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La pagina della domenica

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LA RIFLESSIONE Alcune persone salgono sul treno della nostra vita con in mano un biglietto per l’eternità. Sono quelle anime pure e speciali che profumano d’amore e ci rendono delle persone migliori. Altre si rivelano dei passeggeri oscuri, finti, macchinosi che inaspettatamente regalano delusioni e dolori così grandi da farci perdere fiducia negli altri e soprattutto in noi stessi. Ma, con il tempo, saranno proprio queste persone a farci riscoprire più forti e a regalarci il coraggio di vivere a testa alta questa vita. Altre ancora stazionano sui binari della nostra esistenza solo per pochi istanti, ma si rivelano delle porte magiche, dei passaggi importanti che non possiamo fare a meno di attraversare, perchè dentro ai loro occhi vediamo sorgere il sole, un sole pieno di vita che con i suoi raggi accompagnerà la nostra anima lungo i binari della speranza e riscalderà in eterno il nostro cuore. A volte pochi istanti, se vissuti con intensità, possono regalar...

La domenica del Corpus Domini

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La domenica del “Corpus Domini” concludeva, finalmente, una lunga serie di devozioni, coroncine, fioretti, rosari e tredicine che era iniziata, praticamente, prima di Natale con l’Avvento!  Era vissuta come una sorta di “liberazione” perché, in quei tempi, il sacro, sempre vissuto nella quotidianità, poteva diventare “pesante” soprattutto per noi bambini! La domenica era preparata con la raccolta di mille fiori dei prati: bianche margherite, il viola della salvia selvatica, gialli ranuncoli, mille “myosotis”, i non ti scordar di me” dal colore del cielo e, a grappoli, a grappoli ancora, l’oro dei fiori del maggiociondolo che sembravano fiorire proprio per l’occasione!  Li mettevamo tutti in una scatola delle scarpe nobilitata e rivestita per l’occasione con la carta crespa rossa o argentata. Un nastro le girava tutto intorno in modo che si potesse portare, a tracolla, durante la processione. Il prete partiva con l’ostensorio tra le mani, quattr...

Corni - di Mariano Castello (granfati)

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Buon fine settimana a tutti

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Oggi Sposi!

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Martina Lorenzini con Diego Bonifaci

Gara di muretti a secco a Terragnolo

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El tarlisòn - quanti di noi ne hanno ricordo?

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Da male - di Mariano Castello (granfati)

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Gli animali di Chernobyl ci svelano quanto noi umani siamo insignificanti

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La catastrofe nucleare ha messo a repentaglio solo la specie umana: attorno alla centrale esplosa nel 1986 oggi c’è un’oasi eccezionale di biodiversità di Fabrizio Rondolino Un bisonte immortalato da una delle trap cam del Chernobyl Centre shadow Nella quarta puntata di «Chernobyl» (un piccolo capolavoro sulla stupidità criminale della burocrazia totalitaria, in onda da questa settimana su Sky Atlantic) c’è una lunga sequenza dedicata ad una squadra di decontaminazione cui è stato assegnato un compito spaventoso: uccidere e seppellire sotto una colata di cemento tutti gli animali presenti nell’area, perché contaminati dalle radiazioni. Bacho, il caposquadra, è un reduce dell’Afghanistan e conosce l’orrore della guerra, ma ciò nondimeno è sconvolto: Dovete ucciderli con un solo colpo, è un ordine – scandisce ubriaco di vodka –. E vi ammazzo se li fate soffrire». Questo accadeva nel maggio...

Indovinate un pò da dove arrivano gli gnocchi...

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Gli gnocchi di patate sono una preparazione gastronomica semplice (anche se non è così scontato saperli realizzare a regola d’arte) diventata ormai di diffusione nazionale. Il manufatto di “gnocco” in cucina è antichissimo e risale alla notte dei tempi, basti pensare che il concetto di impasto era già presente circa 9.000 anni prima della nascita di Cristo. Originariamente, infatti, gli gnocchi erano semplicemente degli impasti di acqua fredda e farina, con forma più o meno tondeggiante, che venivano successivamente cotti in acqua bollente. Si potevano considerare quindi dei veri e propri sinonimi di “maccheroni” nel loro significato ancestrale, cioè impasti “ammaccati”, ovvero pestati. Il termine gnocco, tuttavia, significa “nodo” e rimanda più a qualcosa di duro, proprio come le “nocche” delle dita. Si doveva trattare quindi di impasti duri e difficoltosi da deglutire, dei veri e propri “strangola preti”. Il “bacanal del gnoco” di Verona vanta oltre 400 anni...

Le magie del sole al tramonto: sanno perfino regalare all'Astico acque dorate!

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(foto di Anna Rossi)

I video di Gino Sartori - Tributo a Sergio Luzzini e Luigi Meroni

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Non sono piú tra noi (FC - 4* § 6-19)

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Mammatus

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【 Gianni Spagnolo © 190611 】 Dicono che qui da noi sia un fenomeno raro l’osservare nuvole  mammatus  ben definite ed anche decisamente scenografiche come quelle che ho potuto ammirare martedì scorso, 11 giugno sull’altopiano di Luserna. Effettivamente non le avevo mai viste prima, almeno non così evidenti, e mi hanno incuriosito.  Leggo dunque in rete che una condizione necessaria per la formazione delle nuvole mammatus  sia la presenza di un  temporale : infatti è necessario che arrivi una gran quantità d’acqua negli strati più alti della troposfera, in modo che questa possa trasformarsi da vapore in cristalli di ghiaccio, per via delle temperature sotto zero. Non appena il  temporale  inizia ad esaurirsi, sulla sua incudine, ovvero lo strato di nubi alte che si estende verso l’esterno dalla colonna dove si genera il temporale stesso, i piccoli cristalli di ghiaccio che si sono formati iniziano a precipitare verso il basso a...

Alcune foto inviatemi da Francesco Lorenzi del giorno 2 giugno del gruppo di San Pietro, Pedescala e Rotzo. (Municipio di Rotzo - Chiesetta di Santa Margherita e al Bostel)

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