La visita alla fattoria

 


(per i cittadini😊noi avevamo il Maestro Carlo)

La visita alla fattoria di una volta era una delle uscite didattiche più emozionanti e più concrete che la scuola elementare italiana producesse - quella gita alla fattoria o all'azienda agricola vicina al paese dove i bambini della città o del quartiere urbano vedevano per la prima volta da vicino una mucca vera e un cavallo vero e le galline vere e il maiale vero e capivano concretamente da dove venivano il latte e le uova e la carne che trovavano ogni giorno sulla tavola di casa. 
La visita alla fattoria italiana degli anni Settanta era spesso la prima volta che i bambini cresciuti in città toccavano un animale domestico da vicino - quella esperienza di sentire il caldo del fianco di una mucca e il profumo del fieno e il suono specifico della stalla che non si dimenticava perché era completamente diversa da qualsiasi altra cosa che la vita urbana avesse offerto fino a quel momento. Il contadino che spiegava - quella figura del nonno o del padre della fattoria che mostrava ai bambini come si mungeva la vacca o come si raccoglievano le uova con quella pazienza del lavoratore della terra che sa spiegare le cose senza complicarle. Gli animali - la mucca che guardava i bambini con quegli occhi enormi e tranquilli, il maiale che grugniva nell'angolo, il gallo che cantava all'ora sbagliata. La maestra che supervisionava la gita con la cartella e il registro. E il bambino che non voleva più andarsene - quello attaccato alla recinzione che guardava ancora gli animali mentre gli altri salivano sul pullman - che era la cosa più infanzia urbana e più fattoria italiana che una visita scolastica sapesse produrre. 



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