L'ombra nella campagna

 


L’ombra nella campagna non legge l’ora ne' conosce strappi. E' un respiro unico che si allarga e si ritrae sulla terra come la vita addosso ad un uomo. Nasce dal nulla, un filamento scuro impigliato tra i fili d’erba pieni di rugiada, ed è così leggera che quasi la scordiamo, convinti che l’unica cosa che conta sia la luce da cui siamo abbagliati. Eppure lei è già lì, invisibile compagna che impara il disegno dei nostri passi mentre la terra inizia solo a scaldarsi.

​Man mano che ci addentriamo nei campi, l'ombra si trasforma senza mai interrompere la sua danza armoniosa. Ora si stringe a noi nel caldo acre dei campi arati, ora diventa un nucleo denso raccolto sotto i piedi, quando ormai il peso della giornata si fa spietato e cerchiamo in noi stessi un riparo dalla furia del mondo. Non si stacca mai dalla zolla, s’addensa, tace, incamera la terra, e proprio mentre si pensa che stia per scomparire, inghiottita dal vortice della luce, ecco che comincia a fluire di nuovo.

​Senza che nessuno la avvisi, l'ombra riprende a distendersi. Si adagia sui solchi del grano tagliato, scivola lungo i fianchi delle colline, accarezza la scorza ruvida dei fossi e va a toccare l’albero vicino, il sasso e il margine del bosco. Più la luce declina, più la nostra ombra si fa vasta e paziente, allungandosi fino a confondersi con quella delle cose che abbiamo amato e sfiorato lungo il cammino, perdendo i propri contorni per diventare finalmente parte del paesaggio, un’unica, sterminata penombra prima che tutto trovi riposo nel grande abbraccio della notte.


La casetta in campagna

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