Fra il dire e il fare
Ma poi, quando arriva il momento topico, quello cruciale, quello in cui la mano dovrebbe afferrare lo schienale e il muscolo dovrebbe contrarsi... ecco, in quel preciso istante, si materializza un'inquietante paralisi collettiva. Le braccia restano inerti, gli sguardi si perdono nel vuoto, e l'aria si riempie di silenzio, rotto solo dal fruscio dei neuroni che continuano a elaborare, a discutere, a teorizzare. La sedia, nel frattempo, sorride beffarda, radicata al suo posto, testimone di questa tragicomica commedia umana.
Forse un giorno, tra un'accesa discussione e un'analisi approfondita, qualcuno troverà la forza di compiere l'atto rivoluzionario: spostare la sedia. E chissà, magari da lì inizierà una nuova era, fatta di meno chiacchiere e più azioni. Nel frattempo, possiamo continuare a parlarne. Magari la sedia si sposterà da sola per la vergogna.
Ivan Petruzzi

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