Ogni frutto alla sua stagione



L'aria mattutina ha quel primo sapore d'autunno che punge appena il naso, ma tra i rami alti del vecchio albero di cachi vicino al fienile spuntano ancora frutti del tutto verdi, duri come sassi. Poco più in là, le zucche riposano sulla paglia, ormai arancioni e pronte per la cucina, mentre le ultime susine sono cadute da giorni, avendo già compiuto il loro ciclo.

Il nostro contadino si ferma davanti al tronco del cachi, allunga una mano e sfiora una di quelle sfere verdi e acerbe. Non prova nemmeno a tirarla giù, sapendo bene che se la mangiasse ora gli si legherebbe la bocca e gli lascerebbe solo un sapore amaro sulla lingua.

​"Osservate. Se voi voleste mangiare questo frutto oggi, vi faresti solo del male e direste che questa pianta fa roba cattiva. Ma dategli il suo tempo. Lasciate che arrivino le prime brinate di novembre, che le foglie cadano tutte e che il freddo metta le sue mani sul ramo, allora diventerà morbido come il miele e dolce come una marmellata preparata sul fuoco. Mia madre me lo ripeteva ogni volta che mi vedevo disperato perché i cocomeri ci mettevano troppo a farsi rossi in estate.

​È la lezione che la terra ci offre ogni benedetto giorno e che gli uomini tendono sempre a dimenticare. Vogliamo che i figli diventino uomini prima del tempo, che le ferite guariscano in un'ora, che i progetti di una vita producano i soldi prima che sia finita la settimana. Ma la natura non si fa sgridare da nessuno e non accelera il suo passo per fare un favore alla nostra fretta.

​Ogni pianta ha il suo calendario segreto. La fragola vuole la primavera, il grano vuole il sole di giugno, l'uva vuole settembre e il vecchio albero di cachi il freddo dell'inverno. Ognuno ha la sua ora prefissata per diventare buono.

​Se ci sforziamo di spingere le cose prima del momento giusto, raccogliamo solo frutti acerbi che fanno venire il mal di pancia. Bisogna saper aspettare con il cuore tranquillo, continuare a innaffiare, curare il terreno e fidarsi del tempo. Perché quando arriva l'ora giusta, anche la cosa che sembrava più dura e ritardataria saprà regalare la sua dolcezza."


La casetta in campagna

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