Sotto la nebbia, l'acqua ci regna



Un vapore denso e lattiginoso si è depositato su tutta la vallata fin dalle prime luci dell'alba, cancellando i contorni del bosco e nascondendo persino la cima del vecchio pioppo. Il mondo tutt'attorno sembra diventato piccolissimo, avvolto in un silenzio ovattato dove ogni rumore parla piano, come fosse avvolto nella lana.

​Il vecchio contadino cammina piano lungo il solco dell'orto, con gli scarponi che affondano nel terreno morbido e scuro. Sulle foglie dei cavoli e sui fili d'erba si sono formate mille goccioline lucide, una rugiada che non sale verso il cielo ma s'infila in silenzio fino nella terra.

​L'uomo si ferma vicino alla siepe e  sfiora una foglia bagnata che lascia cadere una goccia tonda sulla sua mano callosa mentre osserva quel velo bianco che nasconde la campagna.

​Molta gente, quando vede la nebbia, si rattrista, si lamenta del grigio e pensa che la giornata sia andata sprecata. Ma chi lavora i campi, e conosce i segreti del suolo, sa bene cosa succede sotto questa coperta bianca.

​La nebbia è acqua buona che penetra senza fretta, senza la violenza dei temporali d'estate che lavano via il terreno e spaccano le sponde dei fossi. Scende adagio, s'infiltra tra le zolle secche, nutre le radici profonde delle piantine appena seminate e aiuta a riempire le riserve sotterranee che disseteranno a primavera.

​La terra ha bisogno di questa coperta umida per riposare e dissetarsi dopo l'enorme fatica dei mesi più caldi. E così,  mentre tutto sopra sembra fermo nel grigio, sotto, la terra si beve ogni singola goccia e prepara il pane per l'anno che viene.


La casetta in campagna

Commenti

Post popolari in questo blog