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E intanto ieri ad Asiago...par tajár l'aria...😊

 

Anche questa storiella, riproposta, penso si possa rileggere volentieri

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Nel ventre di una madre c’erano due bambini. Uno chiese all’altro: “ci credi in una vita dopo il parto?” L’altro rispose: “è chiaro, d eve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per quello che verrà più tardi”. “Sciocchezze”, disse il primo. “non c’è vita dopo il parto. Che tipo di vita sarebbe quella?” Il secondo disse: “io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse noi potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora”. Il primo replicò: “questo è un assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale ci fornisce nutrizione e tutto quello di cui abbiamo bisogno. Il cordone ombelicale è molto breve. La vita dopo il parto è fuori questione”. Il secondo insistette: “beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diver...

SNOOPY

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La patata

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Solitamente, quando si fa un regalo, lo si accompagna sempre con un biglietto su cui si scrivono frasi che spiegano l’occasione di quel dono. Sempre più spesso, i regali di Natale vengono  confezionati con alimenti e specialità particolari: un pensiero che sicuramente verrà… consumato!  Mi sono trovata a regalare  un sacco di patate: confezionarle è impossibile, dare una parvenza di regalo, difficile… Allora ho pensato di accompagnare un semplice sacco di patate, con una piccola poesia in dialetto, sulla patata. Un biglietto inusuale, ma che ha reso il mio dono “speciale”!   Lucia                            La Patata Mi son la patata, dei pasti signora, chi che me prova, de mi s’inamora! Son de contorno a ogni pietànsa bisogna sempre fàrghine in abondànsa! Mi cresso col caldo, soto al cavàsso, me cavo la sen, bevendo l’acquàsso... Co xè el me tempo, i me cava fòra, con tante soréle, me sugo p...

Non é più tra noi

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Momenti di riflessione

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Se sapessimo dire " grazie" , pronunciare "scusa" , gridare "mi dispiace" . .. Se misurassimo il valore delle parole relazionandolo alla sensibilità di chi le ascolta... Se comprendessimo che dire "ci sono" significa esserci davvero... Se potessimo, se solo potessimo  capire che ascoltare migliora e parlarne libera... Se per un attimo pensassimo in grande, guardassimo alla vita come un dono e la riempissimo di sorrisi mettendo in circolo piccole dosi di bene... Se invitassimo a restare chi ha solo bisogno di sentirsi a casa... Se offrissimo il nostro abbraccio per scacciare la paura... Se camminassimo accanto alla solitudine con il silenzio di chi rispetta e le parole di chi sorregge... Che mondo sarebbe, se riuscissimo, se solo riuscissimo... Angelo De Pascalis
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San Pietro sui sassi

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Segnalata da Florio Sartori [Gianni Spagnolo © 22A19] Questa cartolina raffigura l’abitato di San Pietro preso dai Prati dell’Astico, dove sono in posa, per l’occasione, una dozzina di persone. In primo piano paiono prevalentemente ragazzi o bambini, mentre i tre o quattro sulla strada sono senz’altro adulti. È probabile che la fotografia sia stata scattata dalla segheria Sella e che le figure ritratte appartengano a quelle famiglie di segati. Venne stampata dal fotografo Bonomo di Asiago, autore della maggior parte delle rappresentazioni del paese di inizio Novecento.  Non è certa la data della ripresa, ma dovrebbe risalire all’incirca al periodo immediatamente anteriore alla Prima Guerra Mondiale, ossia tra il 1910 e il 1915. Lo si evince dalla presenza (appena accennata) del capitello della Joa (1900) e della casa di Stefanon ai Chéca (1901?), nonché pare intravedersi il Ricreatorio (1910). Non si vede invece ancora la cabina elettrica sotto la chiesa, verosimilmente costruita i...

MIX: di tutto un po'...

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PENSARE: UN ATTO COMPLESSO Il pensiero può essere definito un’attività mentale complessa, che si manifesta attraverso numerosi fenomeni quali il ragionamento, la riflessione, l’immaginazione, il fantasticare, l’organizzazione dei ricordi, che permettono di comunicare con se stessi, con il mondo esterno e con gli altri, nonché di costruire ipotesi sul mondo e sul nostro modo di pensarlo. Il filosofo pensa e spesso siamo attenti solo alle conseguenze del pensiero, ai risultati del pensare, alle domande e alle risposte che esso arriva a formulare. Le domande e le inquietudini intellettuali che noi viviamo in realtà non sono altro che il risultato di quella funzione psichica che è il pensare, che ci consente di esistere e di avere consapevolezza della nostra esistenza. Noi siamo ciò che pensiamo. Nel pensare risiede la dignità degli esseri umani.  E allora mi chiedo: se oggi nessuno più riesce a pensare o vuole sforzarsi di provarci, dove finisce la dignità? In un mondo alluvionato da ...

SNOOPY

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Scalsaroti e calsarèle

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[Gianni Spagnolo © 22A18] Il termine scalsaròti non identifica soltanto gli abitanti della frazione Scalzeri di Pedemonte, ma anche delle particolari calzature che hanno accompagnato la nostra gente fino ai tempi moderni. Non erano molte le tipologie di calzari in uso stiàni; la più nota è certamente la sgàlmara, ossia  una rigida scarpa con la tomaia di cuoio inchiodata su una suola di legno di varia foggia, rinforzata da chiodature e lunette metalliche per limitarne l’usura. La sgàlmara era però prevalentemente una calzatura da uomo e da lavoro, alternata dai più comodi sopèi per i lavori in casa o nella stalla. Anche le donne usavano i sopèi, ovvero basse pantofole dalla sottile suola di legno e con un minimo accenno di tacco, ma le loro calzature da battaglia erano gli scalsaròti. Gli scalsaròti erano delle specie di pesanti calze di maglia infeltrita, talora rinforzate e rivestite di stoffa, con il plantare costituito da molti strati di vecchie pezze e stracci cuciti fittament...

La pagina della domenica

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  Domenica 23 Gennaio 2022 Prima lettura  Ne 8,2-4.5-6.8-10 Dal libro di Neemìa In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere. Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza. Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la...

MIX: di tutto di più

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Nei giorni bui e piovosi di gennaio, per contrastare la loro tristezza, ho postato un campo di grano del mese di maggio. E poco dopo, un grande mare verde in movimento, costellato di papaveri e fiordalisi. Poi, dopo qualche giorno, è stata la volta del grano maturo. Mi sono resa conto allora che la diversità tra il grano giovane e quello maturo è la stessa che appartiene alle età della nostra vita. Da giovani si è flessuosi, morbidi, le cose ti sfiorano e tu le segui come fanno le spighe con la carezza del vento, ma poi, invecchiando, quella flessibilità si perde. Il vento sfiora il grano, e gli steli, ormai secchi, compiono un movimento minimo. Tanto era bello il verde tenero di maggio, altrettanto - e forse più bello ancora - è il colore dell’oro di un campo prossimo alla trebbiatura. Anche per noi dovrebbe essere così, invecchiare non dovrebbe essere diverso dall’acquisire lo splendore dorato del grano. E che cos’è questo splendore, se non l’aver attraversato la vita con consapevole...

Padre nostro dell'anziano

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