E noi ora ci lamentiamo...

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  Ma che fredo fasèvelo? In casa, da tosèto, a sentivo parlare del'inverno del '29, quando ca se gavéa crepà parfìn le vigne dal giasso; invesse, del'inverno del '56 a go purtropo memorie direte.  Alòra a faséa le elementari e par nare in paese a scola, a messa, e a dotrìna, a gavéa da fare quasi tri chilometri in bicicleta su na strada de giara. Ala matina, alsarse dal leto a jera un'impresa, dato ca jero blocà da tante coverte e da un trapuntin grosso na spana par difèndarme dal fredo che in te la me càmara da leto in tramontana el jera forte.  Le case dei contadini non le gavéa mia el riscaldamento come quele dei siùri co un camìn o 'na stua in ogni càmara; nele nostre case a no ghe jera gnanca el controsofito, ma solo dele tavèle coi cupi de sora, gnente altro.  Na matina a go catà el giasso nel bicère de acua ca me metéa in tel comodin.  A dormèvo soto zero!  La sera, par scaldare el leto, naturalmente a se usava la mònega e la fogàra de bronse che sol...

Lo stagionatore della Val d'Astico

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  (segnalato da Piero Pettinà)

Allergie

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- Perché ci sono così tanti allergici? - 30 anni fa era raro sentire qualcuno che a pranzo chiedeva l'esclusione di questo o quel componente dalle pietanze. Si sentiva parlare di qualche vegetariano, qualcun altro era in difficoltá con il latte o le nocciole, ma nulla aveva a che fare con l'epidemia di disturbi collegati ad un certo tipo di cibo che sentiamo tutti i giorni. Le difficoltà maggiori al giorno d'oggi riguardano il glutine . Eppure le statistiche riportano un'incidenza nella popolazione dell'1% di celiachia, ma del 40% per le forme di intolleranza. Cosa è successo in questi ultimi anni? I Ricercatori della Facoltà di Medicina di Haifa (Israele) e dell’Aesku-Kipp Institute (Germania) ritengono che la responsabilità è anche dell'enzima: transglutaminasi microbica. La transglutaminasi microbica è un componente usato negli ultimi anni, per la preparazione del cibo ed è definita "colla per carne". È usata dall’industria alimentare  per la panifi...

La vignetta

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La pecora nera

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Fin da ragazzo capì che, o lasci che sia il mondo a decidere chi sei, o scegli chi vuoi essere. Era figlio di un padre che non lo stimava mai abbastanza.  «Non vali niente, sei un fallito, non sei alla mia all’altezza».  Perché, in un mondo di sole apparenze, essere come «tutti» è l’unica cosa che conta. «C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno.»  Lui invece no. Perché la vita è troppo corta per passarla a fingere di essere qualcuno che non sei. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. E solo chi nuota contro corrente conosce davvero la forza del mare. Fuori tempo. Fuori moda. Fuori posto. Gliene dissero di tutti i colori. «Sapete cos’è la pazzia? Basta gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti ti prendono per pazzo.» Ma ci vuole coraggio per farlo. E lui di coraggio ne aveva tanto: perse un figlio, la casa, il lavoro, sua moglie impazzì e poi ci fu la guer...

Continuare a giustificarci

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Quando ci giustifichiamo continuamente, perdiamo l’opportunità di crescere e di imparare.  Viceversa, riconoscere e assumersi la responsabilità dei propri sbagli non è solo un segno di maturità, ma anche una possibilità per il nostro miglioramento e quello del contesto in cui viviamo. Imparare dai nostri errori è fondamentale per evolverci e per costruire relazioni più autentiche e significative. Cerchiamo quindi di accogliere le nostre imperfezioni e di usarle come trampolini di lancio verso una versione migliore di noi stessi.  web

Avere un "riscaldo"

