Quelle giornate che...
“Nervosi” non rende l’idea. Siamo irascibili, ipersensibili e intrattabili.
Basta un niente:
Il tono di voce del collega ci sembra insopportabile.
Il respiro del partner nel letto? Anche se non russa, ci dà ai nervi.
Il caffè ci mette troppo a uscire.
La doccia non ha la temperatura giusta e cambiare la manopola è una tragedia greca.
Il calzino si arrotola nella scarpa e ci fa venire voglia di camminare scalzi.
Il messaggio WhatsApp con “ok” ci offende personalmente (“mi merito solo un ok?”).
La sedia scricchiola troppo. La penna non scrive subito. Il sacchetto della spesa si rompe (questo è un must!). Abbiamo un capello fuori posto. Una notifica in più. Il semaforo rosso che osa fermarci (e ovviamente siamo in ritardo). Il rumore del cucchiaino che gira il caffè… E noi, scleriamo.
In queste giornate, noi siamo dei rompipalle galattici, e vediamo gli altri come rompipalle al cubo. Tutto è troppo. Tutti sono troppo. Anche noi stessi ci stiamo antipatici.
Ma perché ci succede?
Non siamo impazziti. È solo che:
☔️Siamo stanchi, magari abbiamo dormito, ma non ci siamo riposati davvero.
☔️ Siamo stressati, anche se all’apparenza diciamo sempre che “va tutto bene”.
☔️ Abbiamo preoccupazioni di fondo, che non emergono come pensieri chiari, ma restano lì a disturbare, come zanzare emotive.
☔️ C’è il ciclo ormonale, che non è solo una questione femminile, anche gli uomini hanno i loro sbalzi umorali biochimici.
☔️ Abbiamo accumulato troppo senza rendercene conto.
☔️ Siamo umani, non dei robot con tunica da monaco zen.
E allora, come sopravviviamo a queste giornate?
🌱Accettiamole. Non proviamo per forza ad “aggiustare” l’umore, a forzarci ad “andare bene” o a “essere produttivi”. Non ci riusciremmo, va così ed è normale.
🌱 Rallentiamo, anche solo per 5 minuti. Chiudiamo gli occhi. Facciamoci un the. Respiriamo, non per calmarci, ma per darci tregua. Non possiamo fare miracoli.
🌱 Evitiamo le interazioni inutili. Non è il giorno giusto per parlare con chi ci prosciuga l’anima, né per le grandi conversazioni o per le riunioni decisive. Se possiamo, posticipiamo.
🌱 Muoviamoci un po’: una passeggiata, un allungamento, qualcosa che ci faccia sentire nel corpo e non solo nella mente.
🌱 Concediamoci uno sclero controllato: urliamo o diamo pugni nel cuscino, scriviamo delle parolacce su un foglio e poi strappiamolo. È liberatorio.
🌱 Non possiamo pretendere comprensione dal mondo intero. Ma se troviamo qualcuno a cui dire “Oggi non ce la faccio”, diciamoglielo.
🌱 Diciamoci la verità: “Oggi non ho pazienza. E va bene, lo accetto”. Basta ammetterlo per sentirci già un pochino meglio e non sentire il peso di essere sempre luminosi e solari.
🌱 Non cerchiamo sempre un motivo. A volte ci rode e basta. Succede. Queste giornate fanno parte del pacchetto “essere umano vivente sul pianeta Terra”. Non vanno risolte, vanno attraversate.
E, anche se sembrano infinite, alla fine passano, passano sempre.
E magari il giorno dopo torniamo ad amare il mondo. O almeno a tollerarlo senza volerlo prendere a testate.
D.ssa V. Scoppio

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