Settembre per il povero é giâ inverno
Sposta lo sguardo verso il camino del casolare in fondo alla valle, da cui sale un filo di fumo grigio e magro. Sospira piano mentre osserva le scorte di legna accumulate sotto il portico.
"Per chi ha il granaio pieno e le coperte di lana pesante nella cassa di noce, questo è il mese delle feste, del vino nuovo e della frutta dolce. Ma per chi campa giornata per giornata, settembre non ha la dolcezza che dicono i signori. Mio padre, quando vedeva le rondini cominciare a radunarsi sui fili prima di partire, si stringeva nella giacca lo diceva sempre.
La terra comincia a chiudere la mano. Il lavoro nei campi diminuisce, la verdura dell'orto rallenta la crescita e le notti si allungano, portando il primo freddo che entra dritto nelle ossa se non hai la legna buona da mettere nel camino o un paio di scarpe senza buchi ai piedi.
Mentre chi ha i soldi pensa alla vendemmia come a una grande festa, chi ha poco deve già fare i conti con i mesi bui che arrivano. Deve pensare a come comprare la farina quando il lavoro scarseggia, a come coprire i figlioli e a come far durare la poca legna fino alla primavera.
L'inverno non comincia quando la neve copre i sentieri ma, per chi deve lottare ogni giorno per mettere insieme la cena, l'inverno comincia al primo soffio d'aria fresca di settembre, quando si comprende che il tempo dell'abbondanza è finito e che adesso bisogna stringere i denti per tirare avanti."
La casetta in campagna

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