Quando abbiamo iniziato a sbagliare?
Abbiamo iniziato a sbagliare quando volevamo a tavola l'insalata di pomodori freschi anche a gennaio.
Quando la mela che compravamo doveva essere perfetta come quella di Biancaneve.
Quando, invece di fare una grigliata con gli amici, abbiamo cominciato ad andare in affollate catene di fast food.
Quando a Natale abbiamo preteso di avere sotto l'albero le ciliegie e l'uva che arrivavano da chissà dove, senza un minimo di sapore.
Quando, per sentirci socialmente più alti e colmare i nostri vuoti, abbiamo rottamato le nostre piccole utilitarie per comprare SUV spaziali che consumano come una centrale.
Quando in tasca, per rispondere al bar e farci notare, dovevamo avere sempre l'iPhone appena uscito, pagato rigorosamente a cambiali.
Quando, per farci una settimana di mare, dovevamo prendere l'aereo e volare alle Maldive, sebbene avessimo la spiaggia a soli cinque chilometri da casa: non partire per luoghi esotici per le vacanze era da sfigati.
Quando abbiamo iniziato a vergognarci della nostra cultura contadina e abbiamo dimenticato come si piantano le fave o come si pota un pero in febbraio.
Quando abbiamo iniziato a snobbare quei piccoli negozietti di paese per recarci in brillanti centri commerciali, soprattutto di domenica.
Abbiamo iniziato a sbagliare quando ci siamo fidati degli spot secondo cui si deve essere sempre produttivi, e dove le persone vengono valutate per quello che hanno e non per quello che sono.
In questo contesto, avere, accumulare e acquistare in cambio della nostra vita era diventato vitale, anche se oggi come un tempo, ad esempio, un orologio Casio fa lo stesso lavoro di uno di extra lusso: ovvero, segnare le ore. La differenza sta nel fatto che il primo costa dieci euro, mentre per il secondo non basta lo stipendio mensile di un operaio.
Purtroppo, ora che questa menzogna si sta pian piano sgonfiando e tutto sta mutando, incapace di vivere l'essenzialità, la gente si sta riscoprendo sempre più povera, sola e infelice.
Chissà che, per il rovescio della medaglia, non torni di moda la semplicità e l'umanità.
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