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- Hai un riscaldo, dicevano i Nonni  -  "Avere un riscaldo" è la definizione per un disturbo, che non ha una corrispondenza nella medicina moderna. Eppure è una definizione che rende appieno e in modo immediato un sintomo.  Sono definiti riscaldi: - le gengive che fanno male - i rossori attorno al naso - un senso di cistite  - un calore nel basso ventre  - la pipì che sembra bollente  - un occhio rosso  - un herpes sulle labbra  - un bruciore nella zona anale  - bruciore o caldo agli occhi  Quando è appurato che non ci sono patologie in corso, non c'è segno di infezione, o emorroidi sanguinanti, la definizione di riscaldo,  trova il giusto posto. Cosa procura un riscaldo: - mangiare troppo - muoversi troppo poco - muoversi troppo  - bere troppo poco - arrabbiarsi tantissimo  - dormire poco - mangiare troppo tardi - mangiare cibi "riscaldanti" come frutta secca, salame, formaggi stagionati, alcolici, spezie, peperoncino. Qu...

La vignetta

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Non è più tra noi: Luisa Spagnolo (nr. 05 - 02/25)

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😳Incontri non tanto scontati...😳

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Il "prescelto" per questo incontro, è stato Marco Spagnolo che mi ha inviato foto e video per condividerle con voi. Anche per lui una sorpresa, non pensava ci fossero nelle nostre zone. E voi? Ne avete incontrati ancora? Istrice (detto anche porcospino) Hystrix cristata Classe: Mammiferi (Mammalia) Ordine: Roditori (Rodentia) Famiglia: Istricidi (Hystricidae) Dimensioni: è il roditore più grande d’Italia. Il peso varia  tra i 10 e 15 Kg e la lunghezza  tra i 70 e gli 80 cm. Vita: la vita dell’Istrice può superare i 10 anni. E’ una specie monogama che vive in coppie o in nuclei familiari. Habitat: è una specie molto generalista, che frequenta prevalemtemente zone boscose e cespugliate, che si alternano a campi coltivati. L’attività è principalmente notturna, ma in primavera anche diurna. Cosa mangia: l’Istrice viene indicato come un vegetariano di tipo generalista. Si nutre di tuberi, radici, erbe, semi e frutti caduti a terra. Riproduzione:...

Rimuginare troppo

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Se un’esperienza o un errore appartiene al nostro passato, non dovremmo rimanere bloccati su di esso.  Capire e imparare dalle nostre esperienze è una parte importante della crescita personale, ma rimuginare su di esse ci impedisce di vivere pienamente questo nuovo tempo. E' importante saper riconoscere ciò che è accaduto, imparare da esso, e poi voltare pagina e concentrarsi su ciò che è davanti a noi. web  

Pensiero ricorrente

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Ogni pensiero che si ripresenta continuamente, plasma non solo il nostro stato d’animo, ma anche il modo in cui percepiamo il mondo e le scelte che facciamo. I pensieri sono come semi che coltiviamo ogni giorno. Se scegliamo di nutrire quelli legati alla paura, alla preoccupazione, all’insoddisfazione o alla critica, è molto probabile che essi generino emozioni negative. Al contrario, pensieri positivi o costruttivi favoriscono uno stato mentale più sereno, maggiore fiducia in noi stessi e una visione più chiara delle possibilità che la vita ci offre. La scienza ci insegna che il cervello tende a rafforzare ciò su cui ci concentriamo di più. Pensieri ripetuti diventano come dei sentieri battuti: più li percorriamo, più diventa naturale per la mente tornarci.  Ecco perché è così importante prestare attenzione a cosa pensiamo. Non si tratta di ignorare i momenti difficili o i problemi, ma di imparare a orientarci verso pensieri che ci supportano. La chiave è l’attenzione. Osservarli ...

Penso di sì😑

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La vignetta

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Ho un debole per i deboli

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Sono innamorata di quelli che la gente definisce sfigati, quelli su cui non punteresti mai per una scommessa, a meno che tu non voglia perdere. Ho un debole per gli eterni insoddisfatti, per quelli che quando li vedi non ti sembrano mai felici, ma VERI, per quelli che sono costantemente accompagnati da quella malinconia tipica di chi riflette sulla vita.  Ho un debole per chi si guarda attorno e non vede una sola persona che gli somigli. Per chi si sente solo quando è circondato dalla folla, per chi scappa dai discorsi vuoti. Per chi protegge la sua anima, senza lasciarsi imprimere il marchio della banalità.  Provo tenerezza per chi è così buono da lasciarsi fregare, per chi si sente schiacciato dai ritmi del mondo, per chi è troppo sensibile. Ho un debole per quella parte della società danneggiata, persa, disillusa, sofferente. Ho un debole per quelle persone in cui nessuno crede, perchè nei loro volti, in quegli sguardi che dicono «ci proverò per l'ultima volta» anche se poi...

