La calendula


Questa pianta è un vero tesoro, e quasi nessuno lo sa.

È la calendula, che nelle campagne chiamano anche fiorrancio. Si risemina da sola e spunta perfino nelle crepe dei muri. Al Centro-Sud e lungo le coste, seminata adesso in autunno, fiorisce a fine inverno e in primavera, e nelle zone miti può regalare fiori anche nei mesi freddi. I petali sono commestibili: crudi colorano le insalate di arancio vivo.

Con i fiori si prepara l'oleolito di calendula, base tradizionale per balsami e creme fatte in casa. Si raccolgono i capolini nelle ore più asciutte e si lasciano seccare qualche giorno all'ombra, perché l'acqua dei fiori freschi fa ammuffire l'olio. Poi si riempie un barattolo di vetro, si coprono bene i fiori di olio extravergine d'oliva e si lascia macerare per tre o quattro settimane in un luogo tiepido, scuotendo ogni tanto. Alla fine si filtra con una garza, strizzandola bene. Prima di usarlo sulla pelle provane una goccia sul polso: chi è allergico a margherite e camomilla potrebbe reagire anche alla calendula.

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