Giornate "un po' così"


Ci sono giornate “un po’ così” in cui ci sentiamo sospesi, smarriti in una strana bolla di emozioni indefinibili. Credo capiti a tutti, a me succede e neanche così raramente.

È come se qualcosa dentro di noi cercasse di dirci qualcosa, ma le parole non arrivano, lasciandoci solo una sensazione di vuoto e di confusione, come se il mondo intorno ci scorresse accanto senza riuscire a toccarci davvero.

Questi momenti possono essere difficili da decifrare, ma sono una parte preziosa della nostra esperienza umana. A volte è la mente che si prende una pausa dal controllo e lascia emergere emozioni rimaste sullo sfondo. Altre volte è semplicemente stanchezza emotiva, un bisogno di rallentare e ascoltarci.

Emotivamente, questi momenti possono trasmetterci un senso di vulnerabilità, una sorta di malinconia dolce o di inquietudine sottile. Forse c’è qualcosa dentro di noi che chiede attenzione, un’emozione rimasta in sospeso, un desiderio dimenticato, un bisogno di cambiamento. Possono essere tante cose.

In quei giorni “un po’ così” essere gentili con noi è essenziale. Non serve cercare risposte immediate o forzarci a stare bene. È invece importante accogliere il nostro stato d’animo con empatia, senza respingerlo, accettando, con fatica lo so, che la vita è fatta anche di momenti sospesi. Solo così possiamo darci l’opportunità di trasformarli in qualcosa di prezioso, una nuova consapevolezza e una connessione più profonda con ciò che siamo. E tutto questo può aiutarci a ritrovare un po’ di equilibrio.

Ci sono alcuni piccoli accorgimenti che possiamo mettere in pratica per entrare meglio in connessione con noi stessi e accogliere quello che mente e corpo cercano di dirci.

Accogliamo le nostre emozioni senza giudicarle. Non c’è niente di sbagliato nel sentirci strani, confusi o tristi senza un motivo apparente, capita a tutti. Piuttosto che cercare di soffocare queste sensazioni, proviamo a osservarle con curiosità. Cosa stiamo provando esattamente? Dove lo sentiamo nel corpo? A volte dare un nome a un’emozione la rende meno pesante.

Scriviamo o esprimiamo quello che sentiamo. Lo consiglio sempre ai miei pazienti. Mettere su carta i nostri pensieri può aiutarci a dare un po’ di ordine al caos interiore. Non serve scrivere qualcosa di logico o sensato, basta lasciar fluire le parole. Anche il disegno o la musica possono essere strumenti molto potenti per esprimere ciò che non riusciamo a dire.

A volte può essere utile sbloccare il corpo. Muoverci aiuta a riportare il focus nel presente e a spezzare il ciclo dei pensieri ripetitivi. Una passeggiata senza meta, un po’ di stretching leggero, persino ballare nella nostra stanza possono aiutarci a rimettere in movimento anche quello che sentiamo.

Connettiamoci con ciò che ci fa stare bene. Preparare una torta, fare un bagno, vedere la nostra serie preferita. Va bene tutto ciò che per noi è piacevole. Ci servirà per ricaricarci e creare uno spazio di respiro per le emozioni.

Se la confusione o lo smarrimento sono molto forti e non riusciamo a fare nessuna di queste cose, possiamo chiamare o incontrare una persona di fiducia e condividere con lei ciò che proviamo. Le risposte le troveremo poi dentro di noi. Essere ascoltati è già spesso un grande sollievo.

Infine proviamo a fare una cosa molto semplice. Chiudiamo gli occhi e portiamo l’attenzione al respiro. È una delle cose che più facilmente ci riconnette con noi stessi e ci permette di ritrovare un minimo di calma interiore.

È comunque importante ricordarci sempre che ogni emozione, per quanto intensa, è temporanea. Questi momenti “un po’ così” possono sembrarci infiniti, ma in realtà sono come onde. Arrivano, si fanno sentire e poi si ritirano. E spesso, quando passano, lasciano spazio a una nuova comprensione di noi stessi.

Non esiste un modo giusto o sbagliato di attraversare questi momenti e credo possa essere interessante vedere come ognuno di noi li vive.

Voi cosa fate quando vi sentite così? Vi concedete il tempo di sentire e di accogliere quello che state vivendo oppure cercate di distrarvi e di riempire con altro questo stato d’animo?


D.ssa V. Scoppio

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