Curiosità: Generazioni varie

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1920 - 1940 generazione silenziosa 1940 - 1960 generazione baby boomers 1960 - 1980 generazione X 1980 - 2000 generazione Y 2000 . 2010 generazione Z 2010 - 2025 generazione alpha

Riconoscere api, vespe e simili

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Estremamente semplicistico, ma utile per chi fa spesso confusione su questi affascinanti insetti!  O meglio, diciamo che può aiutare a porre qualche base utile a distinguere agevolmente alcune delle specie in cui più spesso ci imbattiamo. Anzi, più che di specie parlerei di complex di specie, anche perché il solo nome comune serve a poco, dato che in Italia abbiamo diverse specie di "calabroni", varie specie di "bombi", ma anche un'infinità di specie comunemente denominate "vespe", "api" e "sirfidi", termini generici indicanti i membri appartenenti rispettivamente alle famiglie Vespidae, Apidae e Syrphidae. Però, per un immediato riscontro visivo, un collage del genere aiuta ad avere una prima generica indicazione . web

Alito cattivo

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L'acqua puzza, se sta ferma. La lavatrice puzza, quando c'è deposito.  Il frigo puzza, quando qualcosa dentro è andato a male. La macchina puzza quando è molto che non viene lavata. La camera da letto al mattino puzza, perché è concentrato lo scarto di tutta una notte di respiri. Quando qualcosa puzza, parla di qualcosa che ristagna, è troppo concentrato o sta andando a male. Se l'alito puzza, (e non sono i denti  cariati, o tasche nelle gengive), parla di qualcosa che ristagna nella pancia, o che fermenta male. La prima cosa da fare è:  - liberare il tubo digerente con un blando lassativo oppure assumere semi di lino o prugne, manna, sciroppi specifici. - diluire le tossine, bevendo a sufficiente. - in alcuni casi fare un po' di digiuno per migliorare la digestione. - bere una tisana o prendere gocce, sciroppi con piante coleretiche e colagoghe (che producono maggior bile e la rendono più fluida) e attivano meccanismi di depurazione. Le piante adatte sono: Carciofo, Ba...

Girovagando

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Ponte di Rio-Antirio - Grecia  Il ponte di Rio-Antirio è un ponte situato in Grecia, tra le località di Rio e Antirio. La struttura collega la parte settentrionale della penisola del Peloponneso con il resto della Grecia, facilitando sensibilmente la circolazione delle auto verso il Peloponneso. Prima della costruzione del ponte, l'accesso era possibile solo tramite traghetti o attraverso lo stretto istmo di Corinto. Il ponte ha una lunghezza di 2252 metri, una larghezza di 28 metri ed è costituito da cinque campate sospese con cavi. web

La vignetta

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La consapevolezza

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  Un principio essenziale nella vita: la consapevolezza che i risultati che otteniamo sono spesso diretta conseguenza delle nostre azioni e decisioni.  Il “frutto” rappresenta i risultati concreti delle nostre esperienze, mentre il “seminare” simboleggia l’impegno, le scelte e le azioni che abbiamo compiuto lungo il cammino. Quando ci troviamo insoddisfatti di ciò che abbiamo ottenuto, dobbiamo fermarci e analizzare il percorso che ci ha condotto a quel punto.  Invece di concentrarci solo su ciò che non va, è utile esaminare le decisioni che abbiamo preso, le energie che abbiamo investito e il modo in cui abbiamo gestito le situazioni. Quando il raccolto non è quello sperato, potrebbe essere il momento  di rivedere la qualità dei nostri sforzi, di riconsiderare le scelte fatte e, se necessario, di adottare un approccio diverso in futuro. Dobbiamo guardare dentro noi stessi e a riconoscere il nostro ruolo nel modellare la nostra realtà. web

