Il crisantemo


Il Crisantemo è il fiore d'oro e di seta che illumina la penombra dell'autunno, il custode della memoria che in gran parte del mondo celebra la vita eterna, la nobiltà d'animo e la luce che non si spegne.

​Il crisantemo appartiene alla famiglia delle Asteracee e deve il suo nome al greco chrysós ("oro") e ánthemon ("fiore"), ovvero "il fiore d'oro". 

È una pianta di straordinaria resistenza poiché, mentre il freddo spoglia i rami e zittisce i prati, il crisantemo si accende in una gamma infinita di forme e sfumature, dalle margherite più semplici ai capolini tinti di giallo, bronzo, porpora, bianco o dalle mille sfumature.

​A differenza di molti altri fiori che cercano il sole d'estate, il crisantemo è una pianta "brevidiurna" cioè la sua fioritura viene innescata dall'allungarsi delle notti rispetto al giorno, sfidando le prime gelate senza perdere la freschezza dei suoi petali.

Il trono del sole in Oriente. 

Se in Europa è spesso associato al culto dei defunti, in Asia il crisantemo è il simbolo supremo di immortalità, sovranità e di gioia. Fiore nazionale del Giappone, ove il trono dell'Imperatore è chiamato letteralmente "Il Trono del Crisantemo", e lo stemma imperiale raffigura un crisantemo stilizzato a 16 petali. Un antico proverbio giapponese recita: "Se vuoi essere felice per tutta la vita, coltiva crisantemi".

La leggenda dei petali senza fine. Una celebre fiaba popolare narra di una bambina che desiderava con tutto il cuore che la madre malata potesse vivere ancora a lungo. Un gnomo del bosco le disse che la vita della madre sarebbe durata tanti anni quanti i petali del fiore che avrebbe trovato. La bambina trovò un crisantemo selvatico con pochissimi petali; allora, con un piccolo spillo, divise ogni petalo in decine di striscioline sottilissime. Gli dèi, commossi da tanta devozione, concessero alla madre una vita lunghissima, e da quel giorno i crisantemi persero la forma di semplice margherita per diventare i fiori ricchi che conosciamo.

Il culto della memoria e della luce. La tradizione occidentale di portare i crisantemi nei cimiteri a inizio novembre nasce semplicemente da una coincidenza prettamente botanica. E' infatti uno dei pochissimi fiori rigogliosi e colorati capaci di fiorire naturalmente in quel periodo dell'anno. Nella magia verde, il crisantemo simboleggia il ponte d'invisibile continuità tra il mondo visibile e quello spirituale, usato per proteggere la casa dalle energie negative e per portare conforto a chi piange una perdita. 

​L'elisir di lunga vita dei Taoisti. In Cina, il thè preparato con i boccioli essiccati di crisantemo giallo o bianco è una bevanda sacra usata da millenni nella medicina tradizionale. I maestri taoisti credevano che l'infuso di crisantemo purificasse il fegato, schiarisse la vista e calmasse lo spirito agitato. Veniva considerato un vero e proprio elisir per ritardare l'invecchiamento e conservare la vitalità energetica.

L'insetticida naturale del giardino. Una varietà di crisantemo nasconde nei suoi fiori delle sostanze che fungono da potenti insetticidi naturali. Fin dall'antichità, i fiori essiccati e ridotti in polvere venivano usati nei granai e nelle stalle per allontanare parassiti e insetti, ed è da questa pianta che ancora oggi si ricava il piretro biologico per la cura degli orti. 

Il vino di Crisantemo del nono giorno. Nel calendario tradizionale cinese, durante la festa del nono giorno del nono mese lunare, è usanza salire in montagna portando con sé rami di crisantemo e bere il "vino di crisantemo", ottenuto facendo fermentare i petali nel mosto d'uva dell'anno precedente. Questo rito serviva a scacciare le epidemie invernali e ad augurarsi salute e longevità per l'anno a venire.


La casetta in campagna

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