Ti sblocco un ricordo - il gioco delle biglie

 


Il gioco delle biglie di una volta era uno dei giochi di strada più antichi e più tecnici che l'infanzia italiana conoscesse - quel gioco con le sfere di vetro o di acciaio colorate che si giocava sulla terra battuta o sul selciato del cortile con quelle regole semplici e precise che ogni bambino conosceva, ma che ammettevano infinite varianti locali, con quella competizione silenziosa e concentrata del gioco delle biglie che era completamente diversa dal calcio chiassoso o dal nascondino frenetico. Le biglie italiane avevano la loro tassonomia specifica - la biglia comune di vetro trasparente con l'anima colorata, la biglia di agata più preziosa con le sue venature naturali, la biglia di acciaio che era la più pesante e la più efficace come colpo, la biglia di terracotta che era la più antica. Il tiratore - quella tecnica del pollice che spingeva la biglia con quella precisione e quella forza calibrata che si imparava in anni di pratica. La buca - quel bersaglio nel terreno che era l'obiettivo del gioco in una delle varianti più diffuse. Il campo di biglie - quel terreno battuto nel cortile della scuola o nel vicolo preferito che conservava i segni delle partite precedenti. La borsa delle biglie - quel sacchettino di tela o di cuoio in cui si conservava la propria collezione. E il bambino che tornava a casa con le tasche piene di biglie vinte - che era la cosa più vittoria silenziosa e più infanzia italiana che un pomeriggio di gioco sapesse produrre. 


Commenti

Post popolari in questo blog

Scala Grazia - ferrata delle Anguane