Sentiero autunnale

 


Esiste un sentiero, in campagna, che in autunno scompare quasi del tutto sotto un tappeto di foglie secche. Alcune conservano ancora il rosso caldo dei giorni trascorsi sulle fronde, altre hanno sfumature di rame e di miele, mentre quelle più vecchie si sono fatte brune, sottili e fragili, tanto che basta un passo per spezzarne il silenzio. Il vento ama mescolarle senza riguardo. Amo passeggiare in quel luogo, quando la terra è umida e l'aria porta quell'odore tipico delle cose che stanno per tornare alla terra, un profumo di legno, muschio e pioggia che sembra appartenere a un mondo di altri tempi, rimasto nascosto sotto il rumore delle nostre giornate. Sotto le scarpe le foglie ora si spostano, ora si accartocciano le une sulle altre. Qualche volta si sollevano appena, spinte da un soffio di vento, per poi ricadere poco più in là, senza destinazione precisa. 

Da bambina, forse, avrei cercato quelle più belle, scegliendo le più grandi e colorate da portare a casa, con la cura che si riserva alle piccole cose quando ancora non si sa quanto siano destinate a durare. Avrei provato a conservarle tra le pagine di un libro, convinta che bastasse trovare il posto giusto per impedire loro di cambiare.

Ora, invece, mi fermo a guardare dove sono cadute. Forse perché con gli anni si impara, lentamente, che non tutto ciò che è bello deve essere portato via dal luogo in cui lo si è trovato. Ci sono cose che sembrano fatte per essere incontrate soltanto per un momento, lasciando che la loro bellezza ci accompagni ancora un poco prima di proseguire, senza bisogno di possederle o di cercare un modo per trattenerle.

Mentre cammino, mi domando quante foglie siano passate da quel sentiero, quante abbiano ricoperto la stessa terra prima che qualcuno costruisse la casa poco distante o prima che il vecchio cancello cominciasse a perdere la vernice. Nessuna di loro è rimasta, eppure il tappeto continua a formarsi, anno dopo anno, come se il luogo avesse una memoria tutta sua e sapesse accogliere ogni cosa senza chiedere che duri per sempre.

Anche noi lasciamo qualcosa lungo le strade che percorriamo, benché raramente riusciamo a vedere che cosa rimane davvero. Passiamo attraverso gli anni convinti di dover conservare ogni momento, di dover dare un nome a tutto ciò che perdiamo e trovare un posto preciso per ogni ricordo, finché non scopriamo che la vita è molto più simile a quel sentiero che a una stanza piena di oggetti custoditi con cura.

Ci sono case nelle quali abbiamo vissuto così a lungo da credere che ci apparterranno per sempre, e poi ci ritroviamo a ricordarle da lontano, attraverso una finestra, un odore, una luce che cade sul pavimento esattamente come accadeva tanti anni prima.

Probabilmente, anche certi momenti diventano così, come quelle foglie che non sappiamo più distinguere una dall'altra ma che, tutte insieme, formano qualcosa che riconosciamo immediatamente. Non ricordiamo ogni giornata della nostra infanzia, non sappiamo più che cosa abbiamo mangiato in un pomeriggio qualsiasi o quali parole siano state dette attorno a una tavola, eppure ci basta sentire il profumo della legna, vedere una vecchia porta socchiusa o ascoltare il vento sussurrare tra gli alberi per ritrovarci, all'improvviso, dentro un tempo che credevamo lontanissimo.

Un soffio attraversa il sentiero e alcune foglie rotolano fino ai bordi, dove si fermano contro le radici affioranti di un albero. Altre rimangono impigliate tra l'erba, mentre una, più leggera delle altre, si solleva e ricade poco distante dai miei piedi. La seguo con lo sguardo finché non si ferma, poi riprendo a camminare, lasciando che il tappeto si ricomponga dietro di me.

Non so quante altre volte passerò da qui, né quante foglie avranno ricoperto il sentiero quando tornerò. Forse gli alberi saranno ancora gli stessi, forse qualcuno avrà qualche ramo in meno; forse, senza accorgermene, anche io sarò cambiata abbastanza da guardare questo luogo in modo diverso.

Di sicuro, il sentiero sotto i miei piedi, continuerà a custodire le tracce di chi è passato, mentre più avanti le foglie si accumuleranno vicino al vecchio cancello e il vento ne spingerà qualcuna oltre la soglia, nel piccolo cortile dove nessuno sembra essersi ancora accorto che l'autunno è arrivato fin lì.


La casetta in campagna

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