Un carro di lamenti non paga un euro di debiti

 


Il cigolio continuo di una ruota di legno priva di grasso rompe la calma nella stradina di campagna, portando con sé il suono stanco di qualcuno che s'avvicina mugugnando a ogni passo. Un contadino della valle più lontana cammina lentamente, trascinando un carretto mezzo vuoto e continuando ad imprecare contro il tempo, contro la tassa del mulino, contro la sorte e contro il prezzo della biada che continua a salire.

​Il nostro contadino, seduto sul muretto a secco dell'aia mentre raschia via il fango secco dagli attrezzi della giornata, si ferma un momento ad ascoltare quella litania di lamentele che si perde lungo il sentiero fino alla curva del bosco, poi scuote la testa con quel suo solito sorriso amaro e disincantato.

​Riprende a pulire la lama di ferro, facendo cadere la terra secca nell'erba con colpi secchi e precisi.

​"Quello lì sono vent'anni che lo vedo passare, ed è sempre la stessa solfa. Se piove si lamenta che c'è il fango, se c'è il sole dice che la terra s'inaridisce, e intanto le sue staccionate cascano a pezzi e i debiti con il bottegaio del paese diventano ogni mese più lunghi. Mia madre, quando vedeva la gente spendere tutto il fiato a piangere miseria invece di rimboccarsi le maniche, girava la testa verso il focolare e mi diceva sempre che puoi riempire quanti carri vuoi di pianti, di scuse, di maledizioni contro il destino e di sfortuna inventata per fare pietà alla gente. Ma quando vieni al dunque e il creditore si presenta alla porta di casa con il registro in mano, non gliene importa niente di quante lacrime hai versato nel piatto.

​Le parole e i sospiri non sono mai serviti a comprare un sacco di farina, né a raddrizzare un filare di viti andato storto. La sofferenza è vera, per carità, e la vita sa essere molto dura con chi lavora, ma la lamentela è un lusso da poltroni che ti ruba solo le forze migliori.

​L'unica moneta che vale qualcosa in questo mondo è il lavoro delle tue mani. Se hai un debito da saldare, un problema da risolvere o una disgrazia da superare, spegni i lamenti, afferra il manico della zappa e comincia a scavare. Perché un'ora passata a sudare sul campo conclude più di un anno intero passato a piangere sulla sfortuna."


La casetta in campagna

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