Ottobre é bello, ma tieni pronto l'ombrello


Le colline attorno al casolare sembrano un quadro dipinto di fresco: i boschi di castagno si tingono d'oro e di rame, mentre il sole del primo pomeriggio regala quel tepore dolce che invita a stare all'aperto a lavorare la legna senza giacca. Ma basta alzare gli occhi verso il crinale per vedere le prime nuvole basse, grigie e gonfie di pioggia, che si arrampicano strette tra i valloni.

​Il contadino se ne sta nell'angolo della stalla a sistemare le doghe di una vecchia botte, piegato sul lavoro col martello in mano. Ogni tanto si ferma, alza la testa e odora l'aria che cambia sapore nell'arco di soli dieci minuti, facendosi improvvisamente più umida e fredda.

​Si china verso la parete della legnaia, afferra un grande ombrello dalla stoffa logora e dal manico di legno curvo, anch'esso consumato dagli anni, e lo appoggia bene in vista vicino alla porta.

​"La gente si fida di queste belle giornate limpide, si lascia ingannare dall'azzurro del cielo e va in giro a maniche di camicia come se fosse ancora estate. Ma la campagna in questo mese è traditrice come poche altre volte nell'anno. Il tempo gira prima che tu te ne accorga. Un momento stai tagliando l'erba sotto il sole caldo, e un momento dopo ti ritrovi un rovescio d'acqua sulla testa che ti inzuppa fin dentro le ossa.

​Oggi il cielo sorride, è vero, ma le nuvole dietro la collina hanno già il colore della cenere e l'aria profuma di terra bagnata.

​L'uomo prudente si gode la bella giornata e fa i suoi lavori, ma lascia sempre l'ombrello a portata di mano prima di mettere il piede fuori dalla porta."


La casetta in campagna

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