Una buona zuppa é mezzo pasto
Il contadino entra in casa lasciando le scarpe infangate sulla soglia, appoggia il cappello sulla vecchia sedia e afferra il cucchiaio di legno, ormai consumato dal tempo. Mescola con calma quel brodo denso e ricco, dove i fagioli schiacciati si fondono con il pane raffermo di tre giorni prima, trasformando la miseria dell'orto in una cremosità scura e profumata.
Versa un mestolo fumante nella ciotola di terracotta spessa, ci fa cadere sopra un filo d'olio nuovo, appena spremuto dal frantoio e un pizzico di pepe nero macinato grosso.
"Sentite qui che profumo. La gente che non conosce la fatica pensa che per fare un buon pasto servano gli arrosti dei signori, le carni preziose o le spezie venute da lontano. Ma quando si torna a casa con le braccia stanche, le dita mezze congelate dal vento e i piedi bagnati, non c’è niente al mondo che rimette in sesto come un piatto pieno di zuppa calda.
Quella scodella che fuma sul tavolo fa più della metà del lavoro. Scalda lo stomaco dall'interno, scioglie il freddo che e' entrato nelle ossa durante la giornata e riempie la pancia con le cose semplici della terra: un pugno di fagioli, due foglie di cavolo, il pane duro che non si spreca mai e l'acqua del pozzo.
Quando si butta giù quel brodo denso e saporito, il più è fatto. Il corpo ritrova il suo calore e la fame vera è passata e tutto ciò che dopo si mette in tavola è solo qualcosa in più."
La casetta in campagna

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