Per San Benedetto la rondine sotto il tetto - ma... è ancora così?
Le puoi osservare appoggiate sui tetti, sul bordo di un nido fatto di fango. Ogni primavera è diversa dall'altra, ma di una cosa puoi essere sicuro se guardi il cielo: puoi vedere le rondini, piccole sagome, inconfondibili, con la coda profondamente biforcuta e un volo fatto di splendidi cerchi. Da più di duemila anni le rondini sono nel nostro cuore. Le rondini fanno parte della nostra cultura e del nostro immaginario comune, forse non immagini neanche quanto. Partiamo da un proverbio italiano: una rondine non fa primavera . Lo avrai sentito mille volte, ma probabilmente non sai che è una frase di Aristotele. Tratta dal saggio Etica Nicomachea e diventata col tempo uno dei proverbi italiani più conosciuti, ci invita a non tirare conclusioni affrettate badando solo alle apparenze. Ne "Il Riposo durante la fuga in Egitto", conservato alla Galleria Doria-Panphilj a Roma e datato tra il 1595 e il 1600, il Caravaggio immagina un angelo con le ali di una rondine....

Meglio il panettone, così chiamato da Lodovico il Moro.
RispondiEliminaSi dice che Toni, un modesto ragazzo di cucina di Ludovico il Moro, sia l'inventore del panettone. Ma come è potuto succedere? Alla vigilia di Natale, il capocuoco degli Sforza brucia il dolce destinato al banchetto principesco. Toni decide quindi di sacrificare l'impasto di lievito che aveva messo da parte per il suo Natale. Continuò a lavorarlo con farina, uova, zucchero, uva passa e canditi fino a quando ottenne un impasto morbido e ben lievitato. Il risultato fu un successo unico, al quale Ludovico il Moro diede il nome di Pan de Toni in riconoscimento del suo inventore.
Non so se è troppo presto, però Natale arriva fra poco, e poi, per parlare di bontà, è sempre tempo. Grazie Enrico, adesso conosciamo la bella storia del Pan de Toni.
RispondiEliminaTagliato fuori anche il Reverendo ?
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