La differenza

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  C'è una differenza abissale tra compiere un’azione per senso del dovere o per Amore.  Quando facciamo qualcosa per dovere, spesso tendiamo a seguire le regole, a fare il necessario per soddisfare un obbligo o una responsabilità.  Questo può significare che il compito viene comunque eseguito bene, con serietà; ma potrebbe mancare quella scintilla che lo rende speciale o unico. Al contrario, quando facciamo qualcosa spinti da un sentimento profondo, ci mettiamo il cuore.  In questi casi, l’Amore aggiunge un livello di cura, attenzione ai dettagli e passione che va oltre la semplice esecuzione corretta di un compito.  Questo può rendere l’azione o il risultato non solo ben fatto, ma anche bello, nel senso che brilla della dedizione e della passione che abbiamo investito. web

Chissà se sarà vero...

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Da dove venivano i Maya e gli Aztechi? Charles Étienne Brasseur de Bourbourg (1814 – 1874) era un Abate fiammingo del XIX secolo.  Oltre alla sua professione clericale, l’Abate francese è universalmente noto per i suoi significativi contributi alla conoscenza dei popoli mesoamericani.  Infatti, Charles Étienne Brasseur era anche un famoso scrittore, etnografo e archeologo specializzato particolarmente nello studio delle civiltà Maya e Azteca. Secondo lo studioso, i Maya ricordavano la loro madrepatria come un “continente situato nel Pacifico”, e che in seguito era sprofondato. Loro chiamavano questo continente con il termine “Terra di Mu”. Fino a pochi anni fa si pensava che questa fosse solo una leggenda. Ma l’avvento dei satelliti ha provato che era tutto vero. Infatti, l’attuale Indonesia e l’Australia sono ‘i resti’ di un continente molto più grande, che gli scienziati chiamano Sundaland.  Questo continente situato nelle acque dell’Oceano Pacifico venne parzialmente s...

I consigli di Elettra

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- Importanza del gusto amaro - Sulla lingua percepiamo i gusti: Dolce, salato, amaro, piccante, umami.  Ogni gusto è recepito da più recettori, ma i recettori per il gusto amaro batte tutti. Invece di soli  12-15 recettori per percepire il gusto amaro ne abbiamo 25, a dimostrazione di quanto il gusto amaro è importante per noi. Guarda caso, le erbe amare si trovano specialmente in primavera. Il dente di leone, il radicchio precoce e i carciofi.  Il gusto amaro apre, assottiglia, mette in moto, ci aiuta a uscire dalla stasi invernale, dal sangue grosso e pesante che ci ha protetto e nutrito nel freddo inverno. Un tempo, i nostri saggi vecchi in primavera cucinavano il dente di leone, ma l'acqua di cottura, amara non la gettavano, anzi, la bevevano. Recuperare il senso esatto  dell'alternanza dei gusti, usare le erbe amare, ci mantiene in salute. Elettra Erboristeria  Cornedo Vicentino 

Val d'Astico incontra

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Avvisi funebri (FC)

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Avvisi funebri (FC)

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  Era il marito della Maestra Augusta Lucca che per tanti anni ha insegnato a San Pietro.

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Trisàre

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[Gianni Spagnolo©25B9] Talvolta mi ritornano in mente parole e modi di dire che non appartengono più alla nostra quotidianità, ma che riferivano alla nostra lingua madre. Ossia a quella parlata genuina che abbiamo appreso da bambini e che poi s'è modificata ed adattata all'italiano, senza che quasi ce ne accorgessimo, perdendo originalità e vigore. Oggi è la volta di " Trisàre ".  Chi si ricorda cosa significa questo verbo? "A go trisà tuta la matina e desso no te vui gnanca tòrghene?" Forse qualcuno rammenta lamentele di questo tipo da parte di mamme o di nonne che si vedevano rifiutare o criticare il cibo preparato. Trisare vuol dire fare qualcosa di necessario con impegno e fatica, particolarmente riferito alle attività inerenti la preparazione dei pasti, ma non solo. Non è una voce che ho trovato registrata nei vocabolari veneti e credo sia confinata nell'area delle nostre montagne e contermini trentini. Suppongo derivi dalla verbizzazione dell'a...